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martedì 12 dicembre 2017

Il Golden Milk : l'Oro della salute nella tazza

Questo post è tutto dedicato ad una mia carissima amica che l'altra sera era ospite da me ed in cucina nel mare di foglietti appesi coi magneti ha notato i miei appunti per questa micro ricettina e mi dice: "dai sbrigati a postarla" ed io: "eh ma devo fare una foto carina prima!" 
Quindi mi son messa all'opera ed ecco qua :)


Tutti coloro che praticano Yoga (in particolare Kundalini) conoscono la ricetta del Golden Milk o Latte d’oro (ormai in occidente così conosciuto)  consigliata da Yogi Bhajan (maestro di questa disciplina) ai suoi allievi per migliorare l'elasticità e poter rimanere così più agevolmente nelle posizioni richieste. Questa bevanda, in realtà, è particolarmente indicata non solo per chi pratica ma anche per tutti coloro che hanno problemi alle articolazioni o alle giunture ed è ottima per la colonna vertebrale dato che lubrifica, aiuta a rompere i depositi di calcio, riduce eventuali infiammazioni e contribuisce a rimuovere le tossine.
Si tratta di una bevanda dal colore acceso e dal sapore delizioso, realizzata con pochi ma salutari ingredienti. A base di curcuma è molto utilizzato nella medicina ayurvedica. 
Giusto di recente, questa spezia orientale, ormai sempre più utilizzata anche in Occidente, è stata oggetto di numerosi studi scientifici che ne hanno evidenziato notevoli e benefiche proprietà.
In particolare, il suo principio attivo, la curcumina, sarebbe antiossidante e antinfiammatorio, in grado dunque di contrastare stati infiammatori e dolori articolari in generale ma anche la digestione lenta, il gonfiore addominale, il mal di denti, le nevralgie e infine è ottima per favorire il corretto funzionamento del fegato, abbassare il colesterolo e i trigliceridi.

I benefici del golden milk sono molteplici:
*  anti-infiammatorio piuttosto efficace
*  antiossidante, con virtù antisettiche,
*  aiuta a controllare il colesterolo
*  potenzia il sistema immunitario in generale
*  migliora il metabolismo contribuendo al mantenimento del peso corporeo
*  favorisce il benessere intestinale, disintossicando il fegato
*  regola la pressione sanguigna
efficace antidolorifico, specialmente per se soffrite di dolori articolari e muscolari
riduce gli effetti della psoriasi e di altre malattie della pelle.

Potete assumere questa bevanda tutti i giorni, al mattino, anche per un mese.

In caso di mal di gola e raffreddore invece è consigliata l’assunzione di una pallina di pasta di curcuma assoluta, da deglutire così com'è con un po’ di acqua, mattina e sera fino a ridurre i sintomi.

E’ la sinergia tra pepe nero e curcuma ad agire sulla biodisponibilità della curcumina fino a 1.000 volte, ed aumenta così l’assorbimento del corpo.


Attenzione: non è un farmaco né un integratore e la quantità di curcumina presente è comunque bassa, tuttavia bisogna sapere che il pepe contiene un alcaloide che potenzia l’azione della curcumina, a cui si deve la maggior parte dell’effetto simil-terapeutico.


GOLDEN MILK ( haldi doodh)

INGREDIENTI
per la pasta di curcuma

1/4 di tazza di acqua filtrata o depurata (o comunque una buona acqua da bere quindi con un basso residuo fisso) 
1/2 tazza di curcuma in polvere
1/2 cucchiaino di pepe nero macinato

Mettere a bollire a fiamma alta in un pentolino antiaderente tutti gli ingredienti mescolando continuamente per evitare di formare grumi. Si deve ottenere in poco tempo un impasto liscio e cremoso, abbastanza denso.

Una volta pronta, conservate la pasta di curcuma così ottenuta in un barattolo di vetro chiuso ermeticamente in frigo.  In questo modo, si manterrà per circa 40 giorni.

per il golden milk

1/4 di cucchiaino di pasta di curcuma
1 tazza di latte vegetale preferito (riso,mandorle,etc..)
sciroppo d'agave o zucchero grezzo di canna per dolcificare 

Per preparare il latte fate scaldare a fiamma media in un pentolino antiaderente per un paio di minuti il latte vegetale con la pasta di curcuma e l’olio fino ad ottenere un composto denso e corposo.

Mescolate continuamente per evitare che arrivi a bollore. Togliete dal fuoco e versate in una tazza. (potete anche frullarlo un attimo per creare maggiore cremosità) . Aggiungete il dolcificante secondo il Vostro gusto.

Questa è la versione più classica ma io la gradisco molto di più con l'aggiunta di una spolverata di cannella (o 1/4 di stecca sbriciolata) e visto che mi piacciono i sapori decisi perché non usufruire dei vantaggi di 'altra ottima spezia: ovvero lo zenzero!? Perciò ci aggiungo anche una bella grattugiata di zenzero fresco sopra :P 

NOTAGUSTO: se avete curcuma fresca potete -al posto di preparare la pasta- grattugiarla direttamente nel latte messo a scaldare assieme al pepe nero e poi procedere come da ricetta.




martedì 5 dicembre 2017

Cicoria ripassata

La cicoria ripassata o strascicata è un piatto tipico della cucina romana in primis e del sud d'Italia poi.

Il piatto è semplicissimo e a prova di chiunque: anche chi crede di non saper far nulla in cucina!

Ma prima di affrontare questa "difficilissima" ricetta facciamo anche noi un bel ripasso di storia e proprietà di questa meravigliosa pianta spontanea.

La cicoria (Cichorium intybus) volgarmente nota con il termine un po’ ingeneroso di “bruttona” per via del suo aspetto non particolarmente attraente, è una pianta apprezzata da millenni, che cresce spontanea nei prati, ai margini delle strade, nei terreni argillosi d’Europa, Asia temperata e Africa Settentrionale. 
Tra le piante spontanee che la natura ci offre, la cicoria è una delle prime a comparire ed ha una lunga storia alle spalle. Viene citata addirittura, per le sue proprietà medicinali, nel papiro Ebers (nome dell’egittologo tedesco che lo ha scoperto in un sarcofago), il primo trattato medico egiziano risalente al terzo millennio a.C. abbiamo, infatti con esso, la certezza che la cicoria fosse apprezzata per le sue proprietà “aperitive e digestive”.
Successivamente il grande naturalista Plinio il Vecchio, nella sua “Storia Naturale”, ne decanta le virtù nevralgiche, diuretiche, stomachiche e calogoghe. Secondo il famoso medico greco Galeno è “amica del fegato” e “non contrasta allo stomaco”; per questo i medici greci e latini la prescrivevano spessissimo e curavano con essa molte malattie dell’addome. I Romani, durante i pranzi luculliani, insieme con uova di tordi, beccafichi e pavoni, si facevano porgere piatti di cicoria. Apicio la chiamava intuba, condendola con miele. Nelle credenze popolari germaniche era considerata una pianta magica, attraverso la quale si poteva provare il piacere dell’amore, spezzare incantesimi, diventare invisibili e invulnerabili. Per ottenere questi effetti, occorreva però dissotterrare la radice nel giorno di San Pietro e Paolo, avvalendosi di un pezzo d’oro e delle corna di un cervo.
Curioso è l’episodio avvenuto nel 1513, quando Massimiliano Sforza mette in fuga l’armata francese nella battaglia della Riotta. Il popolo milanese esulta per la vittoria, sfilando per la città con aste e pali sui quali erano stati fissati grossi mazzi di cicoria, al grido “Cicoria! Cicoria!”, poiché era noto che essa giovasse alle malattie del fegato. I malati di fegato, in questo caso, erano considerate metaforicamentge le truppe francesi, seccate per la forte sconfitta. Un cronista del tempo raccontava questo episodio: “Tutta Milano gridava: “Duca, Duca, Moro, Moro, Zuchoria, Zuchoria, per quelli che avevano marzo il fidego… et altro non se odiva per Milano se non zuchoria, zuchoria”. Sin dal XVII secolo è impiegata per usi alimentari e, sempre a partire da quel secolo, fu usata anche come surrogato del caffè. Emblematico, a questo riguardo, l’episodio del blocco continentale operato da Napoleone nel 1806 che, vietando ogni importazione di prodotti provenienti dall’Inghilterra e dalle sue colonie, contribuì a diffondere l’uso del caffè di cicoria. Dopo la soppressione del blocco, la pianta cadde nuovamente nel dimenticatoio, ma durante le due Guerre Mondiali tornò drammaticamente di moda per via della scarsità di molti generi alimentari. La cicoria, che nel 1300 il botanico tedesco Conrad di Megenberg chiamò “sponsa solis” (sposa del sole), per via dei suoi fiori che si aprono e chiudono al sole, è stata spesso etichettata come simbolo di povertà negli ultimi secoli, allontanata dalle tavole, e si è persa la pratica di raccoglierla.
Secondo un'altra antica leggenda rumena invece il sole chiese ad una fanciulla di nome Floridor di sposarlo.
La ragazza però rifiutò nettamente e il sole si arrabbiò a tal punto che trasformò la ragazza nel fiore di cicoria: il fiore di cicoria guarda al sole per tutto il giorno.
Il sole in pratica, costrinse la ragazza a guardarlo tutto il giorno: il fiore della cicoria, infatti, è eliotropo poichè si apre al mattino e si chiude al tramonto. 

Molto saporita, spesso amarognola, da servirsi cruda - quella cimata è ottima nei pinzimoni - o cotta, è formata all’80% da acqua e contiene solo 10 kcal/ 100 gr. di parte edibile: è consigliata in caso di digestione lenta e difficile, contribuendo a dare sollievo ed accelerare il processo digestivo, riducendo il fastidioso sintomo della pesantezza; ha proprietà lassative e diuretiche, per cui è efficace nel combattere i problemi di stitichezza e per aiutare i reni a svolgere al meglio la loro funzione filtrante, eliminando più acido urico possibile; ha proprietà antinfiammatorie, in caso di tosse persistente, specialmente se accompagnata da bronchite, congestione nasale e asma; ha una capacità ipoglicemizzante, utile per abbassare i livelli di glicemia nel sangue dei soggetti diabetici e, essendo un ottimo tonico naturale, contrasta la comparsa dei radicali liberi e viene spesso utilizzata in campo dermatologico. La cicoria, tramite depurazione e disintossicamento, stimola le funzioni di intestino, fegato e reni grazie alle sostanze presenti nelle radici che hanno proprietà digestive, ipoglicemizzanti, lassative (purgative), colagoghe facilita la secrezione biliare verso l’intestino) e cardiotonica regola la frequenza cardiaca); dai suoi fiori sono estratti liquidi per curare alcuni tipi di oftalmie, mentre la polpa riduce le infiammazioni, avendo proprietà antiflogistiche. L’inulina, di cui la pianta è ricca, che è responsabile del suo sapore amaro, riduce i rischi di cancro intestinale, il tannino è astringente, disinfettante, ricostituente e disintossicante.
Non è dunque giunta l'ora di provarla se ancora non l'avete gustata???

E' BUONISSIMA ANCHE SEMPLICEMENTE COTTA IN ACQUA E SALE E POI CONDITA CON OLIO EVO E SUCCO DI LIMONE (che ricordo aiuta il nostro fisico ad assimilare l'assunzione di ferro) E SE LO GRADITE ZENZERO GRATTUGIATO!
CICORIA RIPASSATA PICCANTE



INGREDIENTI
cicoria
aglio
olio evo
sale
vino bianco vegan ok a sfumare
peperoncino (meglio se fresco)

Lavare, pulire e tagliare la cicoria e metterla in una padella con un po' d'acqua (quel tanto che basta a coprirla) per farla appassire poi chiudere con un coperchio. Quando l'acqua evapora sfumare col vino. Nel frattempo in un'altra padella schiacciare l'aglio e farlo leggermente soffriggere con un po' di olio. Quando il vino è sfumato trasferire la cicoria nella padella con l'olio e l'aglio, regolare di sale e farla saltare per qualche minuto in modo che s'insaporisca bene. Togliere l'aglio e aggiungere il peperoncino tagliato finemente. Lasciare sul fuoco ancora un paio di minuti. Servire calda magari con un paio di fette di pane tostato e se piace e aromatizzato all'aglio e olio.

BUON APPETITO!

NOTAGUSTO: Potete anche mettere l'aglio direttamente a cuocere con la cicoria in acqua. Diventerà molto tenero e lo si potrà schiacciare creando così una bella cremina con la quale far insaporire bene la cicoria. Se volete potete anche mettere porro o cipolla oltre all'aglio. Provate!

Qui a piatto unico con l'aggiunta verso fine cottura di wurstel vegetali a base di lupino e soia



lunedì 4 dicembre 2017

Regalatemi anelli ...ma di cipolla ;)

Con questo post vorrei proporvi una golosa, ma sana, variante di uno tra i più apprezzati, ma grassi, cibi da fast food. 
Perchè ok il mangiar sano, ma ogni tanto le voglie di junk food prendono anche noi ... Sappiatelo ! ;) 
Scherzi a parte vorrei proporre uno di questi junk food che è anche il mio preferito in assoluto ovvero i celebri anelli di cipolla fritti, sfiziosi quanto mai, è vero, ma di certo non troppo leggeri. 
Per poterseli concedere ogni tanto e senza troppi sensi di colpa, ecco che diventano dei goduriosi anelli di cipolla pastellati ed impanati al forno.
La ricetta non è nulla di difficile o particolare, ma le mie varianti ai classici spero possano essere di vostro gradimento. Ovviamente ciascuna di queste può essere riprodotta nella versione decisamente meno light friggendole.
Ottimi come finger food, come antipasto o come meglio si voglia accompagnati da sfiziose salse.

ANELLI DI CIPOLLA ALLA BIRRA 
qui in versione fritta (momento di grande goduria!)

INGREDIENTI:
2/3 cipolle grandi (le rosse sono le migliori a mio parere, ma vanno bene tutte)
½ tazza di farina* [si può utilizzare anche una farina senza glutine]
½ tazza di birra
pane tostato q.b.* [si può utilizzare anche quello senza glutine]
paprika dolce
sale e pepe q.b.

Sbucciare le cipolle, tagliarle a fette spesse (circa 2 cm almeno) e ricavarne delicatamente gli anelli.
In una ciotola unire la farina setacciata alla birra avendo cura con una frusta di non creare grumi. Il composto deve risultare fluido e liscio (come una classica pastella).
Prendere il pane, tostarlo e tritarlo in polvere. Metterlo in una ciotola ed aggiungere a piacimento la paprika (consiglio di abbondare per percepirne poi il gusto), il sale ed il pepe mescolando ben bene il tutto.
Passare gli anelli di cipolla prima nella pastella e poi nel pane per due volte ed adagiarli in una teglia rivestita di carta forno e distanti tra loro in modo da non toccarsi così che la doratura sia migliore e più uniforme.
Cuocere a 200° per circa 20 minuti.

NOTAGUSTO: da provare anche con lo zafferano o il curry al posto della paprika.

ANELLI DI CIPOLLA ALLA PASTELLA DI CECI
qui proposti senza la crosticina di pane, ma con le spezie all'interno della farina e dell'acquafaba 

INGREDIENTI:
2/3 cipolle grandi (le rosse sono le migliori a mio parere, ma vanno bene tutte)
½ -  1/3 di tazza di farina di ceci
½ tazza di acquafaba ovvero l'acqua di cottura dei ceci
pane tostato q.b.* [si può utilizzare anche quello senza glutine]
pimento (paprika affumicata)
sale q.b.

Sbucciare le cipolle, tagliarle a fette spesse (circa 2 cm almeno) e ricavarne delicatamente gli anelli.
Preparare 3 ciotole. Nella prima la farina di ceci con un po' di sale. Nella seconda l'acqua di cottura dei ceci e nella terza il pane tostato e tritato con la paprika ed il sale. 
Ora passare gli anelli di cipolla prima nella farina poi nell' acquafaba (consiglio di intingerli un paio di volte) ed infine nella panatura. Disporli in una teglia foderata di carta forno sempre distanti tra loro. Infornare a 250° per circa 15 minuti poi girare gli anelli e cuocerli per un'altra decina di minuti. (attenzione a non bruciarli regolatevi a seconda del vostro forno!).

ANELLI DI CIPOLLA AL LATTE
 

INGREDIENTI:
2/3 cipolle grandi (le bianche qui sono le migliori a mio parere, ma vanno bene tutte)
½ tazza di farina* [si può utilizzare anche una farina senza glutine]
½ tazza di latte vegetale (i più adatti sono quello di soia o di riso)
pane tostato q.b.* [si può utilizzare anche quello senza glutine]
sale e pepe q.b.
olio per friggere in spray

Sbucciare le cipolle, tagliarle a fette spesse (circa 2 cm almeno) e ricavarne delicatamente gli anelli.
Immergerle completamente nel latte e lasciarle riposare per almeno un'ora.
Preparare una ciotola con la farina ed un'altra con il pane tostato e tritato a cui aggiungere il sale ed il pepe.
Immergere gli anelli nella farina poi nuovamente nel latte ed infine nel pane. Disporli nella teglia foderata di carta forno gli uni distanti dagli altri  e per ottenere una maggiore doratura e croccantezza spruzzarli leggermente con olio e cuocere a 200° per circa 10/12 minuti poi rigirare. 

NOTAGUSTO: da provare con l'aggiunta di rosmarino o peperoncino :D