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martedì 19 dicembre 2017

La mia Shepherd's Pie

La Shepherd's pie (letteralmente “sformato/pasticcio/torta del pastore”) è una ricetta tipica della tradizione culinaria anglosassone nata, come la maggior parte delle ricette popolari, dall'esigenza di fare economia e di non sprecare gli eventuali avanzi; basti pensare ai Muffin ad esempio sempre della cultura britannica : dolcetti del riciclo, molto spesso poco dolci ma perfetti per un riutilizzo intelligente della frutta o di avanzi anche salati.


La cottage pie viene chiamata così nel 1700 dopo che tra gli inglesi e gli irlandesi si diffuse un preparato a base di patate commercialmente alla portata dei più poveri: cottage era un termine colloquiale che indicava qualcosa di basso costo.
Si presentava in definitiva come un pasticcio di carne, dove una base di montone o agnello veniva ricoperta da uno strato croccante di patate. 
Nel corso del tempo la cottage pie è diventata torta del pastore, ovvero in inglese Shepherd's pie: siamo alla fine del 1800 e il nome della torta cambia in seguito alla consuetudine di utilizzare carne di manzo invece di montone e agnello. La carne di manzo era una carne estremamente diffusa in Inghilterra, alla base della gran parte di allevamenti pastorali, da qui il termine torta del pastore. 

Oggi è possibile trovare anche delle versioni vegetariane di questo piatto, considerato un vero comfort food inglese. 

Si tratta di una ricetta di umili origini che oggi è presente in vari Paesi del mondo in differenti versioni: Hachis Parmantier in Francia, Pastel de Papa in Sudamerica, etc.

La Shepherd's pie è un'idea originale, ricca e gustosa per un pranzo importante, la decorazione a ciuffi realizzata con il purè rendono questo piatto davvero scenografico. (consiglio di farli con una sac a poche per un evento importante e d'effetto).

Un ottimo piatto unico, molto nutriente, bello sostanzioso, spesso l'unico ad essere messo in tavola, soprattutto nella stagione più fredda dell'anno.

Il bello di questo piatto è che lo si può personalizzare e variare a seconda della stagionalità delle materie prime, dei gusti, o semplicemente della propria fantasia! 

Ma vediamo come fare.


SHEPHERD'S PIE (vegan e gluten free)


INGREDIENTI
(dosi per 8 persone)

PER LO STRATO DI PATATE
1.5 kg di patate dolci americane 
230/350 ml di latte vegetale senza zucchero
sale q.b.
olio evo q.b.
aglio in polvere
farina fioretto di mais e lievito in scaglie per spolverare

PER LO STRATO DI LENTICCHIE
230 g di lenticchie marroni o verdi
olio evo q.b.
1 cipolla grande (bianca o gialla) tritata
2 scalogni tritati
2 spicchi d'aglio tritato
2 carote medio grandi pelate e tagliate a tocchetti
2 ciuffi di prezzemolo fresco tritato
300 g di funghi champignon classici o crema lavati,puliti e tagliati a fettine sottili
timo,rosmarino,salvia q.b. 
1 cucchiaio di aceto balsamico
vino rosso vegan ok a sfumare (facoltativo)
½ tazza di brodo vegetale 
sale e pepe q.b.


Per prima cosa preparare il purè di patate dolci. Mettere una pentola con acqua a bollire. Pelare e tagliare le patate in cubotti di circa 3,5/4  cm. Quando l'acqua bolle immergervi le patate e farle cuocere per 15/20 minuti o comunque finché non risultano tenere con la prova della forchetta.

Togliere le patate dal fuoco e scolarle bene poi riporle in una grande ciotola. Schiacciarle bene bene con l'apposito utensile o se si vogliono fare dei buoni muscoli con una forchetta e taaanta pazienza. Aggiungere sale, aglio, latte e olio. Regolare di sapore secondo il proprio gusto e ottenere una buona consistenza (non deve essere papposo). 
**Questo procedimento si può fare anche il giorno prima (max due giorni prima) e conservare in frigo il purè.
Preriscaldare il forno a 180° e preparare una teglia sufficiente per 8 porzioni ungendola con un filo d'olio.

Per cuocere le lenticchie metterle -dopo averle sciacquate bene sotto un getto d'acqua corrente- in una padella non troppo grande con acqua giusto a livello per coprirle. Lasciar che l'acqua si riduca e coprire facendo cuocere per circa 20 minuti o comunque finché non risultano tenere. Quando sono pronte metterle da parte. 
**Anche questo procedimento può esser fatto giorni prima.

Ora prendere una padella e far imbiondire con un filo d'olio e un pizzico di sale la cipolla e lo scalogno per un paio di minuti, aggiungere poi l'aglio un altro minuto e poi le carote e il prezzemolo per un altro paio di minuti avendo cura di rigirare il tutto molto spesso in modo da non bruciare nulla. Aggiungere ora i funghi, le aromatiche (timo,rosmarino e salvia) e l'aceto. Regolare nuovamente di sale e lasciar cuocere i funghi poi sfumare col vino se lo si utilizza.
Aggiungere ora le lenticchie cotte in precedenza e il brodo. Scaldare e amalgamare bene bene. Se necessario regolare nuovamente di sale,pepe e aromi.
Ora mettere il composto con le lenticchie alla base della casseruola. 
Prendere il purè di patate preparato in precedenza e spalmarlo creando lo strato superiore della casseruola.
Spolverare con farina di mais fioretto e lievito in scaglie. Per finire un filo d'olio sopra.
Informare per 40/45 minuti o comunque finché non si forma una leggera crosticina sulla parte superiore.

NOTAGUSTO: la Shepherd's pie si conserva in frigo in contenitori ermetici per anche 3 giorni.
Le varianti che si possono fare sono infinite: ad esempio purè di sedano rapa o di patate viola (o il classico con le patate nostrane) e le lenticchie si possono unire ad asparagi, piselli o fagiolini. Sopra poi si possono mettere noci sbriciolate o altra verdura.



qui con variante di pomodorini e radicchio sopra e zucca al posto delle carote


mercoledì 13 dicembre 2017

Hai detto aperitivo ??

Sapete come le nostre nonne facevano gli aperitivi senza nemmeno sapere ancora che si sarebbero chiamati così? 
Le mandorle tostate che qui vi propongo erano tra le soluzioni più semplici, sane e meno costose nel bacino del mediterraneo assieme ai ceci tostati ovviamente! 

Le mandorle in versione salata sono uno snack ed una scelta per un aperitivo di sicuro successo e insolito rispetto alle ormai banali proposte.

Ma veniamo subito alla velocissima ricetta.



MANDORLE TOSTATE ALLE AROMATICHE




INGREDIENTI
(dosi per circa 1 tazza e ½ di mandorle)

1 tazza e ½ di mandorle sgusciate ma non spelate (crude e intere)
1 cucchiaino e ½  di acqua calda
1 cucchiaino di sale
3 rametti di timo fresco (da usare solo le foglie)
1 rametto di santoreggia (da usare solo le foglie)
olio evo q.b.


Per prima cosa preriscaldare il forno a 200° e preparare mettendo già in forno una teglia o placca leggermente unta o ungere leggermente un foglio di carta forno sulla placca (come preferite). La teglia o la placca dovrà esser grande a sufficienza da poter contenere le mandorle senza che queste vengano sovrapposte le une alle altre.

Nel mentre unire l'acqua con il sale e mescolare bene in modo si sciolga.
Aggiungere poi le mandorle,il timo e la santoreggia (le foglioline che in genere sono molto piccole possono anche essere lasciate intere altrimenti se preferite sminuzzatele un po' con il coltello ma armatevi di taaanta pazienza !). 

Disporle accuratamente nella placca senza che si sovrappongano e tostarle per circa 15/20 minuti avendo cura di rigirale ogni 5 minuti o comunque finché non sono leggermente colorate dentro (fare la prova tagliandone una a metà). Ma attenzione perché quando cominciano a tostare ci mettono un attimo a bruciare e la mandorla bruciata diventa subito amara ed è da buttare! Quindi occhio!

Una volta tostate toglierle dal forno e metterle in una ciotola. Quando sono ancora calde aggiungere un po' di olio (2 cucchiaini dovrebbero bastare) e mescolare bene.

Servire una volta raffreddate magari accompagnate da un bicchiere di spritz ;)

NOTAGUSTO: la santoreggia ha un aroma speziato al pepe tanto che alcuni la chiamano "erba acciuga". Conosciuta fin dall'antichità era già utilizzata in cucina ed erboristeria dai Romani. Tipica delle nostre zone ha un sapore simile al timo, ma qui ne vince la nota più speziata. Normalmente dato il gusto intenso e pungente non è consigliabile farla cuocere a lungo, meglio aggiungerla a crudo a fine cottura, ma in questo caso l'aroma permane e anzi ne esalta il gusto finale!








martedì 12 dicembre 2017

Profumo di castagne e porcini...

Le castagne in cucina si abbiano bene a svariati piatti sia dolci che salati e mi piace quando la stagione ce le regala utilizzarle al meglio.
Quando poi ti avanzano dal giorno prima...

Questo piatto mi è "uscito" senza riflettere e solo mentre lo cucinavo. L'idea iniziale era un classico sugo di funghi porcini poi mi son detta: ok arricchiamolo con la curcuma ed altro...e l'occhio mi è caduto in un sacchettino lì a fianco al piano cottura dove avevo riposto la sera prima le castagne rimaste e mi son detta : ma certo!

Spero Vi piaccia noi in famiglia l'abbiamo spazzolato di gran gusto! Peccato non ne avessimo da poter fare un bis! dovremo rimediare alla prossima occasione! Ahahahah

Tra l'altro potrebbe anche essere una valida proposta quando si hanno ospiti o nei menù delle festività. Successo assicurato!

FUSILLI AI PORCINI, CASTAGNE E CURCUMA




INGREDIENTI 
(non darò dosi perchè va molto a seconda del numero di portate e non sono così fondamentali)

pasta senza glutine (io ho usato i fusilli di mais e riso)
funghi porcini essiccati
curcuma in polvere (circa 1/2 cucchiaino)
prezzemolo fresco
olio evo
sale e pepe
castagne cotte in precedenza (bollite e spelate)
vino bianco vegan ok 
cipolla o scalogno


In una padella sobbollire con un dito d'acqua la cipolla per un paio di minuti. Aggiungere poi i funghi porcini essiccati e sminuzzati grossolanamente con le mani o col coltello.
Far andare per qualche minuto a fiamma media e poi sfumare col vino.
Regolare di sale, pepe, olio e curcuma fatta sciogliere in un bicchierino d'acqua di cottura della pasta.
Nel mentre sminuzzare le castagne anche queste grossolanamente e aggiungerle al sugo. Aggiungere un mestolo di acqua di cottura della pasta in modo da creare una minima cremosità al sugo. In altumo aggiungere il prezzemolo fresco tritato.
Quando la pasta è pronta saltarla in padella un minuto in modo da insaporire e amalgamare bene il tutto e se necessario aggiungere un filo d'olio.
Servire subito.

BUON APPETITO


NOTAGUSTO: se preferite i porcini freschi non occorre variare nulla nella ricetta se non la cottura ad hoc degli stessi :) Ottimi volendo anche i funghi chiodini. Da provare.

martedì 7 novembre 2017

Crème brûlee

La crème brûlee o la crema catalana sono un classico dei dolci a cucchiaio tra quelli che più amo.

Qui la mia versione vegan e senza glutine.


Ma prima spendiamo due parole e due aneddoti curiosi per capire qualcosa in più su questi must dolciari apprezzati in tutto il mondo.

La prima ricetta documentata di crème brûlée risale a un libro di cucina francese del 1691.
Nonostante il nome però, pare che sia d'origine inglese dove però questo dolce si chiama burnt cream, cioè «crema bruciata» molto rinomata nella tradizione del Trinity College di Cambridge nel quale viene preparata marchiando a fuoco lo stemma del college sulla superficie del dolce.
E la crema catalana?? Molti le confondono poiché molto simili ed entrambe rivendicano di essere una versione di quella inglese, ma in realtà la principale differenza fra la crema catalana (tipica della catalogna per l’appunto) e la crème brûlée francese sta ne fatto che, mentre la prima viene preparata sul fornello, la crème brûlée va fatta cuocere in forno a bagnomaria.
Altra differenza per me ugualmente importante ma che di solito non viene menzionata è che la crème brûlée ha un gusto gradevolmente vanigliato e non pesante; mentre la crema catalana ha un sentore agrumato di limone più corposo.
C’è una curiosa leggenda sulla crema catalana. Si narra infatti che questa crema fu un'invenzione di alcune monache catalane. Un vescovo andò in visita al loro convento, e le monache per accoglierlo prepararono un budino che però risultò troppo liquido. Le monache allora aggiunsero dello zucchero caramellato caldo e quando lo servirono il vescovo gridò "crema!" che in catalano significa, oltre a crema, brucia. Da allora la crema viene anche chiamata "crema cremada".
La mia versione è perciò, come vedrete,a tutti gli effetti un po’ un mix tra le due ;)
Altra curiosità è che questo dolce viene anche menzionato nel film “Il favoloso mondo di Amelie”.

Cit. dal film“Ad Amelie piace rompere la crosta della Crème Brulée con la punta del cucchiaino
Crème Brûlee 
vegan e senza glutine



INGREDIENTI:
(dosi per 4 porzioni)

1 lattina di latte di cocco (*)
2 cucchiai di zucchero di cocco o di canna grezzo (io preferisco il secondo per questa ricetta)
½ cucchiaino di agar agar in polvere
½ cucchiaino di vaniglia in polvere o ¼ di pezzettino di stecca
1 punta di cucchiaino di curcuma

Versare il latte in un pentolino e aggiungere il resto degli ingredienti un poco alla volta per evitare grumi.
Cuocere a fuoco vivo mescolando di continuo ed avendo cura non si formino grumi dell'agar agar.
Togliere dal fuoco un attimo prima che cominci il bollore.
Versare nelle cocotte e lasciar raffreddare poi far riposare in frigo per almeno 2 ore così che si rapprendano.
Cospargere un cucchiaino di zucchero di cocco o di canna grezzo su ogni cocotte e metterle in forno solo il tempo necessario a farlo caramellare ben bene.
Ottime da gustare sia calde che fredde o a temperatura ambiente.

NOTAGUSTO (*): se si vuole variare il latte vegetale ho sperimentato anche quello di soia vanigliato e garantisco l'ottima riuscita.

Caffè speziato

Si avvicinano le festività e perchè non stupire i nostri ospiti con un caffè che sembra un cocktail?

Perchè non terminare un pasto con questa golosità se non abbiamo avuto tempo di preparare anche un vero dessert?

Perchè non proporlo per la merenda o al posto del tè delle cinque? :P

Perchè semplicemente non coccolarci un po'?

E allora ecco qua una ricettina veloce veloce per voi!

Sfizioso, speziato, goloso. 
Ottimo sia in versione fredda, sia da consumarsi caldo ;)



INGREDIENTI:
(dosi per 2 )

2 caffè espressi
3 cucchiaini di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere 
½ cucchiaino di pepe di cayenna
ghiaccio q.b.
latte vegetale q.b.

Per prima cosa  preparare in una ciotola piccola la crema di cacao.
Versare il cacao, la cannella e la cayenna poi lo sciroppo d'acero e mescolare bene fino ad incorporare il cioccolato. Può richiedere un attimo ma non vi scoraggiate che poi si creerà una cremina densa.

Preparare i caffè e versarli nella crema di cacao.

Riempire circa a metà il bicchiere col ghiaccio e versarvi il tutto poi riempire il restante del bicchiere con il latte vegetale scelto. 
Io utilizzo in genere un latte di soia leggermente dolce oppure ottimo anche quello di cocco o di mandorle.
Spolverate di cannella e se li avete metteteci un chicco o due di caffè (io li avevo finiti!!!)

NB. se lo preferite caldo evitate semplicemente il ghiaccio e scaldate un po' il latte che avete scelto.



venerdì 15 gennaio 2016

Sua maestà "Il Sedano Rapa arrosto"

E dopo il grande successo nel mondo veg ottenuto dallo chef Jamie Oliver non potevo esimermi dal non pubblicare anche io come tanti altri food bloggers la versione del mio sedano rapa arrosto.


Il sapore del sedano è molto persistente quindi se non ben aromatizzato può non piacere a tutti. Io consiglio di aromatizzarlo ben bene e di accompagnarlo con un contorno o una salsina ben definiti nei sapori.


SEDANO RAPA ARROSTO



Preriscaldare il forno a 180°/200°.
Prendere il sedano rapa e lavarlo bene ben con la spazzolina. Non sbucciarlo (quindi meglio prediligere coltivazioni sicure o bio). 
Tagliar il ciuffo e le radici: in questo modo resterà anche in piedi.

Preparare un condimento con:
olio evo
sale
pepe misto
aglio in polvere
prezzemolo fresco tritato
rosmarino fresco
salvia fresca tritata

e lasciar riposare.

Nel mentre bucherellare tutto il sedano rapa con fori non troppo piccoli (io ho usato uno di quegli spiedi di metallo che ha la punta di qualche millimetro) e posizionarlo nella carta alluminio leggermente incurvata  per far sì che non si disperdan liquidi.
A questo punto con un pennello cospargere ben bene il sedano rapa del condimento preparato prima avendo accortezza di far entrare l’olio aromatizzato anche nei fori. Farlo da un lato ben bene e poi capovolgerlo e ripetere l’operazione anche dal lato opposto cospargendo gli aromi un po’ ovunque. Chiudere il cartoccio di alluminio con sedano rapa ben condito al suo interno e metterlo in una teglia. Infornare. Dopo circa 25/30 minuti aprire il cartoccio e capovolgere il sedano rapa; richiuderlo e rinfornare per altrettanti minuti.
Per capire quando è cotto far la prova della forchetta, ma non esagerate deve comunque potersi tagliare come un arrosto ; quindi badate a non spappolarlo!
A questo punto togliere il sedano rapa dal forno e lasciar raffreddare senza aprire il cartoccio per una decina di minuti almeno. 
Aprire e tagliarlo a fette 1 cm circa anche meno e impiattare irrorando con cura ogni fetta con il sughetto del cartoccio. 
Servire bello caldo.

Si può servire con patate speziate al forno (ad es. con curry e paprika) oppure con funghi in padella leggermente cremosi e un po’ piccanti. C’è chi lo serve con una salsina all’aglio. Ad ognuno i suoi gusti insomma.



sabato 31 ottobre 2015

PAUROSO HALLOWEEN VEG A TUTTI - Parte seconda: 12 ricettine veg last minute!



In rete si trovano tantissime idee carine per paurosi buffet o snack o cene per la notte del 31 Ottobre.

Eccovi 12 idee VEG che più gradisco, ma soprattutto da last-minute :D



TESTE MOZZATE

Mele sbucciate e intagliate con un coltellino ben appuntito creando dei volti .


Infornate poi a testa in giu in una teglia al forno per 15/20 min circa (in modo che rimangano sode).

Servite in un pentolone con:

succo di mela, cannella, succo di limone e eventuale zucchero (se ne sentite la necessità)







FRANK GUANSTEIN :D

Volto di salsa guacamole


occhi di mayo veg e olive nere


bocca di olive nere


capelli di vegetable chips o  tortillas chips di mais


OCCHI STREGATI

funghi cotti al forno con ripieno di hummus o mayo veg 


pupilla con olive tagliate


crepe/vene con pomodorini secchi o peperoncini sfilettati

oppure
salsa ketchup







FASTASMINI E ZUCCHE DI FRUTTA

banane con gocce di cioccolato (o quelle per i dolci o le fate col ciocco fuso e poi le mettete in freezer per fissarsi bene e poi levate i fanstasmini almeno mezz'ora prima di servirli)
mandarini con gambo di sedano




DITA DI STREGA (versione salata)

creare le dita con l'impasto dei falafel e farlo cuocere in forno -
l'unghia con la mayo veg o un pinolo tostato (da metter a cuocere in forno assieme alle dita in questo caso) - 
il sangue con salsa ketchup o salsa chili 




 PEPPER JACK-O'-LANTERN

Peperoni intagliati con coltellino fine e fatti leggermente arrostire al forno (ma non troppo altrimenti si afflosciano)

ripieno di lenticchie con verdure ma ottimo anche con spaghetti che fuoriescono stile vermetti

 ALTRO FANTASMINO

Fantasmino creato con una formina di biscotti dall'impasto di una tortilla. 

Occhi creati con lo stuzzicadenti facendo due piccoli fori.

Una salsa qualunque (qui guacamole con pomodori a pezzettoni)

FANTASMI DOLCI

Creare la forma del fantasmino con l'impasto del pancake vegano.

Occhi e bocca con le gocce di cioccolato delle decorazioni delle torte.









RAGNETTI SIMPATICI

olive grandi verdi e nere col nocciolo 
inserite cappero come testa infilzandolo con stuzzicadenti e poi far piccoli fori con stuzzicadenti ai lati per infilari rametti di rosmarino come zampette (con un po' di pazienza viene benissimo)





BOCCHE DI VAMPIRO

mete rosse tagliate a spicchi e scavate all'interno
lingua con fragole tagliate sottili
denti con mandorle con la pelle  o senza...
per fissar il tutto meglio ed esser più golosi metter burro di arachidi all'interno della "bocca" :P



 ZUCCHE DI RISO

Cuocere il riso (meglio basmati che cuoce prima) immergendolo nel succo di estratto di carota, un po' di sale e aromi (facoltativi) a completo assorbimento del liquido.
Formare le zucche e creare il picciolo con un peperone verde e occhi e bocca con olive nere intagliati.


MUMMIE VEG DI WURSTEL

Preparare striscioline di pasta sfoglia (perfetta anche quella veg già pronta del supermercato)
Avvolgere i wurstel veg (io amo particolarmente quelli di lupino che hanno una % quasi nulla di glutine) e infornarli fino a che la pasta inizia a dorare.
Gli occhi son con salsa ketchup (aiutatevi con uno stuzzicandenti)

venerdì 30 ottobre 2015

PAUROSO HALLOWEEN VEG A TUTTI - Parte prima: la storia e qualche idea per la tavola

Halloween non nasce in America, ma ha origini antichissime rintracciabili in Irlanda, quando la verde “Erin” era dominata dai Celti. Halloween corrisponde infatti a Samhain, il capodanno celtico.  Dall’Irlanda, la tradizione è stata poi esportata negli Stati Uniti dagli emigranti, che, spinti dalla terribile carestia dell’800, si diressero numerosi nella nuova terra. Il nome Halloween  (in irlandese Hallow E’en), deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi, quindi. Ognissanti, invece, in inglese è All Hallows’ Day. Entrambe etimologie cattoliche quindi. Celti erano prevalentemente un popolo di pastori, a differenza di altre culture europee, come quelle del bacino del Mediterraneo. I ritmi della loro vita erano, dunque, scanditi dai tempi che l’allevamento del bestiame imponeva, tempi diversi da quelli dei campi. Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno. Per i Celti, infatti, l’anno nuovo non cominciava il 1° gennaio come per noi oggi, bensì il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo, il tempo in cui ci si chiudeva in casa per molti mesi, riparandosi dal freddo, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende. Il passaggio dall’estate all’inverno e dal vecchio al nuovo anno veniva celebrato con lunghi festeggiamenti, lo Samhain (pronunciato sow-in, dove sow fa rima con cow), che deriverebbe dal gaelico samhuinn e significa “summer’s end”, fine dell’estate. 
In Irlanda la festa era nota come Samhein, o La Samon, la festa del Sole, ma il concetto è lo stesso. In quel periodo dell’anno i frutti dei campi erano assicurati, il bestiame era stato ben nutrito dell’aria fresca e dei pascoli dei monti e le scorte per l’inverno erano state preparate. La comunità, quindi, poteva riposarsi e ringraziare gli Dei per la loro generosità. Ciò avveniva tramite lo Samhain, che, inoltre, serviva ad esorcizzare l’arrivo dell’inverno e dei suoi pericoli, unendo e rafforzando la comunità grazie ad un rito di passaggio che propiziasse la benevolenza delle divinità. L’importanza che la popolazione celta attribuiva a Samhain risiede nella loro concezione del tempo, visto come un cerchio suddiviso in cicli: il termine di ogni ciclo era considerato molto importante e carico di magia. Insieme a Samhain (31 ottobre, appunto) si festeggiavano Lughnasadh (1 agosto), Beltane (30 aprile o 1 maggio), Imbolc (1-2 febbraio), Yule (21 dicembre), Ostara (21 marzo), Litha (21 giugno) e Mabon (21 settembre). L’avvento del Cristianesimo non ha del tutto cancellato queste festività, ma in molti casi si è sovrapposto ad esse conferendo loro contenuti e significati diversi da quelli originari. La morte era il tema principale della festa, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura: durante la stagione invernale la vita sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i morti. Da qui è comprensibile l’accostamento dello Samhain al culto dei morti. I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio e facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra.
Samhain era, dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti. In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi. Il simbolo di Halloween è sicuramente la Jack-o'-lantern, una lanterna scavata in una zucca dalle sembianze umane. Le sue origini si trovano nella leggenda di Stingly Jack, il contadino irlandese che tentò di truffare il diavolo, finché questi lo condannò a vagare nell'oscurità con solo un tizzone ardente per fare luce. E Jack vi costruì attorno una lanterna partendo da una rapa. La zucca, molto diffusa in America, è... un'innovazione successiva.
Che si tratti di festività cristiana o pagana resta comunque un fatto: in entrambi i casi questa giornata ha un potere e valore energetico molto potente. Questo sia nella luce che nell’oscuro.  
Ma veniamo a qualche idea semplice, carina e di sicuro effetto per i vostri PARTY di HALLOWEEN :D



Intanto la classica zucca intagliata piace sempre molto, sia con candele all'interno per creare un po' di Magia, sia in versione post-sbornia con una salsina di guacamole  AHAHAHAH 
Poi di gran bell'effetto son le siringhe dove all'interno può esser messo o acqua con colorante alimentare o qualche sciroppo tipo verde con la menta o blu con il curaçao (per i più grandicelli) oppure semplicemente del succo di melograno o se troppo forte il sapore allungato in acqua



Idea simpaticissima è avvolgere una mele,melograni o altra frutta con bende mediche e attaccarci degli occhietti finti che trovate in merceria oppure disegnarli o farli con la pasta di sale o zucchero se li volete mangiare!!



E così si posson mummificare o travestire portacandele, bicchieri,etc....







Altra idea carina è posizionare denti finti da vampiro come ferma tovagliolo :D o utilizzare bottiglie con bevande colorate e metterci etichette tipo: bevimi a tuo rischio...oppure come per le siringhe creare bottigliette di "sangue" con etichette GRUPPO 0 - GRUPPO A - GRUPPO B 

Semplicissimo è anche creare segnaposti di carta tipo questo col pipistrello o con l'omino mummificato col nastro adesivo :D

Altre idee semplici




Anche un'ananas è PAUROSA e d'effetto!

   

Altro effetto di grande scena è la mano !!!!
Formare una mano di ghiaccio con un guanto di lattice in freezer ed utilizzarla così, oppure spezzarvi le dita da mettere nei bicchieri



BOOOOOOOOOOO 

Felice Halloween a tutti !