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lunedì 9 luglio 2018

Gazpacho sì, ma verde!

Contro al calura si sa bisogna abbondare di frutta e verdura freschi e privi di cottura.
Tra i miei piatti estivi preferiti ci sono quindi una serie di piatti freddi tra i quali le zuppe come il gazpacho la fanno da padrone soprattutto per serate con amici o per evitare di proporre solo insalate o varianti o impiegare più tempo in preparazioni crudiste in stile masterchef ;)
Le zuppe fredde possono sembrare complicate, ma in realtà sono estremamente semplici e di grande effetto!
Il classico gazpacho (l'originale è quello andaluso) a base di pomodori è ormai noto a tutti. Io qui vi propongo una versione alternativa ..verde! :-) Vediamo come.

GAZPACHO VERDE



INGREDIENTI
(dosi per 2 persone)

1 avocado maturo
2 cetrioli medio/grandi
1 mazzetto di prezzemolo
1 peperone verde (quelli a cornetto sono i migliori per questa ricetta)
acqua q.b.
olio evo q.b.
aceto di mele q.b.
sale e pepe
semi di sesamo per guarnire
fiori edibili essiccati per guarnire (facoltativi)


Lavare e pulire la verdura. Mettere tutto nel boccale e frullare a immersione il tutto. Guarnire con una spolverata di fiori edibili essiccati e semi di sesamo. Et voilà!

Acqua e condimenti vanno in base al Vs palato e a quando cremosa desiderate questa zuppa. Più acqua mettete più risulterà liquida e più olio mettete più densa e cremosa. Essendo però presente l'avocado che ha già i suoi grassi "sani" consiglio di non eccedere nell'utilizzo dell'olio poiché ne occorre davvero poco.


Se invece volete rimanere nel classico il mio personale GAZPACHO è qui spiegato il tutto: prendete la stessa ricetta ma evitate l'avocado. Al suo posto prendete pomodori belli succosi e maturi (tipo costoluti o cuori di bue) invece del peperone verde ne prendete uno rosso e fate lo stesso procedimento. Aggiungete però anche un po' di succo di limone e una mezza cipolla rossa di tropea e tuffate nella zuppa qualche cubetto di ghiaccio e 2 fette di pane appena tostate e bagnate appena con acqua olio e aceto di mele. Lasciate da parte qualche tocchetto di cetriolo e peperone e tuffate anche quelli nella zuppa. ...poi fatemi sapere! ;)





martedì 28 novembre 2017

Il verde del Portogallo

Il caldo verde è una zuppa portoghese, espressione della passione di questo paese per il colore verde, che hanno riportato anche nella loro bandiera!! 
Già, perché i portoghesi hanno le uova verdi (ovos verdes) uova fritte al prezzemolo, il vino verde, vino prevalentemente bianco, fatto con le uve ancora verdi e da bersi entro un anno dalla vendemmia, e ovviamente il caldo verde.

Se vi trovate in Portogallo vale la pena assaggiare non solo il caldo verde, ma anche le varie sopas (zuppe) che nei ristoranti abbondano e costano davvero pochissimo.


La storia narra che i Portoghesi ricordano con questo piatto quello della zuppa di pietra (sopa de pedra), una sorta di minestrone con verdure, legumi e salsiccia, frutto dell’inventiva di un viandante affamato che bussò di porta in porta per mendicare i vari ingredienti della sua zuppa. E ad ogni porta aggiungeva un ingrediente alla sua richiesta cominciando con il dire: “Scusi tanto, vorrei fare un brodo di sasso; il sasso l’ho già trovato nel fiume, l’acqua pure, mi mancherebbe una patata….” e poi una cipolla, e poi ancora uno spicchio d’aglio e così via dicendo…

Ingrediente base del caldo verde è il cavolo verde di Galizia, che loro chiamano couve galega. Questo cavolo non ha quel torsolo duro centrale, tipico del cavolo, che rimane abbastanza consistente anche dopo la cottura. Questa varietà di cavolo ha, invece, le foglie molto morbide, e dunque perfette per una zuppa. In pratica il couve galega si presenta sotto la forma di un alberello basso con le foglie che si diramano da un sottile tronco centrale. In Italia purtroppo per noi non si trova quindi bisogna adattarsi con altro di simile.

Altro ingrediente base della zuppa nella ricetta tradizionale e che probabilmente è stato aggiunto in seguito è il chorizo o chouriço che è una salsiccia piccante a forma di ferro di cavallo. 

Come veganizzare questa fantastica zuppa ottima soprattutto in questo periodo ??

Ecco la mia proposta.


CALDO VERDE in chiave VEG



qui con cime di rapa e bieta
INGREDIENTI

1,5 l di brodo vegetale
2 spicchi d'aglio
olio evo q.b.
4 patate grandi
1 cipolla o scalogno
400 g ( o 1 lattina) di fagioli azuki
200 g di cavolo - la variante più indicata è il cavolo nero ma sono ottime anche le cime di rapa
sale q.b.

pepe q.b.
prezzemolo q.b.
chili in polvere q.b.
½ bicchiere di vino vegan ok q.b.



Mettere nel tegame l'aglio e la cipolla tritati con un filo d'olio, sale e pepe e far soffriggere il tutto poco poi sfumare col vino.
Aggiungere le patate lavate, sbucciate (se non bio) e tagliate a tocchetti e farle insaporire bene per un paio di minuti. Aggiungere il brodo e far cuocere per circa 20 minuti.
A termine cottura delle patate (fare sempre la prova della forchetta) schiacciarle con l'apposito schiacciapatate o una forchetta, ma attenzione a non bruciarvi!
Aggiungere il cavolo nero tagliato finemente e privato del torsolo centrale e i fagioli azuki (se in barattolo ben sciacquati) e far cuocere per altri 10 minuti.
Per finire aggiungere il prezzemolo tritato e una spolverata di chili in polvere. Servire caldo.


NOTAGUSTO: se volete una versione ancora più simile al piatto tipico sostituite i fagioli con dei wurstel vegani magari piccanti tagliandoli a tocchettini. Io amo quelli a base di lupino.
Se siete sprovvisti di cavoli o cime di rapa sperimentate una qualsiasi verdura a foglia verde tenera (spinaci,bietola,cavolo riccio).

mercoledì 16 dicembre 2015

Ramen Girl ;-)

In giappone adoravo i ramen .... ne esitono mille e una varianti e logicamente si trovano sia vegetali che non. 
Purtroppo però (all'epoca non sapevo di doverci far attenzione) i ramen contengono glutine.

L'origine di questo piatto si deve alla cucina cinese, maestra nella preparazione di zuppe a base di noodles (spaghetti cinesi), ma in Giappone il ramen si è diffuso talmente tanto che oggi viene considerato un piatto nazionale giapponese più che cinese. Il nome stesso, però, deriva da una storpiatura della pronuncia giapponese di una parola cinese "lamian", ossia tagliatelle tirate a mano.
I giapponesi vanno particolarmente fieri di questo piatto tanto che nel 1994 fu aperto un museo a Yokoama. La massima diffusione con un conseguente boom a livello interazionale di questo piatto è avvenuta nel 2008 in seguito alla proiezione del film "Ramen Girl" peraltro carino che vi consiglio di vedere se vi piace il genere.
Analogo ad una nostra zuppa calda è composto nelle sua versione originale da brodo di carne o di pesce, tagliolini giapponesi (noodles di frumento) e vari altri ingredienti quali uova sode, pezzi di carne o pesce bolliti, alghe, verdure. Il ramen può essere poi arricchito da spezie come l'immancabile salsa di soia , lo zenzero, il sakè, il miso...praticamente ogni zona del Giappone ha la sua variante del ramen. Viene servito in ciotole di ceramica decorate con cucchiaio di ceramica e spesso con coperchio per evitare che il calore si disperda; i giapponesi infatti gustano questo piatto letteralmente fumante utilizzando le bacchette per i noodles e il cucchiaio per il brodo. Per tutto il Giappone è possibile trovare ramen bar dove è possibile richiedere porzioni assolutamente personalizzate e super fumanti da consumarsi in pochissimi minuti e uscirne più che sazi.
In alternativa ai ramen si trovano anche gli udon (varietà di noodles sempre a base di frumento) e la soba. Quest'ultima è un vero e proprio spaghetto interamente fatto di farina di grano saraceno che si presta bene sia per piatti asciutti che per zuppe.

Essendomi ritrovata in dispensa una confezione di tagliolini di riso acquistati non tanto tempo fa e perfette come dimensione per un buon ramen mi è venuto subito il desiderio di farmene un bel piatto per pranzo e così è stato ^_^
YUM YUM

INGREDIENTI
(dosi per due porzioni abbondanti di ramen - 4 se seguite da altre portate)
200 g. di tagliolini di riso 
circa 1 l. di acqua (per preparare il brodo)
2 carote medio piccole
1 costa di sedano
1 cipollotto intero
1 manciata di funghi porcini secchi
curry in polvere
1 cm di radice di zenzero
lievito in scaglie
mezzo foglio di alga nori 
mix di alghe in polvere
olio evo q.b.
peperoncino in polvere oppure salsa tamari (facoltativi)

Mettere l'acqua sul fuoco e a mano a mano che si lavano e sminuzzano le verdure (cipollotto, sedano, carote) aggiungerle in acqua. Utilizzare anche le radici ben sciacquate del cipollotto  - garantisco che è un ingrediente segreto e gustoso per le zuppe giapponesi ed è realmente usato anche da loro - per le carote cercare di tagliarle a striscioline sottili.
Alle prime bollicine di avvisaglia di bollore del brodo aggiungere i porcini senza alcun ammollo precedente. Se troppo grossi sbriciolateli con le mani. 
Quando inizia a bollire immergere i tagliolini. 
Aggiungere poi un cucchiaino di curry in polvere e lo zenzero che può essere grattugiato sul momento direttamente sopra il tegame oppure tritato col coltello.  
Aggiungere anche il mix di alghe a piacimento e la nori tagliata a stricioline con le forbici.
A cottura del tagliolino (attenzione a non scuocerlo) 'passare un filo d'olio evo e una spolverata di lievito in scaglie avendo cura di amalgamare bene il tutto.
Servire super caldo e se vi piace spolverare con peperoncino o in alternativa con qualche goccia di tamari.

Itadakimasu ^_^


lunedì 27 ottobre 2014

dall'est con amore

Questa zuppa mi ricorda molto influenze culinarie dei paesi dell'est europeo perché l'utilizzo di farine ne crea quel tanto di cremosità che lascia una buona coccola al palato durante le giornate fredde dell'inverno.


ZUPPA AL SEDANO RAPA



INGREDIENTI
(dosi per 2/3 porzioni)

2 piccoli sedani rapa
1 costa di sedano
2 carote medie
2 cipollotti verdi interi
1 pugno circa di funghi porcini essiccati
1 patata piccola (facoltativa)
sale e pepe q.b.
olio evo
aglio in polvere
prezzemolo essiccato
3 cucchiai da minestra colmi di farina di riso
brodo vegetale q.b. (min 1l. e 1/2)

Lavare, pelare e sminuzzare a tocchettini tutte le verdure.
Riporle nella pentola capiente, sminuzzare con le forbici i funghi essiccati e riporre anch'essi. Ricoprire tutto di brodo vegetale o di acqua a cui si può aggiungere una volta arrivata a bollore un misurino di dado vegetale in polvere senza lievito e glutammato e senza glutine che si trova nei negozi bio specifici.
Regolare ora di aromi,sale,pepe e olio il brodo.
Lasciar cuocere le verdure a fuoco lento e col coperchio per circa 10/15 min o fino a che il sedano rapa (che è il più consistente tra tutte) non sarà abbastanza tenero.
Spegnere il fuoco e aggiungere i cucchiai di farina di riso uno alla volta e avendo cura di mescolare vigorosamente in modo da non formare grumi e così per ogni cucchiaio e comunque fino a creare una certa densità al brodo (se necessario aumentare la farina).
Assaggiate e se necessario regolate di olio e aromi.

BUON APPETITO!

NG (NOTAGUSTO): se amate il piccante potete anche aggiungerci un po' di peperoncino, oppure un po' di curcuma se vi piace il sapore e l'idea di avere una zuppa un po' più colorata.
Se non amate i funghi potete sostituirli con dei pomodori essiccati ugualmente saporiti.



mercoledì 22 ottobre 2014

voglia di coccole..

Questo è uno di quei piatti che sempre e ripeto sempre mi coccola.. e stasera ne ho proprio bisogno!

CREMA DI PATATE E FUNGHI


INGREDIENTI
(dosi per 3/4 porzioni)

400g di funghi champignon crema
2 patate grandi o 3 medie
1 costa di sedano con le foglie
1 scalogno
1 cipollotto verde intero
1/2 mazzetto piccolo di crescione fresco
olio evo 
1 bicchiere di latte vegetale dal sapore neutro e non zuccherato
sale
pepe
1/2 cucchiaino di fiocchi di peperoncino
semi di sesamo 
aglio in polvere
1/2 misurino di dado vegetale in polvere senza lievito e senza glutine (ricordo che qui trovate le mie proposte)
1 bicchierino (tipo da limoncello) di vino bianco vegan ok



Lavare e pulire tutte le verdure. In una pentola capiente immergere in acqua (giusto il necessario a coprire tutte le verdure) le patate tagliate a tocchetti grossolani con il sedano,lo scalogno e i gambi dei funghi. 
Lasciar bollire per 15/20 minuti circa o fino a che facendo la prova della forchetta vi sembrano cotte e aggiungere il dado vegetale.
Nel frattempo in una padella con un filo d'acqua sobbollire il cipollotto intero (le radici si usano e fanno molti sali minerali io le avevo messe in pentola con le verdure) e i cappelli dei funghi tagliati fini. 
Quando appassiscono sfumare appena col vino e aggiungere olio,sale,pepe e aglio in polvere. 
A cottura ultimata levare dal fuoco e spolverare con il crescione tritato finemente e lasciare da parte.
Col frullatore ad immersione creare una crema. 
Aggiungere poi il latte vegetale e il peperoncino e continuare a creare la crema. 
Servire nelle ciotoline da zuppa riponendo in ognuna la crema e adagiandovi sopra i funghi con una spolverata di sesamo e un filo d'olio a crudo.


L'acquacotta..quando c'era poco ma si sapeva inventare

Come ormai sapete le ricette povere della nostra tradizione son tra le mie preferite (oltre che le più sane e semplici) . 

Stavolta è il turno dell'Acquacotta



Zuppa povera preparata con ingredienti di recupero e bilanciata da un punto di vista nutrizionale, è ancora oggi molto diffusa in Maremma e viene proposta e valorizzata in molte taverne nelle quali è possibile degustare un menù tipico regionale.
L’origine non è di facile individuazione, come pure è difficile individuare le molteplici varianti. Tuttavia, se è vero che si può preparare con o senza il pomodoro, con o senza l’uovo e che si può usare l’olio extravergine di oliva piuttosto che il rigatino, è  sicuramente accertato almeno un ingrediente che le accomuna: la fantasia.
E’ infatti il piatto della tradizione italiana di “quando c’era poco, ma si sapeva inventare”.

Nell’antica Toscana i carbonai, i contadini, i butteri che erano “fuori” al seguito delle mandrie e probabilmente anche i romantici briganti di un tempo usavano portare nel tascapane  detto “catana” un pezzo di lardo o di rigatino, una boccetta d’olio, dell’agresto (succo agro che si ricava da un’uva che non matura mai perfettamente) o del pomodoro, un po’ di peperoncino e, naturalmente, del pane. Pane di quei tempi, quindi fatto con farina macinata a pietra, cotto nel forno riscaldato con la legna; insomma il classico pane toscano sciapo (perché il sale costava troppo per i balzelli che lo gravavano) ma che proprio per questo esaltava il sapori dei cibi con quali si accompagnava. 
E’ un piatto nomade, che ha seguito gli amiatini che in inverno si spostavano al piano, in Maremma, in cerca di lavoro e si portavano dietro pochi ingredienti, tra i quali non mancavano mai le cipolle. 

Gli ingredienti base dell’acquacotta sono infatti acqua, pane e cipolle. 

Tutto ciò, era sufficiente per inventare una gustosa e profumata acqua cotta. C'è un detto che la definisce anche la "minestra dei sassi" ...poichè priva di quasi tutto eppur buona!

Ma quella della massaia o della Badessa era sicuramente più ricca perchè, avendo vicini orto e pollaio, potevano aggiungere cipolla rossa e uova e, se c’era l’occasione, anche un collo d’agnello.
  
Si racconta che sia nata in un convento nei pressi del castello di Romena, l’antica e celebre rocca con tredici torri dei Conti Guidi nota anche a Dante. La storia racconta che un mattino la Badessa Sofia, vedendo il castello circondato dalle truppe aretine, sia salita in groppa ad una mula bianca  e si sia lanciata alla volta del campo aretino sollevando così una gran nube di polvere. Questa nube, quasi per miracolo, apparve così grande ai soldati aretini che, pensando si trattasse di un esercito che accorreva a difesa del castello, si dettero alla fuga. La Badessa Sofia, decise allora di prendersi cura dei castellani, estenuati dall’assedio, e con le poche cose a disposizione, s’inventò l’acqua cotta del convento.

ACQUACOTTA
(la mia versione VEG)

INGREDIENTI

olio evo
1 spicchio d’aglio
qualche costa di sedano
2 cipolle
pomodori pelati (facoltativi)
peperoncino piccante
sale
pane toscano senza sale a fette
lievito alimentare in scaglie
2 lt. circa di acqua calda

Sminuzzare sedano, pomodori e cipolla.
In una pentola capiente far imbiondire l'aglio sbucciato e leggermente schiacciato, con un filo d'olio. Aggiungere le verdure sminuzzate, il peperoncino e il sale a piacimento.
Lasciar insaporire per qualche minuto e aggiungere 2 litri circa di acqua calda. Coprire la pentola col coperchio e far cuocere a fuoco bassissimo per circa 2 ore e 30 mezzo (in caso evaporasse troppo l’acqua aggiungerla via via, ma badando che risulti sempre piuttosto densa).
A questo punto ricordatevi di levar l'aglio :D
Verso fine cottura abbrustolire le fette di pane, strusciarle con un po' di aglio e distribuirle a pezzi nei piatti fondi.
Disporre la zuppa sopra il pane e coprire con una bella spolverata di lievito alimentare. Servire subito il piatto bello caldo.

martedì 21 ottobre 2014

Viva la pappa col pomodoro

La mia carrellata nei piatti poveri e più antichi della nostra tradizione culinaria prosegue con l'ennesimo famoso e genuino piatto di origine toscana.. stavolta è il turno della PAPPA AL POMODORO

Tanto povero quanto sano questo piatto è semplicissimo, a base di pane raffermo, unico ingrediente insostituibile, e pomodori, aromatizzato leggermente con del basilico. Il pane toscano non salato e l'olio extravergine d'oliva della regione caratterizzano questa pietanza, rendendola estremamente sana gustosa. 
E' un piatto tipico della cultura contadina perché veniva preparato dalle massaie con il pane avanzato per evitare che andasse sprecato. 
Semplice e veloce da cucinare, adatto ad ogni stagione può essere servito caldo, freddo o anche riscaldato. 
Una variante della Pappa col pomodoro  è la Pappa col pomodoro SENESE, che viene preparata con sugo di pomodoro, sicuramente ancora più veloce da preparare. 

C’è un proverbio toscano che dice: "Chi vuol avere il viso colorito, mangi una piatto di pan bollito" e per pan bollito si intende proprio la pappa al pomodoro. ^_^

È simpatico ricordare che la pappa col pomodoro fu conosciuta fuori dalla Toscana per la prima volta per il fatto di essere al centro di una delle più celebri pagine de "Il giornalino di Gian Burrasca" dello scrittore fiorentino Luigi Bertelli detto il "Vamba".
Inoltre negli anni '60, in occasione della trasposizione televisiva di questo libro, la pappa col pomodoro fu cantata in una celebre canzonetta di Rita Pavone ("Viva la pappa col pomodoro”).

RIT.: Viva la pappappappa 
col popopopopopopomodoro
Viva la pappappappa 
che è un capopopopopopolavoro
Viva la pa papappappa 
col popopomodor
La storia del passato ormai ce l'ha insegnato
che il popolo affamato fa la rivoluzion
ragion per cui affamati abbiamo combattuto
perciò buon appetito facciamo colazion.
RIT.
La pancia che borbotta è causa del complotto
è causa della lotta abbasso il direttor
la zuppa ormai l'è cotta e noi cantiamo tutti
vogliamo detto fatto la pappa al pomodor
RIT.




PAPPA AL POMODORO




INGREDIENTI
pomodori (meglio un tipo simile al bombolino)
pane toscano non salato raffermo

qualche spicchio d’aglio
1 mazzetto di basilico fresco
brodo vegetale q.b.
olio evo, pepe e sale q.b.

Tagliare il pane toscano raffermo in fette sottili e strofinatele con gli spicchi d’aglio.
Disporre le fette in una pentola. Versare la polpa di pomodoro preparata precedentemente  facendo bollire in acqua per pochi minuti i pomodori e poi spelandoli e privandoli dei semi e schiacciandoli bene con la forchetta  nella pentola aggiungendo abbondante brodo vegetale tanto da ricoprire il tutto. Salare e pepare. 
Cuocere a fuoco basso per 40/45 minuti per fare evaporare il liquido. Mescolare di tanto in tanto così da ridurre il pane in poltiglia. 
A cottura ultimata aggiungete le foglie di basilico spezzettate.
Versare il composto nelle apposite e caratteristiche fondine di terracotta, irrorare di olio e decorare con foglie di basilico.

SUPER YUMMMMMM

"Viva la pappappappa 
col popopopopopopomodoro
Viva la pappappappa 
che è un capopopopopopolavoro
Viva la pa papappappa 
col popopomodor"

venerdì 17 ottobre 2014

La minestra di pane toscana..ovvero la RIBOLLITA

Altro piatto vegan fin dalla nascita e povero come si rispetti nella storia contadina del nostro paese la minestra di pane toscana è una delle ricette più famose della cucina del centro Italia. 
Conosciuta anche come zuppa ribollita, questo piatto ha origine in Toscana, precisamente a Firenze, ed è famoso per la sua semplicità e per la possibilità di modificarne gli ingredienti a seconda del proprio gusto.
Vediamo quella che pare essere la storia della nascita della zuppa ribollita: la minestra di pane toscana nasce nel Medioevo, periodo in cui vi era l'abitudine da parte dei servi di mangiare gli avanzi dei banchetti dei loro padroni. I servi recuperavano gli avanzi di pane e li facevano ribollire in acqua con qualsiasi verdura o pietanza riuscissero a recuperare nel villaggio. La zuppa così creata poteva durare a lungo e ogni giorno, prima di essere portata a tavola, veniva fatta ribollire per essere servita calda.
Nel tempo la zuppa ribollita entrò a far parte delle abitudini alimentari dei contadini fiorentini: il giorno della minestra a base di pane divenne il venerdì, poiché in tale giornata bisognava mangiare “magro” ed evitare cibi grassi e carne.
La minestra di pane toscana è un classico piatto di recupero, non ne esiste pertanto un'unica ricetta ma solo molteplici varianti, create a partire dagli ingredienti disponibili in casa. Alcuni prodotti però, come il cavolo nero e i fagioli, sono fondamentali per la ricetta e non possono essere esclusi dalla preparazione della vera zuppa ribollita toscana.
ZUPPA RIBOLLITA

per la mia versione senza glutine al posto del pane sbriciolo dentro dei crackers gf

INGREDIENTI
(non indico dosi perché si va veramente a occhio e a seconda di quante e quali verdure si hanno a disposizione e si vogliono mettere)
pomodori - cavolo nero - pane raffermo e senza sale - fagioli cannellini già cotti - verza e/o bietola - patate - carote - sedano - cipolla o porro - olio evo - sale, pepe o peperoncino 
La preparazione è molto semplice: tritate la cipolla e mettetela a soffriggere. Una volta pronto il soffritto, aggiungete in una pentola capiente i pomodori, i fagioli, il pane spezzettato e tutte le verdure precedentemente tagliate in maniera grossolana. Se risulta troppo asciutta aggiungere acqua. Aggiustate di sale e fate cuocere per circa due ore a fuoco basso. Prima di servire a tavola versate sulla zuppa ribollita un filo d'olio toscano extravergine e, se vi piace, aggiungete qualche aroma o il peperoncino.

giovedì 17 aprile 2014

VELLUTATA BIANCA "FIOR DI LOTO"

E' da un po' che non mio facevo una bella zuppa/vellutata e l'altro gg ne avevo proprio voglia; le temperature si sono abbassate in questo ultimo perdio e quindi la sera qualcosina di caldo e coccoloso ci fa sempre piacere in casa nostra. ^_^

Aprendo il frigo però ho notato che non avevo i miei cavalli di battaglia e nemmeno niente di troppo classico per farla... poi ho visto il gigantesco daikon che avevo comprato giorni fa e che ancora non avevo usato: non ci crederete ma era talmente grosso che con il mio attrezzino per fare gli spaghetti non ci stava e quindi rimandavo e rimandavo per fare un po' di pinzimonio o altro.
E' stato lì in quel  momento che mi sono ricordata di aver assaggiato zuppe col daikon in Giappone e allora viaaaa qualcosa si può fare...

VELLUTATA BIANCA "FIOR DI LOTO"
eheheheh scusate ma vista l'ispirazione e l'influenza tremendamente giapponese non potevo non chiamarla così :P

scusate la foto sfocata che non è da me...ma era talmente buona che nella fretta
non mi sono nemmeno accorta le foto non fossero venute bene :D


INGREDIENTI (per circa 4 porzioni abbondanti)

1 daikon (il mio era bello gigante)
2 patate grandi
2/3 cipollotti bianchi (inclusa la parte verde)
brodo vegetale q.b. (oppure se avete fretta 1 cucchiaino colmo di dado in polvere vegetale bio senza lieviti e glutammato..io lo trovo nei negozi bio ed è ottimo)
1 mela 
olio evo
paprika dolce

Pelare e tagliare a dadini grossolani il daikon, fare altrettanto con le patate (se sono bio potete spazzolare bene la buccia ma lasciarla),tagliare a rondelle medie i cipollotti e a dadini la mela che se bio può esser lasciata con la buccia. Mettere tutto in un tegame bello capiente e dai bordi alti. Coprire le verdure con acqua e portare a bollore. Aggiungere il dado vegetale in polvere e far cuocere fino a quando le verdure si saranno intenerite tanto da esser infilzate bene con la forchetta. (se usate brodo vegetale preparatelo prima e poi un volta filtrato tuffateci le verdure fin da subito seguendo lo stesso procedimento della ricetta.)
A cottura ultimata frullare bene il tutto utilizzando un frullatore ad immersione. I liquidi saranno sufficienti e si creerà una bella consistenza cremosa semi liquida. Servire in capienti piatti da zuppa e in ogni piatto mettere olio evo e un po' di paprika (non occorre sale se usate il dado vegetale, altrimenti un presa di sale prima di frullare ci sta bene).

lunedì 13 gennaio 2014

VELLUTATE...UNA PASSIONE DEL PALATO!!

Lo so sono una drogata di creme,zuppe e vellutate....ma che ci devo fare?? Mi piaccion troppo! :P E poi sono sostanziose, estremamente veloci da fare e totalmente light!!! ;)


VELLUTATA DI CAVOLO E SEDANO




DOSI PER 3 O 4 PERSONE
(considerate che questa vellutata riempie molto…seppur prima di grassi e calorie)

1 cavolfiore medio/piccolo (foglie verdi e fresche incluse) oppure 2/3 teste di broccoli
2/3 coste grandi di sedano
2 pugni  circa di spinaci baby
Olio evo
Sale marino integrale
Pepe di cayenna
Semi di senape in grani
Succo di limone
3 cucchiai da minestra di latte vegetale o di panna vegetale
Lievito alimentare in scaglie (di melassa è gluten free)

Lavare e pulire il cavolfiore o i broccoli e il sedano. Metterli in una casseruola ricoperti da acqua e portare a bollore. Far cuocere fino a che non si inteneriscono a punto da poter esser infilzati abbastanza facilmente con la forchetta.
Nel mentre prendere gli spinaci baby lavarli e pulirli e frullarli con un filo d’olio e del succo di limone creando una cremina.
A questo punto togliere dal fuoco e scolare quasi completamente le verdure; lasciare circa un paio di dita di acqua di cottura sul fondo. Col frullatore ad immersione iniziare a frullare il tutto. Aggiungere il latte o la panna vegetale e regolare di sale e pepe. Continuare a frullare per amalgamare bene il tutto. Aggiungere il succo di limone, un po’ di lievito a seconda del gusto. Frullare nuovamente ed assaggiare e regolare se necessario i condimenti.
Servire caldo in una cocottina con un filo d'olio evo e decorando al centro con un paio di cucchiai di crema di spinaci e qualche seme di senape se vi piace un sapore un po’ più sprint ^_^





giovedì 12 dicembre 2013

Crema di finocchi... preparate i palati

CREMA DI FINOCCHI AROMATIZZATA AL LIMONE 


INGREDIENTI:
(dosi per 2 persone)
1lt circa di brodo vegetale
2 finocchi grandi lavati e tagliati in spicchi
Ciuffetti verdi dei finocchi (per decoro)
1 tazzina da caffè di latte o panna vegetale non zuccherati 
Olio evo
Sale integrale marino
Pepe alla creola o di cayenna
Succo di ½ limone piccolo
Semi di papavero



Preparate il brodo vegetale e tuffateci i finocchi. 
Lasciate cuocere fino a che non sono teneri da poter esser facilmente infilzati con la forchetta (occorrono circa 15 minuti). 
Con un frullatore ad immersione iniziate a creare la crema (se vi accorgete che il brodo è in eccesso levatene un po’ e mettetelo da parte.. al limite siete sempre in tempo per riaggiungerlo poi), incorporate il latte o la panna e continuate a frullare; otterrete un effetto liscio e vellutato.
Regolate di sale e pepe e aggiungete il succo di limone. 
Servite con un filo d’olio evo, i semi di papavero sparsi sopra e i ciuffetti verdi dei finocchi. 

NG (NOTAGUSTO) : se vi piace il gusto potete grattugiarci sopra anche il zest del limone.



martedì 19 novembre 2013

CREMA ROSSA

Io e le rape rosse non siamo mai state troppo amiche.. anzi per esser sinceri non ci siamo proprio mai sopportate ... ^_^

Solo ultimamente ho riscoperto e "capito" come valorizzare il sapore di questo splendido ortaggio che ha tra l'altro numerosissime proprietà: intanto ha pochissime calorie e poi è ricco di antocianine quindi un ottimo antiossidante, acido folico, sali minerali e vitamine ed è inoltre un buon antinfiammatorio per l'apparato digerente e il fegato.
Direi più che validi motivi per sperimentarlo.

In questa semplice versione che vi propongo ne assaporate il sapore, ma non in maniera troppo pungente: direi un buon compromesso come partenza. 

CREMA ROSSA 



INGREDIENTI
per 2 persone

2 grosse rape rosse cotte in precedenza 
(se BIO e di produzione locale vanno bene anche quelle nelle confezioni precotte)
3/4 patate medie 
1 scalogno
insaporitore per brodo vegetale senza lievito
prezzemolo fresco o essiccato
olio evo
sale
1 pugno di capperi sotto sale sciacquati sotto il getto di acqua corrente e strizzati bene in modo da togliere l'eccesso di sale
4 pomodori essiccati al naturale (senz'olio)

Lavate, pelate e fate a tocchetti medi le patate. Pelate e tagliate in 4 spicchi anche lo scalogno. Mettete entrambi in una casseruola abbastanza capiente e coi bordi alti ricoprendole a filo con acqua (non esagerare con la quantità). Appena l'acqua arriva a bollore versarvi un cucchiaino di insaporitore per brodo vegetale e far cuocere le patate una decina di minuti circa o comunque fino a che non riuscite ad infilzarle con la forchetta abbastanza facilmente. Aggiungete le rape tagliate a tocchetti medi e lasciate cuocere per un paio di minuti. Levate dalla fiamma e con un frullatore ad immersione riducete il tutto a crema. Regolate di sale, mettete un filo d'olio e il prezzemolo essiccato (se usate il fresco trituratelo finemente tipo per fare il soffritto).
Se dovesse risultare troppo densa potete aggiungere un po' di acqua calda.
Impiattate e servite con una manciata di capperi e pomodori secchi sminuzzati.

NG (NOTAGUSTO) : se non amate i capperi potete metterci altro; ad es. qualche noce.

martedì 12 novembre 2013

..quando è la zuppa a dirti che è Autunno

Una pianta relativamente nota e già coltivata in tutta l'America centrale, soprattutto da parte dei Maya che ne utilizzavano i chicchi secchi o lessati e che per primi realizzarono la farina, cuocendola seppur artigianalmente, proprio come si fa oggi con la polenta.
Il mais era noto da millenni in alcune aree del Messico, era la base dell'alimentazione maya ed era coltivato non solo nei campi ma anche nelle valli e sui versanti rocciosi. Veniva preparato e consumato in molti modi diversi, ad esempio sotto forma di tortillas o di tamales e per la preparazione del atole, una bevanda calda.
Essenziale alla sopravvivenza delle civiltà mesoamericane, il mais aveva un ruolo di primo piano anche nella mitologia, nella religione e nelle cerimonie rituali. Gli Atzechi, i Maya e gli Incas conferivano all'imperatore Montezuma migliaia di tonnellate di mais.
Non a caso il quarto dei diciotto mesi dell'antico calendario atzeco viene consacrato proprio al mais. Antichi riti propiziatori legati alle varie fasi della sua semina, del raccolto e della successiva tostatura testimoniano l'importanza che i dorati chicchi avevano nelle abitudini alimentari di quegli antichi popoli. Ai quali nel corso dei secoli se ne affiancarono molti altri: le tribù seminomadi del Nord e Sud America, ma anche i cileni e gli argentini e alcune popolazioni caraibiche.
Spetta dunque a Colombo il primato dell'importazione in Europa del mais, chiamato anche "granturco" fino ai nostri giorni.
Primato contesogli negli scritti degli storici di più epoche dai navigatori scandinavi che, si dice, lo caricarono per primi sulle loro navi nel corso delle lunghe esplorazioni transoceaniche. Dalle Americhe all'Europa il balzo del mais nel nostro continente fu rapidissimo.
Già nel 1525 il suo uso era diffuso in Spagna ed in Portogallo. In Italia fu prima la Campania ad adottare questo tipo di coltivazione, poi seguita da Veneto ed Emilia.
Il mais entrò nella tradizione alimentare italiana dando vita a quella che si usa definire "la civiltà della polenta". Il mais, nella tradizione contadina di un tempo non lontano, rappresentava del resto non solo un prezioso alimento ma anche nelle sue parti di scarto come elemento della magra economia agreste.
L’etimologia della parola “mais” non è chiara.
Una delle ipotesi è che derivi da “mahiz”, nome col quale gli indigeni Arahuaco che Cristoforo Colombo incontrò sull'isola che battezzò Hispaniolaindicavano l'elemento dal quale traevano tanta parte della loro alimentazione. Quelle popolazioni, infatti, sfruttavano il mais in maniera razionale, totale, non ne buttavano via una sola parte: con spighe, foglie e gambi facevano bevande alcoliche, preparavano zucchero, nutrivano il bestiame e ricoprivano i tetti delle capanne; le pannocchie, se mature al punto giusto, venivano abbrustolite sul fuoco o macinate fino ad ottenere una poltiglia gialla, grossolana antenata dell’attuale farina da polenta.
Le pannocchie di mais ancora verdi, invece, venivano bollite o cotte sotto la cenere.

ZUPPA DI MAIS SAPORITA


INGREDIENTI
Dosi per due persone

1 confezione di mais precotto a vapore sottovuoto (possibilmente BIO e locale) *
3/4 patate medio-piccole
panna da cucina vegetale di soia (facoltativa ma consigliata) 
olio evo 
sale
paprika dolce
noce moscata

* se riuscite a trovare una pannocchia fresca ancora meglio ^_^ .. ne basta una grande

Per prima cosa pelare e tagliare le patate a pezzettini e poi sgranare con un coltello o con le mani il mais precotto e mettere da parte i chicchi. In un tegame senza troppa acqua mettere sia le patate sia il tutolo (torsolo della pannocchia) che resta del mais a bollire in acqua per circa 10 minuti e comunque le patate devono rimanere sode e non spappolarsi del tutto (fate la prova forchetta).
Aggiungete in acqua un filo d'olio evo e regolate di sale. Regolatevi con la quantità di acqua perchè sarà poi la dose della vostra stessa zuppa.Quando le patate risultano cotte toglierne una e tagliarla a tocchetti e lasciarla da parte ...occhio alle mani che brucia !!!!! 
Aggiungere ora al tegame i chicchi di mais (lasciarne da parte qualcuno) e un filo di panna vegetale di soia. Amalgamare bene il tutto e appena riprende il bollore spegnere e togliere il tutolo del mais; poi col mixer ad immersione frullare fino a creare la densità desiderata per la zuppa. 
Aggiungere le spezie: una grattata di noce moscata ed una spolverata di paprika dolce. Aggiungere anche i chicchi di mais ed i tocchetti di patata lasciati da parte prima. A questo punto potete solo se necessario regolare ulteriormente di sale ed olio ed amalgamare bene il tutto.
Impiattate e servite la zuppa bella calda e decorate con una ulteriore spolverata di paprika se vi piace.
NG (NOTAGUSTO) : se non volete utilizzare la panna potete anche ometterla. La zuppa risulterà meno densa e più liquida, ma il sapore non cambierà quasi per nulla.

mercoledì 30 ottobre 2013

Crema o zuppa fredda di sedano ....YUMMY !


ZUPPA RAW DI SEDANO


INGREDIENTI
Dosi per persona (per la zuppa... da regolarsi nel caso la si voglia utilizzare come crema su verdure o crostini)

1 costa di sedano grande
1/2 spicchietto piccolo di aglio (volendo va bene anche un cucchiaino da caffè di quello in polvere)
1 pugno di pinoli
sale q.b.

Pulire e lavare bene il sedano e l'aglio (sempre meglio se BIO ove possibile) .
Mettere tutto nel mixer senza esagerare col sale...assaggiare e regolare di sapore.
Se volete aumentare la consistenza della crema aumentate la dose di pinoli ^_^

Che dite? ...che sia troppo facile e troppo veloce ??

mercoledì 2 ottobre 2013

Vellutata di zucca e curry

L'autunno ormai è alle porte e uno degli ingredienti più versatili e veloci che io conosca è proprio la zucca.... bella,soda,coi colori caldi della stagione che la contraddistingue: l'arancio,il verde scuro,il giallognolo...con queste forme alcune assai curiose altre davvero particolari...non c'è che dire è una verdura davvero affascinante ^_^ ..ed ecco che quando al mercato l'ho vista in tutto il suo splendore mi è subito venuta in mente anche una ricettina semplice e veloce ma molto molto gustosa!

Oggi ve la propongo in una versione "calda" e cioè una bella vellutata accompagnata da una spezia che si sposa perfettamente col suo sapore: il curry.

Io qui ho aggiunto un paio di pomodori secchi al naturale giusto per aumentare il sapore.




INGREDIENTI

1 zucca media

4 patate grandi (5/6 se piccole)
1 cipolla di tropea medio grande (di quelle essiccate)
olio evo
sale
pepe alla creola 
prezzemolo (ottimo anche quello essiccato se non l'avete fresco)
curry
dado vegetale bio senza lievito
panna di soia (facoltativa)

Svuotare la zucca e tagliarla a tocchettini, pelare le patate e tagliare anch'esse a tocchettini, pulire la cipolla e farla a fettine. Mettere tutte le verdure in un tegame coprire con acqua e mettere sul fuoco. 

Quando arriva a bollore mettere un cucchiaino scarso di dado vegetale bio senza lievito (si può tranquillamente fare da soli in casa a breve metterò una ricetta a tal proposito ..oppure lo trovate nei negozietti biologici) e lasciate le verdure a lessare a fuoco vivo per circa 10/15 min max: si tratta di verdure che sono tutte molto veloci nella cattura quindi non occorre troppo tempo e poi non dimentichiamoci che più prolunghiamo la cottura più perdiamo i nutrienti fondamentali dei ns cibi. 
Una volta cotte spegnete e frullate il tutto (con acqua di cottura compresa.. non troppa giusto quella che copra circa metà verdure o poco più) con un minipimer ad immersione direttamente nel tegame. Aggiungete ora un filo di panna vegetale se la consistenza vi sembra troppo acquosa. Regolate di sale,pepe e mettete un paio di manciate generose di curry. Mescolate bene il tutto utilizzando ancora il frullatore ad immersione. Impiattate e su ogni piatto aggiungete un filo d'olio evo a crudo e una manciatina di prezzemolo.

Buon appetito!!




lunedì 9 settembre 2013

Se non è zuppa è una simil zuppa!!??? :-P

Zuppe ne esistono veramente tante .. credo di farne decine e decine diverse ogni anno... eh sì sono una vera amante delle zuppe in tutte le salse possibili e in tutti i periodi dell'anno :D

Molti anni fa in toscana mi presentarono una simil zuppa con spinaci e altro, ora no ricordo esattamente più, ma ricordo bene che il sapore mi piacque tantissimo ed io all'epoca non era affatto amante delle verdure a foglia verde (!!).
Da allora quando mi vien voglia spesso faccio un qualcosa di simile... questa è una versione un po' insolita ma davvero slurposa :D



"SIMIL" ZUPPA DI PATATE E BIETA

INGREDIENTI
Dosi abbondanti per 2 persone

3 patate medio BIO
1/2 cipolla grande
4/5 coste di bieta
olio evo
sale
peperoncino (facoltativo)
curcuma o curry (a seconda del gusto)
1lt 1/2 di brodo vegetale

Lavare bene (anche con la spazzolina se necessario) le patatem per togliere ogni residuo di terra. Tagliarle in tocchetti medi e tuffarle nel brodo vegetale: Pulire la cipolla tagliarla a spicchi e tuffare anch'essa nel brodo. Nel frattempo lavare bene e tagliare a tocchettini le coste di bieta. A metà cottura della patate tuffare nel brodo anche la bieta.Far cuocere per una decina di minuti circa o fino a che inserendo la forchetta nella patata non capirete che questa è cotta (non si deve disfare quindi non esagerate mai nella cottura). Aggiustare di sale, olio, curcuma o curry e peperoncino se piace. Servire fumante :D

NG (NOTA GUSTOSA) A me le patate piacciono molto di più con la loro buccia e quando posso e son certa della provenienza non la tolgo mai..inoltre la buccia contiene un saccio di nutrienti e quindi perchè sprecarli?? La zuppa comunque viene bene anche se decidete di pelarle.