seguimi ...


-->> Seguimi anche sulla mia pagina facebook e troverai tanti altri album interessanti <<--

venerdì 10 novembre 2017

L'autunno semplice semplice

immagine presa dalla rete
Cit.  "Si facevano bollire le volpine con le castagne -non i marroni, che costano e sanno di poco, ma le carpanesi, quelle piccole e triangolari, quelle che ce n’è dappertutto a terra nei boschi- e nell’acqua si metteva alloro e finocchietto. 

E le castagne prendevano il profumo delle volpine e le volpine lo zucchero delle castagne.
Si scolavano e ci si faceva un bel piatto per ciascuno. 
Semplice semplice, come tutto il resto che non mi viene più in mente di fare."

Sentite l'aroma nell'aria? Io ho l'aquolina in bocca solo a scrivere questa citazione!!!


Oggi voglio parlarvi della Pera Volpina, un frutto che come le giuggiole e il corbezzolo -di cui ne parlo QUI fa parte dei cosiddetti frutti dimenticati della mia Terra che la Natura ci mette a disposizione proprio in questo periodo dell’anno. 
E’ il frutto del pero volpino, albero longevo e rustico dalle origini molto antiche che in Romagna, terra di cui questo cultivar è originaria, veniva posto a sostegno delle viti e tutt’ora è possibile trovarlo nei vigneti. 
Questo frutto antico, in passato cresceva spontaneamente e ha rappresentato per molto tempo un mezzo di sostentamento delle popolazioni montane ma anche preda ambita dalle volpi, di qui il nome buffo di pera volpina.  L’aspetto di questa pera di piccola pezzatura (circa 80 g – 100g) non è particolarmente accattivante: la forma è rotondeggiante, un po’ schiacciata, la buccia di colore verde ma rugginosaLa polpa è bianca, croccante, granulosa e molto dura, tanto che anche quando giunge a maturazione si preferisce mangiarla cotta.  Il sapore è deciso, aspro e tannico rispetto alle altre varietà di questo frutto. A livello nutrizionale, è povera di zuccheri e di calorie ma ricca di vitamine e sali minerali, ma soprattutto di fibre. Queste ultime, non solo rallentano lo svuotamento gastrico regalando senso di sazietà per lungo tempo, ma limitano l’assorbimento di grassi e colesterolo e consentono un efficace controllo glicemico, tutte proprietà che rendono la pera volpina un’ottima amica della dieta. 
Per le sue caratteristiche non si presta molto per il consumo a crudo, in genere infatti, come tutti i frutti dimenticati, sa farsi apprezzare in conserva oppure cotta . Se volete provarla, dovete recarvi nelle sagre locali e nelle manifestazioni  tipiche che valorizzano i frutti dimenticati, poiché nelle grandi distribuzioni, essendo frutti di scarsa rilevanza per la grossa fetta del mercato è impossibile trovarla. Una volta acquistata, potete conservarla a temperatura ambiente per tutto il periodo invernale.
E' una buona fonte di vitamine del gruppo B ed è dotata di un indice di sazietà molto elevato: è molto indicata come spuntino o per concludere un pasto .Si può consumare solamente cotta vista l’alta percentuale di tannini presente nella polpa.
Gli usi tipici sono: cotta con  le castagne e qualche foglia di alloro .
Cotte col vino rosso Sangiovese, chiodi di garofano, cannella e zucchero.
Come confettura (la più famosa e tipica della Romagna è il SAVOR ( fatto da una base di mosto d'uva con frutti tipici autunnali,spezie,canditi e frutta secca) o in torte o crostate.
Curiosità: da sempre un frutto povero, durante la guerra era molto consumato soprattutto per la sopravvivenza delle popolazioni montane.

 PERE VOLPINE E CASTAGNE BOLLITE

Mettere nella pentola a pressione per 30 minuti le pere lavate, ma lasciate intere, le castagne con la buccia a cui si farà la classica incisione sulla pancia, qualche foglia di alloro.

IN UNA SAGRA LOCALE..
PERE VOLPINE AL SANGIOVESE

Ottime come dessert.
Mettere in una casseruola le pere lavate ma lasciate intere con zucchero e vino rosso (qui si usa esclusivamente il Sangiovese DOC) fino a coprirle quasi interamente. Le pere non devono soprapporsi, ma essere lineari una a fianco all'altra nella casseruola. Aggiungere anche qualche stecca di cannella e chiodi di garofano.
Cuocere facendo sempre la prova della forchetta fino a consistenza gradita delle pere.



martedì 7 novembre 2017

Crème brûlee

La crème brûlee o la crema catalana sono un classico dei dolci a cucchiaio tra quelli che più amo.

Qui la mia versione vegan e senza glutine.


Ma prima spendiamo due parole e due aneddoti curiosi per capire qualcosa in più su questi must dolciari apprezzati in tutto il mondo.

La prima ricetta documentata di crème brûlée risale a un libro di cucina francese del 1691.
Nonostante il nome però, pare che sia d'origine inglese dove però questo dolce si chiama burnt cream, cioè «crema bruciata» molto rinomata nella tradizione del Trinity College di Cambridge nel quale viene preparata marchiando a fuoco lo stemma del college sulla superficie del dolce.
E la crema catalana?? Molti le confondono poiché molto simili ed entrambe rivendicano di essere una versione di quella inglese, ma in realtà la principale differenza fra la crema catalana (tipica della catalogna per l’appunto) e la crème brûlée francese sta ne fatto che, mentre la prima viene preparata sul fornello, la crème brûlée va fatta cuocere in forno a bagnomaria.
Altra differenza per me ugualmente importante ma che di solito non viene menzionata è che la crème brûlée ha un gusto gradevolmente vanigliato e non pesante; mentre la crema catalana ha un sentore agrumato di limone più corposo.
C’è una curiosa leggenda sulla crema catalana. Si narra infatti che questa crema fu un'invenzione di alcune monache catalane. Un vescovo andò in visita al loro convento, e le monache per accoglierlo prepararono un budino che però risultò troppo liquido. Le monache allora aggiunsero dello zucchero caramellato caldo e quando lo servirono il vescovo gridò "crema!" che in catalano significa, oltre a crema, brucia. Da allora la crema viene anche chiamata "crema cremada".
La mia versione è perciò, come vedrete,a tutti gli effetti un po’ un mix tra le due ;)
Altra curiosità è che questo dolce viene anche menzionato nel film “Il favoloso mondo di Amelie”.

Cit. dal film“Ad Amelie piace rompere la crosta della Crème Brulée con la punta del cucchiaino
Crème Brûlee 
vegan e senza glutine



INGREDIENTI:
(dosi per 4 porzioni)

1 lattina di latte di cocco (*)
2 cucchiai di zucchero di cocco o di canna grezzo (io preferisco il secondo per questa ricetta)
½ cucchiaino di agar agar in polvere
½ cucchiaino di vaniglia in polvere o ¼ di pezzettino di stecca
1 punta di cucchiaino di curcuma

Versare il latte in un pentolino e aggiungere il resto degli ingredienti un poco alla volta per evitare grumi.
Cuocere a fuoco vivo mescolando di continuo ed avendo cura non si formino grumi dell'agar agar.
Togliere dal fuoco un attimo prima che cominci il bollore.
Versare nelle cocotte e lasciar raffreddare poi far riposare in frigo per almeno 2 ore così che si rapprendano.
Cospargere un cucchiaino di zucchero di cocco o di canna grezzo su ogni cocotte e metterle in forno solo il tempo necessario a farlo caramellare ben bene.
Ottime da gustare sia calde che fredde o a temperatura ambiente.

NOTAGUSTO (*): se si vuole variare il latte vegetale ho sperimentato anche quello di soia vanigliato e garantisco l'ottima riuscita.

Caffè speziato

Si avvicinano le festività e perchè non stupire i nostri ospiti con un caffè che sembra un cocktail?

Perchè non terminare un pasto con questa golosità se non abbiamo avuto tempo di preparare anche un vero dessert?

Perchè non proporlo per la merenda o al posto del tè delle cinque? :P

Perchè semplicemente non coccolarci un po'?

E allora ecco qua una ricettina veloce veloce per voi!

Sfizioso, speziato, goloso. 
Ottimo sia in versione fredda, sia da consumarsi caldo ;)



INGREDIENTI:
(dosi per 2 )

2 caffè espressi
3 cucchiaini di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere 
½ cucchiaino di pepe di cayenna
ghiaccio q.b.
latte vegetale q.b.

Per prima cosa  preparare in una ciotola piccola la crema di cacao.
Versare il cacao, la cannella e la cayenna poi lo sciroppo d'acero e mescolare bene fino ad incorporare il cioccolato. Può richiedere un attimo ma non vi scoraggiate che poi si creerà una cremina densa.

Preparare i caffè e versarli nella crema di cacao.

Riempire circa a metà il bicchiere col ghiaccio e versarvi il tutto poi riempire il restante del bicchiere con il latte vegetale scelto. 
Io utilizzo in genere un latte di soia leggermente dolce oppure ottimo anche quello di cocco o di mandorle.
Spolverate di cannella e se li avete metteteci un chicco o due di caffè (io li avevo finiti!!!)

NB. se lo preferite caldo evitate semplicemente il ghiaccio e scaldate un po' il latte che avete scelto.