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venerdì 28 aprile 2017

Ragu' al "brasato di zucca"

E' da un po' di tempo che non pubblico più qui, nonostante abbia continuato a mettere idee di pasti e consigli sulla mia pagina facebook,e mi scuso per questa mia assenza dal blog MA e c'è un MA da quando è nata la mia piccolina il tempo è davvero dimezzato; tanta gioia acquisita ma i tempi ben più ristretti <3 questi ultimi mesi son stati davvero impegnativi, ma spero di rimediare.

Intanto ecco una nuova ricettina:

RAGU' AL "BRASATO DI ZUCCA"


INGREDIENTI
(dosi per 2 porzioni)

1 cipollotto intero
shoyu q.b.
olio evo q.b.
sale q.b.(facoltativo essendoci già la salsa shoyu che porta sapidità al piatto)
pepe misto q.b.
vino vegan ok (1 bicchiere)
1 ½  fetta abbondante di zucca tonda


qui proposto con tagliatelle di mais e riso gluten free

Pulire la zucca e tagliarla a dadini medio/piccoli.

Far sobbollire in un filo d'acqua il cipollotto tritato finemente; quando inizia ad appassire aggiungere olio, sale, pepe e la zucca. 
Sfumare col vino bianco e continuare la cottura per una decina di minuti circa o comunque fino a che la zucca non si schiaccia facilmente con la forchetta.
In ultimo sfumare con una punta di salsa shoyu  e togliere dal fuoco. 
Frullare leggermente così da creare una consistenza grumosa e non liquida oppure con una spatola schiacciare la zucca e formare la stessa consistenza.

Ragù pronto per essere gustato.
Consiglio di consumarlo fumante e appena fatto.

La salsa shoyu rende il sapore di questo sugo "brasato" provare per credere!

Buon appetito! ^_^




venerdì 20 novembre 2015

IL POTERE DEI FERMENTATI

Sin dall'antichità l’uomo si era accorto che era possibile conservare meglio il cibo e sviluppare consistenze e sapori diversi utilizzando la tecnica della fermentazione. Nelle varie culture venivano fermentati vari tipi di alimenti: in Messico si mangiava il mais, nei paesi nordici i crauti, in Giappone la soia, in Oriente il pesce, in Russia una bevanda di segale. 
In Oriente i cibi fermentati erano e sono ancora considerati una vera e propria medicina per l’organismo.
Nell'attuale alimentazione moderna questi cibi sono praticamente scomparsi, lasciando il posto ad alimenti sterilizzati e pastorizzati. 

Gli alimenti fermentati che hanno resistito negli anni e che ancora si possono trovare sulle nostre tavole sono:
vino, birra, aceto, i crauti (che non andrebbero però cotti), le olive, il pane a lievitazione naturale, lo yogurt.

Non ci avevate mai pensato prima vero? ^_^

I BENEFICI

La fermentazione, oltre a conservare i cibi, ha la caratteristica di rendere l’alimento più ricco di enzimi, di vitamine (in particolare la C e il gruppo B), antiossidanti, acido lattico e fermenti lattici vivi: i lattobacilli. 
Queste sostanze svolgono un’azione rivitalizzante sulla flora intestinale, controllano inoltre la putrefazione e la proliferazione di batteri cattivi. 
I fermenti hanno un potere disinfettante, digestivo, disintossicante, agiscono sulla microcircolazione, contribuiscono a riequilibrare alcune problematiche della pelle, sono utili in caso di infiammazioni, allergie , micosi e candidosi.
Nel nostro intestino esiste un vero e proprio esercito formato da più di 400 tipi di batteri, questi formano sulle mucose una fitta barriera che impedisce l’entrata di sostanze dannose e patogene e regolano, trasformano, sintetizzano l’assorbimento di molti nutrienti, hanno inoltre un’azione stimolante nella produzione di anticorpi.
Questo dovrebbe farci riflettere su quanto sia importante la buona salute della nostra flora batterica!

Secondo gli studiosi, gli enzimi sono la chiave per avere e mantenere una buona salute, tanto che sono ritenuti indispensabili sia per la digestione che per la cura e la prevenzione di moltissime malattie. 
Alcuni tra gli alimenti più ricchi di enzimi sono:
il kefir, lo yogurt non pastorizzato, tutti i vegetali fermentati con il sale, il miso, il tempeh, la papaya, il mango, il kombucha (una bevanda fermentata di origine cinese).

Ogni persona ha una diversa flora intestinale e la sua composizione può essere influenzata da vari fattori come stress, antibiotici, fumo, alcol, dieta ecc.. un’alimentazione che comprenda due piccole porzioni di cibi fermentati al giorno può già essere un buon modo per rendere più sano il nostro intestino. 
Un po' di verdure fermentate a fine pasto aiutano la digestione e preparano l'organismo al sonno, grazie all'azione delle potenziate vitamine del gruppo B, in particolare la B6.

SCEGLI COSA E COME

Fermentare le verdure e conservarle in una soluzione liquida migliora il loro profilo nutrizionale e come risultato finale si ottiene un prodotto più saporito, croccante e delizioso rispetto a quello di partenza.
Il kimchi e i crauti sono varianti molto diffuse, ma quasi tutte le verdure possono fermentare se immerse in un liquido, spesso unendo del sale o aggiungendo un altro prodotto per avviare il processo. 
Le verdure fermentate si conservano per molti mesi, e permettono di gustare dei tipici piatti estivi tutto l'anno.
Le migliori verdure sono quelle di stagione e al culmine della maturazione, dalla consistenza e dal sapore ottimale: quelle a chilometro zero e se possibile biologiche. 
Si può fermentare una verdura alla volta, o confezionarne diversi tipi insieme per creare una deliziosa "insalata".
Le verdure che riescono meglio a fermentare sono: barbabietole rosse, cavoli cappucci, cetrioli, cipolle, rape, zucca.
Cetrioli. I cetrioli fermentati, sottaceto, sono un ottimo punto di partenza. Si possono confezionare da soli o con cipolle, carote e peperoni sottaceto. (Attenzione a non usare i cetrioli cerati. Per vedere se hanno subito questo trattamento, raschiarli con un'unghia. Chiedere al negoziante cetrioli da conservare sottaceto.) Veri e propri tesori d'acqua che fermentati diventano un prezioso rimedio diuretico e riequilibrante.
Cavoli. I cavoli fermentati diventano aspri e croccanti. Si utilizza la qualità CAPPUCCIO da cui si ricavano i crauti. E’ molto salutare per le insufficienze epatiche, la stitichezza, per il riequilibrio della pelle grassa e dell’acne.
Rappresentano la principale fonte di vitamine per le popolazioni nordiche. I Greci ed i Romani furono i primi a fermentare i cavoli, questo alimento non mancava mai durante gli spostamenti degli eserciti. Anche sulle navi che andarono alla scoperta dell’America, ce n’erano abbondanti scorte che servivano per contrastare lo scorbuto.
I crauti sono facilmente digeribili, i fermenti lattici che contengono rendono più digeribili sia i grassi che la cellulosa, sono disinfettanti del tratto intestinale e ricchi in zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio che li rendono rimineralizzanti e ricostituenti. Sono inoltre alcalinizzanti e depurativi. S
alutari per le insufficienze epatiche, la stitichezza, per il riequilibrio della pelle grassa e dell’acne.

Peperoni. Possono essere fermentati da soli o assieme ad altre verdure per aggiungere un po' di piccante.
Fagiolini o asparagi. Sono una gradita delizia nei mesi invernali, quando è difficile trovare il gusto fresco dell'estate.
Barbabietola rossa. La fermentazione ne aumenta le proprietà remineralizzanti e ricostituenti. Sedativa e dunque adatta per i pasti serali degli ansiosi.
Cipolle. Alimento medicina, nella versione potenziata alla fermentazione diventa uno stimolante efficace di tutte le funzioni dell'organismo. Adatto in particolare ai diabetici e agli obesi.
Zucca. Cruda è sedativa, diuretica e lassativa. Fermentata ancora di più. 
Rape. Fermentate sono un ottimo rimedio diuretico adatto alla gotta e nell'obesità. 
Consumate durante i periodi di influenza, tosse, bronchiti, accelerano la guarigione. 

Abbiamo poi:

MISO. Si trova nei negozi di alimentazione naturale o macrobiotica e nelle erboristerie. 
Può essere a base di soia, orzo (attenzione contiene glutine), riso e si prepara facendo fermentare i legumi in acqua di sorgente e sale marino integrale.  Ricco di preziose proteine vegetali, sali minerali, 
enzimi, batteri, aminoacidi e carboidrati grassi è utile nelle infezioni. 
Protettore della flora intestinale. 
Usato da millenni nei paesi dell’estremo oriente, ne facevano largo impiego gli eserciti degli antichi samurai per la capacità di produrre energia muscolare e come riequilibratore del PH del sangue.
Alimento di fondamentale importanza nelle carestie, nelle malattie e nella convalescenza. Viene utilizzato anche in persone sottoposte a radioterapia o chemioterapia non solo per ripristinare la flora intestinale, ma anche per l’azione antinfiammatoria.
L’impiego tradizionale è nella zuppa, preparata con verdure miste e piccoli quantitativi di alghe. A fine cottura viene aggiunto il miso, un cucchiaino raso per quattro persone. 
La temperatura del brodo favorisce il risveglio di enzimi e batteri, preparando lo stomaco ad una migliore digestione dei cibi. 
Il miso non deve mai bollire. Può essere usato anche per insaporire salse o condimenti. 

Lo SHOYU e il TAMARI (senza gluitne).Sono una sorta di miso liquido. Ormai dilagano un po' in tutti i supermercati (per la tamari la si trova nei negozi biologici).Il loro uso è molto versatile e possono condire tutto. Vengono realizzati facendo fermentare la soia e il grano, in acqua di sorgente e sale marino. Può essere usato anche contro la depressione e la stanchezza fisica e mentale. 

L'AMASAKE. E' la fermentazione di riso dolce, morbido e gustoso ricco di vitamine. La fermentazione scinde gli amidi del cereale in dolcissimo maltosio, ottenendo una crema che può essere consumata al naturale o allungata con acqua. 
Il TEMPEH. Trattasi di soia fermentata e poi cotta. Anch'esso lo si trova nei biologici o nei supermercati ben forniti. Ottimo sostituto meno pubblicizzato del seitan con un'alta % di proteine vegetali. MA soprattutto è senza glutine!!!

Prugne Umeboshi. Sono in realtà albicocche che vengono messe a fermentare sotto sale con foglie di shiso, da qui la tipica colorazione rossiccia che le fa denominare prugne. Vengono usate per preparare salse, condimenti e bevande.

Ottime per problemi digestivi ed intestinali, per raffreddore, febbre, per tonificare fegato, reni e polmoni, sono alcalinizzanti ed antiacido, un pezzetto di prugna anche contro la nausea. 
Nella medicina tradizionale si utilizza l’ume insieme al tè bancha per alcalinizzare velocemente l’organismo
.
Kefir. Bevanda originaria del Caucaso, ricchissima di probiotici. A differenza dello yogurt è leggermente alcolica, perché la fermentazione viene fatta non solo da fermenti, ma anche da lieviti.
Il kefir viene preparato utilizzando latte di origine animale ma si può fare anche con acqua, zucchero, limone e fichi secchi, per renderlo più piacevole, si può aggiungere latte di cocco.
Contiene vit.B 12, folati, vit.K, vit.A, vit.D, enzimi, aminoacidi, calcio, magnesio, biotina. 
Tutti questi elementi lo rendono importante per mantenere un sistema nervoso sano, per la prevenzione dell’osteoporosi e dell’aterosclerosi. 

Ottimo anche per chi soffre di colite poichè ne riduce l'infiammazione.


COME FERMENTARE "ARTIGIANALMENTE" IN CASA

Quando le verdure sono ricoperte da una soluzione liquida, i batteri naturali presenti cominciano a rompere la struttura cellulare nel processo di fermentazione. Le verdure fermentano in acqua, ma il loro gusto e la consistenza è migliore se si aggiunge il sale, che favorisce la crescita di batteri "buoni" e inibisce la crescita di batteri "cattivi.
La quantità approssimativa di sale da aggiungere è di 3 cucchiai per 2,5 chili di verdure. 
Meno sale si aggiunge più velocemente fermentano le verdure. Se si aggiunge più sale il processo è più lento.
Se non si  vuole aggiungere molto sale, si possono usare dei microrganismi  o dei lieviti per innescare la fermentazione che aiutano a sviluppare i batteri buoni e a soffocare la crescita di quelli cattivi. Si possono aggiungere ad esempio grani di kefir, o un lievito secco e ridurre la quantità di sale. Da considerare però che se usano solo dei lieviti, senza alcuna aggiunta di sale, le verdure diventeranno meno croccanti.

Per la fermentazione occorre pulire in maniera accurata le verdure scelte. 
Affettarle finemente e asciugarle poi iniziare gli strati (circa 2 cm di verdura) nel contenitore capiente scelto e metter sale per ogni strato. Continuare a riempire il contenitore, sempre con due centimetri di verdura alla volta e un pizzico di sale. 

 - E' importante scegliere dei materiali che non disperdono le sostanze e il liquido. Quelli in ceramica e vetro sono i migliori; evita quelli in metallo o plastica. - 
Durante questa operazione premere ben bene, in quanto la fermentazione deve avvenire in mancanza di ossigeno, sia per potenziare le proprietà salutari delle verdure, che quelle di sapore. 
Alla fine riempito totalmente il contenitore, mettete un peso sopra in modo da coprire tutta la superficie del recipiente.

Tenete in un locale non troppo freddo e non troppo caldo (circa 15°). 
Dopo 24 ore togliete la schiuma e mescolate bene. 
Ripetete l'operazione per al massimo 4 giorni fino a quando, non si formerà più la schiuma. 
Le verdure possono fermentare fino anche a 18 giorni. Il loro sapore cambia quindi consiglio di assaggiarle quotidianamente fino ad ottenere il gusto che vi piace o che cercate.Travasate poi in vasetti di vetro chiusi e teneteli in frigorifero. 


QUALCHE RICETTINA

CETRIOLI IN SALAMOIA
(questa è la più semplice e veloce)


cetrioli
1 cucchiaio di semi di senape
1 cucchiaino di pepe in grani
1 cucchiaio di sale dell'Himalaya
barba di finocchio 

acqua

Tagliate i cetrioli come preferite. Metteteli in un vaso e aggiungete i semi di senape, pepe,sale e il finocchietto. Massaggiate il sale fino a quando i cetrioli iniziano a rilasciare il loro liquido. Aggiungete acqua sufficiente a coprirli. Mettete un peso in modo che non salgano in superficie e poi coprite con un panno in modo che possano respirare e lasciare a temperatura ambiente per un paio di giorni. Lasciate a temperatura ambiente finché non raggiungono il sapore che più vi aggrada e poi conservate il tutto in vasetti di vetro ermetici in frigo.


GIARDINIERA MISTA

verdure miste: carote, cavolfiore, cavolo cappuccio, sedano, pomodori verdi, peperoncini verdi o rossi, topinambur, aglio, rapa bianca, etc.
un cucchiaio colmo di sale grosso (marino integrale) per ogni litro d’acqua
aglio, alloro e pepe in grani a piacere

Lavare e tagliare le verdure come si preferisce e riporle in barattoli di vetro aggiungendo a piacere aglio e aromi.  Sciogliere in una pentola il sale marino integrale per litro d'acqua e portare ad ebollizione, lasciar raffreddare e versare sulle verdure fino a ricoprirle. Chiudere con un tappo in modo non ermetico. Lasciare riposare le verdure in un ambiente ventilato, senza troppo sole per circa 10 giorni (in terrazzo in estate è perfetto), i primi 4 giorni agitare il barattolo capovolgendolo almeno una volta al giorno finché non parte la fermentazione, oppure – ancor meglio – rovesciare in un contenitore il liquido e rimetterlo nel barattolo in modo da ossigenalo. A questo punto la giardiniera è pronta! Può essere conservata in frigorifero o in un ambiente a bassa temperatura.
immagine dimostrativa della rete

lunedì 9 novembre 2015

Ragù di carote e di "brasato felice"

Il ragù è uno di quei condimenti per primi piatti che più preoccupa chi decide di intraprendere un cambio della propria dieta scegliendo un regime vegetariano o vegano.

In commercio si trovano tanti sostituti come il seitan o la soia che ne producono certamente un buon "doppione", ma personalmente mi piace sperimentare quotidianamente ciò che la natura e la mia dispensa hanno da offrire ed è raro mi deludano anche in termini di sapore.

Ecco qui uno dei primi ragù sperimentati da quando sono diventata vegan.

RAGU' DI CAROTE

qui con spaghetti di mais (senza glutine)
INGREDIENTI
(dosi per 2 porzioni)

2 belle carote grosse
1 scalogno (o cipollina intera)
1 gambo di sedano
1 bicchiere scarso di vino bianco vegan ok
olio evo
sale & pepe q.b.
½ cucchiaino di paprika dolce 
prezzemolo fresco 


Metter sul fuoco l'acqua della pasta.
Lavare, pelare e tagliare a dadini le carote, il sedano e lo scalogno.
Nel frattempo che l'acqua per la pasta raggiunge il bollore far appassire le verdure tagliate in una padella con un dito d'acqua e poi sfumare con il vino bianco. 
Regolare di sale, pepe e olio. 
Aggiungere poi un mestolo circa di acqua di cottura della pasta e far andare per una decina di minuti. 
Versare il condimento nel bicchiere del minipimer o similari e frullare le verdure grossolanamente aggiungendo paprika dolce e prezzemolo fresco. 
A cottura ultimata della pasta scolarla e saltarla in padella col ragù aggiungendo un filo d'olio evo e lievito in scaglie.
Pronto per esser servito in tavola.

VARIANTE RAGU'  "BRASATO FELICE"

Ad un paio di minuti prima di passare il condimento nel bicchiere per esser tritato col minipimer aggiungere un paio di cucchiai di salsa shoyu o tamari (per il senza glutine) e se volete un'ulteriore sferzata di sapore (ma non esagerate mi raccomando) al posto della paprika dolce usare quella affumicata ma in questo caso solo la punta di un cucchiaino da caffè.

BUON APPETITO ^_^




sabato 6 giugno 2015

IL SUSHI nel mondo del veg ;)


SUSHI VEGAN E anche in versione RAW Emoticon wink

PROCEDIMENTO


- stendere lo stuoino

- riporvi la nori e inumidirne entrambi i bordi alto e basso con un po' di acqua (non troppa)
- stendere ora uniformemente tt gli ingredienti al centro della nori
-iniziare a rotolare aiutandovi con lo stuoino la nori partendo da un solo lato ed avanzando delicatamente e a mano a mano che si arrotola stringere bene e verificare di non far fuoriuscire il ripieno (altrimenti significa che l'avete riempita troppo)
- tagliare uniformemente con un coltello ben affilato e bagnato le vs porzioni

FARCITURA 


per la versione CLASSICA: riso da sushi o comunque con chicchi piccoli e tondeggianti .
500 gr di riso crudo servono per circa 6-8 persone. 
Mettere il riso in una ciotola ciotola e lavarlo sotto l'acqua corrente fredda almeno 5-6 volte muovendo il riso con le mani (questo fa sì che l'amido contenuto in esso fuoriesca fino a che l'acqua non diventi bella limpida. Lasciare il riso a bagno nell'acqua ora limpida per 10 minuti circa , poi scolarlo bene e lasciarlo riposare per altri 10 minuti in uno colino. Ora è pronto per esser cotto. Metterlo o nelle cuociriso classica o in una pentola non troppo larga e ricoprirlo a filo con l’acqua, (deve essere interamente ricoperto ma non di più) Prendere un pezzetto di alga kombu di un paio di cm (facoltativa), fare dei taglietti così sprigionerà meglio gli aromi e unirla al riso. Coprire bene con il  coperchio e portare a bollore a fuoco medio. Non aprire più il coperchio fino a quando non si sente la bollitura. Lasciar bollire a fuoco medio per 5 minuti, quindi eliminare l’alga con una pinza, coprire di nuovo con il coperchio e abbassare la fiamma e cuocere a fuoco basso per 8-10 minuti. Spegnere il fuoco e lasciar riposare con il coperchio per altri 10 minuti. Lasciar completamente raffreddare il riso prima di utilizzarlo.
Questa è la procedura corretta per il riso ma se lo fate semplicemente lessare andrà bene comunque :)

Per la versione RAW cavolfiore tritato e sal
ato oppure cuori di palmito salati (da non confondersi con le palme dell'olio che non sono ETICHE)




PER LA FARCITURA: 
UN IMPERATIVO: SBIZZARRIRSI !!!! 

io amo particolarmente quelli semplici con ananas,mango,avocado o cetriolo, ma se ne posssono fare di vario tipo. Esternamente se non si gradisce o non si ha l'alga nori si può utilizzare un carpaccio sottile di zucchine o cetriolo oppure semplicemente arrotolare il rotolino di riso nei semi di papavero o sesamo o  misti.


Nella foto sopra ad esempio abbiamo:


variante 1: carota-cipolla-prezzemolo-sedano-peperone rosso con succo di limone e avocado al centro con peperoncino in polvere


variante 2: zucchina-sedano-carota-cipolla e semi di sesamo con avocado al centro

variante 3: cuori di palmito in salamoia - semi di senape nera macinati - cipolla con avocado al centro



giovedì 27 febbraio 2014

La salsa giapponese per eccellenza

Ormai sapete che sono una fan delle salse...che dire?? Io le trovo assolutamente fondamentali in cucina. Non potrei mai farne a meno ^_^
L'altra sera avevo un po' di nostalgia da sapori giapponesi e quindi ho preparato un piatto veloce e pratico che mi regala sempre soddisfazioni. Le verdurine con la teriyaki.

Una tra le salse che amo di più della splendida cultura dell'estremo oriente e che trovo esser tra le più versatili come utilizzo è la TERIYAKI .

Tipicamente giapponese, questa salsa è composta nella sua versione originale da salsa di soia chiara , mirin (aceto di riso) e zucchero. 
Teriyaki significa: Teri = Lucido-Yaki = Cottura alla piastra; infatti viene utilizzata molto nelle pietanze con cottura alla griglia, ma io la consiglio anche nella cottura a wok, sul riso o sugli spaghetti, nelle insalate, un po' ovunque insomma.
Ne esistono varie varianti a seconda dell'utilizzo che se ne vuole fare. 
Personalmente adoro la versione più densa di questa salsa che qui vi propongo nella mia versione MADE IN YLE STYLE gluten free e salutista (senza zucchero) ^_^



VERDURE IN SALSA TERIYAKI


PER LE VERDURE:

Cavolo cappuccio o verza
Carote
Cipollotto (anche la parte verde)
Semi di sesamo (facoltativi)
Vino bianco fermo q.b. vegan ok

PER LA SALSA TERIYAKI:

Tamari (in alternativa va bene la salsa di soia, ma contiene glutine)
Sciroppo d'agave
Maizena
Olio di semi 
Sale e pepe q.b.

Tagliare a rondelle il cipollotto intero e metterlo in padella a farlo appassire con un dito d'acqua, aggiungere le carote tritate finemente col mixer e un po' di vino bianco, aggiungere il cavolo cappuccio e far sfumare il vino. Aggiungere altra acqua  e coprire con un coperchio in modo da far cuocere e appassire bene tutte le verdure. 
Quando le verdure son cotte togliere il coperchio e mettere un po' d'olio. Amalgamare bene e aggiungere ora la tamari, il pepe e lo sciroppo d'agave (ne basta poco). Far amalgamare bene ed assaggiare per regolare se serve di sale. Non metto dosi per la tamari o l'agave poichè va a seconda del proprio gusto e della quantità usata di verdure; io in genere vado a step e assaggio più volte fino a trovare il giusto bilanciamento di sapori.
a questo punto aggiungere un cucchiaio grande di maizena e un filo d'acqua (se dovesse mancare) in modo da creare una leggere cremosità. Attenzione a non far fare troppo grumi alla maizena e quindi girate e amalgamate subito e con vigore il tutto. Se necessario aggiungo altra tamari (le verdure assorbono molto la salsa). Aggiungere il sesamo tostato e servire.

NG (NOTA GUSTO): se vi piacciono i sapori decisi in alcune varianti giapponesi si aggiungono anche aglio e zenzero grattugiato... in questo caso non si mette sale.

SALSA TERIYAKI: questa è la densità giusta per gustarla al meglio



venerdì 22 novembre 2013

ALGHE .... O VERDURE ??

Sempre per rimanere in tema etnico ed avendo in dispensa una confezione di alghe essiccate miste che era da un po' che mi guardava fiduciosa mi sono decisa a rifare uno dei miei antipasti preferiti di cui ero ghiotta in Giappone e che quando capita non disdegno anche qua nei ristoranti giapponesi se la qualità mi sembra discreta.
Poi però mentre ero in corso d'opera mi son resa conto che la quantità non era sufficiente per entrambi (me e il mio dolce consorte) e allora come rimediare?? Penso un attimo... apro il frigo...cerco in freezer... e si sperimentiamo una versione dell'insalata di alghe giapponesi in versione tutta italiana alla MADE IN YLE STYLE ^_^

INSALATINA DI ALGHE 
INGREDIENTI

mix di alghe essiccate (qui wakame,dulce e nori) 
1 peperoncino rosso piccolo essiccato e tagliato a fettine molto piccole
1 cucchiaio di mirin (aceto di riso)
1 cucchiaio di salsa di soia senza glutine o tamari
1 cucchiaio di sciroppo d'agave
1 cucchiaio di olio di sesamo o altro olio di semi (ma attenzione perchè il sapore varia)
semi di sesamo a piacere

Mettere le alghe in acqua salata bollente e lasciarle per circa 3 minuti o comunque fino a che non risultano molto tenere. Scolarle e strizzarle un po' in modo da eliminare il liquido in eccesso. Lasciarle poi raffreddare. Successivamente aggiungere tutti gli ingredienti alle alghe e mescolare bene bene. Riporre in frigo e servirle fredde.

NG (NOTAGUSTO) : se si vuole creare una ricetta RAW o ad ogni modo di vuole evitare di lessare le alghe - qui però consiglio di acquistarle in negozi bio e certificati - ; esse possono esser immerse per una decina di minuti in acqua tiepida ed il risultato è pressoché il medesimo (l'unico accorgimento è nel caso si volessero utilizzare alghe kombu che invece rendono meglio il loro sapore se cotte)

VERSIONE ITALIANA MADE IN YLE STYLE ^_^

INGREDIENTI

5/6 ciuffetti di spinacini freschi ben puliti e lavati
100 gr di edamame (fagioli di soia verde)
1/2 peperoncino rosso piccolo essiccato e tagliato a fettine molto piccole
mirin (aceto di riso) o al max aceto di mele
2 cucchiai di salsa di soia senza glutine o tamari
1 cucchiaio di sciroppo d'agave
2 cucchiai di olio evo
semi di sesamo a piacere

In una padella con un po' d'acqua far sbollentare gli spinaci e gli edamame (li trovate negli ipermercati ben forniti nel reparto surgelati e sono coltivati in Italia) fino a che non s'inteneriscono secondo il vostro gusto. Aggiungere direttamente in padella tutti gli altri ingredienti e far rapprendere il sugo amalgamando bene il tutto. Servire caldi o tiepidi.


ETNICO E SENZA GLUTINE... niente di più facile

Per variare un po' dal solito primo di riso o mais (sempre per una questione di evitare il glutine) una simpatica e piacevole alternativa che ogni tanto mi diverte preparare è un piatto tipico della cucina asiatica a base di spaghettini di fagioli mungo conosciuti anche come vermicelli, spaghetti di vetro, filo di fagioli o spaghetti di soia... ma non fatevi ingannare dal nome: sono infatti spaghetti formati da un tipo di fagioli (Mung per l'appunto) e acqua ... quindi ASSOLUTAMENTE PRIVI DI GRANO e perfetti per un regime o una scelta SENZA GLUTINE ^_^

Nel mercato mondiale sono conosciuti anche come cellophane noodles e questo perchè si trovano in commercio in pacchettini, sono fili lunghi e sottili, bianchi e duri, sono avvolti a matassa. Una volta cotti diventano quasi trasparenti. Li si trova sia nei supermercati ben forniti o nei negozi etnici. Nella cucina asiatica vengono utilizzati anche per zuppe (che trovo davvero buone) o fritti direttamente nel wok in abbondante olio per esser poi serviti come accompagnamento a piatti a base di verdure, ma anche con sapori agrodolci.

Questa pasta non contiene grassi o colesterolo, Il contenuto di sodio è di 25 milligrammi, che è meno dell'1 % della dose giornaliera consigliata; non sono però ricchi di vitamine ecco perché è sempre bene combinare questi spaghetti con una serie di verdure per bilanciare il pasto. Anche a calorie stiamo bassi con questa scelta e il quantitativo da utilizzare è inferiore ad un altro tipo di pasta producendo una resa ed un senso di sazietà davvero incredibili. Che altro dire?? Ah sì quasi mi dimenticavo: cuociono persino in pochissimo tempo :-D


MUNG NOODLES ALLE VERDURE


INGREDIENTI

per 2 persone

100 gr di mung noodles

4/5 foglie grandi di cavolo nero o verza
3/4 carote medie
1 cipollotto
olio evo
sale (facoltativo)
salsa shoyu senza glutine o salsa tamari
aceto di riso (mirin) o in alternativa aceto di mele
semi di sesamo

PER IL SUGO
In una padella mettere un po' d'acqua e far appassire il cavolo nero o la verza tagliati a listarelle. Aggiungere le carote tritate nel mixer a tocchettini piccoli e il cipollotto e far andare fino a quando non risultano teneri. Aggiungere un filo d'olio un pizzico di zucchero o agave una punta di mirin e irrorare con la tamari (senza esagerare). Far addensare il sugo e infine aggiungere i semi di sesamo che se volte potete preventivamente tostare in una padella antiaderente senza però bruciarli poiché diventerebbero tossici.

PER GLI SPAGHETTI 
Aumentano discretamente di volume e saziano in modo diverso rispetto ad un classico piatto di pasta quindi bisogna imparare a regolarsi nelle dosi. 
Mettere un tegame con acqua a far bollire e salarla. Riporre gli spaghetti crudi in una ciotola capiente e resistente al calore. Versarvi sopra l'acqua bollente fino a ricoprirli abbondantemente e lasciarli riposare per 5 minuti. Ogni tanto rigirarli con una forchetta. Scolarli poi e versarli direttamente nella padella col sugo facendo ben bene amalgamare il tutto. Sistemare di olio (un po' ne serve) e se occorre di sale (ma non dovrebbe esser necessario). Questi spaghetti sono formati da filamenti lunghissimi pertanto conviene tagliarli a metà, ma solo una volta cotti.