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mercoledì 18 luglio 2018

Spaghetti all'aglio nero

Ho scoperto (lo ammetto non lo conoscevo prima se non per sentito dire) questa meraviglia del palato ad una meravigliosa banchetta di spezie circa un'annetto fa e non ho resistito all'acquisto - un po' caro come costo sappiatelo ma ne vale la pena - ho quindi deciso subito di sperimentarlo.
La ricetta l'ho fatta diversi mesi fa ma solo ora ho trovato il tempo di postarla finalmente!

Per chi non lo conoscesse  spiego velocemente cos'è l'aglio nero.



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L'aglio nero nasce in Corea nel 2004 e si è presto diffuso in America ed Europa. Questa "nuova" varietà d’aglio, a prima vista, lascia un po’ perplessi per colpa del colore particolare ma, in realtà, nasconde numerose proprietà benefiche per il nostro organismo. Si tratta a tutti gli effetti di un aglio fermentato dai bulbi di aglio fresco a una determinata temperatura ed umidità. Questo processo, che dura 30 giorni, non prevede nessun tipo di trattamento con conservanti o additivi ed è il primo passaggio per la realizzazione dell’aglio nero.La seconda fase, che dura ben 45 giorni, permette all'aglio di assumere lo stravagante colore nero. Tutto merito dell’ossidazione che, oltre a colorare gli spicchi, li ammorbidisce e toglie quel sapore pungente tipico dell’aglio tradizionale.(infatti non si hanno problemi di digestione o di alito con questo aglio!!) 


Alla fine di queste fasi, quindi, abbiamo una versione meno “aggressiva” rispetto all'aglio tradizionale, ideale per chi non gradisce il sapore forte e pungente della controparte bianca.Questo aglio infatti lascia in bocca un gradevole retrogusto di liquirizia
Inoltre non ha odore e ha un sapore molto più dolce rispetto all'aglio tradizionale.
Grazie alla fermentazione ha meno allicina ma una maggior concentrazione di antiossidanti, che aiutano a previene l’invecchiamento e a protegge il cuore. 
Grazie alle sue proprietà viene considerato un super-alimento o alla stregua di un integratore utile per mantenersi in forma e in salute.
Uno studio del 2009, pubblicato sul Medicinal and Aromatic Plant Science and Technology Journal, dimostra che la versione nera dell’aglio, rispetto a quelle tradizionale, risulta più efficace nella riduzione dei tumori. Un ulteriore studio ha dimostrato che l’aglio nero contiene il doppio degli antiossidanti rispetto alla versione bianca.
Come se non bastasse, l’aglio nero sarebbe utile per la riduzione del colesterolo grazie alla presenza di un particolare composto solforoso, denominato s-allylcycteine (SAC).
La versione nera dell’aglio, inoltre, risulterebbe efficace nella cura contro la psoriasi.
Rispetto a quello bianco contiene il doppio del fosforo e un quantitativo di gran lunga superiore di calcio e proteine. 
Inoltre, secondo alcuni studi condotti in Giappone, l’aglio nero aumenta la forza fisica, riduce l’affaticamento, migliora il metabolismo del glucosio e rende più rapida la guarigione dal raffreddore.
L’aglio nero non ha particolari controindicazioni, importante comunque non eccedere nelle dosi per evitare la possibile comparsa di nausea, vomito o gastrite. 

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Veniamo ora alla ricetta molto semplice ma di grandissimo gusto ^_^ e soprattutto ricetta base per imparare a conoscere e dosare questo ingrediente.

SPAGHETTI ALL'AGLIO NERO



INGREDIENTI
(dosi per 2 persone)

4 spicchi d’aglio nero
200 ml scarsi di brodo vegetale
olio evo q.b
1 peperoncino (facoltativo) o paprika a piacere
200 gr di spaghetti (per chi vuole usare quelli gf)

In una padella rosolare gli spicchi d’aglio nero in un filo d’olio per meno di un minuto, aggiungere poi il brodo e far ridurre di metà circa. frullare il tutto a cremina e tenere da parte al caldo.
Nel frattempo cuocere gli spaghetti e scolarli un minuto prima conservando una mestolata di acqua di cottura.
Amalgamare gli spaghetti in padella con la cremina di aglio nero e saltarli a fiamma bassa e se necessario allungare con l’acqua di cottura della pasta.
Aggiungere ora il peperoncino fresco tritato.
Impiattare gli spaghetti nappando con altra salsa all’aglio nero e con peperoncino in polvere o paprika a seconda del Vostro palato.
Servire subito e ben caldo.

NG (NOTAGUSTO): ottimo anche con un trito di maggiorana o dragoncello freschi da spargere sopra quando li avete già impiattati.


lunedì 16 novembre 2015

PASTA (VEG)CACIO E PEPE ...YES WE CAN!

Scriveva Goethe nel suo Viaggio in Italia tra il 1813 e il 1817: «I maccheroni si cuociono per lo più semplicemente nell'acqua pura e vi si grattugia sopra del formaggio, che serve ad un tempo da grasso e da condimento».

La storia della pasta “cacio e pepe”, uno dei piatti più antichi della cucina povera romana, ma più in generale, tutta la gastronomia del Lazio,  affonda le sue radici nella tradizione popolare e rustica, entrambe legate al mondo della campagna, dell’orto e del pascolo. Le origini della pasta “cacio e pepe” sono da ricercarsi in un’area geografica che va dall'agro romano e, percorrendo gran parte del centro Italia, si spinge fino ai monti abruzzesi e umbri. 
I pastori, dovendo restare a lungo lontano da casa, riempivano le loro bisacce con pezzi di formaggio di pecora stagionato, sacchette di pepe nero in grani e una pasta essiccata che veniva preparata a mano solo con acqua, sale e farina. Questi cibi si conservavano bene anche per lunghi periodi e apportavano, soprattutto nei periodi di maggiore freddo, una notevole quantità di nutrienti: il pecorino era preferito agli altri formaggi perché si conservava più a lungo, il pepe nero produceva calore nell’organismo e la pasta era una fonte di carboidrati e calorie.
Con il passare del tempo, questa antica ricetta è diventata uno dei capisaldi dell’anima della cucina romanesca e della gastronomia italiana. Questo piatto, semplice solo in apparenza, si presenta oggi in diverse varianti sia per quanto riguarda la preparazione che per i tipi di pasta utilizzati: dagli spaghetti, ai tonnarelli (spaghetti un po' più grossi e fatti a mano) fino ai rigatoni. 

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Eccoci ad una semplice e gustosa versione VEG anche di questo altro must della nostra tradizione culinaria italiana nel mondo intero. Sì perché, se quando dici PASTA si pensa subito all'Italia, quando dici CACIO E PEPE si pensa subito a Roma.

Possibile vegan??? Ma certo che sì. 
Provare per credere diceva un motto pubblicitario di molti anni fa  :D


INGREDIENTI
(dosi per 2 porzioni)

½ tazza di anacardi, messi a bagno per min 3/4 ore (meglio se tutta la notte)
olio evo q.b. 
1 cucchiaino di pepe nero macinato fresco (meglio se in grani e pestato sul momento in un mortaio)
acqua di cottura della pasta q.b. (circa ½ tazza)
1 cucchiaio di succo di limone 
1 cucchiaino di salsa di soia (tamari per il senza glutine)

lievito in scaglie q.b.
la scorza di mezzo limone (facoltativo)

Mentre si attende la cottura della pasta (linguine,spaghetti ma anche rigatoni sono i migliori secondo la tradizione) preparare il sugo.
Scolare bene gli anacardi precedentemente ammollati e metterli nel mixer ad immersione. 
Pestare il pepe in grani e metterlo in una padella con un filo d'olio ben caldo per un paio di minuti non di più (non dobbiamo bruciarlo!). Il calore dell'olio farà sprigionare tutti gli aromi dai grani di pepe pestati. Togliere dal fuoco e scolare il pepe dall'olio.
Aggiungere ora agli anacardi l'acqua di cottura della pasta, la salsa di soia, il succo di limone e il lievito in scaglie (a occhio e secondo gusto e consistenza desiderati).
Far partire il mixer ed emulsionare con l'olio a filo fino a che il sugo non avrà la consistenza classica di una cremina.
Scolare la pasta abbastanza al dente (perché poi finirà la cottura in padella) tenendo da parte un paio di mestoli di acqua di cottura se dovesse servire.
Mettere subito la pasta in padella con la cremina ottenuta, il pepe e l'acqua di cottura solo se necessaria. Amalgamare bene il tutto e saltare in padella per un minuto o due. 
Servire in un piatto bello caldo (come da tradizione) con la scorza di limone grattugiato se vi piace.

NG (NOTAGUSTO): un buona riuscita del piatto sta nel giusto dosaggio tra acqua di cottura e cremina del sugo; quindi se mescolando gli ingredienti noterete ancora la presenza di acqua di cottura basterà aggiungere ancora un po’ di lievito alimentare e volendo olio; se al contrario la pasta vi sembrerà troppo asciutta potrete versare ancora un po’ di acqua di cottura procedendo un po’ alla volta fino a ottenere la giusta consistenza della cremina.


qui con prezzemolo e scorza di limone per una variante ^_^


lunedì 9 novembre 2015

Ragù di carote e di "brasato felice"

Il ragù è uno di quei condimenti per primi piatti che più preoccupa chi decide di intraprendere un cambio della propria dieta scegliendo un regime vegetariano o vegano.

In commercio si trovano tanti sostituti come il seitan o la soia che ne producono certamente un buon "doppione", ma personalmente mi piace sperimentare quotidianamente ciò che la natura e la mia dispensa hanno da offrire ed è raro mi deludano anche in termini di sapore.

Ecco qui uno dei primi ragù sperimentati da quando sono diventata vegan.

RAGU' DI CAROTE

qui con spaghetti di mais (senza glutine)
INGREDIENTI
(dosi per 2 porzioni)

2 belle carote grosse
1 scalogno (o cipollina intera)
1 gambo di sedano
1 bicchiere scarso di vino bianco vegan ok
olio evo
sale & pepe q.b.
½ cucchiaino di paprika dolce 
prezzemolo fresco 


Metter sul fuoco l'acqua della pasta.
Lavare, pelare e tagliare a dadini le carote, il sedano e lo scalogno.
Nel frattempo che l'acqua per la pasta raggiunge il bollore far appassire le verdure tagliate in una padella con un dito d'acqua e poi sfumare con il vino bianco. 
Regolare di sale, pepe e olio. 
Aggiungere poi un mestolo circa di acqua di cottura della pasta e far andare per una decina di minuti. 
Versare il condimento nel bicchiere del minipimer o similari e frullare le verdure grossolanamente aggiungendo paprika dolce e prezzemolo fresco. 
A cottura ultimata della pasta scolarla e saltarla in padella col ragù aggiungendo un filo d'olio evo e lievito in scaglie.
Pronto per esser servito in tavola.

VARIANTE RAGU'  "BRASATO FELICE"

Ad un paio di minuti prima di passare il condimento nel bicchiere per esser tritato col minipimer aggiungere un paio di cucchiai di salsa shoyu o tamari (per il senza glutine) e se volete un'ulteriore sferzata di sapore (ma non esagerate mi raccomando) al posto della paprika dolce usare quella affumicata ma in questo caso solo la punta di un cucchiaino da caffè.

BUON APPETITO ^_^




domenica 13 settembre 2015

Il guacamole : ricetta antica dei guerrieri Atzechi e Maya

Il guacamole è una salsa messicana le cui origini risalgono addirittura agli antichi Atzechi.

Il termine guacamole deriva dallo spagnolo messicano Nahuatl (lingua messicana antica che risale ai tempi degli Atzechi) ed è Ahuacamolli dove Ahuacatl (avocado) + molli (mole,salsa) .

Il guacamole aveva un significao erotico per gli Atzechi. Le donne non potevano uscire di casa durante la raccolta di questo frutto perche gli avocado simboleggiavano i testicoli degli uomini. Secondo la mitologia pre-ispanica, il dio azteco Quetzalcoatl aveva offerto la ricetta del guacamole ai Toltecas (popolazione del luogo) che lo esportarono poi in tutta la mesoamerica.

L’ingrediente principale di questa salsa è appunto l’avocado. Frutto originario dell' America centrale, (Messico e Guatemala) era già coltivato anche prima dell’arrivo degli spagnoli ed era un frutto molto apprezzato e ben conosciuto sia dalle popolazioni Azteche che dai Maya.

Il segreto per un buona riuscita della salsa sono ovviamente gli ingredienti freschi e di qualità, ma anche un buon mortaio e pestello.
Ottima salsa di accompagnamento. Perfetta con tortilla di mais o di riso, piadine o similari. In genere gradita anche dai bambini.



INGREDIENTI

Succo di lime (o limone…ma nel caso sappiate che il sapore cambia parecchio)
Coriandolo o prezzemolo
Avocado maturo
Peperoncino rosso
Sale
Pomodoro non troppo maturo
Cipolla bianca

Sbucciare e far a tocchettini l'avocado e tritare finemente e unire tutti gli ingredienti (lasciando il lime per ultimo) poi in un mortaio pestarli fino ad ottenere una salsa corposa.

In alternativa si può anche frullare il tutto nel mixer, ma in questo caso il guacamole viene più cremoso. E’ quindi molto importante non mettere troppa cipolla e peperoncino perché si rischia che il gusto della cipolla diventi troppo dominante oppure che il guacamole possa esser troppo piccante.

giovedì 30 luglio 2015

Super grigliata!

In estate si sa la grigliata la fa da padrone.
Soprattutto nella mia zona è quasi un rito quotidiano, non a caso spesso e volentieri si sentono dai vicini aromi o sfrigolii nell'aria anche durante i pranzi infrasettimanali.
Abitudine assolutamente di ottima e piacevole condivisione sociale che posso approvare e condividere, ma certamente non salutare!
Certo se i vostri amici propongono una bella grigliata in compagnia un vegetariano o peggio ancora un vegano viene spesso escluso di default: ora io mi domando perchè??
Ebbene per sfatare questo mito - che per inciso trovo alquanto limitato e di semplice risoluzione - ho deciso di proporre io una bella grigliata ai nostri amici :D
Devo dire che alla fine la cosa ha entusiasmato parecchio, ma soprattutto nessuno è andato via con fame o delusione o peggio ancora dovendo mangiare qualcosa di non gradito.
E nessuno - cito: "ha mai mangiato una grigliata così colorata e leggera, ma saporita"-

Quindi il mio consiglio è: non abbiate timore, liberate la fantasia, giocate coi sapori come solo noi VEG "abili conoscitori di spezie e aromi" nonchè "maghi" secondo certuni sappiamo fare :D

Allora? Che aspettate?
Fuoco alle braci e buon appetito!!

batate (patate dolci), zucchina classica e gialla, cipolla rossa di Tropea,
peperone giallo e rosso, funghi champignon


Per condire ho scelto una sorta di marinatura che ho spennellato ripetutamente sugli spiedini prima e durante la cottura fatta con: 
olio evo
sale rosa
pepe misto tritato
aglio in polvere
rosmarino fresco tritato 
origano
(*) ottimi da usare anche basilico fresco o menta con la frutta grigliata e condire con aceto balsamico YUM

polenta, zucca, pomodorini, prezzemolo fresco, cipolla e zucchine







Una variante che ho visto esser molto apprezzata è quella fatta coi cubotti di polenta.
Fate la polenta nel modo classico poi la versate bella calda in una teglia ricoperta di carta forno e la stendete ben bene con una spatola. La lasciate freddare bene bene e la togliete con cura dalla teglia (capovolgetela). A questo punto la tagliate a cubotti e li infilzate negli spiedini.














Altra bella idea è quella di usare anche pannocchie che sono particolarmente gustose come in questa foto oppure di fare singoli "gusti" come tutto patate o tutto pomodorini, o tutto funghi .






Altra marinatura di grande sapore è quella fatta con:
olio evo
salsa di soia (per il gluten free usare la tamari)
semi di sesamo







Naturalmente non dimentichiamo che sulla griglia anche la frutta è squisita.
Ricordate che tempo fa avevo proposto l'ananas ??
Eccolo qui :
per il condimento qui avevo usato:
cannella
succo di lime
olio evo
sciroppo d'agave





Ma perchè non un avocado o una pesca tagliati a metà e messi capovolti per circa 5 minuti??
E poi entrambi hanno quella bella cavità al centro...perchè non riempirla di una gustosa salsa o di una pallina di buon gelato alla frutta?
Oppure una bella salsa ottenuta con zucchero caramellato o sciroppo d'agave e menta fresca.

La prossima volta che avrò a disposizione le patate viola non voglio lasciarmi scappare la possibilità di gustarmi questo arcobaleno meraviglioso. Guardate qua che bellezza!! <3

NIENTE EGUAGLIA LA NATURA...

NEI SUOI COLORI..

NEI SUOI SAPORI..

MA SOPRATTUTTO SENZA FAR MAI DEL MALE A NESSUNO.






Ancora in crisi quando vi proporranno una grigliata?? Io credo di no ;)



venerdì 19 giugno 2015

PANE CON MIX DI FARINE GLUTEN FREE

Come mix di base uso:

1 tazza 1/2 di farina di miglio
1 tazza 1/2 di farina di teff o quinoa o grano saraceno
3/4 di tazza di tapioca
3/4 di tazza di fecola di patate

oppure
2 tazze di farina di riso integrale
1 tazza di farina di riso bianca
3/4 di tazza di tapioca
3/4 di tazza di fecola di patate

Aggiungo poi l'equivalente di un paio di "uova di lino" quindi circa 3/4 di tazza di semi di lino lasciati in ammollo per creare la loro "mucillagine", sale circa 1 cucchaino (comunque assaggiate), 1/4 di cucchiaino di bicarbonato o cremor tartato , acqua tiepida a seconda  del bisogno e se necessario olio.

*facoltativi ma molto gustosi sono semi da aggiungere come ad esempio sesamo (meglio se tostati prima) o girasole o zucca o papavero. Molto buono anche con noci o anacardi.

Unire tutto e amalgamare bene poi riporre in teglia a forno caldo a 180° per circa 45 minuti o fino a che non risulta croccante.







domenica 15 marzo 2015

Tiramisu vegan e gluten free

In previsione della prox Pasqua e della prox primavera posto la mia ricetta di tiramisu vegan che ho già sperimentato gli anni passati ...non faccio spesso dolci e quindi mi dimentico persino di postare le ricette :P

Quindi ecco qua.
Ci son più versioni a seconda dei propri gusti si può comporre a piacimento!

TIRAMISU' VEGAN E GLUTEN FREE



INGREDIENTI
(dosi per 6 porzioni)

Per la base chiara
1 lattina di latte di cocco lasciato in frigo tutta una notte (cercate quelle con la più alta % di cocco)
2 cucchiai di sciroppo d’agave o altro dolcificante naturale e piacimento
1 punta di cucchiaino di vaniglia bourbon in polvere (facoltativo e consigliabile nella versione di solo uno strato)
Polvere di cacao amaro o scaglie per decorare oppure frutta a piacimento (ottime le banane o le fragole)

Per base scura (facoltativa)
Mezza tazza di noci o anacardi ammollati per 20 min in acqua
3 bicchierini (quelli tipo short) di kahlua o altro liquore al caffè o al cioccolato
10 cucchiai di acqua

Per gli strati
O Frutta da tenere pochi istanti in una bagna di succo di limone e stevia o agave
O biscotti veg e gf da ammollare in succo di mela al 100% nel caso di strati di frutta oppure in caffè nel caso di strati con le noci o gli anacardi oppure nella  versione classica.

Aprire la lattina di cocco rimasta in frigo per il tempo indicato. Prender la parte grassa e densa del cocco, ovvero la panna,  che rimane in superficie aiutarsi con un cucchiaio. Attenzione a non shakerare la lattina altrimenti la parte liquida si andrà a mischiare e non monterà più. (con la parte liquida potete farci dei gustosissimi frullati quindi non buttatela).Sbatter molto vigorosamente la panna di cocco con l’agave (volendo anche nello sbattitore) e riporre subito in frigo.
Per la parte scura, se desiderate aver due strati di dolce, in un mixer potente mettete le noci o gli anacardi, l’acqua, la Kahlua o altro liquore e un po’ di agave secondo gusto e tritate il tutto fino ad ottenere una cremina densa.
Nel frattempo imbevete i biscotti nel succo di frutta per la versione light o dei bimbi oppure nel caffè per le altre versioni e riponeteli nella teglia o nei bicchieri a seconda di come servirete il dolce.
Ora potete comporre il tiramisù in vari modi e vari strati a vostro piacimento.
Per la versione a due strati unite metà crema chiara (quella in frigo) con la cremina di noci e alternate uno strato chiaro ed uno scuro.

Decorate a piacimento con cacao, scaglie, cannella, frutta.. insomma come preferite! :D 

YUMMMM

domenica 1 marzo 2015

PANE GF TIPO ARABO O INDIANO

qui ci avevo messo sopra semi di lino e sesamo


INGREDIENTI:
(per tazza intendo tipo mug)

1/2 tazza di fiocchi di avena (gluten free) tritati molto finemente o farina di avena gf
1/2 tazza di fecola di patate
1 cucchiaino di lievito attivo secco senza glutine

1/4 di cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di sale marino integrale
2 cucchiaini di sciroppo d'agave 
1 cucchiaio di olio di semi 
1/4 di tazza di acqua calda (non bollente)

1 cucchiaio 1/2 o 2 cucchiai di acqua a temp ambiente
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
pepe misto alla creola una spolverata 
semi di sesamo per decoro.


In una ciotola mettere l'acqua calda e il lievito secco mescolare e lasciar agire fino a raffreddamento dell'acqua (circa 10 minuti).
In un'altra ciotola metter i fiocchi d'avena, fecola, bicarbonato,sale,cumino,pepe e  mischiare bene. Aggiungere ora il liquido col lievito, regolare nuovamente di sale, l'agave e l'olio e amalgamare bene. Se necessario aggiunger un cucchiaio d'acqua..l'impasto deve esser umido ma non troppo liquido. Spruzzarci sopra acqua e coprire con un canovaccio umido o pellicola trasparente ben sigillata. Lasciar a riposare in un luogo asciutto per 1 ora e mezza o 2 fino a che non raddoppia circa di volume. 
L'avena presente assorbe molto i liquidi ..verso metà rigirare l'impasto.
Trascorso il tempo necessario olearsi bene le mani e creare 1 o 2 palline di impasto. Metter la pallina su carta forno e schiacciarla bene con la pressione della mano fino a creare un pane arabo o naan di circa 0.5 cm di spessore. Cospargerlo di semi e spezie e spruzzarlo di un po' di acqua. Lasciar asciugare per circa 45 minuti e poi posizionarlo su una vaporiera. Dovrà cuocer a vapore per circa 10/15 minuti.
Lasciar raffreddare ed asciugare un momento e lo si può già gustare così com'è oppure si riscalda bene una piastra antiaderente la si unge un po' per sicurezza e lo si fa scaldare su entrambi i lati per un minuto ciascuno.

Buon appetito!

il marito immortalato prima di addentarlo ^_^





mercoledì 11 febbraio 2015

Pizza o non pizza questo è il dilemma ^_^

Ok oggi parliamo di pizze senza esser pizze.

Sì lo so sembra uno scherzo e forse lo è;  fatto sta che se si vuole togliersi la voglia della nostra amata italianità culinaria, ma se ad esempio si deve mantenere la linea o si è a dieta, si desidera consumare pochi carboidrati, si ha problemi di salute, indice glicemico alto, intolleranze o allergie, difficoltà digestiva, problemi col glutine o coi lieviti, etc.. il problema diventa bello grande... e diciamocelo: più dobbiamo privarci di qualcosa più lo desideriamo. 
Quindi che fare?? Beh, per fortuna palliativi esistono: certo il sapore cambia e per alcune alternative non si può nemmeno parlare di vera pizza, ma poiché l’occhio inganna la mente e di conseguenza lo stomaco direi che alla fine il risultato è più che sufficiente.
Avevo già parlato 
QUI 
di vari impasti senza glutine.. oggi invece vediamo come possiamo creare “impasti” o comunque “basi” su cui farcire poi a nostro piacimento come vere e proprie pizze.

impasto base di cavolfiore con pomodoro-cipolla rossa-songino e scaglie di lievito


La prima versione che possiamo creare è quella di POLENTA:

creiamo una classica polenta e la stendiamo bene nella teglia o nella piastra apposita e la inforniamo a forno bello caldo (180/200° circa) per pochi minuti.. giusto per farla dorare un po’ prima da un lato e poi la capovolgiamo sul lato opposto: una volta leggermente dorata la farciamo a piacimento e la inforniamo nuovamente per altri 5 minuti circa.

Altra versione appetitosa è utilizzare l’impasto della FARINATA DI CECI :

si crea quindi la classica pastella che possiamo aromatizzare con varie erbe o spezie volendo. Per smorzare il sapore di farinata consiglio di utilizzare dell’aglio in polvere da amalgamare nella pastella. Il procedimento è lo stesso utilizzato per la polenta con la sola differenza che essendo la pastella assai liquida verrà versata in una teglia consona.

Oppure possiamo utilizzare i FIOCCHI DI PATATE:

prendere i fiocchi di patate (quelli che si usano e si trovano in commercio per fare il purè..ne esistono assolutamente privi di latticini) e creare una base di purè ..invece di latte vegetale per esser più leggero utilizzare acqua e aromi a piacere.  A questo punto stenderlo come per la polenta ed informarlo facendolo dorare da ambo i lati poi guarnirlo a piacere.

impasto di fiocchi di patate spruzzato con un po' di olio evo

Per non utilizzare né cereali, né legumi o amidacei possiamo utilizzare la FARINA DI QUINOA:

come sapete la quinoa non è un cereale bensì una pianta erbacea. Creare prima un ”ovetto di semi di chia” classico (quindi semi di chia e acqua fino a ricoprirli non troppa.. per una pizza un cucchiaio di semi di chia è più che sufficiente) lo si lascia riposare fino a che si crea la “mucillagine” tipica della chia e poi lo si amalgama alla farina. Anche qui si aggiunge acqua, sale e aromi q.b. Stendere poi l’impasto normalmente col mattarello o con le mani direttamente in teglia o nella piastra e farcirlo. Infornare come una classica pizza.

Altra alternativa ai cereali,legumi e amidacei è la FARINA DI GRANO SARACENO:

come per la quinoa non si tratta di un cereale bensì di una pianta erbacea a fiore e si crea l’impasto esattamente come per la farina di quinoa (“ovetto” di chia incluso).

Altro impasto assai “curioso” che mantiene abbastanza bene un sapore neutro è quello fatto con la FARINA DI PLATANO:

il platano è un tipo di banana originaria del sud america che si tratta bene anche a preparazioni salate…la sua farina risulta malleabile tanto da poter esser impastata..in questo caso utilizzare sempre l’”ovetto di chia” oppure un po’ di farina di mandorle a procedere come per gli altri impasti di quinoa e saraceno.

In ultimo ma non per questo meno gustose (anzi sono tra le mie preferite) ci sono le versioni di VERDURA..ovvero ZUCCHINE o CAVOLFIORE:


queste due verdure sono tra le più neutre di sapore e le più “leganti” si prende o l’una o l’altra verdura e la si cuoce al vapore (ma poco) oppure volendo si posson anche lasciar crude poi con un canovaccio la si strizza bene bene per togliere l’acqua in eccesso. Si trita bene col mixer e si amalgama poi con farina di mandorle, acqua, sale e aromi q.b. La si stende con un cucchiaio o con le mani nella teglia e la si inforna per farla dorare da entrambi i lati; poi la si farcisce e inforna nuovamente per altri 5 minuti.

Che dire...non c'è fine all'inventiva per avere comunque una "pizza" tutta nostra :-P

impasto di zucchine e semini vari


martedì 10 febbraio 2015

Pasta sfoglia

PASTA SFOGLIA veg e senza glutine
(perfetta sia per impasti salati che dolci)



INGREDIENTI

250 g di farina di riso (*)
50/70 g di fecola di patate o amido di mais
150 ml di acqua
50 ml di olio evo
1 pizzico di sale

Essendo privo di glutine in genere dopo averlo impastato ben bene non lo stendo più di tanto col mattarello...quasi nulla in verità....lo stendo con le mani nella teglia ^_^

(*) si può utilizzare anche altra farina gf io prediligo quella di riso perchè ha un sapore più neutro di altre.

martedì 20 gennaio 2015

Lasagne "sfoglia-free"

Non è la prima volta che faccio queste lasagne alternative e devo dire che riescon sempre bene e sono davvero veloci e di sicuro impatto e gusto ...e questo ci torna ben comodo quando abbiamo menu per le grandi occasioni o ospiti a cui teniamo a tavola ^_^
Non è nemmeno nulla di nuovo poichè già in diversi hanno sperimentato questo tipo di lasagna ... il bello però è che ognuno può personalizzarla come crede.

Ma prima un po' di storia e nozioni son dovute ....

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Con il termine lasagne, o, lasagna (dal greco antico làganon = tripode da cucina e dal latino làganun = vaso contenitore ....il cui plurale: lagana che significa proprio  strisce di pasta sottile fatte con farina e acqua), si indica generalmente una pasta all'uovo tagliata in grossi quadrati, o rettangoli, usati soprattutto per pasticci al forno. È un piatto di origine antichissima già gli antichi greci e gli antichi romani ne facevano largo uso questi ultimi in particolare la consumavano come pasta tagliata a quadrati grandi più o meno regolari; le consumavano cotte in acqua e sale in pentola, oppure sulla piastra e condite con formaggi e legumi. Gli etruschi si racconta invece preparassero e cucinassero lasagne di farro, cereale simile al frumento ma da loro scelto per le sue caratteristiche di resistenza ben più elevate nella lavorazione dell'impasto. 
Il termine lasagne compare per la prima volta in forma scritta nel de Re coquinaria di Apicio che raccomanda "le duttili lagane per racchiudervi timballi e pasticci”.Il poeta Orazio, amante della vita semplice e rustica, le amava molto e, in un’ode, recitava di preferire una scodella di porri, ceci e lagane consumate a casa sua piuttosto che frequentare le feste e i banchetti opulenti dell’imperatore Augusto.
Bisogna però arrivare al periodo del Medioevo per vederne un consumo decisamente più simile all'attuale.
La tradizione della sua produzione si è mantenuta in primis nell'Emilia, in Romagna e nelle Marche.
Non si sa esattamente come si sia giunti alla lasagna alla bolognese e da dove sia nata la ricetta di questo gustoso piatto: nemmeno il padre della cucina italiana Pellegrino Artusi  ne parla nel suo grande libro di cucina dove sono raccolte le ricette tradizionali italiane. Tuttavia la ricetta originale delle lasagne é considerata così importante che l’Accademia della Cucina l’ha depositata presso la Camera di Commercio di Bologna.
Oggi questo piatto elaborato quanto gustoso è disponibile già pronto grazie ad un mix di componenti quali tecnologia, tradizione, competenza delle aziende dedicate ai piatti ready-to-eat.
Tecnicamente, le lasagne, tradizionalmente preparate dalle cosiddette sfogline o rezdore emiliane (o dalle azdore romagnole come le chiamiamo noi qua) con un impasto di farina di grano tenero e uova tirato al matterello, non sono pasta, in quanto la pasta alimentare in base alla legge italiana può essere prodotta solo con il grano duro, cereale pressoché sconosciuto in quell'area geografica prima della cosiddetta unità d'Italia. Va però detto che in Emilia non ci si riferisce alle lasagne con il nome di pasta, bensì per esse, come per tutti gli impasti freschi preparati con grano tenero e uova, con o senza ripieno (tortellini, maltagliati, agnolotti, tortelloni, ravioli, tagliatelle etc.), si usa il termine 'sfoglia'. Con il termine «pasta» ci si riferisce più comunemente al prodotto di semola di grano duro e acqua, secco, senza uova.
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Veniamo alla vera e propria ricetta :)
Innanzitutto perchè "sfoglia-free": volendo si posson fare con le classiche sfoglie secche pronte che potete reperire in commercio ..ne esistono anche vegan senza uova oppure potete far voi l'impasto ma questo comporta una spesa di tempo non indifferente..
Diversamente potete utilizzare pane casasau o pane azzimo che spezzati a dovere e ben disposti fungono benissimo da strati di sfoglia secca e non necessitano di alcun ammollo in acqua bollante a differenza della sfoglia :D ..purtroppo però entrambe queste soluzioni contengono glutine.. in commercio esistono anche sfoglie sottili (tipo crackers) a base di farro (e qui scendiamo come % di glutine) oppure addirittura a base di amaranto o grano saraceno o riso e mais e queste ne son tutte prive. L'importante è che siano sottili in modo da ricreare appunto da strato di impasto e da non percepirsi una volta cotte alcuna differenza.
Quindi una volta deciso il tipo di "strato" che utilizzerete potete preparare la vostra gustosissima lasagna.

LASAGNE " SFOGLIA-FREE "


INGREDIENTI (per una teglia media di circa 4/6 porzioni di lasagne) : 
Pane tipo carasau o azzimo oppure sfoglie secche di farro q.b.
oppure
* PER IL SENZA GLUTINE: sfoglie di amaranto o di grano saraceno o di riso e mais q.b.
besciamella veg e senza glutine  ( vedere ricetta qui )
prezzemolo un ciuffo abbondante
olio  e sale q.b
mandorle spelate un pugno pieno
4 zucchine
1 cipolla
15/20 pomodorini
aglio fresco o in polvere
paprika dolce
curcuma
vino bianco vegan ok per sfumare
panatura di mais o mais fioretto per la spolverata finale

Per prima cosa preparare il ripieno degli strati di lasagna e quindi pulire e tagliare a rondelle fini da mandolina la cipolla e le zucchine e metterle in padella a sobbollire con un po' di acqua e poi a sfumare col vino. Successivamente aggiungere i pomodorini tagliati a cubetti e farli appassire. Se necessario aggiungere altra acqua ma senza far seccare troppo il ripieno. A cottura ultimata regolare di olio a crudo, sale, pepe e se piace una spolverata di aglio senza eccedere. Riporre il tutto da parte.
Passare ora al pesto di prezzemolo prendendo il prezzemolo lavato, le mandorle, l'aglio,un filo d'olio e sale secondo il proprio gusto e mettendo il tutto nel vaso del minipimer. Frullare aggiungendo un po' di acqua (ma poca) fino a raggiungere la consistenza desiderata del pesto. Mettere da parte anche questo.
Per la besciamella, ultimo componente importantissimo di questa ricetta, vedere qui la mia ricetta senza glutine e veg.
Ora che ci sono tutti gli elementi si possono comporre le lasagne.
Nella teglia di plexiglas o antiaderente metter prima sul fondo un filo d'olio e poi un po' di besciamella. Proseguire poi con lo strato di foglie sottili scelte (se son grandi basterà spezzarle e comporle tipo puzzle in modo da creare lo strato completo), lo strato di zucchine e pomodorini e poi uno strato di besciamella con cucchiaiate qua e là di pesto e una spolverata di curcuma e paprika. Poi di nuovo un altro strato di sfoglie sottili e così via fino ad esaurimento degli ingredienti. Terminare con lo strato di besciamella,pesto e spezie. A questo punto spolverare con la panatura di mais e un filo d'olio che servirà per far formare la crosticina alle lasagne. 
Metter in forno caldo a circa 200° per circa 45/60 min.

lunedì 3 novembre 2014

STUFI DEL SOLITO BRODO VEGETALE ?

Fare un brodo vegetale è veramente banale...
mettiamo in acqua una carotina, una costa di sedano,magari una patata, una cipolla, degli aromi tipo alloro,timo, prezzemolo, sale e olio e via...
Alle volte però potrebbe risultare un po' sciapo oppure semplicemente vogliamo dare una sferzata di sapore ai nostri piatti.
Se vogliamo dunque dargli una marcia in più bisogna giocare con le spezie che tra l'altro accelerano il nostro metabolismo e quindi ci aiutano sia a digerire meglio che a perder chili in eccesso.
Da influenze macrobiotiche e comunque etniche/asiatiche ecco una versione davvero saporita (non esagerate nelle dosi perché è realmente potente come sapore).

Io utilizzo questo brodo vegetale aromatico per:
- piatti dai sapori delicati ed estremamente semplici 

- acqua di cottura per un semplice riso in bianco o un piatto di gnocchi di patate: non occorrerà altro tipo di condimento e avrete un piatto saporito e sanissimo 

- una volta utilizzato come acqua di cottura potete "riciclarlo" poi per una zuppa, un minestrone asiatico o una minestra in brodo

- se invece avete fatto un'abbuffata tiepido è un'ottimo rimedio digestivo.

Semplicissimo ed estremamente veloce da fare.


BRODO VEGETALE SPEZIATO




INGREDIENTI
(le dosi sono indicative per circa 2,5/3l di brodo e quindi 4 porzioni,
ma essendo bello forte potete tranquillamente allungarlo)

200g di finocchio
200g di sedano rapa o daikon grattuggiato
200g di carote
1 spicchio d'aglio
1 scalogno (facoltativo)
4/5 bacche di ginepro
2 foglie di alloro
sale fino marino integrale
1 cucchiaino colmo di semi di senape
un pezzetto di zenzero
2/3 cucchiai d’olio EVO

Mondare, lavare e tagliare a tocchetti medi le verdure.
Preparare un brodo abbondante in un pentolone dai bordi alti immergendovi le verdure prima e il resto degli altri ingredienti poi. 
Farlo cuocere a fuoco basso 30/40 minuti dal bollore, non esagerare col sale al limite aggiustare poi.
Lo zenzero, la senape e il ginepro rilasciano tutti i loro aromi in seguito alla bollitura quindi il sapore sarà già forte. 
Se risulta eccessivo aggiungere altra acqua e un altro cucchiaio di olio evo. 
Filtrarlo poi bene con un colino a maglie fitte in un'altra pentola capiente. 
Si conserva bene e il sapore rimane inalterato anche per un paio di gg in frigo.



domenica 12 ottobre 2014

i sapori di quando ero bambina

Nel dizionario alla parola FRICANDO' si trova che deriva da FRICARE = FRIGGERE, da cui il diminutivo di FRICASSEA.
GASTRON: Pezzo di vitello rosolato e cotto in casseruola col suo sugo, verdure e aromi
SENSO FIG., REGIONALE: Fare un fricandò, fare una gran confusione; combinare un pasticcio

Esattamente non son riuscita a trovare documentazione che mi aiutasse a capire di che parte d'Italia sia tipico, ma parlando con più persone di zone diverse mi son resa conto che è noto a tutti; quindi possiamo dire che è tipico regionale.

Personalmente è una pietanza che da bambina adoravo e osservavo sempre mia madre mentre lo preparava... ricordo per che tutta la cucina c'era uno squisito odore di verdure e che io non resistendo le smangiucchiavo di nascosto anche mentre lei le cucinava :D

In casa mamma lo chiamava FRICO' . Si perchè per quel che riguarda la tradizione di casa mia il vero segreto di un buon fricandò o fricò che dir si voglia è mantenere i sapori singoli e quindi cucinare ogni verdura separatamente... il che comporta davvero tanto tempo a disposizione, ma il risultato è garantito!

Praticamente direi che è la versione nostrana della più famosa RATATOUILLE originaria della Provenza francese conosciuta come Ratatuia o Rattatuia in italiano è una fantasia di verdure (basilare è che siano di stagione) stufate con olio ed erbe aromatiche. 
La parola ratatouille deriva da "ratatolha", simile al francese "touiller" che significa "rimestare". La ratatouille era originariamente un piatto per contadini poveri, preparato in estate con verdure fresche. L'originale ratatouille niçoise (di Nizza) non conteneva le melanzane che invece oggi vengon utilizzare per riprodurre il piatto. Gli ingredienti originari della versione tradizionale sono pomodori, zucchine, peperoni, cipolle. aglio, alcune erbe di Provenza e basilico.


A fare onore a questa semplice ricetta e alle stupende verdure di stagione, ha contribuito il topino Remy che nel film della Pixar "Ratatouille" fa sognare anche il più rigido e cinico critico gastronomico Ego riportandolo agli antichi sapori dell'infanzia che si incontrano in questo semplice piatto in cui le verdure e le spezie si sposano in un connubio armonioso! Ma l'insegnamento più grande ci giunge dallo spirito dello chef Auguste Gusteau che guida Remy e che col suo libro "Tutti possono cucinare", insegna a non sentire limiti in cucina!

poiché anche io non sento limiti in cucina ecco qua uno dei miei piatti preferiti d'infanzia !! 


FRICANDO' TIPICO DI CASA MIA 
(quindi per me FRICO')




INGREDIENTI:
(dosi a piacimento non esistono regole o proporzioni)

melanzane oblunghe nere
zucchine
peperoni gialli
peperoni rossi
cipolla bianca
patate 
olio,sale,pepe e aromi q.b
vino bianco q.b. per sfumare

Come detto sopra ogni verdura va trattata a sè... Quindi:

Cuocere i peperoni al forno interi poi una volta cotti eliminare la pellicina e tagliare a  tocchettini la polpa.
Lessare in acqua o cuocere a vapore le patate tagliate a tocchettini o a spicchietti e lasciarle raffreddare un po' (altrimenti di sfaldano nell'assemblarle con le altre verdure a fine preparazione).
Spurgare  col sale per un'oretta le melanzane tagliate a dadini e poi asciugarle ben bene e soffriggerle in padella.(oppure per una versione più leggera grigliarle in una padella antiaderente)
Tagliare a rondelle di uno spessore di circa 1/2 cm le zucchine e saltarle in padella antiaderente.
Tagliare a fettine sottili la cipolla e farla prima sbollentare in padella con un po' di acqua poi sfumare con il vino.

Importante: ogni verdura una volta cotta va condita con sale, pepe e olio evo a crudo secondo il proprio gusto.

Ora riunire tutte le verdure avendo cura di non spappolarle in un'unica casseruola e farle andare ancora per qualche minuto a fuoco lento con olio evo e se necessario regolare di sale e aromi a piacimento (da noi non si mettevano aromi) fino a che il tutto non è ben amalgamato.



NG (NOTAGUSTO): per una versione autunnale/invernale consiglio di utilizzare patate,zucca,funghi,cipolla,finocchi .... non c'è limite alla vostra fantasia. L'importante è che siano verdure "polpose".