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venerdì 20 novembre 2015

IL POTERE DEI FERMENTATI

Sin dall'antichità l’uomo si era accorto che era possibile conservare meglio il cibo e sviluppare consistenze e sapori diversi utilizzando la tecnica della fermentazione. Nelle varie culture venivano fermentati vari tipi di alimenti: in Messico si mangiava il mais, nei paesi nordici i crauti, in Giappone la soia, in Oriente il pesce, in Russia una bevanda di segale. 
In Oriente i cibi fermentati erano e sono ancora considerati una vera e propria medicina per l’organismo.
Nell'attuale alimentazione moderna questi cibi sono praticamente scomparsi, lasciando il posto ad alimenti sterilizzati e pastorizzati. 

Gli alimenti fermentati che hanno resistito negli anni e che ancora si possono trovare sulle nostre tavole sono:
vino, birra, aceto, i crauti (che non andrebbero però cotti), le olive, il pane a lievitazione naturale, lo yogurt.

Non ci avevate mai pensato prima vero? ^_^

I BENEFICI

La fermentazione, oltre a conservare i cibi, ha la caratteristica di rendere l’alimento più ricco di enzimi, di vitamine (in particolare la C e il gruppo B), antiossidanti, acido lattico e fermenti lattici vivi: i lattobacilli. 
Queste sostanze svolgono un’azione rivitalizzante sulla flora intestinale, controllano inoltre la putrefazione e la proliferazione di batteri cattivi. 
I fermenti hanno un potere disinfettante, digestivo, disintossicante, agiscono sulla microcircolazione, contribuiscono a riequilibrare alcune problematiche della pelle, sono utili in caso di infiammazioni, allergie , micosi e candidosi.
Nel nostro intestino esiste un vero e proprio esercito formato da più di 400 tipi di batteri, questi formano sulle mucose una fitta barriera che impedisce l’entrata di sostanze dannose e patogene e regolano, trasformano, sintetizzano l’assorbimento di molti nutrienti, hanno inoltre un’azione stimolante nella produzione di anticorpi.
Questo dovrebbe farci riflettere su quanto sia importante la buona salute della nostra flora batterica!

Secondo gli studiosi, gli enzimi sono la chiave per avere e mantenere una buona salute, tanto che sono ritenuti indispensabili sia per la digestione che per la cura e la prevenzione di moltissime malattie. 
Alcuni tra gli alimenti più ricchi di enzimi sono:
il kefir, lo yogurt non pastorizzato, tutti i vegetali fermentati con il sale, il miso, il tempeh, la papaya, il mango, il kombucha (una bevanda fermentata di origine cinese).

Ogni persona ha una diversa flora intestinale e la sua composizione può essere influenzata da vari fattori come stress, antibiotici, fumo, alcol, dieta ecc.. un’alimentazione che comprenda due piccole porzioni di cibi fermentati al giorno può già essere un buon modo per rendere più sano il nostro intestino. 
Un po' di verdure fermentate a fine pasto aiutano la digestione e preparano l'organismo al sonno, grazie all'azione delle potenziate vitamine del gruppo B, in particolare la B6.

SCEGLI COSA E COME

Fermentare le verdure e conservarle in una soluzione liquida migliora il loro profilo nutrizionale e come risultato finale si ottiene un prodotto più saporito, croccante e delizioso rispetto a quello di partenza.
Il kimchi e i crauti sono varianti molto diffuse, ma quasi tutte le verdure possono fermentare se immerse in un liquido, spesso unendo del sale o aggiungendo un altro prodotto per avviare il processo. 
Le verdure fermentate si conservano per molti mesi, e permettono di gustare dei tipici piatti estivi tutto l'anno.
Le migliori verdure sono quelle di stagione e al culmine della maturazione, dalla consistenza e dal sapore ottimale: quelle a chilometro zero e se possibile biologiche. 
Si può fermentare una verdura alla volta, o confezionarne diversi tipi insieme per creare una deliziosa "insalata".
Le verdure che riescono meglio a fermentare sono: barbabietole rosse, cavoli cappucci, cetrioli, cipolle, rape, zucca.
Cetrioli. I cetrioli fermentati, sottaceto, sono un ottimo punto di partenza. Si possono confezionare da soli o con cipolle, carote e peperoni sottaceto. (Attenzione a non usare i cetrioli cerati. Per vedere se hanno subito questo trattamento, raschiarli con un'unghia. Chiedere al negoziante cetrioli da conservare sottaceto.) Veri e propri tesori d'acqua che fermentati diventano un prezioso rimedio diuretico e riequilibrante.
Cavoli. I cavoli fermentati diventano aspri e croccanti. Si utilizza la qualità CAPPUCCIO da cui si ricavano i crauti. E’ molto salutare per le insufficienze epatiche, la stitichezza, per il riequilibrio della pelle grassa e dell’acne.
Rappresentano la principale fonte di vitamine per le popolazioni nordiche. I Greci ed i Romani furono i primi a fermentare i cavoli, questo alimento non mancava mai durante gli spostamenti degli eserciti. Anche sulle navi che andarono alla scoperta dell’America, ce n’erano abbondanti scorte che servivano per contrastare lo scorbuto.
I crauti sono facilmente digeribili, i fermenti lattici che contengono rendono più digeribili sia i grassi che la cellulosa, sono disinfettanti del tratto intestinale e ricchi in zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio che li rendono rimineralizzanti e ricostituenti. Sono inoltre alcalinizzanti e depurativi. S
alutari per le insufficienze epatiche, la stitichezza, per il riequilibrio della pelle grassa e dell’acne.

Peperoni. Possono essere fermentati da soli o assieme ad altre verdure per aggiungere un po' di piccante.
Fagiolini o asparagi. Sono una gradita delizia nei mesi invernali, quando è difficile trovare il gusto fresco dell'estate.
Barbabietola rossa. La fermentazione ne aumenta le proprietà remineralizzanti e ricostituenti. Sedativa e dunque adatta per i pasti serali degli ansiosi.
Cipolle. Alimento medicina, nella versione potenziata alla fermentazione diventa uno stimolante efficace di tutte le funzioni dell'organismo. Adatto in particolare ai diabetici e agli obesi.
Zucca. Cruda è sedativa, diuretica e lassativa. Fermentata ancora di più. 
Rape. Fermentate sono un ottimo rimedio diuretico adatto alla gotta e nell'obesità. 
Consumate durante i periodi di influenza, tosse, bronchiti, accelerano la guarigione. 

Abbiamo poi:

MISO. Si trova nei negozi di alimentazione naturale o macrobiotica e nelle erboristerie. 
Può essere a base di soia, orzo (attenzione contiene glutine), riso e si prepara facendo fermentare i legumi in acqua di sorgente e sale marino integrale.  Ricco di preziose proteine vegetali, sali minerali, 
enzimi, batteri, aminoacidi e carboidrati grassi è utile nelle infezioni. 
Protettore della flora intestinale. 
Usato da millenni nei paesi dell’estremo oriente, ne facevano largo impiego gli eserciti degli antichi samurai per la capacità di produrre energia muscolare e come riequilibratore del PH del sangue.
Alimento di fondamentale importanza nelle carestie, nelle malattie e nella convalescenza. Viene utilizzato anche in persone sottoposte a radioterapia o chemioterapia non solo per ripristinare la flora intestinale, ma anche per l’azione antinfiammatoria.
L’impiego tradizionale è nella zuppa, preparata con verdure miste e piccoli quantitativi di alghe. A fine cottura viene aggiunto il miso, un cucchiaino raso per quattro persone. 
La temperatura del brodo favorisce il risveglio di enzimi e batteri, preparando lo stomaco ad una migliore digestione dei cibi. 
Il miso non deve mai bollire. Può essere usato anche per insaporire salse o condimenti. 

Lo SHOYU e il TAMARI (senza gluitne).Sono una sorta di miso liquido. Ormai dilagano un po' in tutti i supermercati (per la tamari la si trova nei negozi biologici).Il loro uso è molto versatile e possono condire tutto. Vengono realizzati facendo fermentare la soia e il grano, in acqua di sorgente e sale marino. Può essere usato anche contro la depressione e la stanchezza fisica e mentale. 

L'AMASAKE. E' la fermentazione di riso dolce, morbido e gustoso ricco di vitamine. La fermentazione scinde gli amidi del cereale in dolcissimo maltosio, ottenendo una crema che può essere consumata al naturale o allungata con acqua. 
Il TEMPEH. Trattasi di soia fermentata e poi cotta. Anch'esso lo si trova nei biologici o nei supermercati ben forniti. Ottimo sostituto meno pubblicizzato del seitan con un'alta % di proteine vegetali. MA soprattutto è senza glutine!!!

Prugne Umeboshi. Sono in realtà albicocche che vengono messe a fermentare sotto sale con foglie di shiso, da qui la tipica colorazione rossiccia che le fa denominare prugne. Vengono usate per preparare salse, condimenti e bevande.

Ottime per problemi digestivi ed intestinali, per raffreddore, febbre, per tonificare fegato, reni e polmoni, sono alcalinizzanti ed antiacido, un pezzetto di prugna anche contro la nausea. 
Nella medicina tradizionale si utilizza l’ume insieme al tè bancha per alcalinizzare velocemente l’organismo
.
Kefir. Bevanda originaria del Caucaso, ricchissima di probiotici. A differenza dello yogurt è leggermente alcolica, perché la fermentazione viene fatta non solo da fermenti, ma anche da lieviti.
Il kefir viene preparato utilizzando latte di origine animale ma si può fare anche con acqua, zucchero, limone e fichi secchi, per renderlo più piacevole, si può aggiungere latte di cocco.
Contiene vit.B 12, folati, vit.K, vit.A, vit.D, enzimi, aminoacidi, calcio, magnesio, biotina. 
Tutti questi elementi lo rendono importante per mantenere un sistema nervoso sano, per la prevenzione dell’osteoporosi e dell’aterosclerosi. 

Ottimo anche per chi soffre di colite poichè ne riduce l'infiammazione.


COME FERMENTARE "ARTIGIANALMENTE" IN CASA

Quando le verdure sono ricoperte da una soluzione liquida, i batteri naturali presenti cominciano a rompere la struttura cellulare nel processo di fermentazione. Le verdure fermentano in acqua, ma il loro gusto e la consistenza è migliore se si aggiunge il sale, che favorisce la crescita di batteri "buoni" e inibisce la crescita di batteri "cattivi.
La quantità approssimativa di sale da aggiungere è di 3 cucchiai per 2,5 chili di verdure. 
Meno sale si aggiunge più velocemente fermentano le verdure. Se si aggiunge più sale il processo è più lento.
Se non si  vuole aggiungere molto sale, si possono usare dei microrganismi  o dei lieviti per innescare la fermentazione che aiutano a sviluppare i batteri buoni e a soffocare la crescita di quelli cattivi. Si possono aggiungere ad esempio grani di kefir, o un lievito secco e ridurre la quantità di sale. Da considerare però che se usano solo dei lieviti, senza alcuna aggiunta di sale, le verdure diventeranno meno croccanti.

Per la fermentazione occorre pulire in maniera accurata le verdure scelte. 
Affettarle finemente e asciugarle poi iniziare gli strati (circa 2 cm di verdura) nel contenitore capiente scelto e metter sale per ogni strato. Continuare a riempire il contenitore, sempre con due centimetri di verdura alla volta e un pizzico di sale. 

 - E' importante scegliere dei materiali che non disperdono le sostanze e il liquido. Quelli in ceramica e vetro sono i migliori; evita quelli in metallo o plastica. - 
Durante questa operazione premere ben bene, in quanto la fermentazione deve avvenire in mancanza di ossigeno, sia per potenziare le proprietà salutari delle verdure, che quelle di sapore. 
Alla fine riempito totalmente il contenitore, mettete un peso sopra in modo da coprire tutta la superficie del recipiente.

Tenete in un locale non troppo freddo e non troppo caldo (circa 15°). 
Dopo 24 ore togliete la schiuma e mescolate bene. 
Ripetete l'operazione per al massimo 4 giorni fino a quando, non si formerà più la schiuma. 
Le verdure possono fermentare fino anche a 18 giorni. Il loro sapore cambia quindi consiglio di assaggiarle quotidianamente fino ad ottenere il gusto che vi piace o che cercate.Travasate poi in vasetti di vetro chiusi e teneteli in frigorifero. 


QUALCHE RICETTINA

CETRIOLI IN SALAMOIA
(questa è la più semplice e veloce)


cetrioli
1 cucchiaio di semi di senape
1 cucchiaino di pepe in grani
1 cucchiaio di sale dell'Himalaya
barba di finocchio 

acqua

Tagliate i cetrioli come preferite. Metteteli in un vaso e aggiungete i semi di senape, pepe,sale e il finocchietto. Massaggiate il sale fino a quando i cetrioli iniziano a rilasciare il loro liquido. Aggiungete acqua sufficiente a coprirli. Mettete un peso in modo che non salgano in superficie e poi coprite con un panno in modo che possano respirare e lasciare a temperatura ambiente per un paio di giorni. Lasciate a temperatura ambiente finché non raggiungono il sapore che più vi aggrada e poi conservate il tutto in vasetti di vetro ermetici in frigo.


GIARDINIERA MISTA

verdure miste: carote, cavolfiore, cavolo cappuccio, sedano, pomodori verdi, peperoncini verdi o rossi, topinambur, aglio, rapa bianca, etc.
un cucchiaio colmo di sale grosso (marino integrale) per ogni litro d’acqua
aglio, alloro e pepe in grani a piacere

Lavare e tagliare le verdure come si preferisce e riporle in barattoli di vetro aggiungendo a piacere aglio e aromi.  Sciogliere in una pentola il sale marino integrale per litro d'acqua e portare ad ebollizione, lasciar raffreddare e versare sulle verdure fino a ricoprirle. Chiudere con un tappo in modo non ermetico. Lasciare riposare le verdure in un ambiente ventilato, senza troppo sole per circa 10 giorni (in terrazzo in estate è perfetto), i primi 4 giorni agitare il barattolo capovolgendolo almeno una volta al giorno finché non parte la fermentazione, oppure – ancor meglio – rovesciare in un contenitore il liquido e rimetterlo nel barattolo in modo da ossigenalo. A questo punto la giardiniera è pronta! Può essere conservata in frigorifero o in un ambiente a bassa temperatura.
immagine dimostrativa della rete

lunedì 6 ottobre 2014

GOOD MONDAY :D

Eccoci qua... inizia una nuova settimana che spero sia positiva per tutti voi <3

Per quanto riguarda me mi sento piena di energia e quindi la trasmetto anche ai miei piatti !!

So che in questa ricetta troverete ingredienti "strani" ma ogni tanto bisogna anche ampliare il proprio palato e perché no.. innamorarsi di sapori nuovi ed entusiasmanti... si perché personalmente definisco entusiasmante il sapore sapido ed acidulo dell'umeboshi che può esser usata veramente in mille modi ... quindi pronti, partenza e fuoco sotto le pentole :D

Mini dizionario culinario per gli ingredienti più "particolari" di questa ricetta:

TAHINA: crema di origine medio orientale a base di semi di sesamo che uò esser o chiara o scura a seconda del tipo di seme utilizzato. (conosciuta anceh come burro di sesamo)
UMEBOSHI: qualità di prugna giapponese ricchissima di proprietà benefiche.  Contengono infatti una buona quantità di acido citrico, sono molto ricche di calcioferro fosforo perciò, un toccasana, un vero rimedio naturale per molte patologie; proprio grazie all'elevata quantità di acido citrico permettono un migliore assorbimento dei minerali (calcio e ferro) garantendo un ottimale funzionamento dell'intestino
Tra le tante proprietà dell’umeboshi ci sono quelle di pulire reni, fegato (a cui apportano anche tonicità) e polmoni (prevenendo eventuali infezioni), annullano acidità di stomaco e nausea, vengono utilizzate per migliorare la digestione, contrastare la stitichezza, debellare febbre e raffreddore, ridare vitalità in caso di debolezza.
UNICA NOTA STONATA E' IL COSTO purtroppo assai elevato, ma ne bastan veramente pochissime quantità per ottenere gli effetti desiderati.


NOODLES MACROBIOTICI


INGREDIENTI
(dosi per 2 porzioni)

per la pasta e i funghi 

160 g. di soba noodles (grano saraceno 100%) o spaghetti glutenfree (di mais o di riso)
250 g. di funghi champignon crema
2 scalogni o 1/2 cipolla bianca
vino bianco q.b. vegan ok
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.

per la salsa di umeboshi

5 umeboshi private del nocciolo
1 cucchiaio di tahina
prezzemolo fresco circa un pugno scarso
1 cipollotto fresco
acqua q.b.




Preparare i funghi mettendoli affettati in padella con un filo d'acqua assieme allo scalogno o alla cipolla tagliati a listarelle medio sottili.Quando iniziano ad appassire sfumare con vino bianco e se necessario aggiungere altra acqua. A cottura ultimata regolare di olio, sale e pepe (poco perchè il piatto è già ben saporito) e far insaporire bene il tutto. Spegnare la fiamma e lasciare il tutto da parte.
Cuocere la pasta (nel caso dei soba noodles raffreddarli subito sotto un getto di acqua corrente fredda).
Nel frattempo che la pasta arriva a cottura preparare la salsa mettendo nel bicchiere del minipimer tutti gli ingredienti e quindi acqua (2 dita per cominciare poi se necessario la si aggiunge a seconda della densità voluta), cipollotto, umeboshi, tahina e prezzemolo. Tritare il tutto fino a creare una buona crema. Il tutto a crudo.
Scolare la pasta e amalgamarla nella salsa. 
Impiattare e terminare ogni piatto con un buono strato di funghi sopra.

Estasiatevi anche voi !!!

NG (NOTAGUSTO) : ATTENZIONE l'umeboshi e molto saporita ... le quantità indicate qui sono per chi ama tale sapore... per iniziare magari vi consiglio una ume a testa o al max due :D



giovedì 20 marzo 2014

Insalate di mare ^_^

Sfatiamo un mito: quello che le alghe siano disgustose....

Credo che parte dello scetticismo che si viene a creare dipenda anche dal fatto che non se ne conosce bene né la natura né l'utilizzo più congruo in cucina (e qui sta il vero mito da sfatare); eppure soprattutto al sud fino ad un centinaio di anni fa venivano utilizzate per insaporire diversi piatti anche nella cucina mediterranea ... poi chissà perché se ne è perso l'utilizzo.

In genere viene in mente come minimo una cosa piuttosto strana ed anche probabilmente viscida al palato….. e invece le alghe non sono affatto disgustose. Se ben cucinate,soprattutto alcune varietà, hanno sapori più o meno forti, ma comunque interessanti...quindi:

LE ALGHE SONO BUONE E FANNO BENISSIMO

Quella di mangiare vegetali acquatici non è un'invenzione contemporanea, ma molto probabilmente ha fatto parte dell'alimentazione umana fin dai tempi più antichi e d'altra parte le alghe sono tra le prime forme di vegetali comparse sul pianeta Terra.

Riflettiamoci un attimo….se mangiamo vegetali di terra (ad es. insalata) perché non mangiare anche vegetali di acqua (le alghe appunto..conosciute anche come insalata di mare) ?? :D



Le alghe appartengono alle categoria dei “SUPER ALIMENTI” ed i motivi sono presto spiegati.

Da un punto di vista nutrizionale sono una vera e propria risorsa, infatti le alghe contengono una percentuale di iodio 10.000 volte superiore a quella presente nell'acqua di mare , infatti basti pensare che 20 grammi di alghe coprono la dose media raccomandata di tale elemento.
Le alghe contengono acidi grassi Omega 3 , gli acidi buoni e una buona dose di proteine. Sono ricche di beta-carotene, che stimola la produzione di vitamina A, protettrice del sistema immunitario e contengono vitamine del gruppo B e vitamina C.
Anche il ferro è presente in notevoli quantità, in 15 grammi di alcune alghe secche vi è la stessa quantità di ferro che si può trovare in 700 grammi di spinaci.
Le alghe svolgono una potente azione antiossidante , dovuta in parte alle fucoxantine in esse contenute e in parte ad altre sostanze non ancora identificate.
Svolgono anche una forte azione dimagrante (in associazione a diete congrue ed esercizio fisico): le fibre delle alghe favoriscono il transito intestinale e aumentano il senso di sazietà, lo iodio stimola la tiroide e quindi accelera l’attività metabolica.
Hanno inoltre un potere antivirale, antibiotico, antimicotico e immunostimolante.
E poi non dimentichiamoci che non contengono GLUTINE :D
Le alghe possono essere utilizzate da tutti salvo poche eccezioni. Le alghe marine con elevato contenuto di iodio (es. Kombu) sono sconsigliate negli ipertiroidismi e in caso di tiroidite di Hashimoto.
Vediamo il principale utilizzo in cucina delle più comuni:

ALGA NORI

La Nori è un’alga rossa è chiamata anche insalata rossa ( lo so tutti voi credevate fosse nera o verde scuro così come appare; consolatevi lo credevo anche io fino a poco fa ..ahahahahah )  nota per essere utilizzata in fogli come parte esterna del sushi. Si trova in commercio anche in fiocchi, o in alcuni mix. È l'alga più ricca di proteine, ed ha anche una buona quantità di acidi grassi, ferro e vitamina B12. Possiede particolari proprietà toniche, anti-anemiche e ipocolesterolemizzanti.
Il modo più semplice per mangiarla è tostata, come snack. Basta prendere il foglio, tagliarlo a strisce e scaldarle leggermente sulla fiamma del fornello. Si ottengono delle striscette croccanti, dal sapore di mare leggero e particolare.Una volta tostata si può anche sbriciolare in piccole quantità sulle pietanze, ad esempio su verdure o cereali cotti.Ma  suo utilizzo più classico è certamente quello del sushi (utilizzata per i classici rotolini di maki e non solo).

ALGA DULCE

La dulse è la più ricca di ferro tra le alghe, e presenta allo stesso tempo un buon contenuto di potassio e di magnesio.
Di sapore poco "algoso" e leggermente piccantino, è perfetta, dopo un breve ammollo, nei passati di verdura o nelle zuppe: aggiunge una nota di sapore non eccessivo ed una gran ricchezza di sali minerali.

ALGA KOMBU

La kombu è l'alga più conosciuta e molto usata nella cucina macrobiotica. Di solito si trova venduta in strisce, oppure in polvere.
È la più ricca in acido alginico, dunque è l'alga depurativa per eccellenza. Possiede anche proprietà emollienti, ipocolesterolemizzanti e toniche (ideale anche in caso di stipsi).È anche molto ricca di iodio, ma proprio per questo motivo va utilizzata con moderazione.
Un pezzetto di alga kombu può essere utilizzato durante la cottura dei legumi secchi. Poiché contiene alte quantità di acido glutammico (un amminoacido essenziale), contribuisce ad ammorbidire la buccia e li rende più digeribili, oltre ad aggiungere sali minerali.
Un altro uso facile e classico è l'aggiunta ai brodi vegetali. Il DASHI, tipico brodo della cucina giapponese e macrobiotica, prevede solo la kombu. Ma si può invece preparare un bel brodo di ortaggi misti, a cui aggiungere un pezzetto di alga, brevemente pulita o sciacquata, durante la cottura.

ALGA KANTEN O AGAR AGAR

L'agar agar è una sostanza gelificante ottenuta per essiccazione e bollitura dall'alga rossa kanten. Si presenta sotto forma di polvere, fiocchi, scaglie o barre.
Si tratta di un gelificante davvero efficace, praticamente insapore e praticamente infallibile, che sostituisce perfettamente gli addensanti di origine animale in budini dolci e salati, marmellate, aspic, etc ... 

ALGA HIJIKI

E’ un’alga bruna che proviene dall’ Estremo Oriente, cresce sulle rocce e filo d’acqua con foglie cilindriche, verde-nere e dure: è tra le più ricche di minerali (calcio, potassio, ferro).Possiede particolari proprietà rimineralizzanti, cicatrizzanti e ipocolesterolemizzanti.
Dopo averla messa a bagno circa 30 minuti (meglio cambiando l’acqua più volte) può essere cotta in acqua 20 minuti da sola o con altre verdure oppure si fa saltare con cipolle o si cuoce a vapore con il riso integrale. Ottima da aggiungersi anche a sughi o a legumi.

ALGA WAKAME

La wakame è ricca di calcio, magnesio, ferro, vitamine (soprattutto A, B3 ed E) e polisaccaridi solforati.
Possiede proprietà anticoagulanti, antibiotiche, disintossicanti per il fegato , tra le alghe è la migliore per eliminare i
 metalli pesanti.

Ha un gusto leggero, va ammollata 10 minuti e cotta 20 minuti (a meno che non si taglino le nervature che sono più dure): può essere mangiata in insalata, per insaporire il riso o la pasta e per la preparazione di zuppe.



venerdì 22 novembre 2013

ALGHE .... O VERDURE ??

Sempre per rimanere in tema etnico ed avendo in dispensa una confezione di alghe essiccate miste che era da un po' che mi guardava fiduciosa mi sono decisa a rifare uno dei miei antipasti preferiti di cui ero ghiotta in Giappone e che quando capita non disdegno anche qua nei ristoranti giapponesi se la qualità mi sembra discreta.
Poi però mentre ero in corso d'opera mi son resa conto che la quantità non era sufficiente per entrambi (me e il mio dolce consorte) e allora come rimediare?? Penso un attimo... apro il frigo...cerco in freezer... e si sperimentiamo una versione dell'insalata di alghe giapponesi in versione tutta italiana alla MADE IN YLE STYLE ^_^

INSALATINA DI ALGHE 
INGREDIENTI

mix di alghe essiccate (qui wakame,dulce e nori) 
1 peperoncino rosso piccolo essiccato e tagliato a fettine molto piccole
1 cucchiaio di mirin (aceto di riso)
1 cucchiaio di salsa di soia senza glutine o tamari
1 cucchiaio di sciroppo d'agave
1 cucchiaio di olio di sesamo o altro olio di semi (ma attenzione perchè il sapore varia)
semi di sesamo a piacere

Mettere le alghe in acqua salata bollente e lasciarle per circa 3 minuti o comunque fino a che non risultano molto tenere. Scolarle e strizzarle un po' in modo da eliminare il liquido in eccesso. Lasciarle poi raffreddare. Successivamente aggiungere tutti gli ingredienti alle alghe e mescolare bene bene. Riporre in frigo e servirle fredde.

NG (NOTAGUSTO) : se si vuole creare una ricetta RAW o ad ogni modo di vuole evitare di lessare le alghe - qui però consiglio di acquistarle in negozi bio e certificati - ; esse possono esser immerse per una decina di minuti in acqua tiepida ed il risultato è pressoché il medesimo (l'unico accorgimento è nel caso si volessero utilizzare alghe kombu che invece rendono meglio il loro sapore se cotte)

VERSIONE ITALIANA MADE IN YLE STYLE ^_^

INGREDIENTI

5/6 ciuffetti di spinacini freschi ben puliti e lavati
100 gr di edamame (fagioli di soia verde)
1/2 peperoncino rosso piccolo essiccato e tagliato a fettine molto piccole
mirin (aceto di riso) o al max aceto di mele
2 cucchiai di salsa di soia senza glutine o tamari
1 cucchiaio di sciroppo d'agave
2 cucchiai di olio evo
semi di sesamo a piacere

In una padella con un po' d'acqua far sbollentare gli spinaci e gli edamame (li trovate negli ipermercati ben forniti nel reparto surgelati e sono coltivati in Italia) fino a che non s'inteneriscono secondo il vostro gusto. Aggiungere direttamente in padella tutti gli altri ingredienti e far rapprendere il sugo amalgamando bene il tutto. Servire caldi o tiepidi.