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martedì 7 novembre 2017

Caffè speziato

Si avvicinano le festività e perchè non stupire i nostri ospiti con un caffè che sembra un cocktail?

Perchè non terminare un pasto con questa golosità se non abbiamo avuto tempo di preparare anche un vero dessert?

Perchè non proporlo per la merenda o al posto del tè delle cinque? :P

Perchè semplicemente non coccolarci un po'?

E allora ecco qua una ricettina veloce veloce per voi!

Sfizioso, speziato, goloso. 
Ottimo sia in versione fredda, sia da consumarsi caldo ;)



INGREDIENTI:
(dosi per 2 )

2 caffè espressi
3 cucchiaini di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere 
½ cucchiaino di pepe di cayenna
ghiaccio q.b.
latte vegetale q.b.

Per prima cosa  preparare in una ciotola piccola la crema di cacao.
Versare il cacao, la cannella e la cayenna poi lo sciroppo d'acero e mescolare bene fino ad incorporare il cioccolato. Può richiedere un attimo ma non vi scoraggiate che poi si creerà una cremina densa.

Preparare i caffè e versarli nella crema di cacao.

Riempire circa a metà il bicchiere col ghiaccio e versarvi il tutto poi riempire il restante del bicchiere con il latte vegetale scelto. 
Io utilizzo in genere un latte di soia leggermente dolce oppure ottimo anche quello di cocco o di mandorle.
Spolverate di cannella e se li avete metteteci un chicco o due di caffè (io li avevo finiti!!!)

NB. se lo preferite caldo evitate semplicemente il ghiaccio e scaldate un po' il latte che avete scelto.



sabato 31 ottobre 2015

PAUROSO HALLOWEEN VEG A TUTTI - Parte seconda: 12 ricettine veg last minute!



In rete si trovano tantissime idee carine per paurosi buffet o snack o cene per la notte del 31 Ottobre.

Eccovi 12 idee VEG che più gradisco, ma soprattutto da last-minute :D



TESTE MOZZATE

Mele sbucciate e intagliate con un coltellino ben appuntito creando dei volti .


Infornate poi a testa in giu in una teglia al forno per 15/20 min circa (in modo che rimangano sode).

Servite in un pentolone con:

succo di mela, cannella, succo di limone e eventuale zucchero (se ne sentite la necessità)







FRANK GUANSTEIN :D

Volto di salsa guacamole


occhi di mayo veg e olive nere


bocca di olive nere


capelli di vegetable chips o  tortillas chips di mais


OCCHI STREGATI

funghi cotti al forno con ripieno di hummus o mayo veg 


pupilla con olive tagliate


crepe/vene con pomodorini secchi o peperoncini sfilettati

oppure
salsa ketchup







FASTASMINI E ZUCCHE DI FRUTTA

banane con gocce di cioccolato (o quelle per i dolci o le fate col ciocco fuso e poi le mettete in freezer per fissarsi bene e poi levate i fanstasmini almeno mezz'ora prima di servirli)
mandarini con gambo di sedano




DITA DI STREGA (versione salata)

creare le dita con l'impasto dei falafel e farlo cuocere in forno -
l'unghia con la mayo veg o un pinolo tostato (da metter a cuocere in forno assieme alle dita in questo caso) - 
il sangue con salsa ketchup o salsa chili 




 PEPPER JACK-O'-LANTERN

Peperoni intagliati con coltellino fine e fatti leggermente arrostire al forno (ma non troppo altrimenti si afflosciano)

ripieno di lenticchie con verdure ma ottimo anche con spaghetti che fuoriescono stile vermetti

 ALTRO FANTASMINO

Fantasmino creato con una formina di biscotti dall'impasto di una tortilla. 

Occhi creati con lo stuzzicadenti facendo due piccoli fori.

Una salsa qualunque (qui guacamole con pomodori a pezzettoni)

FANTASMI DOLCI

Creare la forma del fantasmino con l'impasto del pancake vegano.

Occhi e bocca con le gocce di cioccolato delle decorazioni delle torte.









RAGNETTI SIMPATICI

olive grandi verdi e nere col nocciolo 
inserite cappero come testa infilzandolo con stuzzicadenti e poi far piccoli fori con stuzzicadenti ai lati per infilari rametti di rosmarino come zampette (con un po' di pazienza viene benissimo)





BOCCHE DI VAMPIRO

mete rosse tagliate a spicchi e scavate all'interno
lingua con fragole tagliate sottili
denti con mandorle con la pelle  o senza...
per fissar il tutto meglio ed esser più golosi metter burro di arachidi all'interno della "bocca" :P



 ZUCCHE DI RISO

Cuocere il riso (meglio basmati che cuoce prima) immergendolo nel succo di estratto di carota, un po' di sale e aromi (facoltativi) a completo assorbimento del liquido.
Formare le zucche e creare il picciolo con un peperone verde e occhi e bocca con olive nere intagliati.


MUMMIE VEG DI WURSTEL

Preparare striscioline di pasta sfoglia (perfetta anche quella veg già pronta del supermercato)
Avvolgere i wurstel veg (io amo particolarmente quelli di lupino che hanno una % quasi nulla di glutine) e infornarli fino a che la pasta inizia a dorare.
Gli occhi son con salsa ketchup (aiutatevi con uno stuzzicandenti)

venerdì 30 ottobre 2015

PAUROSO HALLOWEEN VEG A TUTTI - Parte prima: la storia e qualche idea per la tavola

Halloween non nasce in America, ma ha origini antichissime rintracciabili in Irlanda, quando la verde “Erin” era dominata dai Celti. Halloween corrisponde infatti a Samhain, il capodanno celtico.  Dall’Irlanda, la tradizione è stata poi esportata negli Stati Uniti dagli emigranti, che, spinti dalla terribile carestia dell’800, si diressero numerosi nella nuova terra. Il nome Halloween  (in irlandese Hallow E’en), deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi, quindi. Ognissanti, invece, in inglese è All Hallows’ Day. Entrambe etimologie cattoliche quindi. Celti erano prevalentemente un popolo di pastori, a differenza di altre culture europee, come quelle del bacino del Mediterraneo. I ritmi della loro vita erano, dunque, scanditi dai tempi che l’allevamento del bestiame imponeva, tempi diversi da quelli dei campi. Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno. Per i Celti, infatti, l’anno nuovo non cominciava il 1° gennaio come per noi oggi, bensì il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo, il tempo in cui ci si chiudeva in casa per molti mesi, riparandosi dal freddo, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende. Il passaggio dall’estate all’inverno e dal vecchio al nuovo anno veniva celebrato con lunghi festeggiamenti, lo Samhain (pronunciato sow-in, dove sow fa rima con cow), che deriverebbe dal gaelico samhuinn e significa “summer’s end”, fine dell’estate. 
In Irlanda la festa era nota come Samhein, o La Samon, la festa del Sole, ma il concetto è lo stesso. In quel periodo dell’anno i frutti dei campi erano assicurati, il bestiame era stato ben nutrito dell’aria fresca e dei pascoli dei monti e le scorte per l’inverno erano state preparate. La comunità, quindi, poteva riposarsi e ringraziare gli Dei per la loro generosità. Ciò avveniva tramite lo Samhain, che, inoltre, serviva ad esorcizzare l’arrivo dell’inverno e dei suoi pericoli, unendo e rafforzando la comunità grazie ad un rito di passaggio che propiziasse la benevolenza delle divinità. L’importanza che la popolazione celta attribuiva a Samhain risiede nella loro concezione del tempo, visto come un cerchio suddiviso in cicli: il termine di ogni ciclo era considerato molto importante e carico di magia. Insieme a Samhain (31 ottobre, appunto) si festeggiavano Lughnasadh (1 agosto), Beltane (30 aprile o 1 maggio), Imbolc (1-2 febbraio), Yule (21 dicembre), Ostara (21 marzo), Litha (21 giugno) e Mabon (21 settembre). L’avvento del Cristianesimo non ha del tutto cancellato queste festività, ma in molti casi si è sovrapposto ad esse conferendo loro contenuti e significati diversi da quelli originari. La morte era il tema principale della festa, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura: durante la stagione invernale la vita sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i morti. Da qui è comprensibile l’accostamento dello Samhain al culto dei morti. I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio e facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra.
Samhain era, dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti. In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi. Il simbolo di Halloween è sicuramente la Jack-o'-lantern, una lanterna scavata in una zucca dalle sembianze umane. Le sue origini si trovano nella leggenda di Stingly Jack, il contadino irlandese che tentò di truffare il diavolo, finché questi lo condannò a vagare nell'oscurità con solo un tizzone ardente per fare luce. E Jack vi costruì attorno una lanterna partendo da una rapa. La zucca, molto diffusa in America, è... un'innovazione successiva.
Che si tratti di festività cristiana o pagana resta comunque un fatto: in entrambi i casi questa giornata ha un potere e valore energetico molto potente. Questo sia nella luce che nell’oscuro.  
Ma veniamo a qualche idea semplice, carina e di sicuro effetto per i vostri PARTY di HALLOWEEN :D



Intanto la classica zucca intagliata piace sempre molto, sia con candele all'interno per creare un po' di Magia, sia in versione post-sbornia con una salsina di guacamole  AHAHAHAH 
Poi di gran bell'effetto son le siringhe dove all'interno può esser messo o acqua con colorante alimentare o qualche sciroppo tipo verde con la menta o blu con il curaçao (per i più grandicelli) oppure semplicemente del succo di melograno o se troppo forte il sapore allungato in acqua



Idea simpaticissima è avvolgere una mele,melograni o altra frutta con bende mediche e attaccarci degli occhietti finti che trovate in merceria oppure disegnarli o farli con la pasta di sale o zucchero se li volete mangiare!!



E così si posson mummificare o travestire portacandele, bicchieri,etc....







Altra idea carina è posizionare denti finti da vampiro come ferma tovagliolo :D o utilizzare bottiglie con bevande colorate e metterci etichette tipo: bevimi a tuo rischio...oppure come per le siringhe creare bottigliette di "sangue" con etichette GRUPPO 0 - GRUPPO A - GRUPPO B 

Semplicissimo è anche creare segnaposti di carta tipo questo col pipistrello o con l'omino mummificato col nastro adesivo :D

Altre idee semplici




Anche un'ananas è PAUROSA e d'effetto!

   

Altro effetto di grande scena è la mano !!!!
Formare una mano di ghiaccio con un guanto di lattice in freezer ed utilizzarla così, oppure spezzarvi le dita da mettere nei bicchieri



BOOOOOOOOOOO 

Felice Halloween a tutti !

giovedì 12 febbraio 2015

CASTAGNOLE


CASTAGNOLE VEGAN E GLUTEN FREE


INGREDIENTI

250g di farina di castagne
120g di zucchero di canna (io ho usato il mascobado)
olio si semi di girasole 
100g silken tofu
latte di riso q.b.
vaniglia in polvere per aromatizzare il lievito (la punta di un cucchiaino)
sale 1 pizzico
1/2 bustina di cremor tartaro
scorza di 1/2 limone bio
100g di uvetta o gocce di cioccolato fondente

Far ammollare l'uvetta in acqua (se avete cioccolato ovviamente non fate nulla ihihihihih).
Nel frattempo frullare il tofu col latte per ottenere una crema densa e priva di grumi. 
In una ciotola mettere farina,sale,lievito,vaniglia,zucchero e scorza del limone. Unire la cremina e amalgamare bene aggiungendo altro latte se occorre fino ad ottenere un composto morbido.
Aggiungere l'uvetta strizzata bene o il cioccolato.
Versare l'olio in un tegame e farlo scaldare bene. Tuffarvi poi un cucchiaio di impasto a pallina e lasciarlo friggere per 30/45 secondi circa (quando vengon a galla,tuffatene poche per volta, son pronte). La farina di castagne lascia un sapore cioccolatoso al tutto ed anche il colore è bello scuro ma non tenete non son bruciate :D son buone e senza glutine!!!

Naturalmente nessuno vieta di farle al forno per una versione light ;)


*********************** un po' di storia **********************

La festa del Carnevale, nei paesi Cattolici, è compresa tra il periodo dell’Epifania e la Quaresima, e termina nei giorni definiti grassi, dal giovedì al martedì. Infatti, Carnevale deriva dal latino “Carnem levare”, che significa “levare - togliere la carne” e durante il periodo quaresimale, secondo la tradizione, i cattolici devono astenersi dal cibo per quaranta giorni, poiché bisogna prepararsi al digiuno per la Pasqua. A seconda poi, delle altre culture, la festa può avere inizio a Capodanno o alla Candelora (2 febbraio) e termina sempre nei famosi giorni grassi prima delle Ceneri. 
Ma le origini del Carnevale vengono fatte risalire alla festa romana dei Saturnalia (in onore del Dio Saturno) e dei Lupercalia (in onore del Dio Pane, festività celebrata nel mese di febbraio) pertanto i festeggiamenti affondano le radici negli antichi riti pagani, in un periodo storico anteriore al Cristianesimo, dove il Carnevale era considerato una festa con forti valenze simboliche legate al mondo agricolo-pastorale, in quanto si celebrava la fine dell’anno vecchio e l’inizio del nuovo. Infatti attraverso una particolare cerimonia in maschera, si salutava la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, la quale, secondo le credenze popolari, dava vita ad un ciclo di stagione opulenta, feconda e fertile per la terra, assicurando ottimi raccolti. 

Ad ogni modo è durante l’epoca Medioevale che il Carnevale assume delle connotazioni più precise. Il Carnevale medioevale, è stato definito dagli storici e sociologi come la “festa dei folli”; si attuavano festeggiamenti trasgressivi, baldorie senza limiti morali, si consumavano lauti pasti, ecc. In seguito, nell'età della Controriforma, il Carnevale ha subito varie resistenze da parte della Chiesa e da parte dei diversi ordini religiosi. 
Va precisato che la rappresentazione teatrale durante la prima metà del Cinquecento, non è ancora teatro e quindi l’esibizione si svolge ovunque poiché lo spettacolo non ha ancora un proprio luogo, una propria caratterizzazione o una propria struttura tipica. Se lo spettacolo nel corso del Cinquecento non ha un proprio luogo, ha però un proprio tempo: <<il tempo del Carnevale>>. 

Le compagnie dei guitti più fortunate, durante la Controriforma riescono a salvarsi dalla censura ecclesiastica grazie alla protezione ricevuta da parte dei potenti; mentre quelle meno fortunate, sono costrette a spostarsi da una città all'altra, da una piazza all'altra, per mettere in scena i propri costumi e i propri drammi carnevaleschi. Gli attori in maschera, quelli privilegiati, sono poi tenuti a mettere la loro arte al servizio dei mecenati, si esibiscono davanti ad una corte di un élite privilegiata e organizzano spettacoli nelle sontuose sale dei palazzi rinascimentali, nei giardini principeschi e nelle regie dei magnati. Va dunque precisato che il Carnevale nel Cinquecento era una prerogativa dei soli nobili, e tale festa si estese immediatamente in tutta la nostra Penisola, favorendo la nascita e lo sviluppo di splendide scenografie, di maschere regionali e soprattutto di  compagnie girovaghe. 
In seguito nel corso del Seicento il Carnevale diventa una festa popolare, e le maschere della Commedia dell’Arte stabilendo sempre più un diretto contatto con la realtà ”bassa e volgare”, adottano il linguaggio dialettale-popolare della loro regione d’origine; così si è dato vita a personaggi tipici che sono entrati a fare parte del costume italiano. Nascono dal teatro buffonesco e popolare delle fiere e più tardi giungono alla popolarità più totale della nostra penisola sottolineando i vizi e i difetti degli uomini.




martedì 18 febbraio 2014

Chiacchiere alternative ......

Lo so non sono certo le solite e classiche chiacchiere di carnevale...ma nel mondo vegan niente è come prima ......Vi garantisco però un sapore col botto ^_^ ...anzi da lancio di coriandoli ! 


DOLCETTI DI CARNEVALE SIMIL CHIACCHIERE 
VEGAN (anche in versione senza glutine)


INGREDIENTI

80 ml di olio di semi
80 ml di vino bianco fermo
10 gr di zucchero
farina q.b.
(per il senza glutine ho usato un mix di farina di riso e di mais fioretto in egual misura con altrettanta maizena)
scorza di limone o arancia BIO (facoltativi)
sciroppo d'agave o crema di balsamico aromatizzata all'arancia o all'albicocca o cioccolato fuso
zucchero a velo
olio di semi di arachide per la frittura q.b.

Mettere in una ciotola l'olio di semi e il vino.
Aggiungere a mano a mano la farina fino a quando incorpora del tutto i liquidi. dovreste ottenere un 'impasto che si stacca dalle pareti.
A questo punto aggiungervi lo zucchero e amalgamare bene il tutto. Volendo potete anche aggiungere all'impasto (ma solo dopo aver messo lo zucchero) la scorza grattugiata di un limone o di un'arancia se vi piace il sapore.
Poiché l'impasto non contiene lieviti, ma vino (quindi già fermentato) non c'è bisogno di alcuna lievitazione.
Stendere l'impasto sulla spianatoia avendo cura di riporlo tra 2 fogli di carta forno (è un po' delicato e potrebbe attaccarsi). Creare ora con la rondella le forme delle chiacchiere a proprio piacimento ed immergerle nell'olio bello bollente per pochi istanti.
Toglierle e lasciarle scolare su carta assorbente. Cospargerle poi con la riduzione o l'agave o cioccolato fuso o altre cremine sfiziose a vostro piacimento e zucchero a velo.

Per il senza glutine: l'impasto risulta difficile non da stendere, ma da staccare poi senza romperlo ..potete se avete molta pazienza tentare e riuscirete di certo ...diversamente prendete un po' di impasto nella mano e create una mini chiacchiera circolare o rettangolare premendo bene col palmo ^_^

NG (NOTAGUSTO) : se volete un sapore ancora più "carnevalesco" potete immergere nell'olio da friggere la buccia di un arancia che lascerà ai vostri dolcetti un sapore leggermente agrumato.


sabato 2 novembre 2013

Torta "sbagliata"

Per questi giorni di festa volevo fare un dolcetto per la colazione o la merenda ed ho tirato fuori una vecchia ricetta che trovai non ricordo più dove tempo fa… si tratta di una torta all’arancia.. davvero perfetta mi sono detta  …ma quando sono andata per prepararla mi sono accorta di non avere l’arancia adatta e allora che fare? Ormai era già tardi ed avevo in mente quel tipo di dolce….. l’occhio  mi è caduto sul cesto di noci dove c’erano 2-3 melograni …. Arancia = aspro = melograno ? Perché no ….  Poi da torta ha deciso di essere plumcake ed ho ottenuto una variante davvero interessante di sapore.

PLUMCAKE AL CIOCCOLATO E MELOGRANO



INGREDIENTI:

100 gr di farina di grano saraceno 
150 gr di farina di farro biologica
80 gr di zucchero di canna grezzo biologico (oppure succo d’agave 100 ml)
4 cucchiai di olio di girasole 
50 gr di cioccolato fondente (min. 70%) tagliato a scaglie
30 gr di farina di cocco
bicarbonato di sodio mezzo cucchiaino
1 melograno grande
succo 100% mela  q.b.

In una ciotola setacciare le due farine, aggiungere lo zucchero, il bicarbonato, la farina di cocco e il cioccolato e dare una prima mescolata.
Aggiungere anche l'olio e amalgamare un po’ il composto ottenuto.
Tagliare in due il melograno e spremerlo nello spremiagrumi (attenzione a sperare bene i grumi magari filtrare il succo con un setaccio) ed unirlo al composto. Il succo ottenuto deve esser circa 90gr.
Versare per ultimo il succo di mela fino a consistenza desiderata e con un frustino amalgamare tutti gli ingredienti ottenendo un composto omogeneo senza grumi e abbastanza fluido.
Versare il composto nello stampo rivestito di carta forno.
Infornare in forno caldo a 180° e cuocere per circa 40-45  minuti facendo la classica prova dello stecchino. Poiché le farine utilizzate sono poco glutinose o addirittura ne sono naturalmente prive il dolce risulterà bello compatto ma molto saporito, ottimo per essere tagliato a fette o inzuppato in un buon thè o come ho scelto io per esser presentato a tavola come dessert accompagnato da una deliziosa crema simil pasticcera vegana e senza glutine !

NG (NOTAGUSTO) : la ricetta originale era con l'arancia quindi se volete potete sostituire il succo di melograno con in egual misura quello di arancia bionda (più dolce). Quando parlo di questi succhi io utilizzo sempre frutta fresca e quello ricavato da essa; non utilizzo quasi mai succhi preconfezionati poichè decisamente poco sani, ma soprattutto con una % di frutta assai bassa e con aggiunte altissime di zuccheri raffinati. E poi la maggior parte non sono nemmeno vegan :P


CREMA PASTICCERA VEGAN SENZA GLUTINE

INGREDIENTI:
Dosi ideali per la farcitura di una torta media o per 2 coppette

400 ml di latte di riso
70 gr di sciroppo d’agave
25 gr di farina di riso
scorza di 1/2 limone biologico e non trattato
1 punta di cucchiaino di agar agar

Grattugiare la buccia del limone e lasciarla da parte. 
In una pentola antiaderente, setacciare la farina. 
A fuoco lento e sempre mescolando per evitare la formazione di grumi aggiungete piano piano il latte, l’agave, poi l’agar agar e la scorza del limone. 
Una volta che il composto avrà raggiunto il bollore continuare, sempre mescolando, a cuocere per 1 minuto circa, vedrete che la crema assumerà una consistenza più densa.
Lasciar raffreddare a temperatura ambiente coprendo la crema con la pellicola trasparente e servire ! 
La crema si mantiene un paio di giorni in frigo senza problemi poichè priva di uova se conservata con la pellicola. 

Un piccolo consiglio! Nel caso la crema risultasse troppo compatta, a causa dell’agar agar, consiglio di frullare il composto con un frullatore ad immersione: la crema tornerà ad essere cremosa e pronta per essere mangiata anche a cucchiaiate ^_^

NG (NOTAGUSTO): Se il colore chiaro non vi aggrada potete renderla più simile alla classica utilizzando un punta di curcuma e facendola sciogliere bene nel pentolino assieme agli altri ingredienti; avrete alla fine una bella crema gialla.