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martedì 12 dicembre 2017

Il Golden Milk : l'Oro della salute nella tazza

Questo post è tutto dedicato ad una mia carissima amica che l'altra sera era ospite da me ed in cucina nel mare di foglietti appesi coi magneti ha notato i miei appunti per questa micro ricettina e mi dice: "dai sbrigati a postarla" ed io: "eh ma devo fare una foto carina prima!" 
Quindi mi son messa all'opera ed ecco qua :)


Tutti coloro che praticano Yoga (in particolare Kundalini) conoscono la ricetta del Golden Milk o Latte d’oro (ormai in occidente così conosciuto)  consigliata da Yogi Bhajan (maestro di questa disciplina) ai suoi allievi per migliorare l'elasticità e poter rimanere così più agevolmente nelle posizioni richieste. Questa bevanda, in realtà, è particolarmente indicata non solo per chi pratica ma anche per tutti coloro che hanno problemi alle articolazioni o alle giunture ed è ottima per la colonna vertebrale dato che lubrifica, aiuta a rompere i depositi di calcio, riduce eventuali infiammazioni e contribuisce a rimuovere le tossine.
Si tratta di una bevanda dal colore acceso e dal sapore delizioso, realizzata con pochi ma salutari ingredienti. A base di curcuma è molto utilizzato nella medicina ayurvedica. 
Giusto di recente, questa spezia orientale, ormai sempre più utilizzata anche in Occidente, è stata oggetto di numerosi studi scientifici che ne hanno evidenziato notevoli e benefiche proprietà.
In particolare, il suo principio attivo, la curcumina, sarebbe antiossidante e antinfiammatorio, in grado dunque di contrastare stati infiammatori e dolori articolari in generale ma anche la digestione lenta, il gonfiore addominale, il mal di denti, le nevralgie e infine è ottima per favorire il corretto funzionamento del fegato, abbassare il colesterolo e i trigliceridi.

I benefici del golden milk sono molteplici:
*  anti-infiammatorio piuttosto efficace
*  antiossidante, con virtù antisettiche,
*  aiuta a controllare il colesterolo
*  potenzia il sistema immunitario in generale
*  migliora il metabolismo contribuendo al mantenimento del peso corporeo
*  favorisce il benessere intestinale, disintossicando il fegato
*  regola la pressione sanguigna
efficace antidolorifico, specialmente per se soffrite di dolori articolari e muscolari
riduce gli effetti della psoriasi e di altre malattie della pelle.

Potete assumere questa bevanda tutti i giorni, al mattino, anche per un mese.

In caso di mal di gola e raffreddore invece è consigliata l’assunzione di una pallina di pasta di curcuma assoluta, da deglutire così com'è con un po’ di acqua, mattina e sera fino a ridurre i sintomi.

E’ la sinergia tra pepe nero e curcuma ad agire sulla biodisponibilità della curcumina fino a 1.000 volte, ed aumenta così l’assorbimento del corpo.


Attenzione: non è un farmaco né un integratore e la quantità di curcumina presente è comunque bassa, tuttavia bisogna sapere che il pepe contiene un alcaloide che potenzia l’azione della curcumina, a cui si deve la maggior parte dell’effetto simil-terapeutico.


GOLDEN MILK ( haldi doodh)

INGREDIENTI
per la pasta di curcuma

1/4 di tazza di acqua filtrata o depurata (o comunque una buona acqua da bere quindi con un basso residuo fisso) 
1/2 tazza di curcuma in polvere
1/2 cucchiaino di pepe nero macinato

Mettere a bollire a fiamma alta in un pentolino antiaderente tutti gli ingredienti mescolando continuamente per evitare di formare grumi. Si deve ottenere in poco tempo un impasto liscio e cremoso, abbastanza denso.

Una volta pronta, conservate la pasta di curcuma così ottenuta in un barattolo di vetro chiuso ermeticamente in frigo.  In questo modo, si manterrà per circa 40 giorni.

per il golden milk

1/4 di cucchiaino di pasta di curcuma
1 tazza di latte vegetale preferito (riso,mandorle,etc..)
sciroppo d'agave o zucchero grezzo di canna per dolcificare 

Per preparare il latte fate scaldare a fiamma media in un pentolino antiaderente per un paio di minuti il latte vegetale con la pasta di curcuma e l’olio fino ad ottenere un composto denso e corposo.

Mescolate continuamente per evitare che arrivi a bollore. Togliete dal fuoco e versate in una tazza. (potete anche frullarlo un attimo per creare maggiore cremosità) . Aggiungete il dolcificante secondo il Vostro gusto.

Questa è la versione più classica ma io la gradisco molto di più con l'aggiunta di una spolverata di cannella (o 1/4 di stecca sbriciolata) e visto che mi piacciono i sapori decisi perché non usufruire dei vantaggi di 'altra ottima spezia: ovvero lo zenzero!? Perciò ci aggiungo anche una bella grattugiata di zenzero fresco sopra :P 

NOTAGUSTO: se avete curcuma fresca potete -al posto di preparare la pasta- grattugiarla direttamente nel latte messo a scaldare assieme al pepe nero e poi procedere come da ricetta.




mercoledì 9 dicembre 2015

Pasta all'alga spirulina

Ultimamente ho acquistato diversi nuovi tipi di pasta priva di glutine ed uno di questi è a base di mais e alga spirulina.

L’alga spirulina ha molte proprietà benefiche. 
Anche nota come Arthrospira platensis, si tratta di un’alga che vive in laghi salati con acque alcaline. 

Come tutte le alghe è un eccellente integratore alimentare naturale. Ricca di proprietà nutritive ed energizzante previene le malattie cardiovascolari. Ha proteine ad alto valore biologico contiene infatti tutti e 8 gli amminoacidi essenziali (Fenilalanina, Isoleucina, Leucina, Lisina, Metionina, Treonina, Triptofano, Valina) Gli acidi grassi essenziali (Omega 3 e Omega 6) Vitamine: A, D, K e vitamine del gruppo B. e sali minerali quali  ferro, sodio, magnesio, manganese,calcio, iodio e potassio. Oltre a stimolare le difese immunitarie dell’organismo, favorisce la sintesi dell’emoglobina e riesce mettere in atto una funzione antinfiammatoria, anticoagulante e disintossicante. 

Non bisogna però esagerare con le dosi consigliate poiché esistono controindicazioni soprattutto per chi soffre di di ipotiroidismo e malattie autoimmuni.Gli effetti collaterali più comuni sono costituiti da febbre, nausea e stitichezza.

INGREDIENTI
(dosi per 2 porzioni)

150g. di pasta alla spirulina (senza glutine)
1 scalogno
1 zucchina media
5/6 pezzetti di pomodori essiccati al naturale
olio evo. q.b.
lievito in scaglie
2 cucchiai di panna di riso (in alternativa latte vegetale privo di dolcificanti)
peperoncino puro
vino bianco vegan ok q.b.


Mentre l'acqua per la pasta bolle preparare il sugo. 
In una padella mettere a cuocere lo scalogno tritato con un dito d'acqua, aggiungere poi la zucchina tagliata a rondelle sottili o tocchettini e sfumare con ¾ di bicchiere di vino bianco.
A vino sfumato completamente aggiungere un paio di cucchiai da brodo di panna di riso, i pomodori secchi tagliati a listarelle sottili e la punta di un cucchiaino da caffè di pasta di peperoncino puro.
Se necessario aggiungere un filo d'olio e spegnere il fuoco.
Nel frattempo cuocere e scolare la pasta e saltarla in padella col sugo aggiungendo una spolverata di lievito in scaglie.



venerdì 20 novembre 2015

IL POTERE DEI FERMENTATI

Sin dall'antichità l’uomo si era accorto che era possibile conservare meglio il cibo e sviluppare consistenze e sapori diversi utilizzando la tecnica della fermentazione. Nelle varie culture venivano fermentati vari tipi di alimenti: in Messico si mangiava il mais, nei paesi nordici i crauti, in Giappone la soia, in Oriente il pesce, in Russia una bevanda di segale. 
In Oriente i cibi fermentati erano e sono ancora considerati una vera e propria medicina per l’organismo.
Nell'attuale alimentazione moderna questi cibi sono praticamente scomparsi, lasciando il posto ad alimenti sterilizzati e pastorizzati. 

Gli alimenti fermentati che hanno resistito negli anni e che ancora si possono trovare sulle nostre tavole sono:
vino, birra, aceto, i crauti (che non andrebbero però cotti), le olive, il pane a lievitazione naturale, lo yogurt.

Non ci avevate mai pensato prima vero? ^_^

I BENEFICI

La fermentazione, oltre a conservare i cibi, ha la caratteristica di rendere l’alimento più ricco di enzimi, di vitamine (in particolare la C e il gruppo B), antiossidanti, acido lattico e fermenti lattici vivi: i lattobacilli. 
Queste sostanze svolgono un’azione rivitalizzante sulla flora intestinale, controllano inoltre la putrefazione e la proliferazione di batteri cattivi. 
I fermenti hanno un potere disinfettante, digestivo, disintossicante, agiscono sulla microcircolazione, contribuiscono a riequilibrare alcune problematiche della pelle, sono utili in caso di infiammazioni, allergie , micosi e candidosi.
Nel nostro intestino esiste un vero e proprio esercito formato da più di 400 tipi di batteri, questi formano sulle mucose una fitta barriera che impedisce l’entrata di sostanze dannose e patogene e regolano, trasformano, sintetizzano l’assorbimento di molti nutrienti, hanno inoltre un’azione stimolante nella produzione di anticorpi.
Questo dovrebbe farci riflettere su quanto sia importante la buona salute della nostra flora batterica!

Secondo gli studiosi, gli enzimi sono la chiave per avere e mantenere una buona salute, tanto che sono ritenuti indispensabili sia per la digestione che per la cura e la prevenzione di moltissime malattie. 
Alcuni tra gli alimenti più ricchi di enzimi sono:
il kefir, lo yogurt non pastorizzato, tutti i vegetali fermentati con il sale, il miso, il tempeh, la papaya, il mango, il kombucha (una bevanda fermentata di origine cinese).

Ogni persona ha una diversa flora intestinale e la sua composizione può essere influenzata da vari fattori come stress, antibiotici, fumo, alcol, dieta ecc.. un’alimentazione che comprenda due piccole porzioni di cibi fermentati al giorno può già essere un buon modo per rendere più sano il nostro intestino. 
Un po' di verdure fermentate a fine pasto aiutano la digestione e preparano l'organismo al sonno, grazie all'azione delle potenziate vitamine del gruppo B, in particolare la B6.

SCEGLI COSA E COME

Fermentare le verdure e conservarle in una soluzione liquida migliora il loro profilo nutrizionale e come risultato finale si ottiene un prodotto più saporito, croccante e delizioso rispetto a quello di partenza.
Il kimchi e i crauti sono varianti molto diffuse, ma quasi tutte le verdure possono fermentare se immerse in un liquido, spesso unendo del sale o aggiungendo un altro prodotto per avviare il processo. 
Le verdure fermentate si conservano per molti mesi, e permettono di gustare dei tipici piatti estivi tutto l'anno.
Le migliori verdure sono quelle di stagione e al culmine della maturazione, dalla consistenza e dal sapore ottimale: quelle a chilometro zero e se possibile biologiche. 
Si può fermentare una verdura alla volta, o confezionarne diversi tipi insieme per creare una deliziosa "insalata".
Le verdure che riescono meglio a fermentare sono: barbabietole rosse, cavoli cappucci, cetrioli, cipolle, rape, zucca.
Cetrioli. I cetrioli fermentati, sottaceto, sono un ottimo punto di partenza. Si possono confezionare da soli o con cipolle, carote e peperoni sottaceto. (Attenzione a non usare i cetrioli cerati. Per vedere se hanno subito questo trattamento, raschiarli con un'unghia. Chiedere al negoziante cetrioli da conservare sottaceto.) Veri e propri tesori d'acqua che fermentati diventano un prezioso rimedio diuretico e riequilibrante.
Cavoli. I cavoli fermentati diventano aspri e croccanti. Si utilizza la qualità CAPPUCCIO da cui si ricavano i crauti. E’ molto salutare per le insufficienze epatiche, la stitichezza, per il riequilibrio della pelle grassa e dell’acne.
Rappresentano la principale fonte di vitamine per le popolazioni nordiche. I Greci ed i Romani furono i primi a fermentare i cavoli, questo alimento non mancava mai durante gli spostamenti degli eserciti. Anche sulle navi che andarono alla scoperta dell’America, ce n’erano abbondanti scorte che servivano per contrastare lo scorbuto.
I crauti sono facilmente digeribili, i fermenti lattici che contengono rendono più digeribili sia i grassi che la cellulosa, sono disinfettanti del tratto intestinale e ricchi in zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio che li rendono rimineralizzanti e ricostituenti. Sono inoltre alcalinizzanti e depurativi. S
alutari per le insufficienze epatiche, la stitichezza, per il riequilibrio della pelle grassa e dell’acne.

Peperoni. Possono essere fermentati da soli o assieme ad altre verdure per aggiungere un po' di piccante.
Fagiolini o asparagi. Sono una gradita delizia nei mesi invernali, quando è difficile trovare il gusto fresco dell'estate.
Barbabietola rossa. La fermentazione ne aumenta le proprietà remineralizzanti e ricostituenti. Sedativa e dunque adatta per i pasti serali degli ansiosi.
Cipolle. Alimento medicina, nella versione potenziata alla fermentazione diventa uno stimolante efficace di tutte le funzioni dell'organismo. Adatto in particolare ai diabetici e agli obesi.
Zucca. Cruda è sedativa, diuretica e lassativa. Fermentata ancora di più. 
Rape. Fermentate sono un ottimo rimedio diuretico adatto alla gotta e nell'obesità. 
Consumate durante i periodi di influenza, tosse, bronchiti, accelerano la guarigione. 

Abbiamo poi:

MISO. Si trova nei negozi di alimentazione naturale o macrobiotica e nelle erboristerie. 
Può essere a base di soia, orzo (attenzione contiene glutine), riso e si prepara facendo fermentare i legumi in acqua di sorgente e sale marino integrale.  Ricco di preziose proteine vegetali, sali minerali, 
enzimi, batteri, aminoacidi e carboidrati grassi è utile nelle infezioni. 
Protettore della flora intestinale. 
Usato da millenni nei paesi dell’estremo oriente, ne facevano largo impiego gli eserciti degli antichi samurai per la capacità di produrre energia muscolare e come riequilibratore del PH del sangue.
Alimento di fondamentale importanza nelle carestie, nelle malattie e nella convalescenza. Viene utilizzato anche in persone sottoposte a radioterapia o chemioterapia non solo per ripristinare la flora intestinale, ma anche per l’azione antinfiammatoria.
L’impiego tradizionale è nella zuppa, preparata con verdure miste e piccoli quantitativi di alghe. A fine cottura viene aggiunto il miso, un cucchiaino raso per quattro persone. 
La temperatura del brodo favorisce il risveglio di enzimi e batteri, preparando lo stomaco ad una migliore digestione dei cibi. 
Il miso non deve mai bollire. Può essere usato anche per insaporire salse o condimenti. 

Lo SHOYU e il TAMARI (senza gluitne).Sono una sorta di miso liquido. Ormai dilagano un po' in tutti i supermercati (per la tamari la si trova nei negozi biologici).Il loro uso è molto versatile e possono condire tutto. Vengono realizzati facendo fermentare la soia e il grano, in acqua di sorgente e sale marino. Può essere usato anche contro la depressione e la stanchezza fisica e mentale. 

L'AMASAKE. E' la fermentazione di riso dolce, morbido e gustoso ricco di vitamine. La fermentazione scinde gli amidi del cereale in dolcissimo maltosio, ottenendo una crema che può essere consumata al naturale o allungata con acqua. 
Il TEMPEH. Trattasi di soia fermentata e poi cotta. Anch'esso lo si trova nei biologici o nei supermercati ben forniti. Ottimo sostituto meno pubblicizzato del seitan con un'alta % di proteine vegetali. MA soprattutto è senza glutine!!!

Prugne Umeboshi. Sono in realtà albicocche che vengono messe a fermentare sotto sale con foglie di shiso, da qui la tipica colorazione rossiccia che le fa denominare prugne. Vengono usate per preparare salse, condimenti e bevande.

Ottime per problemi digestivi ed intestinali, per raffreddore, febbre, per tonificare fegato, reni e polmoni, sono alcalinizzanti ed antiacido, un pezzetto di prugna anche contro la nausea. 
Nella medicina tradizionale si utilizza l’ume insieme al tè bancha per alcalinizzare velocemente l’organismo
.
Kefir. Bevanda originaria del Caucaso, ricchissima di probiotici. A differenza dello yogurt è leggermente alcolica, perché la fermentazione viene fatta non solo da fermenti, ma anche da lieviti.
Il kefir viene preparato utilizzando latte di origine animale ma si può fare anche con acqua, zucchero, limone e fichi secchi, per renderlo più piacevole, si può aggiungere latte di cocco.
Contiene vit.B 12, folati, vit.K, vit.A, vit.D, enzimi, aminoacidi, calcio, magnesio, biotina. 
Tutti questi elementi lo rendono importante per mantenere un sistema nervoso sano, per la prevenzione dell’osteoporosi e dell’aterosclerosi. 

Ottimo anche per chi soffre di colite poichè ne riduce l'infiammazione.


COME FERMENTARE "ARTIGIANALMENTE" IN CASA

Quando le verdure sono ricoperte da una soluzione liquida, i batteri naturali presenti cominciano a rompere la struttura cellulare nel processo di fermentazione. Le verdure fermentano in acqua, ma il loro gusto e la consistenza è migliore se si aggiunge il sale, che favorisce la crescita di batteri "buoni" e inibisce la crescita di batteri "cattivi.
La quantità approssimativa di sale da aggiungere è di 3 cucchiai per 2,5 chili di verdure. 
Meno sale si aggiunge più velocemente fermentano le verdure. Se si aggiunge più sale il processo è più lento.
Se non si  vuole aggiungere molto sale, si possono usare dei microrganismi  o dei lieviti per innescare la fermentazione che aiutano a sviluppare i batteri buoni e a soffocare la crescita di quelli cattivi. Si possono aggiungere ad esempio grani di kefir, o un lievito secco e ridurre la quantità di sale. Da considerare però che se usano solo dei lieviti, senza alcuna aggiunta di sale, le verdure diventeranno meno croccanti.

Per la fermentazione occorre pulire in maniera accurata le verdure scelte. 
Affettarle finemente e asciugarle poi iniziare gli strati (circa 2 cm di verdura) nel contenitore capiente scelto e metter sale per ogni strato. Continuare a riempire il contenitore, sempre con due centimetri di verdura alla volta e un pizzico di sale. 

 - E' importante scegliere dei materiali che non disperdono le sostanze e il liquido. Quelli in ceramica e vetro sono i migliori; evita quelli in metallo o plastica. - 
Durante questa operazione premere ben bene, in quanto la fermentazione deve avvenire in mancanza di ossigeno, sia per potenziare le proprietà salutari delle verdure, che quelle di sapore. 
Alla fine riempito totalmente il contenitore, mettete un peso sopra in modo da coprire tutta la superficie del recipiente.

Tenete in un locale non troppo freddo e non troppo caldo (circa 15°). 
Dopo 24 ore togliete la schiuma e mescolate bene. 
Ripetete l'operazione per al massimo 4 giorni fino a quando, non si formerà più la schiuma. 
Le verdure possono fermentare fino anche a 18 giorni. Il loro sapore cambia quindi consiglio di assaggiarle quotidianamente fino ad ottenere il gusto che vi piace o che cercate.Travasate poi in vasetti di vetro chiusi e teneteli in frigorifero. 


QUALCHE RICETTINA

CETRIOLI IN SALAMOIA
(questa è la più semplice e veloce)


cetrioli
1 cucchiaio di semi di senape
1 cucchiaino di pepe in grani
1 cucchiaio di sale dell'Himalaya
barba di finocchio 

acqua

Tagliate i cetrioli come preferite. Metteteli in un vaso e aggiungete i semi di senape, pepe,sale e il finocchietto. Massaggiate il sale fino a quando i cetrioli iniziano a rilasciare il loro liquido. Aggiungete acqua sufficiente a coprirli. Mettete un peso in modo che non salgano in superficie e poi coprite con un panno in modo che possano respirare e lasciare a temperatura ambiente per un paio di giorni. Lasciate a temperatura ambiente finché non raggiungono il sapore che più vi aggrada e poi conservate il tutto in vasetti di vetro ermetici in frigo.


GIARDINIERA MISTA

verdure miste: carote, cavolfiore, cavolo cappuccio, sedano, pomodori verdi, peperoncini verdi o rossi, topinambur, aglio, rapa bianca, etc.
un cucchiaio colmo di sale grosso (marino integrale) per ogni litro d’acqua
aglio, alloro e pepe in grani a piacere

Lavare e tagliare le verdure come si preferisce e riporle in barattoli di vetro aggiungendo a piacere aglio e aromi.  Sciogliere in una pentola il sale marino integrale per litro d'acqua e portare ad ebollizione, lasciar raffreddare e versare sulle verdure fino a ricoprirle. Chiudere con un tappo in modo non ermetico. Lasciare riposare le verdure in un ambiente ventilato, senza troppo sole per circa 10 giorni (in terrazzo in estate è perfetto), i primi 4 giorni agitare il barattolo capovolgendolo almeno una volta al giorno finché non parte la fermentazione, oppure – ancor meglio – rovesciare in un contenitore il liquido e rimetterlo nel barattolo in modo da ossigenalo. A questo punto la giardiniera è pronta! Può essere conservata in frigorifero o in un ambiente a bassa temperatura.
immagine dimostrativa della rete

martedì 11 novembre 2014

Tecnica Ayurvedica dell' OIL PULLING

Questo è un rito di purificazione che sembra sia il segreto della lunghissima vita degli yogi indiani , che arrivano anche alla veneranda età di 130-140 anni in buona salute e in piena energia. 
L'Oil Pulling ha i suoi natali in India ed è una pratica rituale conosciuta da chi vive seguendo i dettami  e le pratiche di purificazione ayurvedica che dell'olio ne fa un uso costante e quotidiano  per massaggi e rimedi alimentari. 
La scienza dell’Ayurveda risale a circa 5.000-10.000 anni fa, ed è ampiamente considerata come la più antica forma di assistenza sanitaria in tutto il mondo. Si è diffusa poi al di fuori dell'India ed ha influenzato il sistema antico cinese, la medicina Unani e la medicina umorale praticata da Ippocrate in Grecia.
In Occidente fu presentata ad un convegno di oncologi e batteriologi appartenenti all'Accademia delle Scienze dell'URSS nel 1992 per la prima volta dal Dr. Karach che con grande stupore dei partecipanti, dimostrò con studi e testimonianze attendibili alla mano, che con questa tecnica dell'olio aveva avuto guarigioni in caso di :

- allergie
- cefalee croniche
- trombosi
- bronchiti e malattie respiratorie
- dolori vari nel corpo
- malattie della pelle, come orticarie, eczemi, ecc.
- disturbi dell’apparato digerente, ulcere gastriche e intestinali
- malattie del cuore, dei reni e del sangue
- stitichezza
- diabete
- artrite e problemi articolari
- problematiche cardiovascolari
- emorroidi
- paralisi
- encefaliti
- problematiche ginecologiche e ormonali
- altre malattie come cancro, leucemia, poliomielite
, AIDS

I risultati di questo procedimento hanno attratto molto interesse e sono stati di stimolo per ulteriori studi.
Questa semplice metodica guarisce le singole cellule, così come i linfonodi e i tessuti degli organi.
Secondo il Dr. Karach, la regolare pratica di depurazione è in grado non solo di ripristinare la salute in modo stabile, ma anche di allungare la vita.

Il primo effetto visibile e tangibile, lo si ha nell'immediato in bocca: se si hanno gengive sanguinanti o denti che ballano, tutto si sistemerà, cioè le gengive avranno riattivata la loro naturale circolazione e irrorazione sanguigna  e i denti si ristabilizzeranno, oltre a diventare molto più bianchi. Altro fenomeno positivo che si ravvisa nel breve è una migliore pelle in viso: meno grassa e ludica e meno foruncoletti.
L’oil pulling rallenta anche il processo di invecchiamento, ma è indicato principalmente come strumento per eliminare dal corpo le tossine come l’arsenico ad esempio. L’arsenico è un elemento chimico naturale che si trova nella crosta terrestre. Quando combinato con altri elementi, si formano due tipi di arsenico: quello organico e quello inorganico. Le persone sono esposte a entrambe le forme di arsenico attraverso il cibo, l’acqua potabile e l’aria. L’arsenico organico non è considerato dannoso per l’organismo, mentre l’arsenico inorganico è tossico, soprattutto se assunto in dosi elevate.





** COME SI SVOLGE LA PRATICA DELL'OIL PULLING **

- Procurarsi olio di sesamo o di girasole con spremitura a freddo (che consiglio di conservare in frigorifero) o  dell'olio di cocco per uso alimentareC'è anche chi usa l'olio di oliva, però è decisamente meno efficace (e meno gradevole al palato, in questo caso.)
- La mattina a digiuno, mettere in bocca un cucchiaio di olio, stringere i denti, chiudere la bocca e cominciare a far passare l’olio in tutta la cavità orale compreso tra i denti e spingendolo verso le guance un po’ come si fa come un banale collutorio. Questa operazione va fatta per circa 20 minuti. (20 min. sono tanti e all'inizio si può partire anche con solo 5 e poi 10 e via dicendo). In genere comunque è meglio non sbordare troppo oltre i 20 minuti perché può avvenire anche un fenomeno di “riassorbimento” del materiale divenuto ormai tossico.
- Trascorso il tempo sputare! Dove si sputa, lì lavare subito perché vi si concentra una quantità di tossine inimmaginabile ( io che uso solo olio di cocco lo butto direttamente dentro un sacchettino e poi via nel pattume: tra l'altro l'olio di cocco solidifica all'aperto e quindi potrebbe intaccare anche le tubature) .

- Sciacquare la bocca con acqua caldina, poi passare subito il netta lingua per eliminare la patina biancastra sulla lingua e risputare e risciacquare… se la si ha a disposizione si posson far risciacqui con acqua tiepida mescolata con sale grosso o bicarbonato (più che altro per un fattore disinfettante), sciacquare bene bene.
Dopo si può far tranquillamente colazione senza problemi e successivamente lavarsi i denti normalmente! 
Può capitare, le prime volte, di avere un po' di rigurgito......se succede, sputare e ricominciate magari in un altro momento. Può capitare anche di avere la gola secchissima: in genere fare un bel respiro profondo aiuta a riprendere. Se la mascella duole, fermarsi un attimo e poi riprendere.
Durante il tempo in cui si decide di far l'oil pulling si può fare tranquillamente altro per recuperare i preziosi minuti mattutini quindi si può fare la doccia, asciugarsi i capelli, preparare la colazione, vestirsi, etc.
Se inavvertitamente lo ingoiate (è preferibile non accada), state tranquilli : ci penserà' l'intestino a buttare poi fuori tutto!

L’OIL PULLING E’ UNA DELLE TECNICHE NATURALI DI PURIFICAZIONE DELL’ORGANISMO PIÙ POTENTI CONOSCIUTE.

PERCHÉ? Dopo i primi 10 minuti di questo movimento, si attivano, con la saliva, degli enzimi che attirano le tossine dal sangue. 
Con questo movimento di stimolazione, con l'olio, in tutta la bocca, ma soprattutto sulla lingua, si va a stimolare, per riflesso, sugli organi corrispondenti nel corpo. Anche ogni dente è riflessologicamente collegato ad organi interni. 


 



Inoltre, gli enzimi purificano il sangue , che così nutrito e pulito, può aiutare il corpo a risanarsi in proprio, attingendo alla propria capacità, che è innata in ognuno di noi, di ripristinare la salute persa.

Nel 1996, un giornale indiano , il Daily News (Andhra Jyoti) ha condotto un sondaggio tra i suoi lettori sugli effetti della pratica dell'Oil Pulling su varie malattie.: 1041 lettori hanno risposto, l’ 89% di loro ha riferito effetti curativi l’ 11% non ha riportato alcun scomparsa dei sintomi.

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Vorrei ribadire che in nessun modo si deve interrompere qualsiasi tipo di cura si stia già facendo in relazione ad una patologia. 
Non è così che funziona. 
Le cure naturali aiutano e accompagnano verso un percorso dolce e sicuramente più definitivo di recupero della salute, ma questo deve essere fatto con i dovuti tempi e modi. 
Si può veramente arrivare a guarire o a stare molto meglio con la sinergia di medicina e di naturale....e magari si può arrivare a non avere più bisogno di medicine (chi non se lo augura!) ma deve essere un percorso graduale. 
La pace innanzitutto comincia da noi.