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giovedì 1 novembre 2018

Più menù a tavola per il VEGAN DAY!!! ^_^

Il primo novembre si celebra la Giornata mondiale vegan, istituita nel 1994 per festeggiare il cinquantesimo anniversario della fondazione della Vegan society.
In ogni parte del mondo vengono organizzati numerosi eventi e iniziative per divulgare la cultura vegana. L’obiettivo del World vegan day è quello di diffondere un’alimentazione che non si basi sullo sfruttamento animale.
Era il primo novembre 1944 quando Donald Watson fondò la prima associazione vegana del mondo: la Vegan society e coniò per la prima volta il termine “vegan” utilizzando l’inizio e la fine della parola “vegetarian”.
Da allora sono trascorsi 74 anni e il veganismo è sempre in costante espansione, in particolare in Italia. 
Molte volte il veganismo viene derubricato a moda o tendenza passeggera. Si tratta senza dubbio di una banalizzazione di un fenomeno che affonda le sue radici nell’antichità (quasi duemila anni fa il filosofo greco Plutarco si chiedeva con stupore come l’uomo potesse mangiare altri animali) e che oggi è in crescita, probabilmente per la maggiore informazione sui metodi di produzione della carne e dei prodotti animali e per la crescente sensibilizzazione sul tema del benessere animale.

Per celebrare questa giornata in questo post metterò le proposte per due menu completi (dalla colazione al dolce passando per la merenda) . Ci sarà poi anche un altro menu definito "easy" per chi non ha assolutamente tempo e magari si ritrova a dover per forza cucinare con prodotti già pronti o semi pronti. Ovviamente ogni menu contemplerà tutte le portate quindi: antipasto, primo, secondo+contorno o piatti unici, dolce.( Dite che avete una buona scelta così?? ;P )

L'idea dei menù però non è stata mia, ma viene da una carissima amica nonché scrittrice e attivista vegana Aida Vittoria Eltanin che mi ha proposto questa cosa e mi ha gentilmente e carinamente invitato a partecipare ai suoi Venerdì Vegani sull’Arca di Eva & Friends che si stanno tenendo in questo periodo in rete e precisamente sul social di Facebook. 
Come sempre sono estremamente orgogliosa e felice di poter contribuire in qualche modo con le mie ricette o i miei consigli a questi eventi così epocali come li definisco io. L'Arca ogni anno ad ogni edizione vede migliaia di onnivori o vegetariani entrare e scoprire, anche e soprattutto grazie all'aiuto -oltre che della fondamentale Capitana Aida- di tanti food blogger, medici, tutor, etc.. un mondo ed un modo di vivere, cucinare e curarsi col cibo che li affascina così tanto da poi far sì che molti di essi continuino anche dopo. Questo credo sia uno dei principali punti di forza delle edizioni dell'Arca; edizioni che mi hanno vista negli anni come partecipante, come tutor, come vincitrice di premi (sì perché dovete sapere che quella meravigliosa Anima di Aida si inventa di tutto tra cui anche test, prove e premi vari) e che hanno in buona parte plasmato negli anni il mio concetto di alimentazione sana e consapevole.
Detto questo la mia gratitudine sia a livello personale che pubblico ad Aida è e resterà sempre infinita.

Ma ora bando alle ciance e veniamo ai Menù che vi propongo.

(gf = gluten free)
(* = link diretto alla ricetta)
MENU 1

COLAZIONE
Spremuta di agrumi di stagione
Pancakes*  con succo d'acero e frutti rossi oppure marmellata senza zuccheri aggiunti (meglio se fatta in casa)


MERENDA
Barchette di banana con purea di frutta o di datteri o fichi secchi. Semplicemente frullare i datteri o i fichi lasciati ammollare in acqua poco prima. 





PRANZO
Insalatina con finocchi,arance,olive nere e cipolla rossa
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Tagliatelle viola*
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Terrina di verdure*
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Polpettone di azuki e olive*
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Torta di riso pere e fichi
Cuocere 100 g di riso con una pera, uvetta e fichi secchi. Frullare metà riso ed aggiungere 100g di farina di riso e 50g di farina di mandorle, un pizzico di cremor tartaro, la scorsa di un limone edibile e poi l'altra metà del riso intero cotto. In ultimo si impasta il tutto con un po' di olio circa 40g. In forno 20 min a 180°.


  
 


MERENDA 
Chips di cavolo riccio o cavolo nero* magari con una bella bevanda fermentata di kombucha o altra bevanda similare

NB: Il kombucha altro non è che una bevanda fermentata a base di thè verde o thè nero. Ormai da anni sta prendendo sempre più piede in Europa ed anche in Italia dove lo si può trovare nelle principali catene di alimentari. Di origine asiatica e considerato l'elisir di lunga vita ha tantissime proprietà benefiche per il nostro organismo un po' come tutti i cibi fermentati.


CENA
Piadina* gf con salsine tipo hummus, guacamole*, tzatziki in chiave vegan (yogurt vegetale neutro senza zuccheri aggiunti, succo di limone, cipollotto verde fresco tritato, sale)o altre salsine qui* ad es qualche altro spunto
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Vellutata zucca e curry*
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Polpette di carciofi
Cuori di carciofo cotti e tritati nel mixer, patate schiacciate, farina di mais, cipolla, (aglio facoltativo, olio, sale, prezzemolo, aromi. O cotte al forno o fritte (queste fritte meritano davvero)
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Patate al forno con pesto di cavolo nero. Per il pesto: tritare nel mixer le foglie pulite e tolta la parte dura centrale di cavolo nero con aglio,scalogno,succo di limone,anacardi o lievito in scaglie,sale e pepe, olio
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Monete di cioccolato e frutta
Sciogliere una stecca di cioccolato fondente extra superiore al 70% a bagnomaria. Nel frattempo fare un mix di frutta a guscio ed essiccata e volendo anche semi (mandorle,uvetta,fichi secchi,datteri,bacche di goji,cranberry,uvetta, pistacchi,cocco, etc..) spezzettandoli leggermente. Col cucchiaio su carta oleata o carta forno fare dei dischi di ciocco fuso e spolverarci sopra la frutta secca. Lasciar raffreddare in frigo ben bene e gustare 









MENU 2

COLAZIONE
Estratto o centrifugato con 3  mele verdi, ½ limone senza buccia, 1 cm abbondante di zenzero fresco
Macedonia di frutta con mix di frutta a guscio (ad es. noci,mandorle,pinoli), bacche di goji e semi di chia a cui aggiungiamo uno yogurt vegetale al naturale senza zuccheri aggiunti.

NB. Tutti gli yogurt anche i vegetali hanno grandi dosi di zuccheri aggiunti pertanto i nutrizionisti consigliano, anzichè acquistare uno yogurt seppur vegetale alla frutta bensì uno yogurt vegetale al naturale - senza zuccheri aggiunti - e di aggiungere poi noi frutta. In questo modo gli zuccheri che assimiliamo sono quelli "buoni" della frutta.



MERENDA 
1 mela + 3 noci

PRANZO
Mini pinzimonio di verdure fresche di stagione (carote,finocchio,cicoria cimata,etc..)
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Risotto ai funghi porcini e melagrana*
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Burger di rapa rossa e lenticchie
Frullare nel mixer la rapa rossa cotta ed unirla alle lenticchie cotte e ben scolate. Aggiungere sale,pepe,rosmarino fresco sminuzzato,un po' di succo di limone,farina di ceci e un po' di farina di mais fioretto. Lasciar riposare l'impasto in frigo per una mezz'ora poi formare i burger e passarli nella farina di mais fioretto. Infornare a 180° con un filo d'olio per 15/20 min.

NB. La mia bimba di 2 anni ne è ghiottissima!! ;)
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Puré di patate viola con pesto rosso*
©
Plumcake cacao e melograno*



 


MERENDA 
1 grappolo d'uva + 1 pera

CENA
Avocado, pomodori e formaggio di riso affumicato con curcuma o similari (es.SMOKEY RISELLA della FRESCOLAT) conditi con olio,sale e aceto balsamico (se volete sperimentare ottima anche la misticanza di fiori in vaso SONNENTOR)
©
Zuppa di mais*
©Fagiolini al forno al balsamico con lupini e verdure svuota frigo (ad es pomodorini, cipollotto fresco,indivia e barbabietola rossa) 

 


MENU EASY

COLAZIONE
Tisana preferita o tè verde con succo di limone e zenzero* in polvere (*facoltativo)
Fette biscottate gf con crema di nocciole 100% (o di arachidi o mandorle a seconda dei gusti)

MERENDA 
mandarini + kiwi

PRANZO
Insalatina con spinacini baby freschi, arancia rossa spelata al vivo e semi di sesamo condita con olio,sale e succo di limone.
©
Pasta ad es. FIOR DI LOTO di farine di legumi (ad es. lenticchie,mix di lenticchie,piselli,ceci) con cottura di soli 3 min. oppure per chi non ha problemi di glutine pasta di grani antichi (es. Timilia,Senatore Cappelli) con tempi di cottura intorno ai 6 min condita con olio, sale, pepe, aglio in polvere, curry, lievito in scaglie BAULE VOLANTE e 7/8 pistacchi tritati nel mixer.



©Mini burger OROGEL linea BENESSERE di carciofi o quinoa e semi di lino (sono gf)
 


©
Funghi misti surgelati appena spadellati con cipollotto, olio,sale,aglio (va bene anche in polvere che normalmente trovate tra le spezie) , succo di limone a sfumare e prezzemolo.
©
Dessert riso mango e maracuja


NB. Tutti i gg assumiamo grano anche senza esserne pienamente coscienti (nei biscotti,nelle paste,nei dolci,nei crackers,nei preparati,etc..) variare il più possibile la tipologia di cereale che assumiamo è possibile e consigliato così come riprendere ad utilizzare quei grani di una volta che hanno una percentuale di glutine decisamente inferiore e quindi più tollerabile per il ns organismo rispetto al più classico utilizzato dalla grande distribuzione. Ovviamente questo discorso non vale in caso di celiachia.



MERENDA 
Frutta fresca di stagione e/o essiccata

CENA
Insalatina di radicchio e mela condita con olio,sale e aceto balsamico
©
Zuppa pronta CONAD VERSO NATURA o DIMMI DI SI' (ce ne sono tantissime) personalmente a fine cottura quando metto l'olio e/o aromi a piacere(aromatiche o spezie) aggiungo una punta di peperoncino .















©Wurstel CONAD VERSO NATURA di lupino (ottima fonte di proteine) con senape o mayo veg (anche già pronte e persino già aromatizzate se ne trovano di svariate marche come BAULE VOLANTE, PROBIOS, CEREAL TERRA, NATTURA, GAUTSCHI che è tra le mie preferite) con spinaci surgelati appena spadellati con scalogno, sfumati al vino e aggiunta uvetta essiccata conditi con olio, sale e succo di limone




Oppure
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Lenticchie al sugo:
Cuocere le lenticchie (prendere le decorticate che cuociono in 10min) con 2 dita d'acqua sopra al loro volume e se necessario aggiungerne. Nell'acqua avremo messo una foglia di alloro che toglieremo poi. Quando le lenticchie sono a buon punto aggiungere passata di pomodoro semplice, uno scalogno tritato fine e una/due carote a tocchettini. Far rapprendere la passata e regolare di olio,sale e pepe se gradito.
©
Budino vegetale al cacao o alla vaniglia


--NOTA DISCLAIMER-- i marchi e le aziende citate in questo post  (immagini relative incluse) non hanno collaborato né sponsorizzato la scrivente e viceversa. Sono stati citati solo per consiglio e perché provati ed apprezzati.



sabato 27 ottobre 2018

Vincotto di fichi

Il vincotto di fichi è un "elisir" dalla consistenza piuttosto densa (la densità è indice di elevata qualità del prodotto), un condimento molto versatile, che in tutta Italia è noto perchè utilizzato per “condire” le tipiche cartellate pugliesi (dolce tipico del periodo natalizio). 
Il vincotto, di cui sono state rese note le eccellenti proprietà antiossidanti, è ottenuto da due diverse varietà di uva tipiche pugliesi: Negroamaro e Malvasia Nera, ma si può realizzare anche con le prugne e con i fichi.
Qui vi propongo la versione fatta coi fichi.




INGREDIENTI 
(dosi per circa 10 persone)

5kg di fichi maturi e dolcissimi


PREPARAZIONE
Tagliate i fichi in 4 parti (senza eliminare la pelle), ricopriteli con l’acqua e cuoceteli fino a ridurli in poltiglia (la quantità di prodotto tenderà a dimezzarsi). Quindi versate il composto bollente in un panno dalla trama fitta, che chiuderete dandogli la forma di una sacca da pasticceria.
A questo punto dovrete strizzare energicamente il telo in modo da recuperare quanto più liquido possibile che porrete in una pentola in acciaio.
Cuocete questo liquido per circa 2 ore mescolando spesso con un mestolo di legno, fino ad ottenere la densità desiderata.
Quando vedrete che il liquido si sarà addensato e sarà diventato filante, potrete spegnere il fuoco.
Lasciate intiepidire il liquido e versatelo nelle bottiglie di vetro, in cui potrete conservarlo anche per un anno.

venerdì 10 novembre 2017

Corbezzoli!

Dopo aver parlato QUI della Pera Volpita eccoci qua con lui: Il corbezzolo! 
E'  un arbusto sempreverde tipico della macchia mediterranea. Lo troviamo lungo la costa del nostro mare e il suo nome scientifico è Arbutus Unedo.
Appartiene alla famiglia delle Erikaceae ed è conosciuto per la produzione di piccoli frutti sferici dal sapore molto dolce. Anche i suoi fiori e le sue foglie sono apprezzati ad uso medicamentoso tanto che questa pianta è utilizzata nei rimedi erboristici della medicina popolare sin dal antichità.
La sua fioritura avviene principalmente in autunno con piccoli fiori bianchi a forma di campanella che successivamente si trasformano in frutto.
I corbezzoli sono gialli inizialmente mentre a fine maturazione prendono una colorazione di un rosso vivo e intenso. All'interno la polpa è morbida con presenza di piccoli semi duri, il sapore è squisitamente dolce e non essendovi la buccia viene mangiata tutta l'intera bacca.
I corbezzoli sono molto delicati quando arrivano a maturazione e per questo motivo è molto difficile trovarli in vendita al supermercato. I corbezzoli infatti sono diventati "frutti dimenticati" proprio per la loro facile deperibilità a discapito però del loro valore nutrizionale, della loro tipicità e tradizionalità e anche del loro squisito sapore.
Per trovare i corbezzoli è meglio cercare nei mercati rionali dei contadini o più semplicemente potrai fare una passeggiata nelle zone dove crescono spontaneamente. Una volta ottenuti i frutti di corbezzolo, si possono preparare squisite ricette.


CURIOSITA'
"Corbezzoli !"  è un'esclamazione popolare scherzosa che esprime meraviglia, stupore, sorpresa. Deriva da “Corbelli” ! che addolciva l'espressione triviale “ non mi rompere i corbelli” !


La pianta nel suo complesso crea un gioco di colori spettacolare: fiori bianchi, frutti rossi e foglie verdi. 

Scenograficamente è una pianta ornamentale delle più belle ed una i cui elementi sono incredibilmente adatti per creare dei centrotavola o delle belle composizioni floreali. Forse ci sarete già arrivati vedendone i colori, ma nel Risorgimento italiano, la pianta di corbezzolo era considerato un simbolo del tricolore e ci sono “storie” che vogliono che sia stato proprio lui ad ispirare la scelta dei colori per la nostra bandiera. Nel linguaggio dei fiori il suo significato è “stima”, ma è anche espressione di meraviglia e stupore. 
Comunemente viene chiamato anche ceraso marino o albatro. Il suo nome botanico, Arbutus unedo (tradotto “ne mangio uno solo”), gli venne dato da Plinio il Vecchio il quale non amava particolarmente il sapore dei suoi frutti. Gli antichi romani erano soliti attribuire poteri magici ai suoi frutti e, secondo quanto riportato da Virgilio nell’Eneide, sulle tombe venivano lasciati rami di corbezzolo per simboleggiare la stima verso il defunto. Gli antichi lo usavano anche per tirarsi sù di morale..avete capito bene e vi spiego il perchè :) Se fermentati, i suoi frutti, danno il vino di corbezzolo e distillati. Se siete appassionati di cocktail e i vostri preferiti sono quelli alle erbe il distillato al corbezzolo: un concentrato di sapori forti e gusto deciso capace di farvi ridere a crepapelle.
ATTENZIONE però a non abusare dei suoi frutti. Mangiarne in grandi quantità provoca la nausea. !!!

Il corbezzolo possiede anche numerose proprietà terapeutiche, le foglie infatti contengono numerosi tannini:
essendo un validissimo antisettico urinario, potrete preparare con facilità un infuso di corbezzolo utilizzando circa 6-7 grammi di foglie di corbezzolo per ogni tazza d’acqua, lasciandole in infusione per 15 minuti. L’infuso di corbezzolo vi aiuterà a combattere cistite e infiammazioni della vescica.

Perché non preparare una variante molto stuzzicante rispetto al solito aceto? Per fare l’
aceto di corbezzolo bastano una manciata di corbezzoli poco maturi, 6 foglie di alloro e un litro di aceto: mettete alloro e corbezzoli in una bottiglia, aggiungete l’aceto, chiudete con attenzione la bottiglia e lasciate riposare il composto in un luogo fresco e asciutto, al buio, per circa tre settimane. I corbezzoli matureranno all’interno della bottiglia raggiungendo il colore rosso che li contraddistingue: potete utilizzare l’aceto al corbezzolo per condire insalate dal gusto speciale oppure farne dono agli amici, che apprezzeranno certamente il delicato regalo di questo frutto raro.


Pane, burro e… marmellata di corbezzolo

La marmellata di corbezzolo è una delizia destinata ai gourmet che la sappiano apprezzare: il corbezzolo di solito non si trova al supermercato, né sui banchi dei mercati. Potreste averne un albero in giardino come me oppure trovare questi frutti rossi, ormai rari, vagabondando tra le campagne. Dopo esservene riempiti le tasche, lavate i corbezzoli e metteteli in pentola coprendoli con acqua fredda: fateli bollire per circa 20 minuti, poi schiacciateli premendo con un cucchiaio su un colino da tè in modo da separare semi e polpa. Una volta ottenuta la polpa (circa 500 grammi), aggiungete 140 gr di zucchero di canna (che dovrebbe essere meno di un terzo rispetto al peso dei corbezzoli) e il succo di mezzo limone spremuto: fate bollire in una pentola a fuoco vivace. Ricordatevi che bastano dieci minuti di cottura! Poi non vi resta che apparecchiare la tavola e invitare gli amici per un tè con marmellata di corbezzoli.

Credete sia finita qui?? eccovi un'idea per una bella torta al corbezzolo!!


Crostata di corbezzoli 
Ingredienti
300 g di corbezzoli
200 g di farina semintegrale (per la versione senza glutine 100g di farina di riso e 100g di farina di grano saraceno)
100 g di zucchero di canna integrale
30 g di amido di mais
150 g di latte di soia alla vaniglia
100 g di olio di mais o di riso (non altro olio altrimenti il retrogusto vi si riproporrà troppo forte in bocca)
1 banana ben matura
1 bustina di lievito

Mettere insieme in una terrina la farina, lo zucchero di canna, l'amido di mais e la bustina di lievito.
A parte, in un cilindro di plastica metteremo invece il latte vegetale e l'olio che verrà aggiunto poi nella terrina con gli ingredienti secchi. A parte laveremo i corbezzoli e li puliremo bene per poi frullarli insieme alla banana.
Questo composto di frutta andrà aggiunto nella terrina per essere ancora mescolato uniformemente. 
A questo punto accendere il forno per riscaldarlo a 180° e preparare una tortiera cospargendo la superficie con un filo di olio e farina per non fare attaccare la crostata durante la cottura.

Una volta versato il composto nella tortiera lasciar cuocere per circa 30 minuti. 


L'autunno semplice semplice

immagine presa dalla rete
Cit.  "Si facevano bollire le volpine con le castagne -non i marroni, che costano e sanno di poco, ma le carpanesi, quelle piccole e triangolari, quelle che ce n’è dappertutto a terra nei boschi- e nell’acqua si metteva alloro e finocchietto. 

E le castagne prendevano il profumo delle volpine e le volpine lo zucchero delle castagne.
Si scolavano e ci si faceva un bel piatto per ciascuno. 
Semplice semplice, come tutto il resto che non mi viene più in mente di fare."

Sentite l'aroma nell'aria? Io ho l'aquolina in bocca solo a scrivere questa citazione!!!


Oggi voglio parlarvi della Pera Volpina, un frutto che come le giuggiole e il corbezzolo -di cui ne parlo QUI fa parte dei cosiddetti frutti dimenticati della mia Terra che la Natura ci mette a disposizione proprio in questo periodo dell’anno. 
E’ il frutto del pero volpino, albero longevo e rustico dalle origini molto antiche che in Romagna, terra di cui questo cultivar è originaria, veniva posto a sostegno delle viti e tutt’ora è possibile trovarlo nei vigneti. 
Questo frutto antico, in passato cresceva spontaneamente e ha rappresentato per molto tempo un mezzo di sostentamento delle popolazioni montane ma anche preda ambita dalle volpi, di qui il nome buffo di pera volpina.  L’aspetto di questa pera di piccola pezzatura (circa 80 g – 100g) non è particolarmente accattivante: la forma è rotondeggiante, un po’ schiacciata, la buccia di colore verde ma rugginosaLa polpa è bianca, croccante, granulosa e molto dura, tanto che anche quando giunge a maturazione si preferisce mangiarla cotta.  Il sapore è deciso, aspro e tannico rispetto alle altre varietà di questo frutto. A livello nutrizionale, è povera di zuccheri e di calorie ma ricca di vitamine e sali minerali, ma soprattutto di fibre. Queste ultime, non solo rallentano lo svuotamento gastrico regalando senso di sazietà per lungo tempo, ma limitano l’assorbimento di grassi e colesterolo e consentono un efficace controllo glicemico, tutte proprietà che rendono la pera volpina un’ottima amica della dieta. 
Per le sue caratteristiche non si presta molto per il consumo a crudo, in genere infatti, come tutti i frutti dimenticati, sa farsi apprezzare in conserva oppure cotta . Se volete provarla, dovete recarvi nelle sagre locali e nelle manifestazioni  tipiche che valorizzano i frutti dimenticati, poiché nelle grandi distribuzioni, essendo frutti di scarsa rilevanza per la grossa fetta del mercato è impossibile trovarla. Una volta acquistata, potete conservarla a temperatura ambiente per tutto il periodo invernale.
E' una buona fonte di vitamine del gruppo B ed è dotata di un indice di sazietà molto elevato: è molto indicata come spuntino o per concludere un pasto .Si può consumare solamente cotta vista l’alta percentuale di tannini presente nella polpa.
Gli usi tipici sono: cotta con  le castagne e qualche foglia di alloro .
Cotte col vino rosso Sangiovese, chiodi di garofano, cannella e zucchero.
Come confettura (la più famosa e tipica della Romagna è il SAVOR ( fatto da una base di mosto d'uva con frutti tipici autunnali,spezie,canditi e frutta secca) o in torte o crostate.
Curiosità: da sempre un frutto povero, durante la guerra era molto consumato soprattutto per la sopravvivenza delle popolazioni montane.

 PERE VOLPINE E CASTAGNE BOLLITE

Mettere nella pentola a pressione per 30 minuti le pere lavate, ma lasciate intere, le castagne con la buccia a cui si farà la classica incisione sulla pancia, qualche foglia di alloro.

IN UNA SAGRA LOCALE..
PERE VOLPINE AL SANGIOVESE

Ottime come dessert.
Mettere in una casseruola le pere lavate ma lasciate intere con zucchero e vino rosso (qui si usa esclusivamente il Sangiovese DOC) fino a coprirle quasi interamente. Le pere non devono soprapporsi, ma essere lineari una a fianco all'altra nella casseruola. Aggiungere anche qualche stecca di cannella e chiodi di garofano.
Cuocere facendo sempre la prova della forchetta fino a consistenza gradita delle pere.



martedì 7 novembre 2017

Crème brûlee

La crème brûlee o la crema catalana sono un classico dei dolci a cucchiaio tra quelli che più amo.

Qui la mia versione vegan e senza glutine.


Ma prima spendiamo due parole e due aneddoti curiosi per capire qualcosa in più su questi must dolciari apprezzati in tutto il mondo.

La prima ricetta documentata di crème brûlée risale a un libro di cucina francese del 1691.
Nonostante il nome però, pare che sia d'origine inglese dove però questo dolce si chiama burnt cream, cioè «crema bruciata» molto rinomata nella tradizione del Trinity College di Cambridge nel quale viene preparata marchiando a fuoco lo stemma del college sulla superficie del dolce.
E la crema catalana?? Molti le confondono poiché molto simili ed entrambe rivendicano di essere una versione di quella inglese, ma in realtà la principale differenza fra la crema catalana (tipica della catalogna per l’appunto) e la crème brûlée francese sta ne fatto che, mentre la prima viene preparata sul fornello, la crème brûlée va fatta cuocere in forno a bagnomaria.
Altra differenza per me ugualmente importante ma che di solito non viene menzionata è che la crème brûlée ha un gusto gradevolmente vanigliato e non pesante; mentre la crema catalana ha un sentore agrumato di limone più corposo.
C’è una curiosa leggenda sulla crema catalana. Si narra infatti che questa crema fu un'invenzione di alcune monache catalane. Un vescovo andò in visita al loro convento, e le monache per accoglierlo prepararono un budino che però risultò troppo liquido. Le monache allora aggiunsero dello zucchero caramellato caldo e quando lo servirono il vescovo gridò "crema!" che in catalano significa, oltre a crema, brucia. Da allora la crema viene anche chiamata "crema cremada".
La mia versione è perciò, come vedrete,a tutti gli effetti un po’ un mix tra le due ;)
Altra curiosità è che questo dolce viene anche menzionato nel film “Il favoloso mondo di Amelie”.

Cit. dal film“Ad Amelie piace rompere la crosta della Crème Brulée con la punta del cucchiaino
Crème Brûlee 
vegan e senza glutine



INGREDIENTI:
(dosi per 4 porzioni)

1 lattina di latte di cocco (*)
2 cucchiai di zucchero di cocco o di canna grezzo (io preferisco il secondo per questa ricetta)
½ cucchiaino di agar agar in polvere
½ cucchiaino di vaniglia in polvere o ¼ di pezzettino di stecca
1 punta di cucchiaino di curcuma

Versare il latte in un pentolino e aggiungere il resto degli ingredienti un poco alla volta per evitare grumi.
Cuocere a fuoco vivo mescolando di continuo ed avendo cura non si formino grumi dell'agar agar.
Togliere dal fuoco un attimo prima che cominci il bollore.
Versare nelle cocotte e lasciar raffreddare poi far riposare in frigo per almeno 2 ore così che si rapprendano.
Cospargere un cucchiaino di zucchero di cocco o di canna grezzo su ogni cocotte e metterle in forno solo il tempo necessario a farlo caramellare ben bene.
Ottime da gustare sia calde che fredde o a temperatura ambiente.

NOTAGUSTO (*): se si vuole variare il latte vegetale ho sperimentato anche quello di soia vanigliato e garantisco l'ottima riuscita.

Caffè speziato

Si avvicinano le festività e perchè non stupire i nostri ospiti con un caffè che sembra un cocktail?

Perchè non terminare un pasto con questa golosità se non abbiamo avuto tempo di preparare anche un vero dessert?

Perchè non proporlo per la merenda o al posto del tè delle cinque? :P

Perchè semplicemente non coccolarci un po'?

E allora ecco qua una ricettina veloce veloce per voi!

Sfizioso, speziato, goloso. 
Ottimo sia in versione fredda, sia da consumarsi caldo ;)



INGREDIENTI:
(dosi per 2 )

2 caffè espressi
3 cucchiaini di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere 
½ cucchiaino di pepe di cayenna
ghiaccio q.b.
latte vegetale q.b.

Per prima cosa  preparare in una ciotola piccola la crema di cacao.
Versare il cacao, la cannella e la cayenna poi lo sciroppo d'acero e mescolare bene fino ad incorporare il cioccolato. Può richiedere un attimo ma non vi scoraggiate che poi si creerà una cremina densa.

Preparare i caffè e versarli nella crema di cacao.

Riempire circa a metà il bicchiere col ghiaccio e versarvi il tutto poi riempire il restante del bicchiere con il latte vegetale scelto. 
Io utilizzo in genere un latte di soia leggermente dolce oppure ottimo anche quello di cocco o di mandorle.
Spolverate di cannella e se li avete metteteci un chicco o due di caffè (io li avevo finiti!!!)

NB. se lo preferite caldo evitate semplicemente il ghiaccio e scaldate un po' il latte che avete scelto.



martedì 29 settembre 2015

CIOCCO ADDICT

SALAME DI CIOCCOLATA

INGREDIENTI

400g di cioccolato fondente superiore al 70%
120g di panna vegetale
biscotti vegan (tipo Mc Vities Digestive o molti della Gran Cereale)
sciroppo d'agave q.b.
40g di nocciole al naturale 
40g di albicocche essiccate

Sciogliere a bagno maria il cioccolato con la panna.
Nel frattempo tritare nocciole e albicocche. Spezzare grossolanamente i biscotti.
In una ciotola metter i biscotti,le nocciole e le albicocche e inglobare il cioccolato fuso. Assaggiare e aggiungere agave a piacere.
Creare il classico salame o riempire uno stampo da plumcake rivestito di pellicola. 
far riposare in frigo per almeno 6/8 ore e togliere dal frigo prima di consumarlo dai 30 ai 60 minuti prima.
Io qui ho servito con amarene in sciroppo.

NOTA GUSTO: si posson scegliere varianti ad es. utilizzare pistacchi e mandorle non salati (al naturale) al posto delle nocciole, oppure altra frutta essiccata tipo scorzette d'arancia o frutti rossi.



domenica 15 marzo 2015

Tiramisu vegan e gluten free

In previsione della prox Pasqua e della prox primavera posto la mia ricetta di tiramisu vegan che ho già sperimentato gli anni passati ...non faccio spesso dolci e quindi mi dimentico persino di postare le ricette :P

Quindi ecco qua.
Ci son più versioni a seconda dei propri gusti si può comporre a piacimento!

TIRAMISU' VEGAN E GLUTEN FREE



INGREDIENTI
(dosi per 6 porzioni)

Per la base chiara
1 lattina di latte di cocco lasciato in frigo tutta una notte (cercate quelle con la più alta % di cocco)
2 cucchiai di sciroppo d’agave o altro dolcificante naturale e piacimento
1 punta di cucchiaino di vaniglia bourbon in polvere (facoltativo e consigliabile nella versione di solo uno strato)
Polvere di cacao amaro o scaglie per decorare oppure frutta a piacimento (ottime le banane o le fragole)

Per base scura (facoltativa)
Mezza tazza di noci o anacardi ammollati per 20 min in acqua
3 bicchierini (quelli tipo short) di kahlua o altro liquore al caffè o al cioccolato
10 cucchiai di acqua

Per gli strati
O Frutta da tenere pochi istanti in una bagna di succo di limone e stevia o agave
O biscotti veg e gf da ammollare in succo di mela al 100% nel caso di strati di frutta oppure in caffè nel caso di strati con le noci o gli anacardi oppure nella  versione classica.

Aprire la lattina di cocco rimasta in frigo per il tempo indicato. Prender la parte grassa e densa del cocco, ovvero la panna,  che rimane in superficie aiutarsi con un cucchiaio. Attenzione a non shakerare la lattina altrimenti la parte liquida si andrà a mischiare e non monterà più. (con la parte liquida potete farci dei gustosissimi frullati quindi non buttatela).Sbatter molto vigorosamente la panna di cocco con l’agave (volendo anche nello sbattitore) e riporre subito in frigo.
Per la parte scura, se desiderate aver due strati di dolce, in un mixer potente mettete le noci o gli anacardi, l’acqua, la Kahlua o altro liquore e un po’ di agave secondo gusto e tritate il tutto fino ad ottenere una cremina densa.
Nel frattempo imbevete i biscotti nel succo di frutta per la versione light o dei bimbi oppure nel caffè per le altre versioni e riponeteli nella teglia o nei bicchieri a seconda di come servirete il dolce.
Ora potete comporre il tiramisù in vari modi e vari strati a vostro piacimento.
Per la versione a due strati unite metà crema chiara (quella in frigo) con la cremina di noci e alternate uno strato chiaro ed uno scuro.

Decorate a piacimento con cacao, scaglie, cannella, frutta.. insomma come preferite! :D 

YUMMMM

giovedì 12 febbraio 2015

CASTAGNOLE


CASTAGNOLE VEGAN E GLUTEN FREE


INGREDIENTI

250g di farina di castagne
120g di zucchero di canna (io ho usato il mascobado)
olio si semi di girasole 
100g silken tofu
latte di riso q.b.
vaniglia in polvere per aromatizzare il lievito (la punta di un cucchiaino)
sale 1 pizzico
1/2 bustina di cremor tartaro
scorza di 1/2 limone bio
100g di uvetta o gocce di cioccolato fondente

Far ammollare l'uvetta in acqua (se avete cioccolato ovviamente non fate nulla ihihihihih).
Nel frattempo frullare il tofu col latte per ottenere una crema densa e priva di grumi. 
In una ciotola mettere farina,sale,lievito,vaniglia,zucchero e scorza del limone. Unire la cremina e amalgamare bene aggiungendo altro latte se occorre fino ad ottenere un composto morbido.
Aggiungere l'uvetta strizzata bene o il cioccolato.
Versare l'olio in un tegame e farlo scaldare bene. Tuffarvi poi un cucchiaio di impasto a pallina e lasciarlo friggere per 30/45 secondi circa (quando vengon a galla,tuffatene poche per volta, son pronte). La farina di castagne lascia un sapore cioccolatoso al tutto ed anche il colore è bello scuro ma non tenete non son bruciate :D son buone e senza glutine!!!

Naturalmente nessuno vieta di farle al forno per una versione light ;)


*********************** un po' di storia **********************

La festa del Carnevale, nei paesi Cattolici, è compresa tra il periodo dell’Epifania e la Quaresima, e termina nei giorni definiti grassi, dal giovedì al martedì. Infatti, Carnevale deriva dal latino “Carnem levare”, che significa “levare - togliere la carne” e durante il periodo quaresimale, secondo la tradizione, i cattolici devono astenersi dal cibo per quaranta giorni, poiché bisogna prepararsi al digiuno per la Pasqua. A seconda poi, delle altre culture, la festa può avere inizio a Capodanno o alla Candelora (2 febbraio) e termina sempre nei famosi giorni grassi prima delle Ceneri. 
Ma le origini del Carnevale vengono fatte risalire alla festa romana dei Saturnalia (in onore del Dio Saturno) e dei Lupercalia (in onore del Dio Pane, festività celebrata nel mese di febbraio) pertanto i festeggiamenti affondano le radici negli antichi riti pagani, in un periodo storico anteriore al Cristianesimo, dove il Carnevale era considerato una festa con forti valenze simboliche legate al mondo agricolo-pastorale, in quanto si celebrava la fine dell’anno vecchio e l’inizio del nuovo. Infatti attraverso una particolare cerimonia in maschera, si salutava la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, la quale, secondo le credenze popolari, dava vita ad un ciclo di stagione opulenta, feconda e fertile per la terra, assicurando ottimi raccolti. 

Ad ogni modo è durante l’epoca Medioevale che il Carnevale assume delle connotazioni più precise. Il Carnevale medioevale, è stato definito dagli storici e sociologi come la “festa dei folli”; si attuavano festeggiamenti trasgressivi, baldorie senza limiti morali, si consumavano lauti pasti, ecc. In seguito, nell'età della Controriforma, il Carnevale ha subito varie resistenze da parte della Chiesa e da parte dei diversi ordini religiosi. 
Va precisato che la rappresentazione teatrale durante la prima metà del Cinquecento, non è ancora teatro e quindi l’esibizione si svolge ovunque poiché lo spettacolo non ha ancora un proprio luogo, una propria caratterizzazione o una propria struttura tipica. Se lo spettacolo nel corso del Cinquecento non ha un proprio luogo, ha però un proprio tempo: <<il tempo del Carnevale>>. 

Le compagnie dei guitti più fortunate, durante la Controriforma riescono a salvarsi dalla censura ecclesiastica grazie alla protezione ricevuta da parte dei potenti; mentre quelle meno fortunate, sono costrette a spostarsi da una città all'altra, da una piazza all'altra, per mettere in scena i propri costumi e i propri drammi carnevaleschi. Gli attori in maschera, quelli privilegiati, sono poi tenuti a mettere la loro arte al servizio dei mecenati, si esibiscono davanti ad una corte di un élite privilegiata e organizzano spettacoli nelle sontuose sale dei palazzi rinascimentali, nei giardini principeschi e nelle regie dei magnati. Va dunque precisato che il Carnevale nel Cinquecento era una prerogativa dei soli nobili, e tale festa si estese immediatamente in tutta la nostra Penisola, favorendo la nascita e lo sviluppo di splendide scenografie, di maschere regionali e soprattutto di  compagnie girovaghe. 
In seguito nel corso del Seicento il Carnevale diventa una festa popolare, e le maschere della Commedia dell’Arte stabilendo sempre più un diretto contatto con la realtà ”bassa e volgare”, adottano il linguaggio dialettale-popolare della loro regione d’origine; così si è dato vita a personaggi tipici che sono entrati a fare parte del costume italiano. Nascono dal teatro buffonesco e popolare delle fiere e più tardi giungono alla popolarità più totale della nostra penisola sottolineando i vizi e i difetti degli uomini.