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mercoledì 16 dicembre 2015

Ramen Girl ;-)

In giappone adoravo i ramen .... ne esitono mille e una varianti e logicamente si trovano sia vegetali che non. 
Purtroppo però (all'epoca non sapevo di doverci far attenzione) i ramen contengono glutine.

L'origine di questo piatto si deve alla cucina cinese, maestra nella preparazione di zuppe a base di noodles (spaghetti cinesi), ma in Giappone il ramen si è diffuso talmente tanto che oggi viene considerato un piatto nazionale giapponese più che cinese. Il nome stesso, però, deriva da una storpiatura della pronuncia giapponese di una parola cinese "lamian", ossia tagliatelle tirate a mano.
I giapponesi vanno particolarmente fieri di questo piatto tanto che nel 1994 fu aperto un museo a Yokoama. La massima diffusione con un conseguente boom a livello interazionale di questo piatto è avvenuta nel 2008 in seguito alla proiezione del film "Ramen Girl" peraltro carino che vi consiglio di vedere se vi piace il genere.
Analogo ad una nostra zuppa calda è composto nelle sua versione originale da brodo di carne o di pesce, tagliolini giapponesi (noodles di frumento) e vari altri ingredienti quali uova sode, pezzi di carne o pesce bolliti, alghe, verdure. Il ramen può essere poi arricchito da spezie come l'immancabile salsa di soia , lo zenzero, il sakè, il miso...praticamente ogni zona del Giappone ha la sua variante del ramen. Viene servito in ciotole di ceramica decorate con cucchiaio di ceramica e spesso con coperchio per evitare che il calore si disperda; i giapponesi infatti gustano questo piatto letteralmente fumante utilizzando le bacchette per i noodles e il cucchiaio per il brodo. Per tutto il Giappone è possibile trovare ramen bar dove è possibile richiedere porzioni assolutamente personalizzate e super fumanti da consumarsi in pochissimi minuti e uscirne più che sazi.
In alternativa ai ramen si trovano anche gli udon (varietà di noodles sempre a base di frumento) e la soba. Quest'ultima è un vero e proprio spaghetto interamente fatto di farina di grano saraceno che si presta bene sia per piatti asciutti che per zuppe.

Essendomi ritrovata in dispensa una confezione di tagliolini di riso acquistati non tanto tempo fa e perfette come dimensione per un buon ramen mi è venuto subito il desiderio di farmene un bel piatto per pranzo e così è stato ^_^
YUM YUM

INGREDIENTI
(dosi per due porzioni abbondanti di ramen - 4 se seguite da altre portate)
200 g. di tagliolini di riso 
circa 1 l. di acqua (per preparare il brodo)
2 carote medio piccole
1 costa di sedano
1 cipollotto intero
1 manciata di funghi porcini secchi
curry in polvere
1 cm di radice di zenzero
lievito in scaglie
mezzo foglio di alga nori 
mix di alghe in polvere
olio evo q.b.
peperoncino in polvere oppure salsa tamari (facoltativi)

Mettere l'acqua sul fuoco e a mano a mano che si lavano e sminuzzano le verdure (cipollotto, sedano, carote) aggiungerle in acqua. Utilizzare anche le radici ben sciacquate del cipollotto  - garantisco che è un ingrediente segreto e gustoso per le zuppe giapponesi ed è realmente usato anche da loro - per le carote cercare di tagliarle a striscioline sottili.
Alle prime bollicine di avvisaglia di bollore del brodo aggiungere i porcini senza alcun ammollo precedente. Se troppo grossi sbriciolateli con le mani. 
Quando inizia a bollire immergere i tagliolini. 
Aggiungere poi un cucchiaino di curry in polvere e lo zenzero che può essere grattugiato sul momento direttamente sopra il tegame oppure tritato col coltello.  
Aggiungere anche il mix di alghe a piacimento e la nori tagliata a stricioline con le forbici.
A cottura del tagliolino (attenzione a non scuocerlo) 'passare un filo d'olio evo e una spolverata di lievito in scaglie avendo cura di amalgamare bene il tutto.
Servire super caldo e se vi piace spolverare con peperoncino o in alternativa con qualche goccia di tamari.

Itadakimasu ^_^


martedì 1 dicembre 2015

PESTO DI KALE & WASABI

Qui con tagliatelle di mais senza glutine

INGREDIENTI PER IL PESTO
(dosi per due porzioni circa)

4/5 foglie grandi di cavolo nero
1/2 carote piccole
1 cipollotto intero  (*)
1 pomodoro intero essiccato al naturale
1 cucchiaino da caffè raso di wasabi (**)
olio q.b.
succo di ½ limone 
lievito alimentare in scaglie una spolverata

(*) per la versione raw usare solo la parte verde

(**) in commercio trovate sia paste di wasabi (rafano e poi aroma al wasabi, non sono mai pure) oppure polvere di wasabi che se ben confezionata e conservata è assolutamente valida. Per la pasta un cucchiaino è la dose corretta, per la polvere prendere un cucchiaino raso da caffè e il doppio di acqua tiepida. Far sciogliere la polvere e lasciarla riposare per 5 minuti.
---->>> A tal proposito vi rimando alla mia pagina facebook dove ne parlo nell'album "schede degli ingredienti".<<<----
Nella versione raw andare con parsimonia e assaggiare. Con la cottura il sapore del wasabi si perde molto ma mantenendolo crudo permane, perciò regolatevi.

Lavare ed eliminare il gambo fibroso del cavolo nero, tagliarlo a listarelle e metterlo nel mixer per tritarlo ma non troppo.  Aggiungere poi il cipollotto, il pomodoro essiccato.
Tritare bene il tutto. Pelare e tagliare a tocchettini le carote.
(PER IL COTTO) Amalgamare bene il pesto in padella con un filo d'acqua e aggiungere il wasabi e il succo di limone e in ultimo olio q.b. far insaporire e aggiungere il lievito saltando in padella con la pasta.
(PER IL RAW) massaggiare bene il pesto aggiungendo il wasabi, il limone e l'olio e lasciar marinare per almeno 10 minuti. Il lievito in questa versione è facoltativo.

venerdì 20 novembre 2015

IL POTERE DEI FERMENTATI

Sin dall'antichità l’uomo si era accorto che era possibile conservare meglio il cibo e sviluppare consistenze e sapori diversi utilizzando la tecnica della fermentazione. Nelle varie culture venivano fermentati vari tipi di alimenti: in Messico si mangiava il mais, nei paesi nordici i crauti, in Giappone la soia, in Oriente il pesce, in Russia una bevanda di segale. 
In Oriente i cibi fermentati erano e sono ancora considerati una vera e propria medicina per l’organismo.
Nell'attuale alimentazione moderna questi cibi sono praticamente scomparsi, lasciando il posto ad alimenti sterilizzati e pastorizzati. 

Gli alimenti fermentati che hanno resistito negli anni e che ancora si possono trovare sulle nostre tavole sono:
vino, birra, aceto, i crauti (che non andrebbero però cotti), le olive, il pane a lievitazione naturale, lo yogurt.

Non ci avevate mai pensato prima vero? ^_^

I BENEFICI

La fermentazione, oltre a conservare i cibi, ha la caratteristica di rendere l’alimento più ricco di enzimi, di vitamine (in particolare la C e il gruppo B), antiossidanti, acido lattico e fermenti lattici vivi: i lattobacilli. 
Queste sostanze svolgono un’azione rivitalizzante sulla flora intestinale, controllano inoltre la putrefazione e la proliferazione di batteri cattivi. 
I fermenti hanno un potere disinfettante, digestivo, disintossicante, agiscono sulla microcircolazione, contribuiscono a riequilibrare alcune problematiche della pelle, sono utili in caso di infiammazioni, allergie , micosi e candidosi.
Nel nostro intestino esiste un vero e proprio esercito formato da più di 400 tipi di batteri, questi formano sulle mucose una fitta barriera che impedisce l’entrata di sostanze dannose e patogene e regolano, trasformano, sintetizzano l’assorbimento di molti nutrienti, hanno inoltre un’azione stimolante nella produzione di anticorpi.
Questo dovrebbe farci riflettere su quanto sia importante la buona salute della nostra flora batterica!

Secondo gli studiosi, gli enzimi sono la chiave per avere e mantenere una buona salute, tanto che sono ritenuti indispensabili sia per la digestione che per la cura e la prevenzione di moltissime malattie. 
Alcuni tra gli alimenti più ricchi di enzimi sono:
il kefir, lo yogurt non pastorizzato, tutti i vegetali fermentati con il sale, il miso, il tempeh, la papaya, il mango, il kombucha (una bevanda fermentata di origine cinese).

Ogni persona ha una diversa flora intestinale e la sua composizione può essere influenzata da vari fattori come stress, antibiotici, fumo, alcol, dieta ecc.. un’alimentazione che comprenda due piccole porzioni di cibi fermentati al giorno può già essere un buon modo per rendere più sano il nostro intestino. 
Un po' di verdure fermentate a fine pasto aiutano la digestione e preparano l'organismo al sonno, grazie all'azione delle potenziate vitamine del gruppo B, in particolare la B6.

SCEGLI COSA E COME

Fermentare le verdure e conservarle in una soluzione liquida migliora il loro profilo nutrizionale e come risultato finale si ottiene un prodotto più saporito, croccante e delizioso rispetto a quello di partenza.
Il kimchi e i crauti sono varianti molto diffuse, ma quasi tutte le verdure possono fermentare se immerse in un liquido, spesso unendo del sale o aggiungendo un altro prodotto per avviare il processo. 
Le verdure fermentate si conservano per molti mesi, e permettono di gustare dei tipici piatti estivi tutto l'anno.
Le migliori verdure sono quelle di stagione e al culmine della maturazione, dalla consistenza e dal sapore ottimale: quelle a chilometro zero e se possibile biologiche. 
Si può fermentare una verdura alla volta, o confezionarne diversi tipi insieme per creare una deliziosa "insalata".
Le verdure che riescono meglio a fermentare sono: barbabietole rosse, cavoli cappucci, cetrioli, cipolle, rape, zucca.
Cetrioli. I cetrioli fermentati, sottaceto, sono un ottimo punto di partenza. Si possono confezionare da soli o con cipolle, carote e peperoni sottaceto. (Attenzione a non usare i cetrioli cerati. Per vedere se hanno subito questo trattamento, raschiarli con un'unghia. Chiedere al negoziante cetrioli da conservare sottaceto.) Veri e propri tesori d'acqua che fermentati diventano un prezioso rimedio diuretico e riequilibrante.
Cavoli. I cavoli fermentati diventano aspri e croccanti. Si utilizza la qualità CAPPUCCIO da cui si ricavano i crauti. E’ molto salutare per le insufficienze epatiche, la stitichezza, per il riequilibrio della pelle grassa e dell’acne.
Rappresentano la principale fonte di vitamine per le popolazioni nordiche. I Greci ed i Romani furono i primi a fermentare i cavoli, questo alimento non mancava mai durante gli spostamenti degli eserciti. Anche sulle navi che andarono alla scoperta dell’America, ce n’erano abbondanti scorte che servivano per contrastare lo scorbuto.
I crauti sono facilmente digeribili, i fermenti lattici che contengono rendono più digeribili sia i grassi che la cellulosa, sono disinfettanti del tratto intestinale e ricchi in zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio che li rendono rimineralizzanti e ricostituenti. Sono inoltre alcalinizzanti e depurativi. S
alutari per le insufficienze epatiche, la stitichezza, per il riequilibrio della pelle grassa e dell’acne.

Peperoni. Possono essere fermentati da soli o assieme ad altre verdure per aggiungere un po' di piccante.
Fagiolini o asparagi. Sono una gradita delizia nei mesi invernali, quando è difficile trovare il gusto fresco dell'estate.
Barbabietola rossa. La fermentazione ne aumenta le proprietà remineralizzanti e ricostituenti. Sedativa e dunque adatta per i pasti serali degli ansiosi.
Cipolle. Alimento medicina, nella versione potenziata alla fermentazione diventa uno stimolante efficace di tutte le funzioni dell'organismo. Adatto in particolare ai diabetici e agli obesi.
Zucca. Cruda è sedativa, diuretica e lassativa. Fermentata ancora di più. 
Rape. Fermentate sono un ottimo rimedio diuretico adatto alla gotta e nell'obesità. 
Consumate durante i periodi di influenza, tosse, bronchiti, accelerano la guarigione. 

Abbiamo poi:

MISO. Si trova nei negozi di alimentazione naturale o macrobiotica e nelle erboristerie. 
Può essere a base di soia, orzo (attenzione contiene glutine), riso e si prepara facendo fermentare i legumi in acqua di sorgente e sale marino integrale.  Ricco di preziose proteine vegetali, sali minerali, 
enzimi, batteri, aminoacidi e carboidrati grassi è utile nelle infezioni. 
Protettore della flora intestinale. 
Usato da millenni nei paesi dell’estremo oriente, ne facevano largo impiego gli eserciti degli antichi samurai per la capacità di produrre energia muscolare e come riequilibratore del PH del sangue.
Alimento di fondamentale importanza nelle carestie, nelle malattie e nella convalescenza. Viene utilizzato anche in persone sottoposte a radioterapia o chemioterapia non solo per ripristinare la flora intestinale, ma anche per l’azione antinfiammatoria.
L’impiego tradizionale è nella zuppa, preparata con verdure miste e piccoli quantitativi di alghe. A fine cottura viene aggiunto il miso, un cucchiaino raso per quattro persone. 
La temperatura del brodo favorisce il risveglio di enzimi e batteri, preparando lo stomaco ad una migliore digestione dei cibi. 
Il miso non deve mai bollire. Può essere usato anche per insaporire salse o condimenti. 

Lo SHOYU e il TAMARI (senza gluitne).Sono una sorta di miso liquido. Ormai dilagano un po' in tutti i supermercati (per la tamari la si trova nei negozi biologici).Il loro uso è molto versatile e possono condire tutto. Vengono realizzati facendo fermentare la soia e il grano, in acqua di sorgente e sale marino. Può essere usato anche contro la depressione e la stanchezza fisica e mentale. 

L'AMASAKE. E' la fermentazione di riso dolce, morbido e gustoso ricco di vitamine. La fermentazione scinde gli amidi del cereale in dolcissimo maltosio, ottenendo una crema che può essere consumata al naturale o allungata con acqua. 
Il TEMPEH. Trattasi di soia fermentata e poi cotta. Anch'esso lo si trova nei biologici o nei supermercati ben forniti. Ottimo sostituto meno pubblicizzato del seitan con un'alta % di proteine vegetali. MA soprattutto è senza glutine!!!

Prugne Umeboshi. Sono in realtà albicocche che vengono messe a fermentare sotto sale con foglie di shiso, da qui la tipica colorazione rossiccia che le fa denominare prugne. Vengono usate per preparare salse, condimenti e bevande.

Ottime per problemi digestivi ed intestinali, per raffreddore, febbre, per tonificare fegato, reni e polmoni, sono alcalinizzanti ed antiacido, un pezzetto di prugna anche contro la nausea. 
Nella medicina tradizionale si utilizza l’ume insieme al tè bancha per alcalinizzare velocemente l’organismo
.
Kefir. Bevanda originaria del Caucaso, ricchissima di probiotici. A differenza dello yogurt è leggermente alcolica, perché la fermentazione viene fatta non solo da fermenti, ma anche da lieviti.
Il kefir viene preparato utilizzando latte di origine animale ma si può fare anche con acqua, zucchero, limone e fichi secchi, per renderlo più piacevole, si può aggiungere latte di cocco.
Contiene vit.B 12, folati, vit.K, vit.A, vit.D, enzimi, aminoacidi, calcio, magnesio, biotina. 
Tutti questi elementi lo rendono importante per mantenere un sistema nervoso sano, per la prevenzione dell’osteoporosi e dell’aterosclerosi. 

Ottimo anche per chi soffre di colite poichè ne riduce l'infiammazione.


COME FERMENTARE "ARTIGIANALMENTE" IN CASA

Quando le verdure sono ricoperte da una soluzione liquida, i batteri naturali presenti cominciano a rompere la struttura cellulare nel processo di fermentazione. Le verdure fermentano in acqua, ma il loro gusto e la consistenza è migliore se si aggiunge il sale, che favorisce la crescita di batteri "buoni" e inibisce la crescita di batteri "cattivi.
La quantità approssimativa di sale da aggiungere è di 3 cucchiai per 2,5 chili di verdure. 
Meno sale si aggiunge più velocemente fermentano le verdure. Se si aggiunge più sale il processo è più lento.
Se non si  vuole aggiungere molto sale, si possono usare dei microrganismi  o dei lieviti per innescare la fermentazione che aiutano a sviluppare i batteri buoni e a soffocare la crescita di quelli cattivi. Si possono aggiungere ad esempio grani di kefir, o un lievito secco e ridurre la quantità di sale. Da considerare però che se usano solo dei lieviti, senza alcuna aggiunta di sale, le verdure diventeranno meno croccanti.

Per la fermentazione occorre pulire in maniera accurata le verdure scelte. 
Affettarle finemente e asciugarle poi iniziare gli strati (circa 2 cm di verdura) nel contenitore capiente scelto e metter sale per ogni strato. Continuare a riempire il contenitore, sempre con due centimetri di verdura alla volta e un pizzico di sale. 

 - E' importante scegliere dei materiali che non disperdono le sostanze e il liquido. Quelli in ceramica e vetro sono i migliori; evita quelli in metallo o plastica. - 
Durante questa operazione premere ben bene, in quanto la fermentazione deve avvenire in mancanza di ossigeno, sia per potenziare le proprietà salutari delle verdure, che quelle di sapore. 
Alla fine riempito totalmente il contenitore, mettete un peso sopra in modo da coprire tutta la superficie del recipiente.

Tenete in un locale non troppo freddo e non troppo caldo (circa 15°). 
Dopo 24 ore togliete la schiuma e mescolate bene. 
Ripetete l'operazione per al massimo 4 giorni fino a quando, non si formerà più la schiuma. 
Le verdure possono fermentare fino anche a 18 giorni. Il loro sapore cambia quindi consiglio di assaggiarle quotidianamente fino ad ottenere il gusto che vi piace o che cercate.Travasate poi in vasetti di vetro chiusi e teneteli in frigorifero. 


QUALCHE RICETTINA

CETRIOLI IN SALAMOIA
(questa è la più semplice e veloce)


cetrioli
1 cucchiaio di semi di senape
1 cucchiaino di pepe in grani
1 cucchiaio di sale dell'Himalaya
barba di finocchio 

acqua

Tagliate i cetrioli come preferite. Metteteli in un vaso e aggiungete i semi di senape, pepe,sale e il finocchietto. Massaggiate il sale fino a quando i cetrioli iniziano a rilasciare il loro liquido. Aggiungete acqua sufficiente a coprirli. Mettete un peso in modo che non salgano in superficie e poi coprite con un panno in modo che possano respirare e lasciare a temperatura ambiente per un paio di giorni. Lasciate a temperatura ambiente finché non raggiungono il sapore che più vi aggrada e poi conservate il tutto in vasetti di vetro ermetici in frigo.


GIARDINIERA MISTA

verdure miste: carote, cavolfiore, cavolo cappuccio, sedano, pomodori verdi, peperoncini verdi o rossi, topinambur, aglio, rapa bianca, etc.
un cucchiaio colmo di sale grosso (marino integrale) per ogni litro d’acqua
aglio, alloro e pepe in grani a piacere

Lavare e tagliare le verdure come si preferisce e riporle in barattoli di vetro aggiungendo a piacere aglio e aromi.  Sciogliere in una pentola il sale marino integrale per litro d'acqua e portare ad ebollizione, lasciar raffreddare e versare sulle verdure fino a ricoprirle. Chiudere con un tappo in modo non ermetico. Lasciare riposare le verdure in un ambiente ventilato, senza troppo sole per circa 10 giorni (in terrazzo in estate è perfetto), i primi 4 giorni agitare il barattolo capovolgendolo almeno una volta al giorno finché non parte la fermentazione, oppure – ancor meglio – rovesciare in un contenitore il liquido e rimetterlo nel barattolo in modo da ossigenalo. A questo punto la giardiniera è pronta! Può essere conservata in frigorifero o in un ambiente a bassa temperatura.
immagine dimostrativa della rete

mercoledì 21 gennaio 2015

Insalatina agrodolce di daikon

Questa insalatina che vi propongo è una delle portate che amo di più presentare quando preparo cenette etniche ..ma non solo ...dal sapore agrodolce ma con retrogusto decisamente spiccato e deciso l'ho assaggiata la prima volta in Giappone.
Amano servire verdure in agrodolce ad inizio pasto o comunque tra gli antipasti, le propongono anche a colazione ^_^ .
Io la servo o in occasioni da fingerfood o tra gli antipasti o anche associata a verdure con un po' di carattere e in genere viene sempre ben apprezzata.

INSALATINA AGRODOLCE DI DAIKON



INGREDIENTI
(dosi per 4/6 persone)

1 daikon intero grande
2 cipollotti freschi (usare solo la parte verde)
semi di sesamo integrali o tostati q.b.
1/4 o 1/2 peperoncino fresco rosso (dipende dalla % di piccante che volete dare)
1/2 cm di zenzero fresco
aceto di mele 
olio evo a crudo o olio di sesamo
succo d'agave
sale integrale marino

Lavare, pelare e tagliare a rondelle sottili con la mandolina il daikon.
Pulire, lavare e tagliare a rondelle molto sottili la parte verde dei cipollotti . 
Fare lo stesso col peperoncino.
In una ciotola capiente mettere il daikon con il cipollotto, il peperoncino e i semi di sesamo.
Aggiungere in parti uguali e un po' alla volta l'aceto di mele e l'olio, poi l'agave (di questo ne basta davvero poco), il sale e in ultimo lo zenzero grattugiato fresco. Mescolare con molta cura e a lungo il tutto e assaggiare per regolare se necessario di olio o aceto o sale. 
Rimescolare bene bene di nuovo il tutto.
Prendere un sacchetto di quelli da freezer con la chiusura ermetica a zip e mettervi dentro l'insalatina a riposare e marinare per min 20/30 min avendo cura di massaggiarla esternamente al sacchetto ogni tanto con le mani in modo da mescolare bene il tutto col condimento.

NG (NOTAGUSTO): volendo si può utilizzare anche un po' di shoyu o tamari ma in quel caso il sapore cambia leggermente.



giovedì 17 aprile 2014

VELLUTATA BIANCA "FIOR DI LOTO"

E' da un po' che non mio facevo una bella zuppa/vellutata e l'altro gg ne avevo proprio voglia; le temperature si sono abbassate in questo ultimo perdio e quindi la sera qualcosina di caldo e coccoloso ci fa sempre piacere in casa nostra. ^_^

Aprendo il frigo però ho notato che non avevo i miei cavalli di battaglia e nemmeno niente di troppo classico per farla... poi ho visto il gigantesco daikon che avevo comprato giorni fa e che ancora non avevo usato: non ci crederete ma era talmente grosso che con il mio attrezzino per fare gli spaghetti non ci stava e quindi rimandavo e rimandavo per fare un po' di pinzimonio o altro.
E' stato lì in quel  momento che mi sono ricordata di aver assaggiato zuppe col daikon in Giappone e allora viaaaa qualcosa si può fare...

VELLUTATA BIANCA "FIOR DI LOTO"
eheheheh scusate ma vista l'ispirazione e l'influenza tremendamente giapponese non potevo non chiamarla così :P

scusate la foto sfocata che non è da me...ma era talmente buona che nella fretta
non mi sono nemmeno accorta le foto non fossero venute bene :D


INGREDIENTI (per circa 4 porzioni abbondanti)

1 daikon (il mio era bello gigante)
2 patate grandi
2/3 cipollotti bianchi (inclusa la parte verde)
brodo vegetale q.b. (oppure se avete fretta 1 cucchiaino colmo di dado in polvere vegetale bio senza lieviti e glutammato..io lo trovo nei negozi bio ed è ottimo)
1 mela 
olio evo
paprika dolce

Pelare e tagliare a dadini grossolani il daikon, fare altrettanto con le patate (se sono bio potete spazzolare bene la buccia ma lasciarla),tagliare a rondelle medie i cipollotti e a dadini la mela che se bio può esser lasciata con la buccia. Mettere tutto in un tegame bello capiente e dai bordi alti. Coprire le verdure con acqua e portare a bollore. Aggiungere il dado vegetale in polvere e far cuocere fino a quando le verdure si saranno intenerite tanto da esser infilzate bene con la forchetta. (se usate brodo vegetale preparatelo prima e poi un volta filtrato tuffateci le verdure fin da subito seguendo lo stesso procedimento della ricetta.)
A cottura ultimata frullare bene il tutto utilizzando un frullatore ad immersione. I liquidi saranno sufficienti e si creerà una bella consistenza cremosa semi liquida. Servire in capienti piatti da zuppa e in ogni piatto mettere olio evo e un po' di paprika (non occorre sale se usate il dado vegetale, altrimenti un presa di sale prima di frullare ci sta bene).

giovedì 27 febbraio 2014

La salsa giapponese per eccellenza

Ormai sapete che sono una fan delle salse...che dire?? Io le trovo assolutamente fondamentali in cucina. Non potrei mai farne a meno ^_^
L'altra sera avevo un po' di nostalgia da sapori giapponesi e quindi ho preparato un piatto veloce e pratico che mi regala sempre soddisfazioni. Le verdurine con la teriyaki.

Una tra le salse che amo di più della splendida cultura dell'estremo oriente e che trovo esser tra le più versatili come utilizzo è la TERIYAKI .

Tipicamente giapponese, questa salsa è composta nella sua versione originale da salsa di soia chiara , mirin (aceto di riso) e zucchero. 
Teriyaki significa: Teri = Lucido-Yaki = Cottura alla piastra; infatti viene utilizzata molto nelle pietanze con cottura alla griglia, ma io la consiglio anche nella cottura a wok, sul riso o sugli spaghetti, nelle insalate, un po' ovunque insomma.
Ne esistono varie varianti a seconda dell'utilizzo che se ne vuole fare. 
Personalmente adoro la versione più densa di questa salsa che qui vi propongo nella mia versione MADE IN YLE STYLE gluten free e salutista (senza zucchero) ^_^



VERDURE IN SALSA TERIYAKI


PER LE VERDURE:

Cavolo cappuccio o verza
Carote
Cipollotto (anche la parte verde)
Semi di sesamo (facoltativi)
Vino bianco fermo q.b. vegan ok

PER LA SALSA TERIYAKI:

Tamari (in alternativa va bene la salsa di soia, ma contiene glutine)
Sciroppo d'agave
Maizena
Olio di semi 
Sale e pepe q.b.

Tagliare a rondelle il cipollotto intero e metterlo in padella a farlo appassire con un dito d'acqua, aggiungere le carote tritate finemente col mixer e un po' di vino bianco, aggiungere il cavolo cappuccio e far sfumare il vino. Aggiungere altra acqua  e coprire con un coperchio in modo da far cuocere e appassire bene tutte le verdure. 
Quando le verdure son cotte togliere il coperchio e mettere un po' d'olio. Amalgamare bene e aggiungere ora la tamari, il pepe e lo sciroppo d'agave (ne basta poco). Far amalgamare bene ed assaggiare per regolare se serve di sale. Non metto dosi per la tamari o l'agave poichè va a seconda del proprio gusto e della quantità usata di verdure; io in genere vado a step e assaggio più volte fino a trovare il giusto bilanciamento di sapori.
a questo punto aggiungere un cucchiaio grande di maizena e un filo d'acqua (se dovesse mancare) in modo da creare una leggere cremosità. Attenzione a non far fare troppo grumi alla maizena e quindi girate e amalgamate subito e con vigore il tutto. Se necessario aggiungo altra tamari (le verdure assorbono molto la salsa). Aggiungere il sesamo tostato e servire.

NG (NOTA GUSTO): se vi piacciono i sapori decisi in alcune varianti giapponesi si aggiungono anche aglio e zenzero grattugiato... in questo caso non si mette sale.

SALSA TERIYAKI: questa è la densità giusta per gustarla al meglio



martedì 26 novembre 2013

DAL GIAPPONE A NOI...

Un tipo di pasta che mi piace mangiare ogni tanto (anche perché non è così semplice da trovare.. per lo meno dalle mie parti) per alternare i soliti sapori ma mantenere il SENZA GLUTINE è la soba.
Si tratta di spaghetti prodotti interamente con farina di grano saraceno ( 100% gluten free) e in asia, soprattutto in giappone vengono consumati sia freddi accompagnati da verdure saltate in padella o crude, sia caldi all'interno di zuppe squisite. 
In questa versione che vi propongo li utilizzo come classici spaghetti, ma con un condimento dal sapore asiatico: infatti assaggiai qualcosa di molto simile in loco e il sapore asprigno ma gustoso mi è rimasto nel palato ed ho cercato dio riprodurlo qui in Italia con quel che si ha :-P

SOBA NOODLES CON LIME E SPINACI



INGREDIENTI: 
dosi per 2 persone

150 gr di soba noodles
200/250 gr di spinacini freschi
1 cipolla di tropea media
1 lime
olio evo
sale
pepe

Grattugiare la scorza del lime e metterla da parte. Dividere poi l'agrume in 2 ed estrarre e filtrare il succo dalla prima metà che ci occorre quasi subito. Mettere in una padella la cipolla tagliata a dadini sottili con poca acqua; appena evapora aggiungere il succo di mezzo lime e gli spinacini. Far cuocere fino a che la verdura appassisce e diventa tenera e quando necessario aggiungere acqua. Regolare di olio, sale e pepe e incorporare la scorza del lime. Scolare la soba al dente e versare in padella con il succo filtrato del rimanente lime. Saltare per un paio di minuti e aggiungere un filo d'olio.





venerdì 22 novembre 2013

ALGHE .... O VERDURE ??

Sempre per rimanere in tema etnico ed avendo in dispensa una confezione di alghe essiccate miste che era da un po' che mi guardava fiduciosa mi sono decisa a rifare uno dei miei antipasti preferiti di cui ero ghiotta in Giappone e che quando capita non disdegno anche qua nei ristoranti giapponesi se la qualità mi sembra discreta.
Poi però mentre ero in corso d'opera mi son resa conto che la quantità non era sufficiente per entrambi (me e il mio dolce consorte) e allora come rimediare?? Penso un attimo... apro il frigo...cerco in freezer... e si sperimentiamo una versione dell'insalata di alghe giapponesi in versione tutta italiana alla MADE IN YLE STYLE ^_^

INSALATINA DI ALGHE 
INGREDIENTI

mix di alghe essiccate (qui wakame,dulce e nori) 
1 peperoncino rosso piccolo essiccato e tagliato a fettine molto piccole
1 cucchiaio di mirin (aceto di riso)
1 cucchiaio di salsa di soia senza glutine o tamari
1 cucchiaio di sciroppo d'agave
1 cucchiaio di olio di sesamo o altro olio di semi (ma attenzione perchè il sapore varia)
semi di sesamo a piacere

Mettere le alghe in acqua salata bollente e lasciarle per circa 3 minuti o comunque fino a che non risultano molto tenere. Scolarle e strizzarle un po' in modo da eliminare il liquido in eccesso. Lasciarle poi raffreddare. Successivamente aggiungere tutti gli ingredienti alle alghe e mescolare bene bene. Riporre in frigo e servirle fredde.

NG (NOTAGUSTO) : se si vuole creare una ricetta RAW o ad ogni modo di vuole evitare di lessare le alghe - qui però consiglio di acquistarle in negozi bio e certificati - ; esse possono esser immerse per una decina di minuti in acqua tiepida ed il risultato è pressoché il medesimo (l'unico accorgimento è nel caso si volessero utilizzare alghe kombu che invece rendono meglio il loro sapore se cotte)

VERSIONE ITALIANA MADE IN YLE STYLE ^_^

INGREDIENTI

5/6 ciuffetti di spinacini freschi ben puliti e lavati
100 gr di edamame (fagioli di soia verde)
1/2 peperoncino rosso piccolo essiccato e tagliato a fettine molto piccole
mirin (aceto di riso) o al max aceto di mele
2 cucchiai di salsa di soia senza glutine o tamari
1 cucchiaio di sciroppo d'agave
2 cucchiai di olio evo
semi di sesamo a piacere

In una padella con un po' d'acqua far sbollentare gli spinaci e gli edamame (li trovate negli ipermercati ben forniti nel reparto surgelati e sono coltivati in Italia) fino a che non s'inteneriscono secondo il vostro gusto. Aggiungere direttamente in padella tutti gli altri ingredienti e far rapprendere il sugo amalgamando bene il tutto. Servire caldi o tiepidi.


ETNICO E SENZA GLUTINE... niente di più facile

Per variare un po' dal solito primo di riso o mais (sempre per una questione di evitare il glutine) una simpatica e piacevole alternativa che ogni tanto mi diverte preparare è un piatto tipico della cucina asiatica a base di spaghettini di fagioli mungo conosciuti anche come vermicelli, spaghetti di vetro, filo di fagioli o spaghetti di soia... ma non fatevi ingannare dal nome: sono infatti spaghetti formati da un tipo di fagioli (Mung per l'appunto) e acqua ... quindi ASSOLUTAMENTE PRIVI DI GRANO e perfetti per un regime o una scelta SENZA GLUTINE ^_^

Nel mercato mondiale sono conosciuti anche come cellophane noodles e questo perchè si trovano in commercio in pacchettini, sono fili lunghi e sottili, bianchi e duri, sono avvolti a matassa. Una volta cotti diventano quasi trasparenti. Li si trova sia nei supermercati ben forniti o nei negozi etnici. Nella cucina asiatica vengono utilizzati anche per zuppe (che trovo davvero buone) o fritti direttamente nel wok in abbondante olio per esser poi serviti come accompagnamento a piatti a base di verdure, ma anche con sapori agrodolci.

Questa pasta non contiene grassi o colesterolo, Il contenuto di sodio è di 25 milligrammi, che è meno dell'1 % della dose giornaliera consigliata; non sono però ricchi di vitamine ecco perché è sempre bene combinare questi spaghetti con una serie di verdure per bilanciare il pasto. Anche a calorie stiamo bassi con questa scelta e il quantitativo da utilizzare è inferiore ad un altro tipo di pasta producendo una resa ed un senso di sazietà davvero incredibili. Che altro dire?? Ah sì quasi mi dimenticavo: cuociono persino in pochissimo tempo :-D


MUNG NOODLES ALLE VERDURE


INGREDIENTI

per 2 persone

100 gr di mung noodles

4/5 foglie grandi di cavolo nero o verza
3/4 carote medie
1 cipollotto
olio evo
sale (facoltativo)
salsa shoyu senza glutine o salsa tamari
aceto di riso (mirin) o in alternativa aceto di mele
semi di sesamo

PER IL SUGO
In una padella mettere un po' d'acqua e far appassire il cavolo nero o la verza tagliati a listarelle. Aggiungere le carote tritate nel mixer a tocchettini piccoli e il cipollotto e far andare fino a quando non risultano teneri. Aggiungere un filo d'olio un pizzico di zucchero o agave una punta di mirin e irrorare con la tamari (senza esagerare). Far addensare il sugo e infine aggiungere i semi di sesamo che se volte potete preventivamente tostare in una padella antiaderente senza però bruciarli poiché diventerebbero tossici.

PER GLI SPAGHETTI 
Aumentano discretamente di volume e saziano in modo diverso rispetto ad un classico piatto di pasta quindi bisogna imparare a regolarsi nelle dosi. 
Mettere un tegame con acqua a far bollire e salarla. Riporre gli spaghetti crudi in una ciotola capiente e resistente al calore. Versarvi sopra l'acqua bollente fino a ricoprirli abbondantemente e lasciarli riposare per 5 minuti. Ogni tanto rigirarli con una forchetta. Scolarli poi e versarli direttamente nella padella col sugo facendo ben bene amalgamare il tutto. Sistemare di olio (un po' ne serve) e se occorre di sale (ma non dovrebbe esser necessario). Questi spaghetti sono formati da filamenti lunghissimi pertanto conviene tagliarli a metà, ma solo una volta cotti.