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martedì 19 dicembre 2017

La mia Shepherd's Pie

La Shepherd's pie (letteralmente “sformato/pasticcio/torta del pastore”) è una ricetta tipica della tradizione culinaria anglosassone nata, come la maggior parte delle ricette popolari, dall'esigenza di fare economia e di non sprecare gli eventuali avanzi; basti pensare ai Muffin ad esempio sempre della cultura britannica : dolcetti del riciclo, molto spesso poco dolci ma perfetti per un riutilizzo intelligente della frutta o di avanzi anche salati.


La cottage pie viene chiamata così nel 1700 dopo che tra gli inglesi e gli irlandesi si diffuse un preparato a base di patate commercialmente alla portata dei più poveri: cottage era un termine colloquiale che indicava qualcosa di basso costo.
Si presentava in definitiva come un pasticcio di carne, dove una base di montone o agnello veniva ricoperta da uno strato croccante di patate. 
Nel corso del tempo la cottage pie è diventata torta del pastore, ovvero in inglese Shepherd's pie: siamo alla fine del 1800 e il nome della torta cambia in seguito alla consuetudine di utilizzare carne di manzo invece di montone e agnello. La carne di manzo era una carne estremamente diffusa in Inghilterra, alla base della gran parte di allevamenti pastorali, da qui il termine torta del pastore. 

Oggi è possibile trovare anche delle versioni vegetariane di questo piatto, considerato un vero comfort food inglese. 

Si tratta di una ricetta di umili origini che oggi è presente in vari Paesi del mondo in differenti versioni: Hachis Parmantier in Francia, Pastel de Papa in Sudamerica, etc.

La Shepherd's pie è un'idea originale, ricca e gustosa per un pranzo importante, la decorazione a ciuffi realizzata con il purè rendono questo piatto davvero scenografico. (consiglio di farli con una sac a poche per un evento importante e d'effetto).

Un ottimo piatto unico, molto nutriente, bello sostanzioso, spesso l'unico ad essere messo in tavola, soprattutto nella stagione più fredda dell'anno.

Il bello di questo piatto è che lo si può personalizzare e variare a seconda della stagionalità delle materie prime, dei gusti, o semplicemente della propria fantasia! 

Ma vediamo come fare.


SHEPHERD'S PIE (vegan e gluten free)


INGREDIENTI
(dosi per 8 persone)

PER LO STRATO DI PATATE
1.5 kg di patate dolci americane 
230/350 ml di latte vegetale senza zucchero
sale q.b.
olio evo q.b.
aglio in polvere
farina fioretto di mais e lievito in scaglie per spolverare

PER LO STRATO DI LENTICCHIE
230 g di lenticchie marroni o verdi
olio evo q.b.
1 cipolla grande (bianca o gialla) tritata
2 scalogni tritati
2 spicchi d'aglio tritato
2 carote medio grandi pelate e tagliate a tocchetti
2 ciuffi di prezzemolo fresco tritato
300 g di funghi champignon classici o crema lavati,puliti e tagliati a fettine sottili
timo,rosmarino,salvia q.b. 
1 cucchiaio di aceto balsamico
vino rosso vegan ok a sfumare (facoltativo)
½ tazza di brodo vegetale 
sale e pepe q.b.


Per prima cosa preparare il purè di patate dolci. Mettere una pentola con acqua a bollire. Pelare e tagliare le patate in cubotti di circa 3,5/4  cm. Quando l'acqua bolle immergervi le patate e farle cuocere per 15/20 minuti o comunque finché non risultano tenere con la prova della forchetta.

Togliere le patate dal fuoco e scolarle bene poi riporle in una grande ciotola. Schiacciarle bene bene con l'apposito utensile o se si vogliono fare dei buoni muscoli con una forchetta e taaanta pazienza. Aggiungere sale, aglio, latte e olio. Regolare di sapore secondo il proprio gusto e ottenere una buona consistenza (non deve essere papposo). 
**Questo procedimento si può fare anche il giorno prima (max due giorni prima) e conservare in frigo il purè.
Preriscaldare il forno a 180° e preparare una teglia sufficiente per 8 porzioni ungendola con un filo d'olio.

Per cuocere le lenticchie metterle -dopo averle sciacquate bene sotto un getto d'acqua corrente- in una padella non troppo grande con acqua giusto a livello per coprirle. Lasciar che l'acqua si riduca e coprire facendo cuocere per circa 20 minuti o comunque finché non risultano tenere. Quando sono pronte metterle da parte. 
**Anche questo procedimento può esser fatto giorni prima.

Ora prendere una padella e far imbiondire con un filo d'olio e un pizzico di sale la cipolla e lo scalogno per un paio di minuti, aggiungere poi l'aglio un altro minuto e poi le carote e il prezzemolo per un altro paio di minuti avendo cura di rigirare il tutto molto spesso in modo da non bruciare nulla. Aggiungere ora i funghi, le aromatiche (timo,rosmarino e salvia) e l'aceto. Regolare nuovamente di sale e lasciar cuocere i funghi poi sfumare col vino se lo si utilizza.
Aggiungere ora le lenticchie cotte in precedenza e il brodo. Scaldare e amalgamare bene bene. Se necessario regolare nuovamente di sale,pepe e aromi.
Ora mettere il composto con le lenticchie alla base della casseruola. 
Prendere il purè di patate preparato in precedenza e spalmarlo creando lo strato superiore della casseruola.
Spolverare con farina di mais fioretto e lievito in scaglie. Per finire un filo d'olio sopra.
Informare per 40/45 minuti o comunque finché non si forma una leggera crosticina sulla parte superiore.

NOTAGUSTO: la Shepherd's pie si conserva in frigo in contenitori ermetici per anche 3 giorni.
Le varianti che si possono fare sono infinite: ad esempio purè di sedano rapa o di patate viola (o il classico con le patate nostrane) e le lenticchie si possono unire ad asparagi, piselli o fagiolini. Sopra poi si possono mettere noci sbriciolate o altra verdura.



qui con variante di pomodorini e radicchio sopra e zucca al posto delle carote


mercoledì 18 ottobre 2017

Dalla Grecia con sapore

L’altro giorno stavo mettendo ordine nella miriade di ricette trascritte in foglietti e sparse qua e là per casa quando mi è capitata tra le mani una ricettina di circa 3 anni fa quando andammo in ferie in Grecia e per l’esattezza nella meravigliosa isola di Kos all’estremo confine con la Turchia.

Ricordo bene quando chiesi un foglietto per scrivere velocemente la ricetta al ristorantino sul lungomare dove stavamo cenando e dove tornammo anche altre sere.

Rileggendo la ricetta mi è venuta subito l’acquolina così ho deciso di rifarla la sera stessa e poiché la trovo una valida e gustosa alternativa alle classiche patate al forno ve la propongo.

E’ una ricetta semplicissima e di sicuro effetto della cucina tradizionale greca.


In fondo a chi non piacciono le patate? Provatele anche così e non ve ne pentirete ;) 


PATATE ALLA GRECA


INGREDIENTI

6/7 patate grandi
100 ml di succo di limone
80 ml di olio evo
220/250 ml di brodo vegetale (meglio prepararlo un po' prima in modo risulti tiepido)
origano q.b.
timo q.b.
aneto q.b.
sale e pepe q.b.


Lavare e tagliare le patate a spicchi (se bio consiglio di lasciarle con la buccia) e riporle in una teglia o pirofila da forno.

Condirle bene con tutti gli aromi e le spezie (timo, aneto, sale, pepe, origano). 
Ovviamente se freschi (timo, aneto e origano) donano un sapore unico.

Unire gli ingredienti liquidi (olio evo, brodo e succo di limone) in una caraffa e mescolarli ben bene.

Versarli nella teglia sulle patate in modo da bagnarle completamente.

Infornare a forno caldo a 250° per circa 45’ o 60’ a seconda del vostro forno.

Consiglio di rigirare le patate a metà cottura circa.

Ottime anche consumate fredde il giorno dopo!  



BUON APPETITO ^_^

martedì 17 novembre 2015

UN PURE' INSOLITO

PURE' DI RAPA BIANCA (O DAIKON)

QUI CON ZUCCA MARINATA COME DA MIA RICETTA
INGREDIENTI
(dosi per 4 porzioni)

1 daikon intero
1 patata media
1 cucchiaio di semi di sesamo
sale
pepe misto
mix di fiori essiccati (facoltativo)
paprika dolce
lievito in scaglie
olio evo
brodo vegetale

Pelare e tagliare a tocchettini il daikon e la patata e farli bollire nel brodo vegetale fino a  che si infilzeranno bene con la forchetta.
Scolare bene e aggiungere tutti gli ingredienti tranne il lievito e l'olio. Frullare bene con un mixer ad immersione ed aggiungere poi il lievito. Di nuovo mixer per un attimo per amalgamare bene tutto e poi un filo d'olio (ne basta davvero poco). Assaggiare e regolare secondo il proprio gusto.






martedì 20 ottobre 2015

Contorno Autunnale

Mi piace, soprattutto la sera quando le temperature cominciano a scendere, preparare qualcosa al forno.
In genere prediligo un contorno che alla fine si rivela quasi sempre un piatto unico e completo che accontenta tutti i palati e riempie a sazietà.
L'altra sera, di rientro da una settimana fuori casa per impegni di lavoro mentre facevo la lista di quel che mio marito aveva brillantemente acquistato in mia assenza, ho scelto questa soluzione che spero gradirete quanto è piaciuta a noi.
Come nel mio solito stile si tratta di pochi ingredienti facilmente reperibili. La preparazione è semplice e veloce..quindi accendete i forni e via!



INGREDIENTI:
(dosi per 2/3 persone inteso come portata unica)

3 patate a pasta gialla medio/grandi
½ cavolo nero
10/12 pomodorini tipo pachino o ciliegino
1 cipollotto medio intero inclusa la parte verde 
formaggio di anacardi aromatizzato al Naga Morich* (vedi link ricetta nel procedimento)
olio evo q.b.
sale rosa dell'himalaya q.b.

(*) peperoncino molto piccante 




Preriscaldare il forno a 180°/200°. 
Prendere una teglia medio-grande e ricoprirla di carta forno.
Lavare bene con la spazzolina le patate e tagliarle a tocchetti medi. Io utilizzando patate di coltivazione bio-dinamica che acquisto dal mio contadino di fiducia lascio la buccia che è ricca di nutrienti e se priva di prodotti chimici ottima. Se non siete sicuri della provenienza e tipo di coltivazione levate la buccia.
Adagiarle nella teglia. Lavare e tagliare a rondelle sottili il cipollotto e unirlo alle patate.
Lavare e tagliare i pomodorini e mettere anch'essi nella teglia. Con le mani o un bel cucchiaio capiente mescolare bene le verdure. 
Passarvi sopra un filo d'olio evo e un pizzico di sale rosa.
Mettere in forno fino a che con la forchetta infilzerete le patate facilmente. (il tempo esatto dipende e vario da forno a forno; comunque all'incirca per 30 minuti). Le patate devono rimanere un po' sode quindi non spappolatele!
Nel frattempo che le patate cuociono preparare il cavolo nero.
Lavarlo e tagliarlo a listarelle sottili lasciandolo scolare bene dall'acqua residua del lavaggio.
Eliminare la parte più inferiore e dura del gambo che potrà essere utilizzata in zuppe, minestroni, ripieni di polpette o burger veg.
Prender il formaggio di anacardi ( ricetta QUI ) e briciolarlo con la forchetta.
Quando le patate risulteranno cotte togliere la teglia dal forno e aggiungere il cavolo nero e il formaggio di anacardi al tutto. Amalgamare bene il tutto nella teglia e aggiungere un filo d'olio evo.
Rinfornare per altri 10/15 minuti e servire.

Buon appetito.





domenica 5 aprile 2015

BUONA PASQUA

Clou del pranzo pasquale è la famosa TORTA PASQUALINA tipica del nostro Bel Paese. E quest'anno ho deciso di inserirla anche io nel mio Veg Menù Pasquale.



Solitamente salata viene preparata ormai con caratteristiche differenti su tutto il nostro territorio (talvolta anche in versione dolce). Cotta al forno, è tipica del tempo pasquale come dice per l’appunto il nome..
Dalle origini assai antiche (ne è attestata l’esistenza nel XV secolo), è una famosa specialità genovese, chiamata così perché si usava (e si usa) prepararla e mangiarla soprattutto a Pasqua periodo cioè della primavera e dei suoi prodotti: uova, erbette, carciofi, piselli, cipolline nuove, maggiorana, un tempo presenti in ogni orto ligure. Nei secoli scorsi uova e formaggio, ingredienti essenziali della Pasqualina, erano alimenti che si consumavano solo nelle grandi ricorrenze.
Questa torta si prepara anche con i carciofi, ma la tradizionale torta Pasqualina è fatta solo con le bietole, poiché nel periodo pasquale i carciofi non erano a buon mercato, mentre le umili bietole di campagna erano in pieno germoglio e tutti potevano permettersi di acquistarne in quantità. E’ un vero e proprio concentrato di simbolismi che richiamano al cristianesimo e, prima ancora, ai riti pagani che celebravano il ritorno della primavera. Tradizione vuole che i fogli di pasta che compongono la torta Pasqualina siano esattamente 33, in ricordo degli anni di Gesù, ma in pratica ci si “accontenta” anche di meno. Non solo: come spesso accade nei piatti tipici di origini molto antiche gli ingredienti della torta Pasqualina, uova e formaggio, erano alimenti pregiati che venivano consumati solo nelle grandi ricorrenze.

In Liguria, al posto della ricotta, si utilizza la prescinseua, una sorta di cagliata di latte molto leggera, reperibile in alcune gastronomie particolarmente fornite.
Il segreto della riuscita della ricetta sta nella preparazione della pasta che va fatta senza uova e dev'essere veramente sottilissima. La torta Pasqualina è buona sia tiepida che fredda.
A Ventimiglia  ad esempio si usano nel ripieno erbe selvatiche (caccialepre, ortica, allattalepre, songino), al posto delle bietole e della borragine.

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TORTA PASQUALINA VEG




INGREDIENTI
Pasta sfoglia senza uova (2 fogli)*
400g di tofu silk
1kg di bieta cotta al vapore e ben strizzata (io ho utilizzato per questa volta un 20%  di radicchietto selvatico lasciato così a crudo)
1/2 cipolla
curcuma q.b
sale e pepe q.b
latte vegetale q.b
olio evo q.b
2 patate medie cotte al vapore
lievito alimentare in scaglie q.b 
farina di mais fioretto q.b
prezzemolo essiccato q.b
5 patate viola medio/piccole cotte al vapore e lasciate con la buccia (se bio)

(*) se volete farla voi ecco la mia precedente ricetta senza glutine QUI  

Frullare il tofu con un po' di latte vegetale (qualche cucchiaio), olio, sale, pepe e un po' di curcuma. Aggiungere la cipolla sminuzzata e il prezzemolo. Frullare nuovamente fino ad ottenere una buona densità. Se utilizzate il tofu classico al naturale otterrete un effetto ricotta e siete già a posto così (l'effetto visivo a termine cottura è però differenze rispetto alla ricetta), ma se avete utilizzato come me il tofu silk l'effetto è bello vellutato pertanto aggiungete un po' di farina di mais giusto per ridare un po' di densità al tutto (non ne occorre tantissima..basta avere la stessa consistenza della pastella). 
Aggiungere poi la bieta ben strizzata e le 2 patate schiacciate bene. Amalgamare il tutto e infine passare una spolverata di lievito alimentare sempre amalgamando.
Stendete nella tortiera rivestita di carta forno il primo foglio di pasta sfoglia facendo qualche foro qua e là coi rebbi della forchetta. 
Versare il ripieno e livellarlo con una spatola e creare 5 incavi su cui poggerete poi le patate viola. Chiudere con il secondo foglio di pasta sopra e sistemare bene i bordi. Fare altri fori con la forchetta qua e là e se vi rimane un po' di pasta in più (io taglio leggermente il bordo superiore del cerchio di sfoglia perché troppo grande per la sola chiusura quindi ne avanzo sempre un po') potete creare qualche decoro a mano libera o con delle formine per biscotti da applicare sopra.
Infornare a 180° per 40/45 min circa.



NG (NOTAGUSTO) : come la classica è ottima anche fredda ed è bella sostanziosa. Le patate viola danno un tocco di colore e l'effetto uovo per la loro forma... nessuno però vi vieta di riprodurre la stessa senza e ricavarne un'ottima torta salata più light. 
Si conserva per anche 2/3 in frigo senza problemi.





giovedì 12 marzo 2015

Patate cimate

In una sera in cui avevo uno speciale yoga corso avanzato ed avevo super fretta mi son "inventata" questa ricettina sfiziosa e che mi ha permesso di utilizzare le cime di rapa che stavano in frigo da qualche giorno.


PATATE CIMATE



Niente di più semplice.

Lavate, tagliate e cuocete a vapore o in acqua le patate (io le lascio con la buccia perchè bio e del mio contadino di fiducia).
Nel mentre lavate e pulite le cime di rapa e mettetele nel mixer con un filo di acqua e nient'altro, così a crudo. Tritate bene.
Passatele poi un attimo in padella con un po' di cipolla fatta appassire con un po' di acqua prima e sfumata poi col vino bianco. Unite le cime di rapa e un goccio d'olio... se occorre salate.
Bontà assoluta!!!!

mercoledì 22 ottobre 2014

voglia di coccole..

Questo è uno di quei piatti che sempre e ripeto sempre mi coccola.. e stasera ne ho proprio bisogno!

CREMA DI PATATE E FUNGHI


INGREDIENTI
(dosi per 3/4 porzioni)

400g di funghi champignon crema
2 patate grandi o 3 medie
1 costa di sedano con le foglie
1 scalogno
1 cipollotto verde intero
1/2 mazzetto piccolo di crescione fresco
olio evo 
1 bicchiere di latte vegetale dal sapore neutro e non zuccherato
sale
pepe
1/2 cucchiaino di fiocchi di peperoncino
semi di sesamo 
aglio in polvere
1/2 misurino di dado vegetale in polvere senza lievito e senza glutine (ricordo che qui trovate le mie proposte)
1 bicchierino (tipo da limoncello) di vino bianco vegan ok



Lavare e pulire tutte le verdure. In una pentola capiente immergere in acqua (giusto il necessario a coprire tutte le verdure) le patate tagliate a tocchetti grossolani con il sedano,lo scalogno e i gambi dei funghi. 
Lasciar bollire per 15/20 minuti circa o fino a che facendo la prova della forchetta vi sembrano cotte e aggiungere il dado vegetale.
Nel frattempo in una padella con un filo d'acqua sobbollire il cipollotto intero (le radici si usano e fanno molti sali minerali io le avevo messe in pentola con le verdure) e i cappelli dei funghi tagliati fini. 
Quando appassiscono sfumare appena col vino e aggiungere olio,sale,pepe e aglio in polvere. 
A cottura ultimata levare dal fuoco e spolverare con il crescione tritato finemente e lasciare da parte.
Col frullatore ad immersione creare una crema. 
Aggiungere poi il latte vegetale e il peperoncino e continuare a creare la crema. 
Servire nelle ciotoline da zuppa riponendo in ognuna la crema e adagiandovi sopra i funghi con una spolverata di sesamo e un filo d'olio a crudo.


lunedì 13 ottobre 2014

GNOCCHI DI PATATE VEGAN E SENZA GLUTINE

Quando pubblico ricette coi gnocchi in tanti mi chiedete: "ma come li fai ? e senza glutine poi ?" .... ho sempre creduto che sugli gnocchi ci fosse molto poco da dire in verità poiché sono una delle paste fresche (forse l'unica) che con o senza glutine riesce meglio; ma viste le tante richieste mi son decisa di metter qui la mia "ricetta" che non ha nulla di strano o di  nuovo come vedrete... vi posto anche qualche variante che amo.


GNOCCHI VEGAN SENZA GLUTINE


INGREDIENTI
(dosi indicative per circa 4 porzioni) 

"CLASSICA" CON FARINA DI RISO

1 kg di patate a pasta rossa o bianca ( secondo me son quelle che fanno venire meglio gli gnocchi)
300 g. di farina di riso + quella necessaria per la spianatoia
sale q.b. (facoltativo)
pepe q.b. (facoltativo)


VARIANTE CON GRANO SARACENO 

1 kg di patate a pasta rossa o bianca 
300 g. di farina di grano saraceno + quella necessaria per la spianatoia
sale q.b. (facoltativo)
noce moscata q.b. (secondo il mio palato con il saraceno che è saporito e particolare la noce moscata di sposa bene)


VARIANTE CON FIOCCHI DI PATATE 
(in questa variante le chiamo CHICCHE DI PATATE)

1 kg di patate a pasta rossa o bianca
200 g. di fiocchi di patate (quelli che si comprano per fare il purè di patate) al naturale senza formaggio dentro o se la trovate farina di patate essiccate(*)
farina di riso necessaria per la spianatoia
sale q.b. (facoltativo)
pepe q.b. (facoltativo)

(*) qui la dose è veramente indicativa poiché la farina essendo sempre patata assorbe in modo diverso...basta regolarsi. 

NG (NOTAGUSTO) : 
Potete fare ottimi GNOCCHI DI ZUCCA E PATATE utilizzando 1/2 quantità di patate e 1/2 di zucca. Vi troverete dei gustosi gnocchi leggermente color giallo/arancio. 
Potete anche utilizzare altre verdure per "COLORARLI" come la rapa rossa o gli spinaci. L'unica accortezza è lessare queste verdure e strizzarle poi bene per eliminare l'acqua in eccesso. Il rapporto patate deve esser di 2/3 contro le verdure di 1/3.


PROCEDIMENTO:

Per prima cosa faremo bollire le patate in acqua salata. Scegliete voi se farle a pezzettini prima o lasciarle intere. Io posso consigliarvi di scegliere delle patate non troppo grandi e tagliarle a metà. Saranno poi schiacciate con lo schiaccia patate e la buccia rimarrà lì. 
Una buona alternativa se avete tempo è quella di lessare le patate invece di bollirle così avranno meno acqua e più amido.
Una volta cotte farle raffreddare e schiacciare con l'apposito strumento evitando che rimangano troppi grumi in una ciotola. Aggiungere poi la farina ed iniziare a formare l’impasto. Se avete lessato le patate occorre sicuramente aggiungere sale,pepe e aromi a piacere; diversamente il sale e il pepe sono secondo il Vostro palato ed il Vostro gusto.
Vige la regola che più è alto nell'impasto il contenuto di patata meglio verrà lo gnocco: ecco perché TUTTE LE DOSI DI FARINE sono INDICATIVE. 
Quindi aggiungere la farina poca per volta fino alla quantità necessaria e comunque fino a  quando l'impasto non si staccherà facilmente dalle pareti della ciotola.
Creare un panetto con l'impasto e poi delle striscioline di circa 1 pollice di diametro. Tagliare gli gnocchi di circa 1 o 2 cm l'uno. Se avete tempo e voglia e lo strumento per "rigarli" (scusatemi, ma ne ignoro il nome) una volta tagliati passateli lì (vedi foto sotto) risultano più carini a livello estetico..ma nulla di più. ^_^
Cospargerli di farina e eccoli pronti o per esser conservati nel congelatore o per esser consumati subito col sugo che preferite.





domenica 12 ottobre 2014

i sapori di quando ero bambina

Nel dizionario alla parola FRICANDO' si trova che deriva da FRICARE = FRIGGERE, da cui il diminutivo di FRICASSEA.
GASTRON: Pezzo di vitello rosolato e cotto in casseruola col suo sugo, verdure e aromi
SENSO FIG., REGIONALE: Fare un fricandò, fare una gran confusione; combinare un pasticcio

Esattamente non son riuscita a trovare documentazione che mi aiutasse a capire di che parte d'Italia sia tipico, ma parlando con più persone di zone diverse mi son resa conto che è noto a tutti; quindi possiamo dire che è tipico regionale.

Personalmente è una pietanza che da bambina adoravo e osservavo sempre mia madre mentre lo preparava... ricordo per che tutta la cucina c'era uno squisito odore di verdure e che io non resistendo le smangiucchiavo di nascosto anche mentre lei le cucinava :D

In casa mamma lo chiamava FRICO' . Si perchè per quel che riguarda la tradizione di casa mia il vero segreto di un buon fricandò o fricò che dir si voglia è mantenere i sapori singoli e quindi cucinare ogni verdura separatamente... il che comporta davvero tanto tempo a disposizione, ma il risultato è garantito!

Praticamente direi che è la versione nostrana della più famosa RATATOUILLE originaria della Provenza francese conosciuta come Ratatuia o Rattatuia in italiano è una fantasia di verdure (basilare è che siano di stagione) stufate con olio ed erbe aromatiche. 
La parola ratatouille deriva da "ratatolha", simile al francese "touiller" che significa "rimestare". La ratatouille era originariamente un piatto per contadini poveri, preparato in estate con verdure fresche. L'originale ratatouille niçoise (di Nizza) non conteneva le melanzane che invece oggi vengon utilizzare per riprodurre il piatto. Gli ingredienti originari della versione tradizionale sono pomodori, zucchine, peperoni, cipolle. aglio, alcune erbe di Provenza e basilico.


A fare onore a questa semplice ricetta e alle stupende verdure di stagione, ha contribuito il topino Remy che nel film della Pixar "Ratatouille" fa sognare anche il più rigido e cinico critico gastronomico Ego riportandolo agli antichi sapori dell'infanzia che si incontrano in questo semplice piatto in cui le verdure e le spezie si sposano in un connubio armonioso! Ma l'insegnamento più grande ci giunge dallo spirito dello chef Auguste Gusteau che guida Remy e che col suo libro "Tutti possono cucinare", insegna a non sentire limiti in cucina!

poiché anche io non sento limiti in cucina ecco qua uno dei miei piatti preferiti d'infanzia !! 


FRICANDO' TIPICO DI CASA MIA 
(quindi per me FRICO')




INGREDIENTI:
(dosi a piacimento non esistono regole o proporzioni)

melanzane oblunghe nere
zucchine
peperoni gialli
peperoni rossi
cipolla bianca
patate 
olio,sale,pepe e aromi q.b
vino bianco q.b. per sfumare

Come detto sopra ogni verdura va trattata a sè... Quindi:

Cuocere i peperoni al forno interi poi una volta cotti eliminare la pellicina e tagliare a  tocchettini la polpa.
Lessare in acqua o cuocere a vapore le patate tagliate a tocchettini o a spicchietti e lasciarle raffreddare un po' (altrimenti di sfaldano nell'assemblarle con le altre verdure a fine preparazione).
Spurgare  col sale per un'oretta le melanzane tagliate a dadini e poi asciugarle ben bene e soffriggerle in padella.(oppure per una versione più leggera grigliarle in una padella antiaderente)
Tagliare a rondelle di uno spessore di circa 1/2 cm le zucchine e saltarle in padella antiaderente.
Tagliare a fettine sottili la cipolla e farla prima sbollentare in padella con un po' di acqua poi sfumare con il vino.

Importante: ogni verdura una volta cotta va condita con sale, pepe e olio evo a crudo secondo il proprio gusto.

Ora riunire tutte le verdure avendo cura di non spappolarle in un'unica casseruola e farle andare ancora per qualche minuto a fuoco lento con olio evo e se necessario regolare di sale e aromi a piacimento (da noi non si mettevano aromi) fino a che il tutto non è ben amalgamato.



NG (NOTAGUSTO): per una versione autunnale/invernale consiglio di utilizzare patate,zucca,funghi,cipolla,finocchi .... non c'è limite alla vostra fantasia. L'importante è che siano verdure "polpose".


lunedì 8 settembre 2014

lo sformato "non banale" in Made in Yle


INGREDIENTI
(per una teglia circa ^_^ )

750/800g di patate bio a pasta gialla
10/15 pomodorini datterini
1 pugno di capperi al naturale sotto sale
1 peperone rosso
1 cipolla di tropea fresca (grande)
olio evo -sale e pepe q.b.
1/2 bicchiere di vino bianco vegan ok
origano
125/150g di spalmarisella (formaggio tipo stracchino esclusivamente a base di riso)

Lavare bene le patate (anche con la spazzolina) e tagliarle a fettine di circa 1/2cm (lasciare la buccia se Bio).
Disporle senza sovrapporle su una piastra rovente e farle scottare in modo da bruciacchiarle appena su entrambi i lati. Lasciarle ora da parte.
Foderare con carta forno la teglia e spennellare con olio evo il fondo spargendoci un po' di pangrattato o nel caso del senza glutine di panatura di mais.
Prendere una padella e mettervi dapprima con un po' di acqua i pomodorini e il peperone tagliati a tocchettini, una volta inteneriti aggiungere vino bianco e sfumare. Prendere i capperi e passarli in un colino a maglie strette sotto l'acqua corrente strizzandoli un paio di volte con le mani in modo da togliere il sale in eccesso e aggiungerli alle verdure in padella. Tagliare a rondelle sottili e ben staccate tra di loro la cipolla di tropea e aggiungere anch'essa alla padella. Regolare di olio (poco) sale e pepe e portare a cottura (senza esagerare le verdure devon rimanere un po' consistenti, ma la maggior parte del sugo deve esser rappreso).
A questo punto formiamo lo sformato. (ahahahaha passatemi il gioco di parole)
Sul primo strato con la panatura di mais della teglia formiamo uno strato di patate; passiamo un filo d'olio e cospargiamo con origano. Formiamo ora un secondo strato con le verdure in padella e poi aggiungiamo qualche ciuffo qua e là di spalmarisella (prendiamola proprio con la mani). Riformiamo lo strato di patate olio e origano e ricominciamo con gli strati che non devono esser troppo pieni. Terminiamo con le patate e se vogliamo con altra panatura di mais.
Informiamo a forno preriscaldato a 150° per circa 15/20 min (giusto il tempo che si formi una crosticina o che almeno il formaggio sia fuso.
Serviamo o così (attenzione alle porzioni ...son delicate) oppure capovolgendo la teglia in un piatto da portata grande :D

BUON APPETITO

 

domenica 3 agosto 2014

come ti coltivo nel sacco o nel bidone patate & co

La coltura delle patate come quella di altri tuberi è indicata per orti di gradi dimensioni. 
A volte, in quelli più piccoli, è più complicato, in quanto occupano parecchio spazio e la crescita non è così rapida. 
Esistono metodi fuori terra per la coltivazione delle patate che sfruttano l’inserimento dei tuberi in contenitori e bidoni.
Una delle tecniche base è la coltura delle patate in bidone o in sacco; un metodo che si basa sullo sfruttamento della classica rincalzatura, in grado di impedire che i tuberi inverdiscano, costringendoli di nuovo alla crescita di ulteriori tuberi.
Il posizionamento all'interno del bidone avviene a strati. Una volta posizionate le patate germogliate sul fondo e ricoperte con terriccio, si attende qualche tempo in modo che si sviluppino delle piccole piantine.
A questo punto si aggiunge nuova terra in modo da ricoprire le piccole piante fino quasi a metà della loro altezza. L’operazione va ripetuta più volte, fino a riempire il bidone, ottenendo così numerose patate.
Con questo metodo oltre a garantire una grossa quantità di patate finali, si eviterà la sarchiatura e i possibili attacchi da parte dei parassiti o di alcuni funghi piuttosto diffusi.
Attenzione a forare il bidone. Aiuta il drenaggio ed evita la formazione di terribili ristagno che portano a marcescenze.


mercoledì 14 maggio 2014

Sformato di verdure

SFORMATO DI VERDURE

In genere per gli sformati utilizzo le verdure di stagione che meglio si adattano ...... questo è uno dei miei preferiti ...e qui non si butta via proprio nulla.. infatti si utilizzano anche le bucce delle fave.



INGREDIENTI:
patate cotte al vapore schiacciate con la forchetta
fave sgranate e scottate appena in acqua salata
buccia di fave cotta nella pentola a pressione o lessate e frullata
cipolla bianca e rossa lasciata in ammollo almeno mezz'ora in acqua e aceto di mele
carote crude tagliate alla julienne
farina di ceci q.b.
pomodori secchi tagliati fine
olio evo - sale e curcuma q.b.
acqua se necessaria per amalgamare meglio e q.b. 

Mettere in una terrina tutti gli ingredienti e amalgamarli bene condendo con olio,sale, curcuma e peperoncino (se piace). Foderare una teglia con carta da forno e riporci lo sformato pressando bene con un cucchiaio o una spatola. Far cuocere in forno a 180/200° per 10/15 min.