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martedì 6 novembre 2018

Noodles in salsa Thai di arachidi e sesamo

Oggi Vi propongo una salsa davvero particolare e mooolto "etnic style" che spero Vi lascerà piacevolmente stupiti e appagati :D

E' una salsa dove l'ingrediente principe è il burro di arachidi.
Sì lo so vi fa strano....
Molti credono sia estremamente grasso e quasi da "junk food", ma in realtà non è esattamente così. Dovete sapere infatti che è una fonte ottima di proteine, tante fibre e pochi carboidrati, inoltre apporta in quantità calcio, magnesio, vit.B6, vit. E, ferro e potassio. Certo ha grassi sia polinsaturi che mono saturi perciò è un'ottima fonte di acido oleico.
Un suo moderato uso (ha comunque un'elevata dose di calorie, ma come abbiamo appena detto è anche ricco di qualità nutrizionali) come ad es spalmato su una fetta di pane a colazione assieme a frutta è sempre ben consigliato anche perché totalmente privo di colesterolo,altamente proteico ed energetico (ottimo per sportivi o bambini), inoltre pare spegni la fame ;)

Negli USA è largamente utilizzato invece qui da noi ancora poco.

Questa ricetta l'ho assaggiata a Bali anni fa e rimasi davvero stupefatta dall'uso che appunto facevano di questo ingrediente.
Io qui ho utilizzato dei SOBA NOODLES tipicamente giapponesi (spaghetti 100% grano saraceno e quindi gluten free) ,ma potete utilizzare qualsiasi altro tipo di spaghetto o noodles. 
Devo però ammettere che la scelta del grano saraceno di per  dal gusto un po' amarognolo ben si sposa con la salsa thai dolciastra, quindi per me un connubio perfetto.




Noodles in salsa Thai di arachidi e sesamo


INGREDIENTI
(dosi per 2 persone)

140g di soba noodles
1 spicchio d'aglio
½ peperone rosso o giallo
1 zucchina piccola 
½ cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaino scarso di aceto di mele
½ cucchiaio di salsa shoyu o tamari (per il senza glutine)
1 cucchiaio colmo di burro di arachidi
½ cucchiaino di peperoncino (o in salsa o in polvere)
semi di sesamo q.b.
sale un pizzico
olio di sesamo o di girasole q.b.

Mentre cuociono i noodles in acqua salata (attenzione hanno tempi di cottura velocissimi) in una ciotola mischiare il burro di arachidi con ½  cucchiaio di acqua tiepida e tutti gli altri ingredienti rimanenti tranne la zucchina.Se necessario aggiungere altro ½ cucchiaio di acqua sempre tiepida. 
Salsa pronta! Difficile vero?? 
Quando i noodles saranno a circa metà cottura buttare nell'acqua la zucchina tagliata a tocchettini poi quando i noodles sono pronti versare pasta e zucchina nella ciotola e amalgamare bene il tutto aggiungendo un filo d'olio di sesamo e semi sempre di sesamo a piacimento. Assaggiare e regolare di sale se occorre.
Servire subito e buon appetito...anzi come direbbero a Bali Khõ hai dja !!!

NG (NOTAGUSTO): Se non digerite o gradite il peperone crudo potete tuffarlo nell'acqua di cottura dei noodles esattamente come avete fatto per la zucchina; così come se invece gradite anche la zucchina cruda amalgamate il tutto nella salsa dei noodles ;)








giovedì 1 novembre 2018

Più menù a tavola per il VEGAN DAY!!! ^_^

Il primo novembre si celebra la Giornata mondiale vegan, istituita nel 1994 per festeggiare il cinquantesimo anniversario della fondazione della Vegan society.
In ogni parte del mondo vengono organizzati numerosi eventi e iniziative per divulgare la cultura vegana. L’obiettivo del World vegan day è quello di diffondere un’alimentazione che non si basi sullo sfruttamento animale.
Era il primo novembre 1944 quando Donald Watson fondò la prima associazione vegana del mondo: la Vegan society e coniò per la prima volta il termine “vegan” utilizzando l’inizio e la fine della parola “vegetarian”.
Da allora sono trascorsi 74 anni e il veganismo è sempre in costante espansione, in particolare in Italia. 
Molte volte il veganismo viene derubricato a moda o tendenza passeggera. Si tratta senza dubbio di una banalizzazione di un fenomeno che affonda le sue radici nell’antichità (quasi duemila anni fa il filosofo greco Plutarco si chiedeva con stupore come l’uomo potesse mangiare altri animali) e che oggi è in crescita, probabilmente per la maggiore informazione sui metodi di produzione della carne e dei prodotti animali e per la crescente sensibilizzazione sul tema del benessere animale.

Per celebrare questa giornata in questo post metterò le proposte per due menu completi (dalla colazione al dolce passando per la merenda) . Ci sarà poi anche un altro menu definito "easy" per chi non ha assolutamente tempo e magari si ritrova a dover per forza cucinare con prodotti già pronti o semi pronti. Ovviamente ogni menu contemplerà tutte le portate quindi: antipasto, primo, secondo+contorno o piatti unici, dolce.( Dite che avete una buona scelta così?? ;P )

L'idea dei menù però non è stata mia, ma viene da una carissima amica nonché scrittrice e attivista vegana Aida Vittoria Eltanin che mi ha proposto questa cosa e mi ha gentilmente e carinamente invitato a partecipare ai suoi Venerdì Vegani sull’Arca di Eva & Friends che si stanno tenendo in questo periodo in rete e precisamente sul social di Facebook. 
Come sempre sono estremamente orgogliosa e felice di poter contribuire in qualche modo con le mie ricette o i miei consigli a questi eventi così epocali come li definisco io. L'Arca ogni anno ad ogni edizione vede migliaia di onnivori o vegetariani entrare e scoprire, anche e soprattutto grazie all'aiuto -oltre che della fondamentale Capitana Aida- di tanti food blogger, medici, tutor, etc.. un mondo ed un modo di vivere, cucinare e curarsi col cibo che li affascina così tanto da poi far sì che molti di essi continuino anche dopo. Questo credo sia uno dei principali punti di forza delle edizioni dell'Arca; edizioni che mi hanno vista negli anni come partecipante, come tutor, come vincitrice di premi (sì perché dovete sapere che quella meravigliosa Anima di Aida si inventa di tutto tra cui anche test, prove e premi vari) e che hanno in buona parte plasmato negli anni il mio concetto di alimentazione sana e consapevole.
Detto questo la mia gratitudine sia a livello personale che pubblico ad Aida è e resterà sempre infinita.

Ma ora bando alle ciance e veniamo ai Menù che vi propongo.

(gf = gluten free)
(* = link diretto alla ricetta)
MENU 1

COLAZIONE
Spremuta di agrumi di stagione
Pancakes*  con succo d'acero e frutti rossi oppure marmellata senza zuccheri aggiunti (meglio se fatta in casa)


MERENDA
Barchette di banana con purea di frutta o di datteri o fichi secchi. Semplicemente frullare i datteri o i fichi lasciati ammollare in acqua poco prima. 





PRANZO
Insalatina con finocchi,arance,olive nere e cipolla rossa
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Tagliatelle viola*
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Terrina di verdure*
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Polpettone di azuki e olive*
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Torta di riso pere e fichi
Cuocere 100 g di riso con una pera, uvetta e fichi secchi. Frullare metà riso ed aggiungere 100g di farina di riso e 50g di farina di mandorle, un pizzico di cremor tartaro, la scorsa di un limone edibile e poi l'altra metà del riso intero cotto. In ultimo si impasta il tutto con un po' di olio circa 40g. In forno 20 min a 180°.


  
 


MERENDA 
Chips di cavolo riccio o cavolo nero* magari con una bella bevanda fermentata di kombucha o altra bevanda similare

NB: Il kombucha altro non è che una bevanda fermentata a base di thè verde o thè nero. Ormai da anni sta prendendo sempre più piede in Europa ed anche in Italia dove lo si può trovare nelle principali catene di alimentari. Di origine asiatica e considerato l'elisir di lunga vita ha tantissime proprietà benefiche per il nostro organismo un po' come tutti i cibi fermentati.


CENA
Piadina* gf con salsine tipo hummus, guacamole*, tzatziki in chiave vegan (yogurt vegetale neutro senza zuccheri aggiunti, succo di limone, cipollotto verde fresco tritato, sale)o altre salsine qui* ad es qualche altro spunto
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Vellutata zucca e curry*
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Polpette di carciofi
Cuori di carciofo cotti e tritati nel mixer, patate schiacciate, farina di mais, cipolla, (aglio facoltativo, olio, sale, prezzemolo, aromi. O cotte al forno o fritte (queste fritte meritano davvero)
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Patate al forno con pesto di cavolo nero. Per il pesto: tritare nel mixer le foglie pulite e tolta la parte dura centrale di cavolo nero con aglio,scalogno,succo di limone,anacardi o lievito in scaglie,sale e pepe, olio
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Monete di cioccolato e frutta
Sciogliere una stecca di cioccolato fondente extra superiore al 70% a bagnomaria. Nel frattempo fare un mix di frutta a guscio ed essiccata e volendo anche semi (mandorle,uvetta,fichi secchi,datteri,bacche di goji,cranberry,uvetta, pistacchi,cocco, etc..) spezzettandoli leggermente. Col cucchiaio su carta oleata o carta forno fare dei dischi di ciocco fuso e spolverarci sopra la frutta secca. Lasciar raffreddare in frigo ben bene e gustare 









MENU 2

COLAZIONE
Estratto o centrifugato con 3  mele verdi, ½ limone senza buccia, 1 cm abbondante di zenzero fresco
Macedonia di frutta con mix di frutta a guscio (ad es. noci,mandorle,pinoli), bacche di goji e semi di chia a cui aggiungiamo uno yogurt vegetale al naturale senza zuccheri aggiunti.

NB. Tutti gli yogurt anche i vegetali hanno grandi dosi di zuccheri aggiunti pertanto i nutrizionisti consigliano, anzichè acquistare uno yogurt seppur vegetale alla frutta bensì uno yogurt vegetale al naturale - senza zuccheri aggiunti - e di aggiungere poi noi frutta. In questo modo gli zuccheri che assimiliamo sono quelli "buoni" della frutta.



MERENDA 
1 mela + 3 noci

PRANZO
Mini pinzimonio di verdure fresche di stagione (carote,finocchio,cicoria cimata,etc..)
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Risotto ai funghi porcini e melagrana*
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Burger di rapa rossa e lenticchie
Frullare nel mixer la rapa rossa cotta ed unirla alle lenticchie cotte e ben scolate. Aggiungere sale,pepe,rosmarino fresco sminuzzato,un po' di succo di limone,farina di ceci e un po' di farina di mais fioretto. Lasciar riposare l'impasto in frigo per una mezz'ora poi formare i burger e passarli nella farina di mais fioretto. Infornare a 180° con un filo d'olio per 15/20 min.

NB. La mia bimba di 2 anni ne è ghiottissima!! ;)
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Puré di patate viola con pesto rosso*
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Plumcake cacao e melograno*



 


MERENDA 
1 grappolo d'uva + 1 pera

CENA
Avocado, pomodori e formaggio di riso affumicato con curcuma o similari (es.SMOKEY RISELLA della FRESCOLAT) conditi con olio,sale e aceto balsamico (se volete sperimentare ottima anche la misticanza di fiori in vaso SONNENTOR)
©
Zuppa di mais*
©Fagiolini al forno al balsamico con lupini e verdure svuota frigo (ad es pomodorini, cipollotto fresco,indivia e barbabietola rossa) 

 


MENU EASY

COLAZIONE
Tisana preferita o tè verde con succo di limone e zenzero* in polvere (*facoltativo)
Fette biscottate gf con crema di nocciole 100% (o di arachidi o mandorle a seconda dei gusti)

MERENDA 
mandarini + kiwi

PRANZO
Insalatina con spinacini baby freschi, arancia rossa spelata al vivo e semi di sesamo condita con olio,sale e succo di limone.
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Pasta ad es. FIOR DI LOTO di farine di legumi (ad es. lenticchie,mix di lenticchie,piselli,ceci) con cottura di soli 3 min. oppure per chi non ha problemi di glutine pasta di grani antichi (es. Timilia,Senatore Cappelli) con tempi di cottura intorno ai 6 min condita con olio, sale, pepe, aglio in polvere, curry, lievito in scaglie BAULE VOLANTE e 7/8 pistacchi tritati nel mixer.



©Mini burger OROGEL linea BENESSERE di carciofi o quinoa e semi di lino (sono gf)
 


©
Funghi misti surgelati appena spadellati con cipollotto, olio,sale,aglio (va bene anche in polvere che normalmente trovate tra le spezie) , succo di limone a sfumare e prezzemolo.
©
Dessert riso mango e maracuja


NB. Tutti i gg assumiamo grano anche senza esserne pienamente coscienti (nei biscotti,nelle paste,nei dolci,nei crackers,nei preparati,etc..) variare il più possibile la tipologia di cereale che assumiamo è possibile e consigliato così come riprendere ad utilizzare quei grani di una volta che hanno una percentuale di glutine decisamente inferiore e quindi più tollerabile per il ns organismo rispetto al più classico utilizzato dalla grande distribuzione. Ovviamente questo discorso non vale in caso di celiachia.



MERENDA 
Frutta fresca di stagione e/o essiccata

CENA
Insalatina di radicchio e mela condita con olio,sale e aceto balsamico
©
Zuppa pronta CONAD VERSO NATURA o DIMMI DI SI' (ce ne sono tantissime) personalmente a fine cottura quando metto l'olio e/o aromi a piacere(aromatiche o spezie) aggiungo una punta di peperoncino .















©Wurstel CONAD VERSO NATURA di lupino (ottima fonte di proteine) con senape o mayo veg (anche già pronte e persino già aromatizzate se ne trovano di svariate marche come BAULE VOLANTE, PROBIOS, CEREAL TERRA, NATTURA, GAUTSCHI che è tra le mie preferite) con spinaci surgelati appena spadellati con scalogno, sfumati al vino e aggiunta uvetta essiccata conditi con olio, sale e succo di limone




Oppure
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Lenticchie al sugo:
Cuocere le lenticchie (prendere le decorticate che cuociono in 10min) con 2 dita d'acqua sopra al loro volume e se necessario aggiungerne. Nell'acqua avremo messo una foglia di alloro che toglieremo poi. Quando le lenticchie sono a buon punto aggiungere passata di pomodoro semplice, uno scalogno tritato fine e una/due carote a tocchettini. Far rapprendere la passata e regolare di olio,sale e pepe se gradito.
©
Budino vegetale al cacao o alla vaniglia


--NOTA DISCLAIMER-- i marchi e le aziende citate in questo post  (immagini relative incluse) non hanno collaborato né sponsorizzato la scrivente e viceversa. Sono stati citati solo per consiglio e perché provati ed apprezzati.



martedì 30 ottobre 2018

Dolcetti dei Morti in giro per lo stivale

La tradizione del nostro "Bel Paese" tra religione e paganesimo, tra costumi e rituali antichi è ricchissima di ricette soprattutto legate ai dolciumi per la festa della commemorazione dei defunti e per Ognissanti.
Ci sono popoli che ne fanno una vera e propria Festa gioiosa e molto importante come avviene in Messico.
Da noi il tutto rimane in chiave più "rispettosa" per ragioni antiche culturali e religiose; però i dolcetti definiti "dei Morti" esistono ed in grande varietà per tutto il nostro Stivale.

Cibo tra sacro e profano. In tutta Italia per il giorno dei Morti si preparano dolci e leccornie che hanno in comune origini, per lo più propiziatorie, a volte magiche e apotropaiche, per placare le anime e ricevere da loro prosperità.
Sin dall’antichità, si credeva che uomini e dei fossero fatti della stessa sostanza. Espressione di ciò, era una comunità conviviale che faceva del pasto il sensale medianico verso l’aldilà. Così l’Ovidio dei Fasti:
"Mos erat, et mensae credere adesse Deos"
Credenza popolare diffusa è quella secondo cui le anime dei propri cari, nella notte precedente il 2 novembre, facessero ritorno sulla terra: così nelle case la tavola restava apparecchiata per tutta la notte, con sopra acqua e dolci, per permettere ai familiari “in viaggio” di rifocillarsi.
Ma spesso, proprio per quella alterità tra vivi e morti, si pensava che fossero i defunti stessi a far dono di leccornie, soprattutto ai più piccoli.

Qui voglio riportare quelli che nascono vegani da tradizione. Se ne conoscete altri passatemi le ricette che poi le posto ;)

COLVA o Grano dei Morti


Specialità pugliese per il giorno dei Morti.
È una sorta di macedonia autunnale dalla preparazione laboriosa e dal forte carico simbolico. Il nome colva pare derivi dal greco kòllyva o kòllyba, che significa grano cotto, e racconta di un’antica origine contesa tra i tempi della Magna Grecia e la dominazione bizantina del sud Italia. Secondo alcuni rappresenta la memoria di un avvelenamento inflitto ai cristiani da Giuliano l’Apostata: i superstiti si salvarono mangiando grano bollito per 40 giorni. Secondo altri raffigura la bontà e la benevolenza dei defunti e delle loro divinità.
In Grecia indica una vivanda che viene offerta dopo la messa da requiem a glorificazione del defunto e pare si consumi sulla tomba fino a 40 giorni dopo la morte del caro; lì, il piatto è a base di grano cotto, spesso unito al melograno, all’uva passa, alla farina e allo zucchero. La ricetta pugliese è simile. La preparazione inizia il 1 novembre con l’ammollo del grano per terminare il 2 con l’aggiunta di tutti gli altri ingredienti.
Ogni elemento coinvolto nell’intruglio goloso fa parte del corredo simbolico che lega la morte alla vita e ciascuno è messo nella ciotola non a caso: il grano cotto rappresenta i defunti, l’uva bianca è la loro anima, i chicchi di melograno ricordano i loro occhi, le noci le loro ossa – o il loro cervello-, il vincotto (di uva o fichi, a seconda della zona) è il loro sangue, il cioccolato è la fertilità della loro esperienza terrena. I vivi lo mangiano per allontanare la morte attraverso il piacere del gusto della vita che nel cibo e i suoi profumi trova un valido motivo per non mollare.

INGREDIENTI

500 g. di grano (se non riuscite a trovarlo usate del farro o il grano già cotto che vendono per la pastiera)
cioccolato fondente di ottima qualità (almeno 70%) q.b.
mandorle e noci sgusciate q.b.
uva fresca q.b.
melagrana q.b.
cannella in polvere q.b.
vincotto pugliese q.b. ---> UNA RICETTA LA TROVATE ANCHE QUI <---

In questa ricetta il q.b. (quanto basta) dipende dai vostri gusti e dalla vostra disponibilità dei vari ingredienti.


Preparazione
Mettete il grano in ammollo per un giorno, poi lessatelo quando avrete deciso di preparare questo dolce. Lasciatelo nell’acqua di cottura fino all’ultimo minuto.
Se utilizzate quello già cotto ovviamente evitate questo passaggio ma mettete in ammollo comunque un po' prima di utilizzarlo.
Fate a pezzetti le noci. Tostate le mandorle dopo averle private dalla pellicina scura e trituratele grossolanamente. Triturate molto grossolanamente anche il cioccolato. Sgranate l’uva ed eliminate i semini dai chicchi. Aprite la melagrana e con pazienza recuperate i chicchi rossi. 
Riunite in una ciotola il grano cotto scolato, la frutta fresca e secca ed il cioccolato. 
Condite con del vincotto e mescolate il composto. 
Servite dopo aver spolverato con la cannella in polvere.


LE OSSA DEI MORTI



Le ossa dei morti sono dei biscotti siciliani molto croccanti che vengono preparati tutti gli anni nel periodo di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti.
E' tradizione siciliana, infatti, che i bambini ricordino i parenti che "non ci sono più" proprio grazie a questa festa. Infatti i bambini buoni, il giorno dei morti, ricevevano in dono da parte dei cari estinti, dolci e leccornie tipiche.
Si tratta di biscottini a cui viene data la "spaventosa" forma di osso (come vedete Halloween non ha inventato niente!!)


INGREDIENTI

400g di farina
400g di zucchero
100ml di acqua
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di chiodi di garofano

Preparazione

In un pentolino riscaldate l’acqua e aggiungete lo zucchero molto lentamente.
Mescolate con costanza e spegnete la fiamma prima che l’acqua giunga al punto di ebollizione. Non importa se lo zucchero non si scioglie completamente.
Su una spianatoia unite farina, cannella e chiodi di garofano macinati finemente.
Fate una conca al centro e versate a filo lo sciroppo di acqua e zucchero.
Impastate fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.
Mettete sulla spianatoia e lavorate velocemente l’impasto delle ossa di morto con le mani fino a formare un filone spesso circa 2 cm.
Tagliate la pasta a tocchetti di 4 cm circa a cui darete la forma delle ossa.
Mettete le ossa di morto in una teglia, precedentemente rivestita con la carta forno, a 5-6 cm di distanza tra loro.
Coprite la teglia e lasciate a riposo per 2-3 giorni, possibilmente al sole, in questo modo la superficie esposta di ciascun biscotto si asciugherà e assumerà un colorito biancastro.
Trascorsi 2-3 giorni, bagnate la base dei biscotti con acqua e trasferiteli su una teglia rivestita con della carta da forno bagnata.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per circa 10-15 minuti affinché lo zucchero all’interno delle ossa di morto, sciogliendosi, si depositerà nella parte inferiore di ciascun biscotto fino a riversarsi sulla carta forno ed a formare, così, una base caramellata scura e dura.
A cottura completata estraete la teglia dal forno e lasciate raffreddare le ossa di morto a temperatura ambiente prima di consumarle.


BUSTRENGOLO


È un dolce che mi ha colpito per l’estrema semplicità dei suoi ingredienti. Si tratta di una specie di pasticcio di farina di mais, quasi una polentina dolce, guarnito con frutta secca, tra cui uva sultanina e pinoli e mele a fettine e, talvolta noci e nocciole, normalmente cotto al forno oppure fritto.

L’origine e la diffusione è umbra, anche se è noto un Bustrengo marchigiano ed emiliano, che però è molto più simile ad una torta vera e propria, con uova e farina bianca oltre a quella di mais.

INGREDIENTI
(per una teglia di diametro 24cm circa)

175 g di farina di mais
80 gr di zucchero (50 nella ricetta originale)
50 gr di pinoli o noci
50 g di uva sultanina
1 bicchierino di grappa***
2 cucchiai di olio d’oliva extravergine
1 pizzico di sale
1 mela
zucchero a velo per la superficie

Preparazione

Ho portato ad ebollizione 600 g di acqua con la punta di un cucchiaino di sale.
Ho intanto pesato lo zucchero e messo in ammollo l’uva passa nel bicchierino di grappa, sminuzzato le noci e sbucciato e tagliato a fettine la mela, spruzzandola con qualche goccia di limone. 
Quando l’acqua bolliva ho versato a pioggia la farina di mais mescolando ed aggiungendo subito due cucchiai d’olio. Ho mescolato la polenta per circa un quarto d’ora, poi ho aggiunto l’uvetta con la grappa e le noci, lo zucchero  ed infine le fettine di mela, continuando a mescolare.
Ho unto di olio una teglia e vi ho messo il composto, schiacciandolo con il dorso di un cucchiaio.
Ho infornato a 180° per circa 35 minuti, poi cosparso di zucchero a velo e rimesso in forno ancora per 5 minuti.
Il bustrengolo si gusta freddo!


TORRONE DEI MORTI


Quello che a Napoli è definito “torrone dei morti” è un dolciume morbido così chiamato in onore di Antonio da Casoria, lungo dai 50 ai 70 cm, venduto a pezzi, e a peso, in tantissime botteghe e piccoli store all’aperto, disseminati lungo le strade della città. La forma è, praticamente sempre, un parallepipedo, una sorta, se vogliamo, di cassa da morto in miniatura, dato anche il richiamo al colore del legno ottenuto attraverso la base di cioccolato. Naturalmente, l’esterno può essere decorato a piacimento, tant’è che non è infrequente trovarne di ricoperti da cioccolato bianco oppure ripieni di crema e cioccolata al latte, che decorano al taglio ogni fetta. Questo tipo di torrone si differenza da quello classico per gli ingredienti: qui non c’è miele, ma cacao, come abbiamo visto, che viene “intarsiato” e reso più goloso da nocciole, frutta secca o candita, chicchi di caffè, mandorle, riso soffiato e tantissimi altri ingredienti, preferibilmente autunnali, ma anche più esotici ed estivi, come il cocco.
Era un omaggio che i vivi preparavano per i defunti per il loro viaggio ed un dono che i defunti stessi, a loro volta, offrono dal cielo.

INGREDIENTI

600g. di cioccolato fondente (min. 70%) di ottima qualità
400g. di crema di cioccolato alle nocciole (se ne trovano di ottime nei produttori di cioccolato di alta qualità)
200g. di nocciole sgusciate

Preparazione

Private le nocciole della pellicina scura che le ricopre poi tostatele.
Fate fondere 200g del cioccolato fondente e usatelo per ricoprire le pareti di uno stampo tipo plumcake (possibilmente di silicone). Mettetelo in frigorifero per far solidificare il cioccolato.
Ora fondete anche il restante ed unitevi la crema di cioccolato e le nocciole. e versate il tutto nello stampo. Fate solidificare in un luogo fresco (ma non in frigorifero).
Al momento di servire capovolgete il torrone su un piatto da portata e tagliatelo a fette.

sabato 27 ottobre 2018

Vincotto di fichi

Il vincotto di fichi è un "elisir" dalla consistenza piuttosto densa (la densità è indice di elevata qualità del prodotto), un condimento molto versatile, che in tutta Italia è noto perchè utilizzato per “condire” le tipiche cartellate pugliesi (dolce tipico del periodo natalizio). 
Il vincotto, di cui sono state rese note le eccellenti proprietà antiossidanti, è ottenuto da due diverse varietà di uva tipiche pugliesi: Negroamaro e Malvasia Nera, ma si può realizzare anche con le prugne e con i fichi.
Qui vi propongo la versione fatta coi fichi.




INGREDIENTI 
(dosi per circa 10 persone)

5kg di fichi maturi e dolcissimi


PREPARAZIONE
Tagliate i fichi in 4 parti (senza eliminare la pelle), ricopriteli con l’acqua e cuoceteli fino a ridurli in poltiglia (la quantità di prodotto tenderà a dimezzarsi). Quindi versate il composto bollente in un panno dalla trama fitta, che chiuderete dandogli la forma di una sacca da pasticceria.
A questo punto dovrete strizzare energicamente il telo in modo da recuperare quanto più liquido possibile che porrete in una pentola in acciaio.
Cuocete questo liquido per circa 2 ore mescolando spesso con un mestolo di legno, fino ad ottenere la densità desiderata.
Quando vedrete che il liquido si sarà addensato e sarà diventato filante, potrete spegnere il fuoco.
Lasciate intiepidire il liquido e versatelo nelle bottiglie di vetro, in cui potrete conservarlo anche per un anno.

mercoledì 18 luglio 2018

Spaghetti all'aglio nero

Ho scoperto (lo ammetto non lo conoscevo prima se non per sentito dire) questa meraviglia del palato ad una meravigliosa banchetta di spezie circa un'annetto fa e non ho resistito all'acquisto - un po' caro come costo sappiatelo ma ne vale la pena - ho quindi deciso subito di sperimentarlo.
La ricetta l'ho fatta diversi mesi fa ma solo ora ho trovato il tempo di postarla finalmente!

Per chi non lo conoscesse  spiego velocemente cos'è l'aglio nero.



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L'aglio nero nasce in Corea nel 2004 e si è presto diffuso in America ed Europa. Questa "nuova" varietà d’aglio, a prima vista, lascia un po’ perplessi per colpa del colore particolare ma, in realtà, nasconde numerose proprietà benefiche per il nostro organismo. Si tratta a tutti gli effetti di un aglio fermentato dai bulbi di aglio fresco a una determinata temperatura ed umidità. Questo processo, che dura 30 giorni, non prevede nessun tipo di trattamento con conservanti o additivi ed è il primo passaggio per la realizzazione dell’aglio nero.La seconda fase, che dura ben 45 giorni, permette all'aglio di assumere lo stravagante colore nero. Tutto merito dell’ossidazione che, oltre a colorare gli spicchi, li ammorbidisce e toglie quel sapore pungente tipico dell’aglio tradizionale.(infatti non si hanno problemi di digestione o di alito con questo aglio!!) 


Alla fine di queste fasi, quindi, abbiamo una versione meno “aggressiva” rispetto all'aglio tradizionale, ideale per chi non gradisce il sapore forte e pungente della controparte bianca.Questo aglio infatti lascia in bocca un gradevole retrogusto di liquirizia
Inoltre non ha odore e ha un sapore molto più dolce rispetto all'aglio tradizionale.
Grazie alla fermentazione ha meno allicina ma una maggior concentrazione di antiossidanti, che aiutano a previene l’invecchiamento e a protegge il cuore. 
Grazie alle sue proprietà viene considerato un super-alimento o alla stregua di un integratore utile per mantenersi in forma e in salute.
Uno studio del 2009, pubblicato sul Medicinal and Aromatic Plant Science and Technology Journal, dimostra che la versione nera dell’aglio, rispetto a quelle tradizionale, risulta più efficace nella riduzione dei tumori. Un ulteriore studio ha dimostrato che l’aglio nero contiene il doppio degli antiossidanti rispetto alla versione bianca.
Come se non bastasse, l’aglio nero sarebbe utile per la riduzione del colesterolo grazie alla presenza di un particolare composto solforoso, denominato s-allylcycteine (SAC).
La versione nera dell’aglio, inoltre, risulterebbe efficace nella cura contro la psoriasi.
Rispetto a quello bianco contiene il doppio del fosforo e un quantitativo di gran lunga superiore di calcio e proteine. 
Inoltre, secondo alcuni studi condotti in Giappone, l’aglio nero aumenta la forza fisica, riduce l’affaticamento, migliora il metabolismo del glucosio e rende più rapida la guarigione dal raffreddore.
L’aglio nero non ha particolari controindicazioni, importante comunque non eccedere nelle dosi per evitare la possibile comparsa di nausea, vomito o gastrite. 

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Veniamo ora alla ricetta molto semplice ma di grandissimo gusto ^_^ e soprattutto ricetta base per imparare a conoscere e dosare questo ingrediente.

SPAGHETTI ALL'AGLIO NERO



INGREDIENTI
(dosi per 2 persone)

4 spicchi d’aglio nero
200 ml scarsi di brodo vegetale
olio evo q.b
1 peperoncino (facoltativo) o paprika a piacere
200 gr di spaghetti (per chi vuole usare quelli gf)

In una padella rosolare gli spicchi d’aglio nero in un filo d’olio per meno di un minuto, aggiungere poi il brodo e far ridurre di metà circa. frullare il tutto a cremina e tenere da parte al caldo.
Nel frattempo cuocere gli spaghetti e scolarli un minuto prima conservando una mestolata di acqua di cottura.
Amalgamare gli spaghetti in padella con la cremina di aglio nero e saltarli a fiamma bassa e se necessario allungare con l’acqua di cottura della pasta.
Aggiungere ora il peperoncino fresco tritato.
Impiattare gli spaghetti nappando con altra salsa all’aglio nero e con peperoncino in polvere o paprika a seconda del Vostro palato.
Servire subito e ben caldo.

NG (NOTAGUSTO): ottimo anche con un trito di maggiorana o dragoncello freschi da spargere sopra quando li avete già impiattati.


lunedì 9 luglio 2018

Gazpacho sì, ma verde!

Contro al calura si sa bisogna abbondare di frutta e verdura freschi e privi di cottura.
Tra i miei piatti estivi preferiti ci sono quindi una serie di piatti freddi tra i quali le zuppe come il gazpacho la fanno da padrone soprattutto per serate con amici o per evitare di proporre solo insalate o varianti o impiegare più tempo in preparazioni crudiste in stile masterchef ;)
Le zuppe fredde possono sembrare complicate, ma in realtà sono estremamente semplici e di grande effetto!
Il classico gazpacho (l'originale è quello andaluso) a base di pomodori è ormai noto a tutti. Io qui vi propongo una versione alternativa ..verde! :-) Vediamo come.

GAZPACHO VERDE



INGREDIENTI
(dosi per 2 persone)

1 avocado maturo
2 cetrioli medio/grandi
1 mazzetto di prezzemolo
1 peperone verde (quelli a cornetto sono i migliori per questa ricetta)
acqua q.b.
olio evo q.b.
aceto di mele q.b.
sale e pepe
semi di sesamo per guarnire
fiori edibili essiccati per guarnire (facoltativi)


Lavare e pulire la verdura. Mettere tutto nel boccale e frullare a immersione il tutto. Guarnire con una spolverata di fiori edibili essiccati e semi di sesamo. Et voilà!

Acqua e condimenti vanno in base al Vs palato e a quando cremosa desiderate questa zuppa. Più acqua mettete più risulterà liquida e più olio mettete più densa e cremosa. Essendo però presente l'avocado che ha già i suoi grassi "sani" consiglio di non eccedere nell'utilizzo dell'olio poiché ne occorre davvero poco.


Se invece volete rimanere nel classico il mio personale GAZPACHO è qui spiegato il tutto: prendete la stessa ricetta ma evitate l'avocado. Al suo posto prendete pomodori belli succosi e maturi (tipo costoluti o cuori di bue) invece del peperone verde ne prendete uno rosso e fate lo stesso procedimento. Aggiungete però anche un po' di succo di limone e una mezza cipolla rossa di tropea e tuffate nella zuppa qualche cubetto di ghiaccio e 2 fette di pane appena tostate e bagnate appena con acqua olio e aceto di mele. Lasciate da parte qualche tocchetto di cetriolo e peperone e tuffate anche quelli nella zuppa. ...poi fatemi sapere! ;)