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martedì 12 dicembre 2017

Profumo di castagne e porcini...

Le castagne in cucina si abbiano bene a svariati piatti sia dolci che salati e mi piace quando la stagione ce le regala utilizzarle al meglio.
Quando poi ti avanzano dal giorno prima...

Questo piatto mi è "uscito" senza riflettere e solo mentre lo cucinavo. L'idea iniziale era un classico sugo di funghi porcini poi mi son detta: ok arricchiamolo con la curcuma ed altro...e l'occhio mi è caduto in un sacchettino lì a fianco al piano cottura dove avevo riposto la sera prima le castagne rimaste e mi son detta : ma certo!

Spero Vi piaccia noi in famiglia l'abbiamo spazzolato di gran gusto! Peccato non ne avessimo da poter fare un bis! dovremo rimediare alla prossima occasione! Ahahahah

Tra l'altro potrebbe anche essere una valida proposta quando si hanno ospiti o nei menù delle festività. Successo assicurato!

FUSILLI AI PORCINI, CASTAGNE E CURCUMA




INGREDIENTI 
(non darò dosi perchè va molto a seconda del numero di portate e non sono così fondamentali)

pasta senza glutine (io ho usato i fusilli di mais e riso)
funghi porcini essiccati
curcuma in polvere (circa 1/2 cucchiaino)
prezzemolo fresco
olio evo
sale e pepe
castagne cotte in precedenza (bollite e spelate)
vino bianco vegan ok 
cipolla o scalogno


In una padella sobbollire con un dito d'acqua la cipolla per un paio di minuti. Aggiungere poi i funghi porcini essiccati e sminuzzati grossolanamente con le mani o col coltello.
Far andare per qualche minuto a fiamma media e poi sfumare col vino.
Regolare di sale, pepe, olio e curcuma fatta sciogliere in un bicchierino d'acqua di cottura della pasta.
Nel mentre sminuzzare le castagne anche queste grossolanamente e aggiungerle al sugo. Aggiungere un mestolo di acqua di cottura della pasta in modo da creare una minima cremosità al sugo. In altumo aggiungere il prezzemolo fresco tritato.
Quando la pasta è pronta saltarla in padella un minuto in modo da insaporire e amalgamare bene il tutto e se necessario aggiungere un filo d'olio.
Servire subito.

BUON APPETITO


NOTAGUSTO: se preferite i porcini freschi non occorre variare nulla nella ricetta se non la cottura ad hoc degli stessi :) Ottimi volendo anche i funghi chiodini. Da provare.

giovedì 26 ottobre 2017

Cavoli che pasta ! ;)

LINGUINE AGLI "SCAMPI" DI CAVOLO



INGREDIENTI

Spaghetti o linguine
Cavolfiore
Aglio (fresco o in polvere)
Prezzemolo
Olio evo
Sale & Pepe
Succo di limone
Vino bianco a sfumare (vegan ok)
Paprika piccante o Peperoncino (facoltativo)
Lievito alimentare in scaglie

Preparare l'acqua per le linguine o gli spaghetti (io utilizzo quelli senza glutine).
Nel frattempo che arriva a bollore lavare, pulire e tagliare grossolanamente il cavolfiore precedentemente cotto al vapore oppure al forno senza olio (210° per circa 15 minuti).
In una padella mettere un dito d'acqua, l'aglio schiacciato e appena arriva a bollore unirvi il cavolfiore. Sfumare poi col vino e dopo dopo aggiungere olio e lasciar creare quella cremina tanto gustosa che si forma ^_^ .
Lasciar cuocere per qualche minuto (una decina al max). Salare e pepare a piacere e spegnere il fuoco e in ultimo aggiungere il succo di limone a piacimento.
Quando la pasta è pronta unirla nella teglia e farla mantecare ben bene col cavolo aggiungendo prezzemolo tritato, lievito in scaglie e olio se occorre.
Se volete aggiungete peperoncino o paprika.

NOTAGUSTO: Ottimo piatto anche per i bimbi ovviamente senza il piccante. Volendo potete omettere il sale ed il pepe utilizzando un mix di alghe miste essiccate per dare sapidità.




venerdì 16 giugno 2017

Il mare nel piatto Veg

L'altra settimana mentre mi aggiravo per un supermercato bello fornito della mia città mi è caduto casualmente l'occhio nella zona pescheria (di solito trovo condimenti al sale marino che amo particolarmente) e noto da lontano qualcosa che non può sfuggirmi..non deve!
Faccio letteralmente uno scatto da corridore e mi fiondo davanti al bancone ...in un angoletto, isolata dal resto indico quel che cerco e chiedo: "posso averla tutta?" la commessa mi guarda con fare interrogativo, annuisce e mi prepara il sacchetto nel frattempo mi chiede come utilizzo questo ingrediente perchè è incuriosita :D le spiego velocemente  gli utilizzi che ne faccio e come cucinarla e nel frattempo altre due signore si avvicinano per ascoltarmi.
Alla fine ringraziamenti per i consigli da parte di tutte ed io che gioiosa come una bimba vado verso la cassa :D ...piccole scene quotidiane da veg felice !!! ahahahahahahah
Ogni volta che acquisto qualcosa di "insolito" mi capitano aneddoti simili a questo a voi capita mai?

Lo so lo so siete curiosi di sapere cosa ho poi acquistato...ebbene signori ecco a voi una delle mie ricette con la SALICORNIA !! Come cos'è la salicornia??!

Facciamo un po' di chiarezza e informazione:

Salicornia è la denominazione latina di una pianta erbacea diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo e in Sud Africa, su suoli salini, presso stagni e paludi costiere. In Italia vegeta in tutto il litorale adriatico (da Trieste in giù), nel litorale tirrenico (da Livorno in giù) e in quello delle Isole. La pianta ha una forma a cespuglio che in inverno ha una colorazione verde glauco, mentre in estate e in autunno assume una colorazione rossastra. Come suggerisce il nome, le salicornie contengono molti sali minerali tra i quali quelli di iodio e di bromo. Per questo motivo i loro succhi sono in grado di fornire iodio agli ipotiroidei comportando un effetto calmante.
La pianta contiene anche molta vitamina C e del gruppo B. Ha quindi una proprietà antiscorbutica che era conosciuta anche dai Vichinghi i quali portavano con sé questa pianta durante le loro lunghe navigazioni. Gli esperti ci informano che la sua assunzione apporta poche calorie, quindi è adatta nelle diete dimagranti.

PERCHE' FA BENE ALLA SALUTE?


Ricca di liquidi e vitamine, ha un forte potere diuretico e depurativo. Seguendo una cura a base di salicornia, la pancia si sgonfia, l'incarnato si illumina e torna l'energia. L’assunzione di salicornia è utile contro la prevenzione di alcune malattie degenerative. È anche in grado di proteggere contro l’invecchiamento cutaneo. L’impiego topico sterilizza e pulisce la zona trattata. Nel campo della cosmesi è conosciuta per idratare e mantenere più giovane la pelle.

I sali minerali di questa pianta presenti in quantità maggiori sono lo iodio, il ferro e il calcio.
La salicornia è una pianta che cresce in terreni ricchi di sali marini e che affonda le radici nella fanghiglia... Se, da un punto di vista botanico, è una pianta della stessa famiglia degli spinaci, culinariamente parlando non fa parte della nostra tradizione alimentare. 
Bisogna ammettere che, per forma e sapore, questo alimento è lontano dai nostri cari spinaci. 
Come lo era in passato anche oggi si dimostra adatta per depurare l’organismo da scorie e tossine.
Aumenta le difese immunitarie grazie alla presenza significativa di vitamina C al suo interno.

UTILIZZI IN CUCINA
La Salicornia o asparago di mare è una pianta erbacea stagionale. La parte alimentare -che si raccoglie generalmente da maggio a giugno- è costituita dai germogli e dalle parti giovani e tenere della pianta. La Salicornia simile ad un asparago selvatico diviene protagonista di numerose preparazioni; la più semplice consiste nel condirla con olio extra vergine d’oliva, sale e pepe, da utilizzare come antipasto o nelle insalate. ottima anche marinata sott'olio o sott'aceto.
Il sapore lievemente amarognolo e leggermente acidulo della Salicornia la rende un ottimo ingrediente per la preparazione di zuppe e salse e anche di accompagnamento a primi e secondi piatti, in particolare a base di pesce e crostacei. Risulta di un gusto sorprendente se utilizzata nelle frittate o dorata in pastella.
La Salicornia può essere consumata cruda, aggiunta in insalata, al riso, o appena scottata al vapore e condita con un filo di olio evo. Aggiunta alle frittate, saltata in padella o preparata in tempura. In particolare, è capace di risvegliare il gusto di piatti molto semplici, grazie al suo sapore iodato: risotti,pasta, verdure.
CONTROINDICAZIONI


Le controindicazioni della salicornia non sembrano essere state riscontrate da parte degli esperti. Tuttavia il suo consumo eccessivo non è indicato a chi soffre di ipertensione, data la presenza elevata di sodio al suo interno. Inoltre non sono completamente da escludere le intolleranze verso alcuni suoi principi attivi. Pertanto è bene assumerne in quantità regolari e moderate.
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Veniamo alla ricetta che propongo oggi.
TAGLIOLINI MARINARI ALLA SALICORNIA

INGREDIENTI
(dosi per due porzioni)
150g di tagliolini veg (per me gf)
1 mazzetto di salicornia
1-2 grappoli di pomodorini pachino o ciliegino
1 spicchio d'aglio (volendo va bene anche quello in polvere)
1 cipollotto fresco piccolo 
1 bicchiere di vino bianco vegan ok 
olio evo q.b.
1 spicchio di limone
prezzemolo (facoltativo)
olio aromatico al peperoncino (facoltativo)
Per prima cosa pulire e sciacquare  sotto un getto d'acqua corrente la salicornia. Essendo molto simile agli asparagi selvatici per pulirla basta eliminare le radici ove presenti e comunque le parti verso esse che risultano più "legnose" esattamente come si fa per gli asparagi.
Tagliarla poi a tocchettini e metterla da parte.
Sminuzzare il cipollotto e metterlo in padella con due dita d'acqua. Non appena prende bollore aggiungere la salicornia. Cuocere fino ad assorbimento dell'acqua, ma comunque non più di 7/10 minuti e sfumare poi col vino.
Aggiungere i pomodorini tagliati a spicchi e l'aglio tritato o schiacciato (secondo gusto). Regolare di olio e spruzzare il succo di limone .Se piace aggiungere un filo d'olio al peperoncino (ATTENZIONE se si desidera il vero sapore di mare rilasciato dalla salicornia consiglio di evitare il peperoncino così come avrete notato non compare sale in ricetta. La salicornia rilascia molta sapidità di suo e non ne occorre altro!).
Non appena i pomodorini appassiscono (quindi non spappolateli) spegnere il fuoco e aggiungere se lo gradite il prezzemolo tritato. Scolare le linguine e mantecarle in padella col sugo.
Servire subito.



NOTA GUSTO: Come pasta sono ottimi anche gli spaghetti o i paccheri .
Come variante consiglio di provare la stessa ricetta aggiungendo al sugo fiori di zucca e/o una zucchina piccola tagliata a rondelle finissime. 
Altra variante particolarmente gustosa è l'aggiunta assieme al prezzemolo di 5/6 pistacchi tritati ma non spelati ;) provate e mi saprete dire!





martedì 12 aprile 2016

Un nuovo ragu'

per sorridere un po'
Ci sono giorni, come oggi, in cui magicamente qualcosa accade in cucina.

L'idea originaria era completamente diversa ma mi si è modificata a mano a mano che prendeva forma.

Nel frigo avevo un mezzo vasetto di pesto di pistacchi avanzato da un paio di giorni che avevo preparato con:
(*) pistacchi sgusciati e non salati,abbondante olio evo (infatti nella ricetta non ne aggiungerò altro), aglio in polvere, sale e un goccio d'acqua.
Avevo anche qualche noce di macadamia salata ed ho ben pensato di smaltire questi due ingredienti.

Il risultato è stato sorprendente!! Uno dei più buoni ragu' che io abbia mai mangiato e persino mio marito ha esclamato: " ma è ragù questo?!"  ;-)


INGREDIENTI
(dosi per due porzioni)

- mezzo vasetto di pesto di pistacchi (vedi sopra per la ricetta *)
- 1 aglio fresco piccolo intero col gambo verde
- 1 pugno di noci di macadamia salate
- acqua q.b.
- vino bianco vegan ok q.b.
- concentrato di pomodoro q.b.
- 125g. di tagliatelle senza glutine
- olio evo e sale q.b.
- lievito in scaglie q.b.

Intanto che l'acqua per la pasta raggiunge il bollore prepariamo il sugo come segue:
mettere in una padella antiaderente un filo di acqua e l'aglio fresco sminuzzato finemente. Far sobbollire e sfumare poi con un po' di vino bianco. Aggiungere il pesto e amalgamare bene il tutto. Tritare nel mixer le macadamia molto fini e aggiungerle alla padella. Allungare con un goccio d'acqua se occorre e aggiungere un paio di cucchiai di concentrato di pomodoro. Regolare di olio e sale solo se occorre. Appena il sugo è ben rappreso spegnere il fuoco. Quando la pasta è cotta scolarla e versarla in padella facendola saltare col sugo e aggiungendo il lievito in scaglie a piacimento.
Servire subito.




martedì 12 gennaio 2016

SUGO ALLE NOCI

Visto che in queste feste mi son arrivate - soprattutto con le calze della befana - un sacco di frutti essiccati e a guscio oggi ho voluto fare un bel sugo alle noci che era da un bel po' di tempo che non facevo più.

INGREDIENTI
(dosi per due porzioni di sugo per condire la pasta)

14 noci
1 porro piccolo intero (anche il ciuffo verde)
¾ di bicchiere di latte vegetale non zuccherato
olio evo q.b.
sale q.b.
pepe misto q.b.
lievito in scaglie
peperoncino (facoltativo)
vino bianco a sfumare (vegan ok)


qui con tagliatelle gluten free

Sgusciare le noci e metterle nel mixer con il latte, il porro lavato e tagliato a pezzetti non troppo fini, in filo d'olio, sale e pepe a piacimento. Tritare il tutto fino a raggiungere una consistenza papposa. Se necessario regolare di olio o sale. Se si sceglie per aggiungere il peperoncino da mettere in seguito meglio di no.
Passare il composto in una padella antiaderente ed aggiungere un filo di vino a sfumare. Aggiungere anche peperoncino fresco o in pasta a piacimento. Quando la pasta è cotta versarla in padella e farla saltare col sugo aggiungendo una generosa manciata di lievito in scaglie.
Servire bello caldo.

Buon appetito!!

sabato 19 dicembre 2015

I colori del Natale ^_^

SUGO DI MELOGRANO, FUNGHI E PREZZEMOLO



Per due porzioni: far appassire in poca acqua uno scalogno e i funghi (qui ho usato i chiodini freschi che per la riuscita li trovo tra i migliori) lavati e tagliati a fettine.
Quando l'acqua si sarà prosciugata aggiungere un filo di vino bianco a sfumare. 
Aggiungere poi un paio di cucchiai di latte vegetale non zuccherato o di panna gluten free (io mi trovo bene con quella di riso) per creare un po' di cremosità al sugo. 

Nel frattempo sgranare un melograno e tritare finemente il prezzemolo fresco.
Quando il sugo è cremoso come desiderate regolare di sale e pepe e metter un filo d'olio evo. Aggiungere infine i chicchi di melograno in quantità a piacimento e il prezzemolo. 
Amalgamare bene e togliere dal fuoco. 
Saltare subito la pasta in padella. 

Lievito in scaglie facoltativo. 

Se gradite il sapore leggermente agrumato del melograno consiglio di non aggiungere altro.

più "festivo di così" !!

mercoledì 16 dicembre 2015

Ramen Girl ;-)

In giappone adoravo i ramen .... ne esitono mille e una varianti e logicamente si trovano sia vegetali che non. 
Purtroppo però (all'epoca non sapevo di doverci far attenzione) i ramen contengono glutine.

L'origine di questo piatto si deve alla cucina cinese, maestra nella preparazione di zuppe a base di noodles (spaghetti cinesi), ma in Giappone il ramen si è diffuso talmente tanto che oggi viene considerato un piatto nazionale giapponese più che cinese. Il nome stesso, però, deriva da una storpiatura della pronuncia giapponese di una parola cinese "lamian", ossia tagliatelle tirate a mano.
I giapponesi vanno particolarmente fieri di questo piatto tanto che nel 1994 fu aperto un museo a Yokoama. La massima diffusione con un conseguente boom a livello interazionale di questo piatto è avvenuta nel 2008 in seguito alla proiezione del film "Ramen Girl" peraltro carino che vi consiglio di vedere se vi piace il genere.
Analogo ad una nostra zuppa calda è composto nelle sua versione originale da brodo di carne o di pesce, tagliolini giapponesi (noodles di frumento) e vari altri ingredienti quali uova sode, pezzi di carne o pesce bolliti, alghe, verdure. Il ramen può essere poi arricchito da spezie come l'immancabile salsa di soia , lo zenzero, il sakè, il miso...praticamente ogni zona del Giappone ha la sua variante del ramen. Viene servito in ciotole di ceramica decorate con cucchiaio di ceramica e spesso con coperchio per evitare che il calore si disperda; i giapponesi infatti gustano questo piatto letteralmente fumante utilizzando le bacchette per i noodles e il cucchiaio per il brodo. Per tutto il Giappone è possibile trovare ramen bar dove è possibile richiedere porzioni assolutamente personalizzate e super fumanti da consumarsi in pochissimi minuti e uscirne più che sazi.
In alternativa ai ramen si trovano anche gli udon (varietà di noodles sempre a base di frumento) e la soba. Quest'ultima è un vero e proprio spaghetto interamente fatto di farina di grano saraceno che si presta bene sia per piatti asciutti che per zuppe.

Essendomi ritrovata in dispensa una confezione di tagliolini di riso acquistati non tanto tempo fa e perfette come dimensione per un buon ramen mi è venuto subito il desiderio di farmene un bel piatto per pranzo e così è stato ^_^
YUM YUM

INGREDIENTI
(dosi per due porzioni abbondanti di ramen - 4 se seguite da altre portate)
200 g. di tagliolini di riso 
circa 1 l. di acqua (per preparare il brodo)
2 carote medio piccole
1 costa di sedano
1 cipollotto intero
1 manciata di funghi porcini secchi
curry in polvere
1 cm di radice di zenzero
lievito in scaglie
mezzo foglio di alga nori 
mix di alghe in polvere
olio evo q.b.
peperoncino in polvere oppure salsa tamari (facoltativi)

Mettere l'acqua sul fuoco e a mano a mano che si lavano e sminuzzano le verdure (cipollotto, sedano, carote) aggiungerle in acqua. Utilizzare anche le radici ben sciacquate del cipollotto  - garantisco che è un ingrediente segreto e gustoso per le zuppe giapponesi ed è realmente usato anche da loro - per le carote cercare di tagliarle a striscioline sottili.
Alle prime bollicine di avvisaglia di bollore del brodo aggiungere i porcini senza alcun ammollo precedente. Se troppo grossi sbriciolateli con le mani. 
Quando inizia a bollire immergere i tagliolini. 
Aggiungere poi un cucchiaino di curry in polvere e lo zenzero che può essere grattugiato sul momento direttamente sopra il tegame oppure tritato col coltello.  
Aggiungere anche il mix di alghe a piacimento e la nori tagliata a stricioline con le forbici.
A cottura del tagliolino (attenzione a non scuocerlo) 'passare un filo d'olio evo e una spolverata di lievito in scaglie avendo cura di amalgamare bene il tutto.
Servire super caldo e se vi piace spolverare con peperoncino o in alternativa con qualche goccia di tamari.

Itadakimasu ^_^


mercoledì 9 dicembre 2015

Pasta all'alga spirulina

Ultimamente ho acquistato diversi nuovi tipi di pasta priva di glutine ed uno di questi è a base di mais e alga spirulina.

L’alga spirulina ha molte proprietà benefiche. 
Anche nota come Arthrospira platensis, si tratta di un’alga che vive in laghi salati con acque alcaline. 

Come tutte le alghe è un eccellente integratore alimentare naturale. Ricca di proprietà nutritive ed energizzante previene le malattie cardiovascolari. Ha proteine ad alto valore biologico contiene infatti tutti e 8 gli amminoacidi essenziali (Fenilalanina, Isoleucina, Leucina, Lisina, Metionina, Treonina, Triptofano, Valina) Gli acidi grassi essenziali (Omega 3 e Omega 6) Vitamine: A, D, K e vitamine del gruppo B. e sali minerali quali  ferro, sodio, magnesio, manganese,calcio, iodio e potassio. Oltre a stimolare le difese immunitarie dell’organismo, favorisce la sintesi dell’emoglobina e riesce mettere in atto una funzione antinfiammatoria, anticoagulante e disintossicante. 

Non bisogna però esagerare con le dosi consigliate poiché esistono controindicazioni soprattutto per chi soffre di di ipotiroidismo e malattie autoimmuni.Gli effetti collaterali più comuni sono costituiti da febbre, nausea e stitichezza.

INGREDIENTI
(dosi per 2 porzioni)

150g. di pasta alla spirulina (senza glutine)
1 scalogno
1 zucchina media
5/6 pezzetti di pomodori essiccati al naturale
olio evo. q.b.
lievito in scaglie
2 cucchiai di panna di riso (in alternativa latte vegetale privo di dolcificanti)
peperoncino puro
vino bianco vegan ok q.b.


Mentre l'acqua per la pasta bolle preparare il sugo. 
In una padella mettere a cuocere lo scalogno tritato con un dito d'acqua, aggiungere poi la zucchina tagliata a rondelle sottili o tocchettini e sfumare con ¾ di bicchiere di vino bianco.
A vino sfumato completamente aggiungere un paio di cucchiai da brodo di panna di riso, i pomodori secchi tagliati a listarelle sottili e la punta di un cucchiaino da caffè di pasta di peperoncino puro.
Se necessario aggiungere un filo d'olio e spegnere il fuoco.
Nel frattempo cuocere e scolare la pasta e saltarla in padella col sugo aggiungendo una spolverata di lievito in scaglie.



lunedì 16 novembre 2015

PASTA (VEG)CACIO E PEPE ...YES WE CAN!

Scriveva Goethe nel suo Viaggio in Italia tra il 1813 e il 1817: «I maccheroni si cuociono per lo più semplicemente nell'acqua pura e vi si grattugia sopra del formaggio, che serve ad un tempo da grasso e da condimento».

La storia della pasta “cacio e pepe”, uno dei piatti più antichi della cucina povera romana, ma più in generale, tutta la gastronomia del Lazio,  affonda le sue radici nella tradizione popolare e rustica, entrambe legate al mondo della campagna, dell’orto e del pascolo. Le origini della pasta “cacio e pepe” sono da ricercarsi in un’area geografica che va dall'agro romano e, percorrendo gran parte del centro Italia, si spinge fino ai monti abruzzesi e umbri. 
I pastori, dovendo restare a lungo lontano da casa, riempivano le loro bisacce con pezzi di formaggio di pecora stagionato, sacchette di pepe nero in grani e una pasta essiccata che veniva preparata a mano solo con acqua, sale e farina. Questi cibi si conservavano bene anche per lunghi periodi e apportavano, soprattutto nei periodi di maggiore freddo, una notevole quantità di nutrienti: il pecorino era preferito agli altri formaggi perché si conservava più a lungo, il pepe nero produceva calore nell’organismo e la pasta era una fonte di carboidrati e calorie.
Con il passare del tempo, questa antica ricetta è diventata uno dei capisaldi dell’anima della cucina romanesca e della gastronomia italiana. Questo piatto, semplice solo in apparenza, si presenta oggi in diverse varianti sia per quanto riguarda la preparazione che per i tipi di pasta utilizzati: dagli spaghetti, ai tonnarelli (spaghetti un po' più grossi e fatti a mano) fino ai rigatoni. 

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Eccoci ad una semplice e gustosa versione VEG anche di questo altro must della nostra tradizione culinaria italiana nel mondo intero. Sì perché, se quando dici PASTA si pensa subito all'Italia, quando dici CACIO E PEPE si pensa subito a Roma.

Possibile vegan??? Ma certo che sì. 
Provare per credere diceva un motto pubblicitario di molti anni fa  :D


INGREDIENTI
(dosi per 2 porzioni)

½ tazza di anacardi, messi a bagno per min 3/4 ore (meglio se tutta la notte)
olio evo q.b. 
1 cucchiaino di pepe nero macinato fresco (meglio se in grani e pestato sul momento in un mortaio)
acqua di cottura della pasta q.b. (circa ½ tazza)
1 cucchiaio di succo di limone 
1 cucchiaino di salsa di soia (tamari per il senza glutine)

lievito in scaglie q.b.
la scorza di mezzo limone (facoltativo)

Mentre si attende la cottura della pasta (linguine,spaghetti ma anche rigatoni sono i migliori secondo la tradizione) preparare il sugo.
Scolare bene gli anacardi precedentemente ammollati e metterli nel mixer ad immersione. 
Pestare il pepe in grani e metterlo in una padella con un filo d'olio ben caldo per un paio di minuti non di più (non dobbiamo bruciarlo!). Il calore dell'olio farà sprigionare tutti gli aromi dai grani di pepe pestati. Togliere dal fuoco e scolare il pepe dall'olio.
Aggiungere ora agli anacardi l'acqua di cottura della pasta, la salsa di soia, il succo di limone e il lievito in scaglie (a occhio e secondo gusto e consistenza desiderati).
Far partire il mixer ed emulsionare con l'olio a filo fino a che il sugo non avrà la consistenza classica di una cremina.
Scolare la pasta abbastanza al dente (perché poi finirà la cottura in padella) tenendo da parte un paio di mestoli di acqua di cottura se dovesse servire.
Mettere subito la pasta in padella con la cremina ottenuta, il pepe e l'acqua di cottura solo se necessaria. Amalgamare bene il tutto e saltare in padella per un minuto o due. 
Servire in un piatto bello caldo (come da tradizione) con la scorza di limone grattugiato se vi piace.

NG (NOTAGUSTO): un buona riuscita del piatto sta nel giusto dosaggio tra acqua di cottura e cremina del sugo; quindi se mescolando gli ingredienti noterete ancora la presenza di acqua di cottura basterà aggiungere ancora un po’ di lievito alimentare e volendo olio; se al contrario la pasta vi sembrerà troppo asciutta potrete versare ancora un po’ di acqua di cottura procedendo un po’ alla volta fino a ottenere la giusta consistenza della cremina.


qui con prezzemolo e scorza di limone per una variante ^_^


martedì 27 ottobre 2015

Autunno d'aquolina

Come creare l'aquolina ad un vegano??

Presto detto: preparare questo sugo super gustoso e dal sapore caldo come l'autunno e unico.



INGREDIENTI:
(dose abbondante per circa due porzioni di pasta)

10 cm circa di zucca violina (scusate ma non l'ho pesata)
1 ciuffetto di prezzemolo fresco
1 cipollotto intero
8/10 castagne arrostite, sgusciate e raffreddate bene
sale rosa dell'Himalaya q.b.
aglio in polvere q.b.
olio evo q.b.
vino bianco vegan ok a sfumare q.b.
pimenton de la Vera (ahumado non dulce) *

(*)spezia simile alla paprika tipica di Valencia ne parlo QUI.

Mentre mettete l'acqua a bollire per la pasta preparate il sugo.
In una padella antiaderente mettere un dito d'acqua. Nel mixer tritare la zucca, il cipollotto e il prezzemolo (se non preferite farlo a mano libera) e metterli in padella.
Aggiungere acqua quando occorre e far cuocere per circa 5/6 minuti. Sfumare con del vino bianco e regolare di sale e olio.
Tritare nel mixer le castagne e aggiungere anch'esse in padella. Mescolare bene e se necessario aggiungere un'altra leggera sfumata di vino. Spolverare con aglio in polvere e con una punta di cuccchiaino di pimenton. Amalgamare bene e poi spegnere la fiamma.
Nel frattempo avrete già buttato la pasta (io ho scelto una tagliatella senza uova e di mais quindi anche senza glutine). A cottura scolare e versare in padella. Far saltare bene e servire.

Yumm !


NOTA: avevo già sperimentato il pimenton nelle patate al forno ed in altre verdure, ma in questo sugo mi ha davvero stregata.
Mi son imbattuta in questa meravigliosa spezia durante uno dei miei tanti viaggi per sagre e fiere locali alla prima annusata è stato amore puro.
Quindi grazie alla mia amica de "LA STADERA" che me l'ha fatta notare..
..e grazie alla mia amica/sorella Valentina che la sa abilmente cucinare nei suoi manicaretti "inganna popolo". Namaste.






lunedì 23 marzo 2015

FETTUCCINE ALFREDO ALLA MADE IN YLE

Se viaggiate all'estero in particolare negli Stati Uniti uno dei piatti simbolo della cucina del Bel Paese- ma introvabili e soprattutto del tutto sconosciute qui in Italia - sono le fettuccine Alfredo o meglio come le chiamano loro "fettuccini" o addirittura "fetucini" roba da far rabbrividire, ma si sa i ristoranti italiani all'estero che -non- si rispettino trasformano tutto persino i nomi corretti delle cose.

Come dicevo da noi sono sconosciute..e perché questo? Direi perché sono un'americanata a tutti gli effetti e come ogni buon americanata che si rispetti si è preso la ricetta base, molto semplice per altro, e la si è "gonfiata" anche in calorie all'inverosimile.

In realtà infatti le Fettuccine Alfredo sono davvero nate nel Bel Paese, in particolare a Roma: erano il piatto simbolo del ristorante di Alfredo di Lelio,chef che vantava un grandissimo successo soprattutto tra i turisti per l'appunto americani. 
Nel 1914, proprio nel suo locale in Via della Scrofa 103, sono nate le fettuccine Alfredo: pare che fosse una ricetta per far tornare l’appetito alla moglie dopo aver dato alla luce il suo primogenito, che si rifiutava di mangiare. Altro non eran che semplici tagliatelle con un po' di burro, acqua di cottura e parmigiano.... trasformate negli States da quintali di burro,panna, formaggio e simil parmigiano..una bomba insomma.

Qui c'è la mia versione light e veg delle Fettuccine Alfredo.. credetemi nulla da invidiare alle originali.



FETTUCCINE ALFREDO ALLA MADE IN YLE




INGREDIENTI (dosi per 2 porzioni)

160g  di fettuccine o tagliatelle veg senza glutine (io uso quelle di mais)
1 testa piccola di cavolfiore
panna vegetale senza glutine (io uso quella di riso)
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
paprika dolce
1 rametto di rosmarino fresco
1 scalogno o l'equivalente di porro
vino bianco vegan ok q.b.
lievito in scaglie senza glutine q.b.


Per il sugo metter in padella lo scalogno o il porro con un po' di acqua a sobbollire. 
Nel frattempo pulire e lavare la testa di cavolo e metterla nel mixer fino a tritarla molto finemente. 
Metterla in padella con lo scalogno e aggiunger altra acqua se occorre e poi vino bianco a sfumare. 
Regolare di sale e pepe, aggiungere un po' di paprika dolce e la panna di riso (ne occorre meno che l'intera confezione). 
Amalgamare fino a formare una bella cremina, terminare con il rosmarino a spegner il fuoco. 
Aggiungere l'olio a crudo e il lievito in scaglie. 
Saltare le fettuccine in padella col sugo e servire subito belle calde.







martedì 20 gennaio 2015

Lasagne "sfoglia-free"

Non è la prima volta che faccio queste lasagne alternative e devo dire che riescon sempre bene e sono davvero veloci e di sicuro impatto e gusto ...e questo ci torna ben comodo quando abbiamo menu per le grandi occasioni o ospiti a cui teniamo a tavola ^_^
Non è nemmeno nulla di nuovo poichè già in diversi hanno sperimentato questo tipo di lasagna ... il bello però è che ognuno può personalizzarla come crede.

Ma prima un po' di storia e nozioni son dovute ....

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Con il termine lasagne, o, lasagna (dal greco antico làganon = tripode da cucina e dal latino làganun = vaso contenitore ....il cui plurale: lagana che significa proprio  strisce di pasta sottile fatte con farina e acqua), si indica generalmente una pasta all'uovo tagliata in grossi quadrati, o rettangoli, usati soprattutto per pasticci al forno. È un piatto di origine antichissima già gli antichi greci e gli antichi romani ne facevano largo uso questi ultimi in particolare la consumavano come pasta tagliata a quadrati grandi più o meno regolari; le consumavano cotte in acqua e sale in pentola, oppure sulla piastra e condite con formaggi e legumi. Gli etruschi si racconta invece preparassero e cucinassero lasagne di farro, cereale simile al frumento ma da loro scelto per le sue caratteristiche di resistenza ben più elevate nella lavorazione dell'impasto. 
Il termine lasagne compare per la prima volta in forma scritta nel de Re coquinaria di Apicio che raccomanda "le duttili lagane per racchiudervi timballi e pasticci”.Il poeta Orazio, amante della vita semplice e rustica, le amava molto e, in un’ode, recitava di preferire una scodella di porri, ceci e lagane consumate a casa sua piuttosto che frequentare le feste e i banchetti opulenti dell’imperatore Augusto.
Bisogna però arrivare al periodo del Medioevo per vederne un consumo decisamente più simile all'attuale.
La tradizione della sua produzione si è mantenuta in primis nell'Emilia, in Romagna e nelle Marche.
Non si sa esattamente come si sia giunti alla lasagna alla bolognese e da dove sia nata la ricetta di questo gustoso piatto: nemmeno il padre della cucina italiana Pellegrino Artusi  ne parla nel suo grande libro di cucina dove sono raccolte le ricette tradizionali italiane. Tuttavia la ricetta originale delle lasagne é considerata così importante che l’Accademia della Cucina l’ha depositata presso la Camera di Commercio di Bologna.
Oggi questo piatto elaborato quanto gustoso è disponibile già pronto grazie ad un mix di componenti quali tecnologia, tradizione, competenza delle aziende dedicate ai piatti ready-to-eat.
Tecnicamente, le lasagne, tradizionalmente preparate dalle cosiddette sfogline o rezdore emiliane (o dalle azdore romagnole come le chiamiamo noi qua) con un impasto di farina di grano tenero e uova tirato al matterello, non sono pasta, in quanto la pasta alimentare in base alla legge italiana può essere prodotta solo con il grano duro, cereale pressoché sconosciuto in quell'area geografica prima della cosiddetta unità d'Italia. Va però detto che in Emilia non ci si riferisce alle lasagne con il nome di pasta, bensì per esse, come per tutti gli impasti freschi preparati con grano tenero e uova, con o senza ripieno (tortellini, maltagliati, agnolotti, tortelloni, ravioli, tagliatelle etc.), si usa il termine 'sfoglia'. Con il termine «pasta» ci si riferisce più comunemente al prodotto di semola di grano duro e acqua, secco, senza uova.
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Veniamo alla vera e propria ricetta :)
Innanzitutto perchè "sfoglia-free": volendo si posson fare con le classiche sfoglie secche pronte che potete reperire in commercio ..ne esistono anche vegan senza uova oppure potete far voi l'impasto ma questo comporta una spesa di tempo non indifferente..
Diversamente potete utilizzare pane casasau o pane azzimo che spezzati a dovere e ben disposti fungono benissimo da strati di sfoglia secca e non necessitano di alcun ammollo in acqua bollante a differenza della sfoglia :D ..purtroppo però entrambe queste soluzioni contengono glutine.. in commercio esistono anche sfoglie sottili (tipo crackers) a base di farro (e qui scendiamo come % di glutine) oppure addirittura a base di amaranto o grano saraceno o riso e mais e queste ne son tutte prive. L'importante è che siano sottili in modo da ricreare appunto da strato di impasto e da non percepirsi una volta cotte alcuna differenza.
Quindi una volta deciso il tipo di "strato" che utilizzerete potete preparare la vostra gustosissima lasagna.

LASAGNE " SFOGLIA-FREE "


INGREDIENTI (per una teglia media di circa 4/6 porzioni di lasagne) : 
Pane tipo carasau o azzimo oppure sfoglie secche di farro q.b.
oppure
* PER IL SENZA GLUTINE: sfoglie di amaranto o di grano saraceno o di riso e mais q.b.
besciamella veg e senza glutine  ( vedere ricetta qui )
prezzemolo un ciuffo abbondante
olio  e sale q.b
mandorle spelate un pugno pieno
4 zucchine
1 cipolla
15/20 pomodorini
aglio fresco o in polvere
paprika dolce
curcuma
vino bianco vegan ok per sfumare
panatura di mais o mais fioretto per la spolverata finale

Per prima cosa preparare il ripieno degli strati di lasagna e quindi pulire e tagliare a rondelle fini da mandolina la cipolla e le zucchine e metterle in padella a sobbollire con un po' di acqua e poi a sfumare col vino. Successivamente aggiungere i pomodorini tagliati a cubetti e farli appassire. Se necessario aggiungere altra acqua ma senza far seccare troppo il ripieno. A cottura ultimata regolare di olio a crudo, sale, pepe e se piace una spolverata di aglio senza eccedere. Riporre il tutto da parte.
Passare ora al pesto di prezzemolo prendendo il prezzemolo lavato, le mandorle, l'aglio,un filo d'olio e sale secondo il proprio gusto e mettendo il tutto nel vaso del minipimer. Frullare aggiungendo un po' di acqua (ma poca) fino a raggiungere la consistenza desiderata del pesto. Mettere da parte anche questo.
Per la besciamella, ultimo componente importantissimo di questa ricetta, vedere qui la mia ricetta senza glutine e veg.
Ora che ci sono tutti gli elementi si possono comporre le lasagne.
Nella teglia di plexiglas o antiaderente metter prima sul fondo un filo d'olio e poi un po' di besciamella. Proseguire poi con lo strato di foglie sottili scelte (se son grandi basterà spezzarle e comporle tipo puzzle in modo da creare lo strato completo), lo strato di zucchine e pomodorini e poi uno strato di besciamella con cucchiaiate qua e là di pesto e una spolverata di curcuma e paprika. Poi di nuovo un altro strato di sfoglie sottili e così via fino ad esaurimento degli ingredienti. Terminare con lo strato di besciamella,pesto e spezie. A questo punto spolverare con la panatura di mais e un filo d'olio che servirà per far formare la crosticina alle lasagne. 
Metter in forno caldo a circa 200° per circa 45/60 min.

lunedì 20 ottobre 2014

Non esiste solo un pesto

Forse non tutti sanno che in Italia non è famoso solo il pesto genovese a base di basilico e pinoli.
Esiste anche un'altra versione del pesto altrettanto famosa oltre che estremamente gusto ed è il pesto siciliano ovvero quello a base di pistacchi.

Qui ripropongo la mia versione del pesto siciliano in chiave VEG a cui abbino sempre molto volentieri il sapore forte dei pomodori secchi .. il che ci aiuta a non aver necessità di altri ingredienti e ci lascia un gusto ricco al palato.


PASTA AL PESTO DI PISTACCHI
 E POMODORI SECCHI



INGREDIENTI

pistacchi (possibilmente al naturale, altrimenti se già salati regolarsi con l'aggiunta eventuale di sale)
sale
olio evo
aglio o cipolla (io utilizzo cipollina perché mi piace di più)
acqua (un goccio se fosse necessario)
vino bianco per sfumare vegan ok
pomodori secchi al naturale

Mettere i pomodori secchi a rinvenire in acqua tiepida per una decina di minuti. (non buttare l'acqua)
Sbucciare i pistacchi e metterli nel bicchiere alto del mixer ad immersione assieme all'aglio, il sale e l'olio e creare il pesto frullando ad intermittenza (attenzione se le lame hanno difficoltà aggiungere un goccio dell'acqua di ammollo dei pomodori secchi).
In una padella versare il pesto e sfumare con vino bianco, aggiungere poi olio e i pomodori secchi sminuzzati con le forbici assieme al resto del loro liquido. Far rinvenire il sugo e togliere dal fuoco.
Amalgamarvi ben bene la pasta saltandola in padella.
Servire subito.

NG (NOTAGUSTO): il pesto di pistacchio si conserva bene in frigo anche per diversi giorni.
Se vi piace nulla vi vieta di aggiungere aromi o spezie a piacere.

giovedì 16 ottobre 2014

Cavoli che roba!

PASTA CON CREMA AL CAVOLFIORE


INGREDIENTI PER LA CREMA
(dosi per 2 persone)

1 cavolfiore nano (o comunque proprio piccino circa 1 mano non completamente aperta)
1 costa di sedano
1 scalogno piccolo
olio evo
sale,pepe q.b.
peperoncino (facoltativo)
latte vegetale non zuccherato q.b.
vino bianco per sfumare vegan ok
lievito alimentare in scaglie (di melassa per il senza glutine)


Pulire e lavare il cavolfiore (foglie incluse) e farne tocchettini. Fare altrettanto con la costa di sedano.
Metter a sobbollire con acqua lo scalogno sminuzzato e aggiungere poi tutto il cavolo con le foglie e il sedano. Far ammorbidire leggermente e sfumare col vino.Passare il tutto nel bicchiere del frullatore ad immersione e frullare creando una crema non troppo fine (se necessario aggiungere un po' d'acqua). Riversare la crema nella padella con olio e aggiungere un po' di latte per creare più fluidità. Regolare di sale e pepe e se piace di peperoncino. Lasciar sul fuoco per un paio di minuti e poi spegnere.Scolare la pasta saltandola in padella con la crema e aggiungendo un filo d'olio e il lievito alimentare (ne basta circa un cucchiaio) facendo amalgamare bene il tutto. L'effetto sarà un sugo bello cremoso. Servire subito.  

sabato 11 ottobre 2014

quando nel piatto hai il sole

GNOCCHI AI FIORI DI ZUCCA E CALENDULA


INGREDIENTI 
(dosi per 2 porzioni)

300g di gnocchi di patate senza glutine (ricetta qui)
2 mazzetti di fiori di zucca
1 pugno di fiori di calendula essiccati ed edibili (io quando non li trovo freschi uso quelli per le tisane che si trovano in erboristeria, ma sfusi perchè son più sicura non siano trattati)
1 cipollotto intero
1/2 bicchiere di vino bianco vegan ok
olio evo
sale, pepe misto q.b.
1 cucchiaio grande di lievito alimentare in scaglie (di melassa per il senza glutine)

Metter l'acqua per gli gnocchi a bollire e nel frattempo preparare il condimento mettendo il cipollotto tagliato fine in padella con un filo d'acqua e non appena è appassito sfumare col vino. Tagliare a listarelle sottili i fiori di zucca avendo tolto prima il pistillo centrale (non è commestibile e può esser tossico) ed il gambo (la base del fiore invece io la utilizzo ed è buonissima). Aggiungere i fiori tagliati in padella e regolare di olio,sale e pepe. Aggiungere ora i fiori essiccati di calendula e far amalgamare bene il tutto. dopo pochi minuti spegner il fuoco. 
Cuocere gli gnocchi e scolarli appena (un goccio del loro liquido ci serve in padella per render più cremoso il tutto) versandoli in padella. Riaccendere il fuoco e farli amalgamare bene col condimento. Terminare con il lievito alimentare sempre girandoli bene.
Servire subito.




giovedì 9 ottobre 2014

ADDICTED TO ...FUNGHI

Tagliatelle di mais (gf)
SUGO DI CREMA DI FUNGHI

INGREDIENTI:
(dosi per 2 persone)
5/6 funghi champignon (i crema io li preferisco)
3/4 pomodori secchi al naturale 
1 cipollotto intero
olio evo
sale, pepe misto q.b.
vino bianco a sfumare vegan ok
1 cucchiaino di maizena (amido di mais)
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie (di melassa per il senza glutine)
olio al peperoncino o pasta al peperoncino (100%) q.b.
una manciata di prezzemolo fresco

Metter in ammollo in poca acqua i pomodori secchi.(bastan pochi minuti)
Nel frattempo lavare e pulire bene i funghi.
Tritare nel mixer i funghi e i pomodori con un po' della loro acqua di ammollo fino a creare una vera crema abbastanza liquida.
Far appassire in padella il cipollotto con un filo d'acqua e poi sfumare col vino. Aggiungere la crema di funghi e regolare di olio,sale,pepe e olio al peperoncino (ne basta pochissimo se è bello forte). Lasciar cuocere qualche minuto poi versare un cucchiaino di maizena avendo cura di girare subito vigorosamente per evitare si formino grumi ; non appena la crema addensa spegnere il fuoco.
Aggiungere il lievito alimentare e una parte di prezzemolo tritata grossolanamente col coltello; il restante serve come guarnizione al momento dell' impiattamento.