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sabato 27 ottobre 2018

Vincotto di fichi

Il vincotto di fichi è un "elisir" dalla consistenza piuttosto densa (la densità è indice di elevata qualità del prodotto), un condimento molto versatile, che in tutta Italia è noto perchè utilizzato per “condire” le tipiche cartellate pugliesi (dolce tipico del periodo natalizio). 
Il vincotto, di cui sono state rese note le eccellenti proprietà antiossidanti, è ottenuto da due diverse varietà di uva tipiche pugliesi: Negroamaro e Malvasia Nera, ma si può realizzare anche con le prugne e con i fichi.
Qui vi propongo la versione fatta coi fichi.




INGREDIENTI 
(dosi per circa 10 persone)

5kg di fichi maturi e dolcissimi


PREPARAZIONE
Tagliate i fichi in 4 parti (senza eliminare la pelle), ricopriteli con l’acqua e cuoceteli fino a ridurli in poltiglia (la quantità di prodotto tenderà a dimezzarsi). Quindi versate il composto bollente in un panno dalla trama fitta, che chiuderete dandogli la forma di una sacca da pasticceria.
A questo punto dovrete strizzare energicamente il telo in modo da recuperare quanto più liquido possibile che porrete in una pentola in acciaio.
Cuocete questo liquido per circa 2 ore mescolando spesso con un mestolo di legno, fino ad ottenere la densità desiderata.
Quando vedrete che il liquido si sarà addensato e sarà diventato filante, potrete spegnere il fuoco.
Lasciate intiepidire il liquido e versatelo nelle bottiglie di vetro, in cui potrete conservarlo anche per un anno.

venerdì 20 novembre 2015

IL POTERE DEI FERMENTATI

Sin dall'antichità l’uomo si era accorto che era possibile conservare meglio il cibo e sviluppare consistenze e sapori diversi utilizzando la tecnica della fermentazione. Nelle varie culture venivano fermentati vari tipi di alimenti: in Messico si mangiava il mais, nei paesi nordici i crauti, in Giappone la soia, in Oriente il pesce, in Russia una bevanda di segale. 
In Oriente i cibi fermentati erano e sono ancora considerati una vera e propria medicina per l’organismo.
Nell'attuale alimentazione moderna questi cibi sono praticamente scomparsi, lasciando il posto ad alimenti sterilizzati e pastorizzati. 

Gli alimenti fermentati che hanno resistito negli anni e che ancora si possono trovare sulle nostre tavole sono:
vino, birra, aceto, i crauti (che non andrebbero però cotti), le olive, il pane a lievitazione naturale, lo yogurt.

Non ci avevate mai pensato prima vero? ^_^

I BENEFICI

La fermentazione, oltre a conservare i cibi, ha la caratteristica di rendere l’alimento più ricco di enzimi, di vitamine (in particolare la C e il gruppo B), antiossidanti, acido lattico e fermenti lattici vivi: i lattobacilli. 
Queste sostanze svolgono un’azione rivitalizzante sulla flora intestinale, controllano inoltre la putrefazione e la proliferazione di batteri cattivi. 
I fermenti hanno un potere disinfettante, digestivo, disintossicante, agiscono sulla microcircolazione, contribuiscono a riequilibrare alcune problematiche della pelle, sono utili in caso di infiammazioni, allergie , micosi e candidosi.
Nel nostro intestino esiste un vero e proprio esercito formato da più di 400 tipi di batteri, questi formano sulle mucose una fitta barriera che impedisce l’entrata di sostanze dannose e patogene e regolano, trasformano, sintetizzano l’assorbimento di molti nutrienti, hanno inoltre un’azione stimolante nella produzione di anticorpi.
Questo dovrebbe farci riflettere su quanto sia importante la buona salute della nostra flora batterica!

Secondo gli studiosi, gli enzimi sono la chiave per avere e mantenere una buona salute, tanto che sono ritenuti indispensabili sia per la digestione che per la cura e la prevenzione di moltissime malattie. 
Alcuni tra gli alimenti più ricchi di enzimi sono:
il kefir, lo yogurt non pastorizzato, tutti i vegetali fermentati con il sale, il miso, il tempeh, la papaya, il mango, il kombucha (una bevanda fermentata di origine cinese).

Ogni persona ha una diversa flora intestinale e la sua composizione può essere influenzata da vari fattori come stress, antibiotici, fumo, alcol, dieta ecc.. un’alimentazione che comprenda due piccole porzioni di cibi fermentati al giorno può già essere un buon modo per rendere più sano il nostro intestino. 
Un po' di verdure fermentate a fine pasto aiutano la digestione e preparano l'organismo al sonno, grazie all'azione delle potenziate vitamine del gruppo B, in particolare la B6.

SCEGLI COSA E COME

Fermentare le verdure e conservarle in una soluzione liquida migliora il loro profilo nutrizionale e come risultato finale si ottiene un prodotto più saporito, croccante e delizioso rispetto a quello di partenza.
Il kimchi e i crauti sono varianti molto diffuse, ma quasi tutte le verdure possono fermentare se immerse in un liquido, spesso unendo del sale o aggiungendo un altro prodotto per avviare il processo. 
Le verdure fermentate si conservano per molti mesi, e permettono di gustare dei tipici piatti estivi tutto l'anno.
Le migliori verdure sono quelle di stagione e al culmine della maturazione, dalla consistenza e dal sapore ottimale: quelle a chilometro zero e se possibile biologiche. 
Si può fermentare una verdura alla volta, o confezionarne diversi tipi insieme per creare una deliziosa "insalata".
Le verdure che riescono meglio a fermentare sono: barbabietole rosse, cavoli cappucci, cetrioli, cipolle, rape, zucca.
Cetrioli. I cetrioli fermentati, sottaceto, sono un ottimo punto di partenza. Si possono confezionare da soli o con cipolle, carote e peperoni sottaceto. (Attenzione a non usare i cetrioli cerati. Per vedere se hanno subito questo trattamento, raschiarli con un'unghia. Chiedere al negoziante cetrioli da conservare sottaceto.) Veri e propri tesori d'acqua che fermentati diventano un prezioso rimedio diuretico e riequilibrante.
Cavoli. I cavoli fermentati diventano aspri e croccanti. Si utilizza la qualità CAPPUCCIO da cui si ricavano i crauti. E’ molto salutare per le insufficienze epatiche, la stitichezza, per il riequilibrio della pelle grassa e dell’acne.
Rappresentano la principale fonte di vitamine per le popolazioni nordiche. I Greci ed i Romani furono i primi a fermentare i cavoli, questo alimento non mancava mai durante gli spostamenti degli eserciti. Anche sulle navi che andarono alla scoperta dell’America, ce n’erano abbondanti scorte che servivano per contrastare lo scorbuto.
I crauti sono facilmente digeribili, i fermenti lattici che contengono rendono più digeribili sia i grassi che la cellulosa, sono disinfettanti del tratto intestinale e ricchi in zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio che li rendono rimineralizzanti e ricostituenti. Sono inoltre alcalinizzanti e depurativi. S
alutari per le insufficienze epatiche, la stitichezza, per il riequilibrio della pelle grassa e dell’acne.

Peperoni. Possono essere fermentati da soli o assieme ad altre verdure per aggiungere un po' di piccante.
Fagiolini o asparagi. Sono una gradita delizia nei mesi invernali, quando è difficile trovare il gusto fresco dell'estate.
Barbabietola rossa. La fermentazione ne aumenta le proprietà remineralizzanti e ricostituenti. Sedativa e dunque adatta per i pasti serali degli ansiosi.
Cipolle. Alimento medicina, nella versione potenziata alla fermentazione diventa uno stimolante efficace di tutte le funzioni dell'organismo. Adatto in particolare ai diabetici e agli obesi.
Zucca. Cruda è sedativa, diuretica e lassativa. Fermentata ancora di più. 
Rape. Fermentate sono un ottimo rimedio diuretico adatto alla gotta e nell'obesità. 
Consumate durante i periodi di influenza, tosse, bronchiti, accelerano la guarigione. 

Abbiamo poi:

MISO. Si trova nei negozi di alimentazione naturale o macrobiotica e nelle erboristerie. 
Può essere a base di soia, orzo (attenzione contiene glutine), riso e si prepara facendo fermentare i legumi in acqua di sorgente e sale marino integrale.  Ricco di preziose proteine vegetali, sali minerali, 
enzimi, batteri, aminoacidi e carboidrati grassi è utile nelle infezioni. 
Protettore della flora intestinale. 
Usato da millenni nei paesi dell’estremo oriente, ne facevano largo impiego gli eserciti degli antichi samurai per la capacità di produrre energia muscolare e come riequilibratore del PH del sangue.
Alimento di fondamentale importanza nelle carestie, nelle malattie e nella convalescenza. Viene utilizzato anche in persone sottoposte a radioterapia o chemioterapia non solo per ripristinare la flora intestinale, ma anche per l’azione antinfiammatoria.
L’impiego tradizionale è nella zuppa, preparata con verdure miste e piccoli quantitativi di alghe. A fine cottura viene aggiunto il miso, un cucchiaino raso per quattro persone. 
La temperatura del brodo favorisce il risveglio di enzimi e batteri, preparando lo stomaco ad una migliore digestione dei cibi. 
Il miso non deve mai bollire. Può essere usato anche per insaporire salse o condimenti. 

Lo SHOYU e il TAMARI (senza gluitne).Sono una sorta di miso liquido. Ormai dilagano un po' in tutti i supermercati (per la tamari la si trova nei negozi biologici).Il loro uso è molto versatile e possono condire tutto. Vengono realizzati facendo fermentare la soia e il grano, in acqua di sorgente e sale marino. Può essere usato anche contro la depressione e la stanchezza fisica e mentale. 

L'AMASAKE. E' la fermentazione di riso dolce, morbido e gustoso ricco di vitamine. La fermentazione scinde gli amidi del cereale in dolcissimo maltosio, ottenendo una crema che può essere consumata al naturale o allungata con acqua. 
Il TEMPEH. Trattasi di soia fermentata e poi cotta. Anch'esso lo si trova nei biologici o nei supermercati ben forniti. Ottimo sostituto meno pubblicizzato del seitan con un'alta % di proteine vegetali. MA soprattutto è senza glutine!!!

Prugne Umeboshi. Sono in realtà albicocche che vengono messe a fermentare sotto sale con foglie di shiso, da qui la tipica colorazione rossiccia che le fa denominare prugne. Vengono usate per preparare salse, condimenti e bevande.

Ottime per problemi digestivi ed intestinali, per raffreddore, febbre, per tonificare fegato, reni e polmoni, sono alcalinizzanti ed antiacido, un pezzetto di prugna anche contro la nausea. 
Nella medicina tradizionale si utilizza l’ume insieme al tè bancha per alcalinizzare velocemente l’organismo
.
Kefir. Bevanda originaria del Caucaso, ricchissima di probiotici. A differenza dello yogurt è leggermente alcolica, perché la fermentazione viene fatta non solo da fermenti, ma anche da lieviti.
Il kefir viene preparato utilizzando latte di origine animale ma si può fare anche con acqua, zucchero, limone e fichi secchi, per renderlo più piacevole, si può aggiungere latte di cocco.
Contiene vit.B 12, folati, vit.K, vit.A, vit.D, enzimi, aminoacidi, calcio, magnesio, biotina. 
Tutti questi elementi lo rendono importante per mantenere un sistema nervoso sano, per la prevenzione dell’osteoporosi e dell’aterosclerosi. 

Ottimo anche per chi soffre di colite poichè ne riduce l'infiammazione.


COME FERMENTARE "ARTIGIANALMENTE" IN CASA

Quando le verdure sono ricoperte da una soluzione liquida, i batteri naturali presenti cominciano a rompere la struttura cellulare nel processo di fermentazione. Le verdure fermentano in acqua, ma il loro gusto e la consistenza è migliore se si aggiunge il sale, che favorisce la crescita di batteri "buoni" e inibisce la crescita di batteri "cattivi.
La quantità approssimativa di sale da aggiungere è di 3 cucchiai per 2,5 chili di verdure. 
Meno sale si aggiunge più velocemente fermentano le verdure. Se si aggiunge più sale il processo è più lento.
Se non si  vuole aggiungere molto sale, si possono usare dei microrganismi  o dei lieviti per innescare la fermentazione che aiutano a sviluppare i batteri buoni e a soffocare la crescita di quelli cattivi. Si possono aggiungere ad esempio grani di kefir, o un lievito secco e ridurre la quantità di sale. Da considerare però che se usano solo dei lieviti, senza alcuna aggiunta di sale, le verdure diventeranno meno croccanti.

Per la fermentazione occorre pulire in maniera accurata le verdure scelte. 
Affettarle finemente e asciugarle poi iniziare gli strati (circa 2 cm di verdura) nel contenitore capiente scelto e metter sale per ogni strato. Continuare a riempire il contenitore, sempre con due centimetri di verdura alla volta e un pizzico di sale. 

 - E' importante scegliere dei materiali che non disperdono le sostanze e il liquido. Quelli in ceramica e vetro sono i migliori; evita quelli in metallo o plastica. - 
Durante questa operazione premere ben bene, in quanto la fermentazione deve avvenire in mancanza di ossigeno, sia per potenziare le proprietà salutari delle verdure, che quelle di sapore. 
Alla fine riempito totalmente il contenitore, mettete un peso sopra in modo da coprire tutta la superficie del recipiente.

Tenete in un locale non troppo freddo e non troppo caldo (circa 15°). 
Dopo 24 ore togliete la schiuma e mescolate bene. 
Ripetete l'operazione per al massimo 4 giorni fino a quando, non si formerà più la schiuma. 
Le verdure possono fermentare fino anche a 18 giorni. Il loro sapore cambia quindi consiglio di assaggiarle quotidianamente fino ad ottenere il gusto che vi piace o che cercate.Travasate poi in vasetti di vetro chiusi e teneteli in frigorifero. 


QUALCHE RICETTINA

CETRIOLI IN SALAMOIA
(questa è la più semplice e veloce)


cetrioli
1 cucchiaio di semi di senape
1 cucchiaino di pepe in grani
1 cucchiaio di sale dell'Himalaya
barba di finocchio 

acqua

Tagliate i cetrioli come preferite. Metteteli in un vaso e aggiungete i semi di senape, pepe,sale e il finocchietto. Massaggiate il sale fino a quando i cetrioli iniziano a rilasciare il loro liquido. Aggiungete acqua sufficiente a coprirli. Mettete un peso in modo che non salgano in superficie e poi coprite con un panno in modo che possano respirare e lasciare a temperatura ambiente per un paio di giorni. Lasciate a temperatura ambiente finché non raggiungono il sapore che più vi aggrada e poi conservate il tutto in vasetti di vetro ermetici in frigo.


GIARDINIERA MISTA

verdure miste: carote, cavolfiore, cavolo cappuccio, sedano, pomodori verdi, peperoncini verdi o rossi, topinambur, aglio, rapa bianca, etc.
un cucchiaio colmo di sale grosso (marino integrale) per ogni litro d’acqua
aglio, alloro e pepe in grani a piacere

Lavare e tagliare le verdure come si preferisce e riporle in barattoli di vetro aggiungendo a piacere aglio e aromi.  Sciogliere in una pentola il sale marino integrale per litro d'acqua e portare ad ebollizione, lasciar raffreddare e versare sulle verdure fino a ricoprirle. Chiudere con un tappo in modo non ermetico. Lasciare riposare le verdure in un ambiente ventilato, senza troppo sole per circa 10 giorni (in terrazzo in estate è perfetto), i primi 4 giorni agitare il barattolo capovolgendolo almeno una volta al giorno finché non parte la fermentazione, oppure – ancor meglio – rovesciare in un contenitore il liquido e rimetterlo nel barattolo in modo da ossigenalo. A questo punto la giardiniera è pronta! Può essere conservata in frigorifero o in un ambiente a bassa temperatura.
immagine dimostrativa della rete

venerdì 19 giugno 2015

PANE CON MIX DI FARINE GLUTEN FREE

Come mix di base uso:

1 tazza 1/2 di farina di miglio
1 tazza 1/2 di farina di teff o quinoa o grano saraceno
3/4 di tazza di tapioca
3/4 di tazza di fecola di patate

oppure
2 tazze di farina di riso integrale
1 tazza di farina di riso bianca
3/4 di tazza di tapioca
3/4 di tazza di fecola di patate

Aggiungo poi l'equivalente di un paio di "uova di lino" quindi circa 3/4 di tazza di semi di lino lasciati in ammollo per creare la loro "mucillagine", sale circa 1 cucchaino (comunque assaggiate), 1/4 di cucchiaino di bicarbonato o cremor tartato , acqua tiepida a seconda  del bisogno e se necessario olio.

*facoltativi ma molto gustosi sono semi da aggiungere come ad esempio sesamo (meglio se tostati prima) o girasole o zucca o papavero. Molto buono anche con noci o anacardi.

Unire tutto e amalgamare bene poi riporre in teglia a forno caldo a 180° per circa 45 minuti o fino a che non risulta croccante.







sabato 6 giugno 2015

IL SUSHI nel mondo del veg ;)


SUSHI VEGAN E anche in versione RAW Emoticon wink

PROCEDIMENTO


- stendere lo stuoino

- riporvi la nori e inumidirne entrambi i bordi alto e basso con un po' di acqua (non troppa)
- stendere ora uniformemente tt gli ingredienti al centro della nori
-iniziare a rotolare aiutandovi con lo stuoino la nori partendo da un solo lato ed avanzando delicatamente e a mano a mano che si arrotola stringere bene e verificare di non far fuoriuscire il ripieno (altrimenti significa che l'avete riempita troppo)
- tagliare uniformemente con un coltello ben affilato e bagnato le vs porzioni

FARCITURA 


per la versione CLASSICA: riso da sushi o comunque con chicchi piccoli e tondeggianti .
500 gr di riso crudo servono per circa 6-8 persone. 
Mettere il riso in una ciotola ciotola e lavarlo sotto l'acqua corrente fredda almeno 5-6 volte muovendo il riso con le mani (questo fa sì che l'amido contenuto in esso fuoriesca fino a che l'acqua non diventi bella limpida. Lasciare il riso a bagno nell'acqua ora limpida per 10 minuti circa , poi scolarlo bene e lasciarlo riposare per altri 10 minuti in uno colino. Ora è pronto per esser cotto. Metterlo o nelle cuociriso classica o in una pentola non troppo larga e ricoprirlo a filo con l’acqua, (deve essere interamente ricoperto ma non di più) Prendere un pezzetto di alga kombu di un paio di cm (facoltativa), fare dei taglietti così sprigionerà meglio gli aromi e unirla al riso. Coprire bene con il  coperchio e portare a bollore a fuoco medio. Non aprire più il coperchio fino a quando non si sente la bollitura. Lasciar bollire a fuoco medio per 5 minuti, quindi eliminare l’alga con una pinza, coprire di nuovo con il coperchio e abbassare la fiamma e cuocere a fuoco basso per 8-10 minuti. Spegnere il fuoco e lasciar riposare con il coperchio per altri 10 minuti. Lasciar completamente raffreddare il riso prima di utilizzarlo.
Questa è la procedura corretta per il riso ma se lo fate semplicemente lessare andrà bene comunque :)

Per la versione RAW cavolfiore tritato e sal
ato oppure cuori di palmito salati (da non confondersi con le palme dell'olio che non sono ETICHE)




PER LA FARCITURA: 
UN IMPERATIVO: SBIZZARRIRSI !!!! 

io amo particolarmente quelli semplici con ananas,mango,avocado o cetriolo, ma se ne posssono fare di vario tipo. Esternamente se non si gradisce o non si ha l'alga nori si può utilizzare un carpaccio sottile di zucchine o cetriolo oppure semplicemente arrotolare il rotolino di riso nei semi di papavero o sesamo o  misti.


Nella foto sopra ad esempio abbiamo:


variante 1: carota-cipolla-prezzemolo-sedano-peperone rosso con succo di limone e avocado al centro con peperoncino in polvere


variante 2: zucchina-sedano-carota-cipolla e semi di sesamo con avocado al centro

variante 3: cuori di palmito in salamoia - semi di senape nera macinati - cipolla con avocado al centro



domenica 1 marzo 2015

PANE GF TIPO ARABO O INDIANO

qui ci avevo messo sopra semi di lino e sesamo


INGREDIENTI:
(per tazza intendo tipo mug)

1/2 tazza di fiocchi di avena (gluten free) tritati molto finemente o farina di avena gf
1/2 tazza di fecola di patate
1 cucchiaino di lievito attivo secco senza glutine

1/4 di cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di sale marino integrale
2 cucchiaini di sciroppo d'agave 
1 cucchiaio di olio di semi 
1/4 di tazza di acqua calda (non bollente)

1 cucchiaio 1/2 o 2 cucchiai di acqua a temp ambiente
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
pepe misto alla creola una spolverata 
semi di sesamo per decoro.


In una ciotola mettere l'acqua calda e il lievito secco mescolare e lasciar agire fino a raffreddamento dell'acqua (circa 10 minuti).
In un'altra ciotola metter i fiocchi d'avena, fecola, bicarbonato,sale,cumino,pepe e  mischiare bene. Aggiungere ora il liquido col lievito, regolare nuovamente di sale, l'agave e l'olio e amalgamare bene. Se necessario aggiunger un cucchiaio d'acqua..l'impasto deve esser umido ma non troppo liquido. Spruzzarci sopra acqua e coprire con un canovaccio umido o pellicola trasparente ben sigillata. Lasciar a riposare in un luogo asciutto per 1 ora e mezza o 2 fino a che non raddoppia circa di volume. 
L'avena presente assorbe molto i liquidi ..verso metà rigirare l'impasto.
Trascorso il tempo necessario olearsi bene le mani e creare 1 o 2 palline di impasto. Metter la pallina su carta forno e schiacciarla bene con la pressione della mano fino a creare un pane arabo o naan di circa 0.5 cm di spessore. Cospargerlo di semi e spezie e spruzzarlo di un po' di acqua. Lasciar asciugare per circa 45 minuti e poi posizionarlo su una vaporiera. Dovrà cuocer a vapore per circa 10/15 minuti.
Lasciar raffreddare ed asciugare un momento e lo si può già gustare così com'è oppure si riscalda bene una piastra antiaderente la si unge un po' per sicurezza e lo si fa scaldare su entrambi i lati per un minuto ciascuno.

Buon appetito!

il marito immortalato prima di addentarlo ^_^





mercoledì 11 febbraio 2015

Pizza o non pizza questo è il dilemma ^_^

Ok oggi parliamo di pizze senza esser pizze.

Sì lo so sembra uno scherzo e forse lo è;  fatto sta che se si vuole togliersi la voglia della nostra amata italianità culinaria, ma se ad esempio si deve mantenere la linea o si è a dieta, si desidera consumare pochi carboidrati, si ha problemi di salute, indice glicemico alto, intolleranze o allergie, difficoltà digestiva, problemi col glutine o coi lieviti, etc.. il problema diventa bello grande... e diciamocelo: più dobbiamo privarci di qualcosa più lo desideriamo. 
Quindi che fare?? Beh, per fortuna palliativi esistono: certo il sapore cambia e per alcune alternative non si può nemmeno parlare di vera pizza, ma poiché l’occhio inganna la mente e di conseguenza lo stomaco direi che alla fine il risultato è più che sufficiente.
Avevo già parlato 
QUI 
di vari impasti senza glutine.. oggi invece vediamo come possiamo creare “impasti” o comunque “basi” su cui farcire poi a nostro piacimento come vere e proprie pizze.

impasto base di cavolfiore con pomodoro-cipolla rossa-songino e scaglie di lievito


La prima versione che possiamo creare è quella di POLENTA:

creiamo una classica polenta e la stendiamo bene nella teglia o nella piastra apposita e la inforniamo a forno bello caldo (180/200° circa) per pochi minuti.. giusto per farla dorare un po’ prima da un lato e poi la capovolgiamo sul lato opposto: una volta leggermente dorata la farciamo a piacimento e la inforniamo nuovamente per altri 5 minuti circa.

Altra versione appetitosa è utilizzare l’impasto della FARINATA DI CECI :

si crea quindi la classica pastella che possiamo aromatizzare con varie erbe o spezie volendo. Per smorzare il sapore di farinata consiglio di utilizzare dell’aglio in polvere da amalgamare nella pastella. Il procedimento è lo stesso utilizzato per la polenta con la sola differenza che essendo la pastella assai liquida verrà versata in una teglia consona.

Oppure possiamo utilizzare i FIOCCHI DI PATATE:

prendere i fiocchi di patate (quelli che si usano e si trovano in commercio per fare il purè..ne esistono assolutamente privi di latticini) e creare una base di purè ..invece di latte vegetale per esser più leggero utilizzare acqua e aromi a piacere.  A questo punto stenderlo come per la polenta ed informarlo facendolo dorare da ambo i lati poi guarnirlo a piacere.

impasto di fiocchi di patate spruzzato con un po' di olio evo

Per non utilizzare né cereali, né legumi o amidacei possiamo utilizzare la FARINA DI QUINOA:

come sapete la quinoa non è un cereale bensì una pianta erbacea. Creare prima un ”ovetto di semi di chia” classico (quindi semi di chia e acqua fino a ricoprirli non troppa.. per una pizza un cucchiaio di semi di chia è più che sufficiente) lo si lascia riposare fino a che si crea la “mucillagine” tipica della chia e poi lo si amalgama alla farina. Anche qui si aggiunge acqua, sale e aromi q.b. Stendere poi l’impasto normalmente col mattarello o con le mani direttamente in teglia o nella piastra e farcirlo. Infornare come una classica pizza.

Altra alternativa ai cereali,legumi e amidacei è la FARINA DI GRANO SARACENO:

come per la quinoa non si tratta di un cereale bensì di una pianta erbacea a fiore e si crea l’impasto esattamente come per la farina di quinoa (“ovetto” di chia incluso).

Altro impasto assai “curioso” che mantiene abbastanza bene un sapore neutro è quello fatto con la FARINA DI PLATANO:

il platano è un tipo di banana originaria del sud america che si tratta bene anche a preparazioni salate…la sua farina risulta malleabile tanto da poter esser impastata..in questo caso utilizzare sempre l’”ovetto di chia” oppure un po’ di farina di mandorle a procedere come per gli altri impasti di quinoa e saraceno.

In ultimo ma non per questo meno gustose (anzi sono tra le mie preferite) ci sono le versioni di VERDURA..ovvero ZUCCHINE o CAVOLFIORE:


queste due verdure sono tra le più neutre di sapore e le più “leganti” si prende o l’una o l’altra verdura e la si cuoce al vapore (ma poco) oppure volendo si posson anche lasciar crude poi con un canovaccio la si strizza bene bene per togliere l’acqua in eccesso. Si trita bene col mixer e si amalgama poi con farina di mandorle, acqua, sale e aromi q.b. La si stende con un cucchiaio o con le mani nella teglia e la si inforna per farla dorare da entrambi i lati; poi la si farcisce e inforna nuovamente per altri 5 minuti.

Che dire...non c'è fine all'inventiva per avere comunque una "pizza" tutta nostra :-P

impasto di zucchine e semini vari


martedì 10 febbraio 2015

Pasta sfoglia

PASTA SFOGLIA veg e senza glutine
(perfetta sia per impasti salati che dolci)



INGREDIENTI

250 g di farina di riso (*)
50/70 g di fecola di patate o amido di mais
150 ml di acqua
50 ml di olio evo
1 pizzico di sale

Essendo privo di glutine in genere dopo averlo impastato ben bene non lo stendo più di tanto col mattarello...quasi nulla in verità....lo stendo con le mani nella teglia ^_^

(*) si può utilizzare anche altra farina gf io prediligo quella di riso perchè ha un sapore più neutro di altre.

lunedì 13 ottobre 2014

GNOCCHI DI PATATE VEGAN E SENZA GLUTINE

Quando pubblico ricette coi gnocchi in tanti mi chiedete: "ma come li fai ? e senza glutine poi ?" .... ho sempre creduto che sugli gnocchi ci fosse molto poco da dire in verità poiché sono una delle paste fresche (forse l'unica) che con o senza glutine riesce meglio; ma viste le tante richieste mi son decisa di metter qui la mia "ricetta" che non ha nulla di strano o di  nuovo come vedrete... vi posto anche qualche variante che amo.


GNOCCHI VEGAN SENZA GLUTINE


INGREDIENTI
(dosi indicative per circa 4 porzioni) 

"CLASSICA" CON FARINA DI RISO

1 kg di patate a pasta rossa o bianca ( secondo me son quelle che fanno venire meglio gli gnocchi)
300 g. di farina di riso + quella necessaria per la spianatoia
sale q.b. (facoltativo)
pepe q.b. (facoltativo)


VARIANTE CON GRANO SARACENO 

1 kg di patate a pasta rossa o bianca 
300 g. di farina di grano saraceno + quella necessaria per la spianatoia
sale q.b. (facoltativo)
noce moscata q.b. (secondo il mio palato con il saraceno che è saporito e particolare la noce moscata di sposa bene)


VARIANTE CON FIOCCHI DI PATATE 
(in questa variante le chiamo CHICCHE DI PATATE)

1 kg di patate a pasta rossa o bianca
200 g. di fiocchi di patate (quelli che si comprano per fare il purè di patate) al naturale senza formaggio dentro o se la trovate farina di patate essiccate(*)
farina di riso necessaria per la spianatoia
sale q.b. (facoltativo)
pepe q.b. (facoltativo)

(*) qui la dose è veramente indicativa poiché la farina essendo sempre patata assorbe in modo diverso...basta regolarsi. 

NG (NOTAGUSTO) : 
Potete fare ottimi GNOCCHI DI ZUCCA E PATATE utilizzando 1/2 quantità di patate e 1/2 di zucca. Vi troverete dei gustosi gnocchi leggermente color giallo/arancio. 
Potete anche utilizzare altre verdure per "COLORARLI" come la rapa rossa o gli spinaci. L'unica accortezza è lessare queste verdure e strizzarle poi bene per eliminare l'acqua in eccesso. Il rapporto patate deve esser di 2/3 contro le verdure di 1/3.


PROCEDIMENTO:

Per prima cosa faremo bollire le patate in acqua salata. Scegliete voi se farle a pezzettini prima o lasciarle intere. Io posso consigliarvi di scegliere delle patate non troppo grandi e tagliarle a metà. Saranno poi schiacciate con lo schiaccia patate e la buccia rimarrà lì. 
Una buona alternativa se avete tempo è quella di lessare le patate invece di bollirle così avranno meno acqua e più amido.
Una volta cotte farle raffreddare e schiacciare con l'apposito strumento evitando che rimangano troppi grumi in una ciotola. Aggiungere poi la farina ed iniziare a formare l’impasto. Se avete lessato le patate occorre sicuramente aggiungere sale,pepe e aromi a piacere; diversamente il sale e il pepe sono secondo il Vostro palato ed il Vostro gusto.
Vige la regola che più è alto nell'impasto il contenuto di patata meglio verrà lo gnocco: ecco perché TUTTE LE DOSI DI FARINE sono INDICATIVE. 
Quindi aggiungere la farina poca per volta fino alla quantità necessaria e comunque fino a  quando l'impasto non si staccherà facilmente dalle pareti della ciotola.
Creare un panetto con l'impasto e poi delle striscioline di circa 1 pollice di diametro. Tagliare gli gnocchi di circa 1 o 2 cm l'uno. Se avete tempo e voglia e lo strumento per "rigarli" (scusatemi, ma ne ignoro il nome) una volta tagliati passateli lì (vedi foto sotto) risultano più carini a livello estetico..ma nulla di più. ^_^
Cospargerli di farina e eccoli pronti o per esser conservati nel congelatore o per esser consumati subito col sugo che preferite.